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Alla larga da “La Principessa Sofia”! By Nontelodico

Ricevo e pubblico con gioia lo sfogo della mia amica nontelodico, mamma di una splendida bimba. Mi ha scritto seriamente preoccupata, perché – pur non occupandosi a tempo pieno delle questioni di genere, non ha potuto non notare i modelli pazzeschi che vengono proposti alle nostre bambine.

Premetto, non sono una blogger e non so scrivere con umorismo, soprattutto quando sono arrabbiata.

Già qualche tempo fa avevo deciso di non far più vedere alla mia piccola di 3 anni e mezzo “Principessa Sofia” un nuovo cartone in onda su Disney Junior. Stamani, purtroppo, non ho fatto in tempo a spegnere la tv prima che iniziasse e mi è toccato vederlo perché – con tutta la pubblicità che le fanno – la mia piccola non sente ragioni.

La trama è questa: una bambina povera finisce per diventare principessa quando la mamma sposa il Re, che ha già un figlio ed una figlia.

Le prime due puntate son state carine e quindi ok, la terza, invece, mi aveva parecchio infastidita perché impostata molto male e mi aveva dato l’impressione di voler traviare e condizionare il comportamento delle bambine in un certo modo .

Nello specifico, in quella puntata, Sofia voleva imparare ad andare a cavallo ma CANTANDO (quindi in modo ancora più subdolo!) le amichette e la sorella le dicevano che non era possibile perché lei era una principessa e come tale il suo COMPITO era SOLO quello di fare il tifo per i ragazzi, nella fattispecie per TALE (non mi ricordo il nome), ragazzo più carino della scuola ( con tanto di sospiri…)…e qui la prima carotide si è chiusa e la mia pressione è salita.

Dopo di che Sofia comincia a “lottare” per avere quello che vuole ma la sua lotta passa come un CAPRICCIO e, anche se alla fine le bambine le dicono che è stata brava ad insistere per avere ciò che voleva, la cosa non passa certo come una bella canzoncina. ( E qui si è chiusa la seconda carotide, mi sono sforzata di respirare e mi sono ripromessa di non far più vedere quel cartone alla mia bimba.)

Per un po’, per fortuna o di proposito, non l’ho più visto davvero, ma ora è ricominciata la pubblicità martellante, che mi ha chiuso entrambe le carotidi contemporaneamente.

“Sofia deve imparare ad essere una principessa, per cui studia per imparare a DARE FESTE MAGNIFICHE, AVERE VESTITI BELLISSIMI , ma la DOTE PIU’ IMPORTANTE PER UNA PRINCIPESSA E’ QUELLA DI AIUTARE SEMPRE GLI ALTRI” ( grrrrrrrrrrrrr e fumo dalle orecchie )

La puntata di stamani ( ripeto vista solo per pura sfi..) verteva giusto sul tema di aiutare gli altri. Bel tema, la solidarietà: è sicuramente un valore da insegnare. Il sacrificio però è un’altra cosa e non è sempre bello.

Le care principessine alla loro scuola avevano da sostenere un’esame importante che le avrebbe fatte avanzare negli studi oppure no.

La piccola Sofia corre a studiare, mentre la sorella con altre principesse “esperte” (cioè nate principesse) le danno alcuni UTILLISSIMI consigli:

1- la cosa più importante è come ti presenti e com’è il tuo vestito (pressione arteriosa a 150 la max e la prima carotide se ne va )

2- è importantissimo avere sempre un ventaglio e saperlo sventolare nel modo corretto, cioè ammiccando un po’ ( pressione arteriosa a 180 la max e via anche la seconda carotide..)

3- ( e qui non ci ho proprio più visto ) inizia l’esame, sulla strada per arrivare al luogo preposto le principesse incontrano la bibliotecaria (vista come una poveraccia dalle bimbe…) che chiede aiuto per portare a casa alcuni libri troppo pesanti per lei.

Ovviamente le principesse altezzose la snobbano e le dicono di no; Sofia invece, gentilissima ed accondiscendente, si lascia trascinare via dalla signora perdendo l’esame.

Ora, scusate, forse sono io, ma questa non è solidarietà…. è invece sacrificare una cosa che per te è importante per aiutare qualcuno . Il messaggio è quello di instillare nelle bambine il concetto di “sacrificio ” come qualcosa di buono e nobile e confonderlo con la gentilezza o appunto la solidarietà, di modo che quando saranno grandi siano ben felici di sacrificare qualsiasi cosa che per loro sarà importante perché si potranno sentire principesse. Questo inevitabilmente porterà le ragazze a credere che sacrificarsi per l’amore o la famiglia o qualsiasi altra cosa sia nobile e giusto e che le loro aspettative non sono importanti di fronte al bisogno di qualcun’altro.

Chiariamo: io non dico che non esistono motivi per cui fare sacrifici nella vita, anzi. La vita insieme agli altri ti mette di fronte a scelte che a volte possono portare a dover sacrificare qualcosa. E sicuramente non vorrei che mia figlia diventasse una di quelle persone sdegnose che non guardano in faccia nessuno e tirano dritto di fronte a qualsiasi richiesta di aiuto. Però la cosa poteva essere impostata in modo molto diverso. Tipo:

Sofia dice alla bibliotecaria che l’aiuterà volentieri, ma che prima deve avvisare le maestre per evitare di finire nei guai.

I bambini non capiscono l’ironia, le metafore o le iperboli e se fai o dici una cosa per loro è ESATTAMENTE quella.

Ora scusatemi sono stata forse un po’ prolissa, ma vorrei che si prestasse più attenzione a certe cose. Visto che il sistema TV funziona per Share se quello è a zero il programma viene cancellato e sostituito con altro, e questo programma sicuramente è da modificare o cancellare.

p.s. Rivoglio i Little Einstien che erano fantastici!

»

  1. non ho visto questo cartone quindi non posso dire nulla ma aiutare gli altri anche quando non sarebbe conveniente per me dovrebbe essere un bel messaggio per bambini e bambine..

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    • certo io ai bambini farei già vedere Shrek o la disney-pixar piuttosto che disney channel ma vabbè

      Rispondi
    • Sì, è con sta specie di ricatto morale che noi femmine siamo sempre state un po’ fregate e relegate ai ruoli di cura. nel senso che va bene davvero sacrificarsi per gli altri A SCAPITO DI SE STESSI? La solidarietà, come è scritto nell’articolo, è un bellissimo valore e va insegnato, ma il calpestare le proprie inclinazioni non è un insegnamento sano, specie perché – strano eh – viene insegnato solo alle bimbe…

      Rispondi
  2. Certo che aiutare gli altri è importante, non per essere, ma io sono diventata volontaria in una Pubblica Assistenza a 13 anni ( allora si poteva… si sono vecchia sob!) poi infermiera in una clinica psichiatrica e sono donatrice di sangue, quindi credimi se ti dico che non era “aiutare gli altri anche quando non sarebbe conveniente” ma proprio un modo per far sentire alle bimbe che è bello sacrificare tutto ciò a cui tengono, e questo non è vero.

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  3. Ciao, mi chiamo condizionamento e sono qui per rovinarti l’infanzia.
    Che irritazione feroce ò__ò

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