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…Ma uno striscione no.

NB: in questo articolo sono inserite volgarità assortite. Scusate, ma sono infervorata e quando ce vò ce vò.

A poche ore dal barbaro femminicidio di Cristina Biagi avvenuto sul litorale di Marina di Massa (a davvero pochi km) e lo stesso giorno della revoca dei domiciliari a uno spezzino venticinquenne che minacciava la ex con un odioso “Ora ti picchio quando voglio” (*mani nel sangue mode: on!*), mi trovo a commentare con una nota di disappunto uno spiacevole episodio avvenuto ai margini di quella che forse è una delle più importanti manifestazioni locali: il Palio del Golfo.

Si tratta di una gara tra le 13 borgate della provincia a suon di remi: Portovenere, Le Grazie, Fezzano, Cadimare, Marola, C.r.d.d., Canaletto, Fossamastra, Muggiano, San Terenzo, Venere Azzurra, Lerici, Tellaro.  Chi vince porta a casa il Palio, tra gli onori del pubblico. La gara è preceduta da una sfilata a cui tutti partecipano con grande dispendio di energie e si fa un casino inaudito, tra canti, cori e manifestazioni di entusiasmo.

E che sarà successo mai? Direte voi.

Ebbene, alla luce degli ultimi avvenimenti, la sezione locale di Se Non Ora Quando aveva chiesto alle Borgate di poter aprire la sfilata con uno striscione contro il femminicidio, che avrebbe recitato semplicemente “NON UNA DI PIU'”. Che non mi sembra un messaggio capace di incrinare chissà quale equilibrio, ma allo stesso tempo avrebbe potuto produrre l’effetto positivo di far sì che in qualcuno scattasse la domanda: “perché quello striscione?” e si interessasse all’argomento.

Ebbene, peccato che le Borgate hanno rifiutato in blocco. (Anche se corre voce che Lerici, Venere Azzurra e San Terenzo non sarebbero state nemmeno interpellate).

La cosa, capirete, mi lascia molto delusa. Delusa al punto che non mi frega più niente di vedere il Palio. Delusa al punto che mi chiedo cosa cazzo avrebbe rovinato uno striscione, all’interno di una sfilata.

Qual è questo famigerato spirito che non può essere toccato? Ma, soprattutto, perché una manifestazione sociale non può avere anche un aspetto più serio, seppur nel limitato contesto di una semplice segnalazione? Cosa c’è che disturba tanto?

Me lo chiedevo ieri sera, mentre battagliavo furiosamente sulla pagina facebook più famosa di Spezia con vari personaggi che cercavano di farmi capire che non sarebbe appropriato,  che non sarebbe logico, che bisogna “rompere il cazzo ai giudici, non alla gente”.

E io a cercare di far capire che no, signori miei, che prima di tutto bisogna puntare alla gente. E il semplice fatto che venga utilizzata la terminologia “rompere il cazzo”, anziché qualcosa come “sensibilizzare” la dice lunga sulla percezione del problema. La violenza sulle donne sì, che è una gran rottura di cazzo. Ma come mai dirlo sembra così fuori luogo?

Perché, se parlo di violenza sulle donne, tutto quello che sanno tirarmi fuori è un “ma allora dovremmo parlare anche dei disoccupati!”. E parlatene, dei disoccupati, ma se in questo momento si parla di violenza sulle donne, perché si debba per forza spostare l’argomento non mi è chiaro. Perché si deve distrarre. IO NON LO FAREI, SE VOI PARLASTE DI DISOCCUPAZIONE. A meno che non vogliate farmi credere che il tema del femminicidio sia secondario, perchè vi ricordo che si parla di vite umane cancellate. Quanto meno, ad un disoccupato resta la speranza di risollevarsi. Ad una donna morta, no. E’ più chiaro così o devo fare anche il disegnino?

Vorrei avere la grazia e l’incisività della signora Di Rienzo, sono certa che riuscirei meglio ad esprimermi, ma quando dio le distribuiva probabilmente io ero in bagno e si è presa tutto lei. Pazienza.

Almeno mi sono un po’ sfogata. Anche se mi resta il dispiacere di constatare che – al solito – la mia città si è dimostrata incapace di empatia, chiusa nel proprio compiacimento di “bel posto” …ma una volta finite la farinata e la focaccia mi piacerebbe che restasse qualcos’altro. Un po’ di umanità, per esempio.

 

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  1. amen. Aggiungo solo una cosa…che VERGOGNA

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  2. Indignata! Mi vergogno di essere parte di questa citta( anche se sono di Lerici in verità, ma sempre provincia purtroppo di spezia) . Nn c’era luogo e momento più adatto di una manifestazione sportiva , così seguita, soprattutto da uomini,per uno striscione contro la violenza sulle donne! Gran bella figura di m.. Ci hanno fatto gli spezzini!!! Io da quella famosa pagina fb di spezia mi ci son tolta da tempo, da quando ho capito quanto idioti e ottusi siano gli spezzini veri, quanto poveri di spirito siano, privi di capacità di ragionare oltre la squadra di calcio , i bei posti e la farinata , come giustamente dici tu. Orgogliosi di essere così idioti , oltretutto. Che vadano al diavolo!

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    • Monja, piacere di conoscerti ed ospitare il tuo commento. Io vivo a San Terenzo, originaria della Serra, scuole medie a Lerici…in poche parole, come minimo ci conosciamo di vista. 🙂 Io su quella pagina ci resto, non perché debba dimostrare chissà che, ma per tastare il polso della situazione. Comunque come dici tu, essere orgogliosi di essere idioti fa davvero tristezza.

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