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Scuola di Felicità 18 – Tagliare i rami secchi.

Una dei grandi sbagli che vengono commessi da chi vede gli ottimisti come “creaturine bizzarre con un gusto particolare per le illusioni” è quello di pensare che siamo tutti tonti. Non so a voi, ma a me capita – quando faccio un’azione gentile – di essere guardata in modo strano, di essere oggetto di risatine e addirittura di compatimento.

Recentemente ho letto su FB una frase bellissima che diceva press’a poco: “Invece di insegnare ai nostri bambini a difendersi da un mondo crudele ed ostile, insegniamo loro a contribuire a un mondo meno crudele ed ostile.”

Detto ciò, credo di essermi già espressa su quanto la gentilezza e la pazienza nei confronti degli altri siano essenziali per il raggiungimento ed il mantenimento della felicità. Esistono, però, alcuni rapporti che non ci fanno del bene. Alcuni li ho descritti in questo post, li ho chiamati vampiri emozionali .

Ci sono molti di noi che continuano ad intossicarsi con rapporti sbagliati. Fidanzati e fidanzate che non fanno che criticarci, “amici” o sedicenti tali che gioiscono se ci capita qualcosa di brutto, persone che vorrebbero “dirigere” la nostra vita secondo ciò che a loro fa più comodo…ed alcuni non lo fanno nemmeno in modo troppo velato.

Eppure noi non riusciamo a staccarci. Come mai?

Credo che uno dei passi più avanzati che riguarda la “Scuola di Felicità” sia quello di lasciarsi alle spalle la paura di restare soli e tagliare con un colpo netto questi rapporti. Tutti, se possibile.

So che le relazioni non sono mai in bianco o in nero, ma è anche vero che tutti noi sappiamo se un rapporto ci fa male o no. Il fatto è che a volte, semplicemente, sopportiamo per quello che chiamiamo “quieto vivere”. Perché a volte temiamo di non valere abbastanza, oppure perché ormai frequentare alcune persone è un’abitudine.

Ebbene, così come gli alberi hanno bisogno di spogliarsi delle loro foglie per poter rinascere alla vita, anche noi, spesso, abbiamo bisogno di recidere i rapporti tossici, conservando solamente quelli che veramente ci riservano affetto e considerazione. A volte questi rapporti veri sono drammaticamente pochi, ma…avete mai sentito il detto “meglio pochi ma buoni”?

I tagli netti, con certe persone, sono utili anche per un ottimo motivo: non è detto che debbano essere definitivi. Alcune persone però a volte hanno bisogno di perdere qualcuno per accorgersi della sua importanza nella propria vita. Vale per amori, amici e persino familiari.

Il fatto di allontanarsi dalle persone “tossiche” non può essere che un beneficio, anche se forse all’inizio sentiremo una certa mancanza. Sul lungo periodo, però, i benefici del non dover subire più giudizi negativi, o frecciatine velenose, o comportamenti di indifferenza che ci feriscono risultano evidenti come il naso sulla mia faccia. Provare per credere.

Ma come fare a capire se un rapporto è davvero tossico? Semplice, prendete un foglio e dividetelo in  due colonne. Su una scrivete tutto ma proprio tutto quello che vi fa sentire a disagio in merito a una certa persona. Sull’altra scrivete tutto ciò che vi fa stare bene. Se gli atteggiamenti negativi superano di almeno tre punti quelli positivi…beh, è il caso di prendere il largo in maniera decisa. Almeno per un po’.

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  1. leggendo il tuo post, mi sono accorto di essere una persona abbastanza negativa, però non mi ritengo una persona tossica.. nel mio caso è proprio una questione caratteriale 🙂

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    • Non tutte le persone pessimiste sono tossiche, ed anche una persona “positiva” può essere tossica per qualcuno. Ognuno deve decidere cosa quali rapporti sono positivi per il proprio essere. Almeno, io la penso così. 🙂

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  2. Un'altra zitella

    Alcune delle categorie nella vignetta sono un po’ troppo bianche e nere… una persona che vede prevalentemente il lato negativo delle cose può soffrire di depressione…così come una persona che trova sempre una soluzione a tutto – anche quando il suo aiuto non è richiesto – può risultare invadente e prepotente. Il fatto poi di ritenere o meno la vita un dono può anche dipendere dal trovarsi in situazioni di privilegio, più che da un ottimismo innato.

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    • Penso che, come in tutte le cose, ognuno sia responsabile del proprio equilibrio. Certo, la vignetta è molto generale, ma non credo ci sarebbe sufficiente spazio per riassumere tutto in una sola immagine…tuttavia ciò che penso e sottolineo è che, per esempio, esistono persone che avrebbero tutto il diritto di dirsi sfortunate eppure considerano ogni piccola cosa come un miracolo. E c’è gente che nasce nella bambagia ed è annoiata di tutto. Penso che ognuno di noi sappia quali sono i rapporti che fanno del male, in un modo o nell’altro. E’ da quelli, secondo me, che bisognerebbe allontanarsi. 🙂

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  3. Queste lezioni mi avrebbero fatto un gran bene, e proprio nel periodo in cui hai tenuto questo tuo “corso sulla felicità”. Io mi sono liberata di persone tossiche, di vampiri emozionali che erano peggio delle zecche. Accolli, come si dice a Roma; gente che da un lato mi spremeva come limoni, mentre dall’altro faceva terra bruciata attorno, cosicché io ci pensassi due volte prima di mandarli a quel paese. Eppure, purtroppo per loro, la corda s’è spezzata e ho avuto la forza di recidere quel ramo secco. È stato difficile, anche perché il ramo era avvizzito per me – e non per mio marito – e perché quelle persone hanno fatto terra bruciata attorno a noi, sparlando e spargendo veleno (col sorriso, i furbi). Ma, anche se il parco amici si è ridotto drasticamente, sono più leggera. Ed è una felicità che non ha prezzo.

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