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Scotland The Brave 2 – Bravehearts on the seaside

…continua da qui

3° Giorno: Stirling – Saint Andrews – Montrose . 11 Agosto

Lasciare Edimburgo non è  facile: le cose da vedere sono ancora così tante che è un dispiacere allontanarsi, ma la Scozia è grande e meravigliosa in ogni sua parte e quindi di ottimo umore ci mettiamo in auto e ci dirigiamo verso Stirling, la città che è stata teatro di una grandissima battaglia contro gli inglesi guidata dal famoso William Wallace.

In effetti, un po’ ovunque in città c’è aria da Braveheart. No, non nel senso che dei bruti in gonnellino si aggirino spaccando teste a facce troppo inglesi per i loro gusti, ma…c’è un tocco di antico, a Stirling, difficile da dimenticare. Forse sono le costruzioni, la pietra grigia, le vestigia di un passato di sangue che ancora si respira…o forse io ho guardato troppe volte il dvd con Mel Gibson, che dite? 😀

Comunque è bello passeggiare attraverso le stradine che conducono alla parte alta della città dove torreggia il castello (dove però non siamo entrati).

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Una delle cose più attraenti di Stirling, manco a dirlo, è il Wallace Monument. Si tratta di una torre che sorge sulla cima di una collina, per arrivare alla quale occorre percorrere un sentiero (in salita!) nel bosco.

In cima, c’è un signore in costume che è pronto a raccontare ai turisti la vera storia della battaglia di Stirling. E a sussurrare che William Wallace non era esattamente lo stinco di santo che il film ha fatto credere. Ma – io penso – quale uomo in una guerra lo è?

L’atmosfera, comunque, è maestosa e viene proprio da piazzarsi sul cocuzzolo della collina e gridare:

FREEEEEEDOOOOOOMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMM!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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La mattinata passa in un soffio e dobbiamo risalire in auto per cominciare il nostro percorso: avevamo deciso di percorrere la costa in senso antiorario, perciò la nostra prima meta è stata la cittadina di Saint Andrews, un poco il capoluogo universitario della regione del Fife, sulla costa orientale.

E’ una cittadina sul mare che, oltre al quartiere dell’università, offre alla vista dei turisti i resti di una magnifica cattedrale.

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E non so perché, ma io non facevo che pensare a come immagino Camelot…

Comunque, dopo la sosta quotidiana nel pubbino locale, dove ho gustato un ottimo sidro, siamo ripartiti. In realtà non sapevamo bene come muoverci e così abbiamo deciso di affidarci all’idea iniziale e proseguire verso Montrose, che la guida diceva essere “un accogliente e ridente paesino costiero”.

Ora, parliamone.

Montrose di ridente non ha proprio niente. E’ un paese un po’ sfigato in cui tutto – a parte Deeno il kebabbaro – chiude alle cinque del pomeriggio.

Deeno il kebabbaro è un personaggio realmente esistente ed è colui che ci ha salvato la vita con una pizza ed un panino quando, dopo aver trovato una sistemazione più che decente nell’albergo più simpatico del luogo (Il Saint George), siamo usciti per cenare trovando una fila di saracinesche abbassate. Nei pub, con molte scuse perché sono tutti gentili, tutti dovevano rifiutare di sfamarci (non erano nemmeno le nove di sera, sia ben chiaro!!!).

Ed è a questo punto che è entrato in scena lui, come un miraggio. Dal Pakistan con furore. E meno male. A me il panozzo è rimasto un po’ sullo stomaco, ma la notte ho dormito così bene che il malumore non è riuscito a catturarmi.

4° Giorno: Montrose – Dunnottar Castle- Aboyne (sulla via delle Distillerie) – Glenfiddich – Forres. 12 Agosto.

Il giorno dopo di buon mattino ci siamo messi in viaggio lasciando il paese del Nulla Assoluto. La guida prometteva grandi soddisfazioni a poche miglia…e così è stato. La prima tappa è stata il Dunnottar Castle, famoso perché Zeffirelli vi ha ambientato il suo Amleto (sempre con Mel Gibson, che non è scozzese ma che non fa altro che venirmi in mente). La storia del Dunnottar, tanto per cambiare, affoga un po’ nel sangue: è stato teatro di un massacro di inglesi ordinato – indovinate un po’ – dal solito William Wallace ed anche dell’uccisione di quasi 200 persone per motivi religiosi.

Però ci si dimentica degli orrori non appena si scorge la bellezza del luogo e sembra impossibile che tanta crudeltà vi sia stata consumata. Insomma: c’è questo istmo di terra che collega la terraferma alla collina sui sorge la fortezza e il mare sembra di zaffiro con screzi di smeraldo (scusate la metafora trita e ritrita) con la costa che vi cade a picco e la spuma delle onde che si infrangono sulla scogliera e sulla spiaggia che punteggia l’azzurro…bello, bello, bello. Senza contare le fochine che giocano spensierate in lontananza…

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Ed anche se è una rovina, tutto è attentamente conservato e curato e si respira un’aria di quieta malinconia che non credo possa trovarsi da altre parti al mondo.

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Sì, la tizia qui sopra sono io. Il panorama era notevole. Non mi credete?

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Anche stavolta, scollarsi da un posto come questo è stata dura. Sono rari i momenti in cui ti siederesti e staresti in silenzio a guardare ciò che hai davanti per ore.

In Scozia succede.

Comunque, seppur a malincuore, siamo ripartiti ed abbiamo deciso di tagliare la zona di Aberdeen (che temevamo essere troppo simili a Montrose) in favore della Via delle Distillerie, che passa per Aboyne, nei cui pressi si trova la famosa distilleria Glenfiddich (il whisky col cervo, avete presente?).

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E qui siamo stati parecchio fortunati, perché siamo arrivati a pelo per imbucarci (gratuitamente!) con una truppa di turisti italiani e fare il tour delle distilleria insieme a loro…degustazione compresa. Ebbene sì: questa vacanza ha segnato il mio ingresso ufficiale nel mondo degli alcolizzati.

Dopo la distilleria ci siamo rimessi in viaggio e ci siamo fermati in un hotel di stralusso a Forres (ma ad un prezzo ragionevole perché in 4 ci siamo fatti dare la Family Room, risparmiando un sacco!). La prossima destinazione è un po’ il simbolo della Scozia turistica: Lochness e la porta delle Highlands del nord.

…To be Continued…

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  1. meraviglioso!!! La Scozia ha un posticino speciale nel mio cuore..la cattedrale di St Andrews è stupenda e anche il Dunottar Castle…secondo me le rovine hanno molto più fascino dei castelli tutti rimaneggiati (a questo proposito avete fatto benissimo, IMHO, a saltare il castello di Stirling…che a me ha detto molto poco).

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  2. Pingback: Scotland the Brave 4: Into the Wild | La Zitella Felice

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