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La tristezza galoppante di quelli che a fare i macho si sentono immeeeeeensamente fighi…

Su FB, si sa, arriva un po’ il meglio e un po’ il peggio della varia umanità. Insieme ai gattini e ai vari messaggi di amore e speranza, troviamo anche il fondo del barile. Quando chi raschia il fondo se ne compiace pure, di solito, attira la mia attenzione…e magari anche quella di qualcun’altra. Sta girando in questi giorni sul famoso social network, infatti, un simpatico post (simpatico quanto il proverbiale gatto attaccato alle palle) intitolato “LE REGOLE DEGLI UOMINI”.

La mia amica Arianna l’ha letto ed interpretato secondo quello che le donne dovrebbero intendere da questo.

Ne è venuta fuori una cosa interessante. Triste per gli uomini, ma interessante. Mi aspetto che i lettori del blog vengano qui a dissociarsi, mi aspetto che ben pochi siano interessati ad essere considerati “maschi” così.

Di seguito, la famosa lista. In neretto ciò che “pensano” gli “uomini”, in corsivo ciò che ne pensiamo noi. 🙂

LE REGOLE DEGLI UOMINI:
1) Le tette sono fatte per essere guardate ed è per questo che lo facciamo. Non c’è modo di modificare questo comportamento.
 Trovo perfettamente educato stare a fissarti delle parti intime in faccia e trovo che il mio diritto a farlo sorpassi di diverse lunghezze il tuo diritto a non sentirti in imbarazzo, se non peggio.
 
2) Imparate ad usare la tavoletta del cesso. Siete ragazze robuste: se è su tiratela giù. A noi serve su, a voi serve giù. Noi non ci lamentiamo mai quando la lasciate …giù.
 Mi pesa troppo il culo anche per fare uno dei gesti più elementari del vivere civile. (E poi il cesso sporco, di solito, tanto non lo pulisco io, che me ne frega? NDZF)
 
3) Domenica = sport. E’ un evento naturale come la luna piena o il cambiamento delle maree. Lasciatelo così.
SONO UN MASCHIO QUINDI CALCIOFIGAMACCHINE
4) Fare la spesa NON si può considerare sport.
Sono un maschio quindi fare la spesa per me è degradante, fallo tu che le faccende di casa sono lavori da femmine.
5) Piangere è un ricatto.
Se stai male e  piangi, sappi che non voglio saperne e che ANZI ti rovescerò addosso l’accusa di fare qualcosa di perfido. Non me ne frega un cazzo del perché stai male.
6) Se volete qualcosa, chiedetelo.
Non voglio fare neppure il benché minimo sforzo per comprendere l’essere umano a cui sono legato.
7) Cerchiamo di essere chiari: “Sottili” sottintesi non funzionano. “Forti” sottintesi non funzionano. “Ovvi” sottintesi non funzionano. Semplicemente … DITELO!!
Non voglio fare neppure il benché minimo sforzo per comprendere l’essere umano a cui sono legato bis.
9) Sottoponeteci un problema solo se vi serve aiuto per risolverlo. Serviamo a questo. Per la solidarietà ci sono le vostre amiche.
Quando parli mi dai fastidio, non ho un cazzo di voglia di stare a sentire i tuoi problemi.
 
10) Un mal di testa che dura da 17 mesi è un problema. Fatevi vedere da un medico.
Cos’hai detto? Il problema a letto potrei essere IO? Cioè STAI CERCANDO DI DIRMI che potrei essere io il motivo per cui non vuoi fare sesso con me?! Ma vaffanculo e corri a curarti che una femmina con cui non posso fare sesso non mi serve a un cazzo.
 
11) -Qualunque cosa abbiamo detto sei mesi fa non è utilizzabile in una discussione. Più precisamente: il valore di qualunque affermazione scade dopo sette giorni.
Non voglio assumermi la responsabilità di ciò che dico e/o faccio.
 
12) Se pensate di essere grasse, probabilmente lo siete. Non chiedetecelo.
Tieniti per te i tuoi problemi di autostima. Non me ne frega un cazzo dei tuoi problemi, basta che non mi trovi io in difficoltà, per il resto arrangiati.
 
13) Se qualcosa che abbiamo detto può essere interpretata in due modi e uno dei due vi fa arrabbiare o vi rende tristi, intendevamo l’altro.
Non voglio assumermi la responsabilità di ciò che dico e/o faccio bis.
14) Potete chiederci di “fare qualcosa” o dirci “come volete che sia fatta”. Non tutte e due le cose contemporaneamente. Se poi sapete il modo migliore per farla, potete benissimo farvela da sole.
Non voglio che tu mi venga a dire come devo fare una cosa che andrebbe fatta per te. O così come mi viene o arrangiati.
 
15) Quando possibile, parlate durante la pubblicità.
Donne, zitte. Ci dà fastidio che parliate.
 
16 ) Cristoforo Colombo non aveva bisogno di qualcuno che gli indicasse la rotta. Noi nemmeno.
Nessuna stupida donna deve avere la presunzione di suggerirmi cosa possa essere meglio per me.
 
17) TUTTI gli uomini vedono in 16 colori, come le impostazioni base di Windows. “Pesca”, per esempio, è un frutto, non un colore. Anche “melone” è un frutto. “Malva”, non abbiamo la più pallida idea di cosa sia.
SAPERE I COLORI E’ DA FROCI E IO NON SONO UN FOTTUTO FROCIO CAPITO
*NON* SONO UN FOTTUTO FROCIO
 
18) Se prude, grattatevi. Noi facciamo così.
Pensiamo che le donne siano un esercito di bamboline inamidate con un palo in culo.
 
19) Se chiediamo cosa c’è che non va e voi rispondete “niente”, ci comporteremo esattamente come se non ci fosse nulla che non va. Sappiamo perfettamente che state mentendo, ma così ci risparmiamo un sacco di fastidi.
Non abbiamo alcuna considerazione per i vostri problemi, è più importante non avere rotture di coglioni. I vostri problemi, teneteveli.
 
20) Se ponete una domanda a cui non volete una risposta, aspettatevi una risposta che non volevate sentire.
Pensiamo di sapere meglio di una donna cosa lei stessa voglia. Non siamo affatto presuntuosi.
 
21) Quando dobbiamo andare da qualche parte, tutto quello che indossate è bellissimo. Davvero!
Siamo convinti che voi vi vestiate bene solo ed esclusivamente a nostro uso e consumo. Non contempliamo nemmeno da lontano l’idea che lo facciate perché vi vada di farlo o perché vi sentite bene con voi stesse; se abbiamo deciso che è inutile, è inutile. Piantatela subito di fare quello che vi pare.
 
22) Non domandateci mai a cosa stiamo pensando, a meno che non siate pronte a sostenere un dialogo su: – sesso, sport, automobili.
SONO UN MASCHIO QUINDI CALCIOFIGAMACCHINE bis.
 
23) I vestiti che avete sono più che sufficienti.
Siamo convinti che voi vi vestiate bene solo ed esclusivamente a nostro uso e consumo. Non contempliamo nemmeno da lontano l’idea che lo facciate perché vi vada di farlo o perché vi sentite bene con voi stesse; se abbiamo deciso che è inutile, è inutile. Piantatela subito di fare quello che vi pare. bis
24) Le scarpe, invece, sono troppe.
Siamo convinti che voi vi vestiate bene solo ed esclusivamente a nostro uso e consumo. Non contempliamo nemmeno da lontano l’idea che lo facciate perché vi vada di farlo o perché vi sentite bene con voi stesse; se abbiamo deciso che è inutile, è inutile. Piantatela subito di fare quello che vi pare. tris
25) Noi siamo perfettamente in forma: “tondo” è una forma.
Per noi va benissimo essere “tondi” (non “grassi”; “tondi”). Voi invece, come dicevamo sopra, siete GRASSE.
 
A tutti quelli che verranno a risentirsi dei luoghi comuni qui presenti, ricordo che la lista NON E’ STATA CREATA DA NOI, ma gira come motivo d’orgoglio e con commenti entusiastici. Contenti loro, contenti tutti. Grazie ad ARIANNA per il “lavoro sporco”.
Grazie all’Universo generoso che non ha creato così tutti gli uomini e una sonora pernacchia a quelli che invece ci si rispecchiano!
Buona domenicaaaaaaa! 😀

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  1. Già. E Cristoforo Colombo era pure covinto di andare in India…

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  2. Non sono d’accordo su come siano stati interpretati tutti i punti. Esempio i punti 6 e 7: che tu sia maschio o femmina, non è problema/compito mio indovinare ciò che vuoi; il punto 11: rinfacciare cose successe due anni prima, non serve a niente, se non a litigare inutilmente; il punto 12: chiedere “sono grassa/bassa/brutta/etc.” al/alla proprio uomo/donna, solo per sentirsi dire “no caro/a, sei bellissimo/a”, ma soprattutto farlo spesso, è di un patetico unico; il punto 15: se sto guardando qualcosa che mi interessa, non devi disturbarmi PROPRIO in quel momento, ma lo puoi dire dopo. Cinque minuti o mezz’ora di attesa non sono un dramma; il punto 17: nessuno è obbligato a vedere in 345 colori diversi e non significa che si ritiene omosessuale; il punto 18: vi prude? Grattatevi, perchè dovreste vergognarvi? Il punto 19: perchè se mi rispondi niente, dovrei star lì a pregarti di dirmi cosa non va? Quando avrai voglia, me lo dirai; il punto 20: a tua domanda, io rispondo. Se mi chiedi se sei brutto o antipatico e per me è così, non aspettarti che io ti dica di no, solo per compiacerti; il punto 21: indossa ciò che ti pare, non devo decidere io per te; i punti 24 e 25: di solito le donne (come gli uomini) fashioniste, tendono ad avere troppi vestiti e scarpe, ma a dire che non bastano. La vostra interpretazione è stata data in maniera pregiudizievole e limitata; e se A significasse A e non B come l’avete tradotta voi?

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    • Sei stata un po’ confusionario/a, ma provo comunque a risponderti: punti 6 e 7 – no, non è un compito, ma sarebbe cosa buona e giusta cercare di capire che cosa l’altro o l’altra vorrebbero, significa avere un rapporto ed anche “tenerci abbastanza”, punto 11 – dipende dalla gravità delle cose, ma di solito chi non vuol sentirsi rinfacciare nulla è perché ha ancora il sederino che brucia un po’, punto 12 – ciò che per te è patetico per un’altra potrebbe essere molto importante, specie se si tratta del giudizio del partner a cui di norma si tiene di più rispetto a quello di qualcun altro, punto 15 – No, teoricamente un programma TV non dovrebbe distrarti a tal punto, punto 17 – invece è proprio così, non riuscire a distinguere le sfumature è vanto dei mascolinisti che associano il femminile a chi invece le vede. Con disprezzo, per di più. Punto 18 – perché non siamo gorilla – Punto 19: per dimostrarti che hai capito e che ti importa, probabilmente, ma il fatto è che non ti importa = menefreghismo ed egoismo; punto 20: esiste anche una misteriosissima dote, dono di pochi, lo ammetto che significa NON PASSARE SOPRA AI SENTIMENTI ALTRUI COME UN CARROARMATO, SENZA PER QUESTO RISULTARE FALSO. Si chiama Tatto. Informati, esiste davvero!!!; punto 21 – non devi decidere tu per me finché la mia gonna non è troppo corta, vero? Se no mi dai della bagascia; punto 25 e 24: le donne non sono tutte fashioniste e quelle che lo sono potranno fare un po’ il c….che pare a loro senza dover subire commenti?
      Quindi, come vedi il tuo commento alla nostra interpretazione non fa che confermarla. Buona giornata. 🙂

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      • Sinceramente, entrambi sbagliamo. Gli uomini con la loro immaturitá e le donne con il loro vedere del marcio dove non c’è. Impariamo a farci le cose da sole e a non piagnucolare se non ci danno abbastanza attenzione. E soprattutto a non star lì a dire sempre “ecco, non mi dici che sono bella e quindi non ti importa di me! Non mi dici che questa gonna non mi sta bene, non ti importa di me! Non INDOVINI cosa sto pensando, quindi non ti importa di me!”. E su ragazze, smettiamola. Come accusiamo loro di essere egocentrici ed infantili (vero!), anche noi siamo pesanti e sempre in cerca di conferme. Cresciamo un attimo anche noi.

  3. Anch’io quando ho letto questa lista su Fb ho avuto una reazione simile.
    Posso comunque assicurare che i miei due figli -maschi!- portano *sostanziose* obiezioni al punto 1: le tette sono fatte per essere mangiate, commenterebbero loro :).

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  4. Peccato che la nostra ricerca di conferme sia sempre dettata dal non sentirci adeguate ad uno schema che “loro” hanno creato. Poi, ci sono ragazze che pretendono assurdità ed altre che pretendono solo rispetto. Rispetto che, in generale, non viene dato per partito preso, perché la donna è quella creaturina a metà tra l’uomo e il bambino…da proteggere se non sfugge agli schemi precostituiti, da punire se lo fa (anche con la violenza).

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  5. comunque sia,, ruoli maschi o femmine interdipendenti, ovvero uno chiama l’altro etc,.. quello che mi infastidisce è l’ arroganza di questa lista maschile, non c’è voglia di comunicare, ma la presunzione di dettare legge. a chi? l’ interpretazzione per quanto condivisibile o meno apre al dialogo, comunica, è questa la differenza tra chi anche opponendosi ha la capacità di riconoscere l’altro,e riconoscendolo gli porta dignità,, è questo che certa parte del sesso maschile non vuole capire, l’altro esiste, e portare questo valore in una relazione è già dirompente.

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