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Scotland The Brave 1 (Ovvero come innamorarsi delle Highlands)

Ci ho messo un po’ a cominciare questo articolo. Non perché non sappia cosa dire, al contrario. Il fatto è che quando ripensi ad una vacanza che ti è piaciuta tanto (ma tanto tanto!) riscriverne è un po’ come riviverla ed io volevo conservarmi questo piacere ancora un po’.

Comunque, è arrivato il momento di raccontare. Lo farò a puntate, credo, come per il Marocco e aggiungerò anche diverse foto perché – nonostante mi dia arie da scribacchina – certa bellezza è proprio difficile da tradurre in parole e allora meglio lasciar subentrare Lui con le sue foto. In fondo forse uno dei motivi per cui questa vacanza è stata fantastica è per la compagnia.

Ma bando alle ciance, andiamo a cominciare:

1° Giorno: Bergamo- Glasgow (Prestwick) – Edimburgo. 9 Agosto

Ci troviamo in aeroporto alle 9 del mattino con i nostri compagni di viaggio Abilù e Tamshit. Ve li ricordate? Dal Marocco c’è stato un “lieve cambiamento”….così lieve che ora questi due portano le fedi e Lei è ingrassata, specie la pancia…no, non vi sto prendendo in giro. Non siamo in 4, ma in 5 e il Quinto Elemento (che conosceremo solo ad Ottobre inoltrato) fa sì che all’aeroporto i tizi della Ryan Air abbiano quasi uno svenimento collettivo. Beh, sì, Tamshit era un po’ avanti nella gravidanza, magari qualcuna avrebbe rinunciato. Non lei. E sono bastati pochi giorni insieme a capire che quella ragazza lì ci batterebbe in una camminata anche se, oltre al bimbo in arrivo, avesse quattro palle di piombo ai piedi. Siamo noi che siamo scarsi.

Comunque, il volo è tranquillo ed arriviamo a Prestwick nel primo pomeriggio, ci rifocilliamo nel pub interno all’aeroporto e poi andiamo a recuperare l’auto a noleggio. Il primo ostacolo per i ragazzi è la guida a destra. Coraggiosamente, Abilù decide di partire per primo. Ci dirigiamo cartina alla mano verso Edimburgo e credo che questo sia il momento più difficile dell’intera vacanza. C’è traffico. Becchiamo un paio di cordoli, un marciapiede. Le rotonde sono abbastanza un momento di terrore. Ma piano piano la situazione migliora. Procediamo sull’autostrada (NB: tutte le autostrade sono aggratisssse) che è diritta e bisogna solo ricordarsi di stare “dalla parte di qua”. E la tensione, gradualmente, si allenta.

Il problema è un altro: conosciamo l’indirizzo del nostro Hotel (Edimburgh Lodges), ma non abbiamo idea di come raggiungerlo. Ci portiamo il più vicino possibile cioè in periferia a Musselburgh e…non ci resta che chiedere.

Ora, una premessa: in generale gli scozzesi sono gentilissimi con i turisti (tra loro non lo so). Troverete sempre qualcuno disposto ad aiutarvi. Il problema è che all’inizio non si capisce niente, hanno un accento chiusissimo e tutto attorcigliato su ogni parola.

Il malcapitato che fermiamo, probabilmente, voleva solo fare una passeggiatina nel suo quartiere tutto ordinato di case di mattoni. Fischietta e va per la sua via ignaro, finché non incontra noi.

ESCHIUSMIIIIII!

Il poverino osserva l’indirizzo scritto sulla stampa della nostra prenotazione, sconvolto dal fatto che non abbiamo un navigatore, quindi non riuscendo proprio a farci capire quando esattamente dovevamo TURN RIGHT estrae il suo smartphone e ce lo cerca su google. Poi ci disegna una mappa approssimativa. Noi ringraziamo in mille modi e siamo così presi dai ringraziamenti che ci dimentichiamo di riprenderci la penna.

Ma non importa perché un quarto d’ora dopo siamo ancora a cercare di capire qual è la rotonda giusta in cui svoltare e fatalmente ribecchiamo il tizio, che crede che lo abbiamo inseguito per riprenderci la penna e infatti ce la sventola da lontano, come un ladro colto con le mani nella marmellata.

Ripresa la penna, troviamo anche la rotonda e qualche indicazione. da quel momento la situazione migliora. Ci troviamo a guidare fuori città ed è molto più facile. E finalmente arriviamo alle Lodges. Ora, si tratta di camere ricavate nelle dependances di un villone stratosferico che viene usato per cerimonie varie. Il villone è elegantissimo ed anche noi plebei possiamo andare a farci colazione, le camere sono più modeste, ma decisamente accoglienti. L’unico problema è che per andare e tornare dal centro della città occorre prendere il taxi, ma la cosa non ci turba perché siamo in quattro e la spesa divisa è accettabile.

Decidiamo, dopo una bella doccia, di andare immediatamente a esplorare Edimburgo. E’ buffo perché la chiamano tutti EDIMBRAHHH.

Ora, come tutti sanno, ad “Edimbrahhh” in Agosto c’è il “Fringe Festival”, ovvero il festival degli artisti di strada. Per un mese intero, acrobati attori, comici, mimi, musicisti, illusionisti e chi più ne ha più ne metta, prendono in ostaggio le vie del centro. C’è tantissima gente, tanta che è difficile camminare, ma stranamente c’è anche un discreto “ordine”.

Siamo stanchi per il viaggio quindi non giriamo molto, ci basta però come “approccio” per capire che la città ha davvero un suo perché. Intanto ci acclimatiamo anche nell’atmosfera del PUB.

PubEdi1

Ora, dite quello che volete, ma i PUB britannici non hanno niente a che fare con quelli italiani. Da noi sembra sempre che stare lì sia una sorta di “dovere sociale”. Ci troviamo coi musi lunghi, oppure ognuno si concentra sul suo telefonino…che tristezza. Qui invece si scopre proprio il piacere della convivialità e di una pinta di quella buona.

2° Giorno – Edimburgo. 10 Agosto

Il giorno di San Lorenzo ci vede di nuovo in città. Abbiamo provato a mangiare le uova e il bacon al mattino e la cosa non ci è dispiaciuta affatto (la Scottish Breakfast completa prevede: uova strapazzate, bacon, pomodori, funghi e salsicce. Io mi limterò sempre alle uova e talvolta al bacon. Tamshit solo dolci. I ragazzi ci daranno dentro come matti.). Avendo un solo giorno a disposizione per visitarla, percorriamo la parte più turistica, ovvero il Royal Mile che dal castello sulla rocca porta alla residenza scozzese della Regina (dove spesso risiede la principessa Anna) e Prince Street, che poi è il vialone centrale dove troviamo moltissimi negozi.

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Vedendo questa foto penserete che abbiamo preso un sacco di pioggia ed invece no: il tempo in Scozia d’estate si è rivelato estremamente variabile, ma con nostro grande sollievo sembrava che l’Universo stesse attento ad innaffiare i fiori ed i prati quando noi eravamo al chiuso o stavamo dormendo. Per chi se lo stesse chiedendo, le temperature si aggirano attorno ai venti gradi. Insomma, fa freschino, ma se non soffia il vento è una temperatura addirittura piacevole.

Come vi dicevo, la via principale è invasa dagli artisti di strada: nel mattino e nel pomeriggio si trovano decine e decine di ragazzi in costume che formano una coreografia, cantano, oppure stanno semplicemente immobili come statue nei loro costumi cercando di distribuire i volantini per gli spettacoli che si terranno alla sera.

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Ma ci sono anche zone più “tranquille”, come la passeggiata che sale alla parte alta della città e arriva al castello.

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Balza all’occhio che Edimburgo, per lo meno in Agosto, sia una città votata al turismo. Lo testimoniano le decine di negozi e negozietti di souvenirs (dove come prima cosa abbiamo acquistato alla modica cifra di 10 Pound un CD con gli assoli di cornamusa più famosi). Ma si trova un po’ di tutto: sciarpe, kilt, camicie, presine…tutto rigorosamente in tessuto tartan (vero o presunto). E poi il cardo, simbolo floreale della Scozia, declinato un po’ in tutte le salse (gioielli, magliette…), pupazzi di Nessie (ne parleremo, tranquilli…) parrucche rosse che hanno fatto sentire Lui finalmente a casa (ORGOGLIO GINGER!). Che dicevamo? Ah, sì, le cornamuse…

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Ogni tanto si incontrano, negli angoli delle città, o davanti ai castelli, i suonatori di cornamusa a fare folclore. A volte sono ragazzini, a volte nonnetti, a volte ragazze. L’importante è avere un buon fiato, perché suonano per ore senza interruzione, per la gioia dei belinoni (tipo noi) che fanno le foto in cambio di qualche spicciolo.

Edimburgo dà soddisfazioni anche alla sera. In particolare ad Agosto si tiene la “Military Tattoo”, una sorta di parata/spettacolo che ha luogo nel piazzale del castello. I biglietti devono essere prenotati in anticipo, ma per chi non ce la fa c’è la sfilata finale dei Royal Highlander che suonando “Scotland the Brave” escono dal castello. E siccome la Tattoo prevede anche i fuochi d’artificio, ogni sera se ne possono ammirare un po’ anche dalla strada.

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Insomma…una città da vedere e da vivere.

…to be continued…

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  1. Scrivi in modo molto simpatico…aspetto il seguito!

    Rispondi
  2. Pingback: Scotland the Brave 4: Into the Wild | La Zitella Felice

  3. Ciao, complimenti per il tuo blog in generale e per i post sulla Scozia in particolare. Sono capitato qui proprio cercando info sulla mia vacanza scozzese che inizierà … domani! E ti sono già grato per avermi fatto scoprire le fairy pools dove andrò sicuramente.
    Ho una domanda che mi tormenta e a cui non riesco a trovare risposta: su più di una guida ho letto con terrore dei famigerati midges (moscerini) scozzesi. Si tratta di un fenomeno terribile come viene dipinto? Tu come li hai evitati? Quali precauzioni consigli? Grazie mille!

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    • Mah, a dirti il vero io sono stata molto fortunata e di questi moscerini non ho trovato traccia. C’è anche da dire che, come vedi dai resoconti, ho trovato 3 settimane di sole, il che è inusuale. Detto ciò, non mi farei fermare da qualche moscerino, pur di visitare un posto tanto meraviglioso (perché lo è, vedrai).

      Rispondi

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