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F. Una rivista femminile.

Se diamo uno sguardo alle riviste dedicate specificatamente al pubblico femminile possiamo avere due o tre reazioni tipo: 1. conati di vomito & indignazione, per testate che ci dipingono unicamente come bimbe sciocche tutte dedite alle scarpe e allo smalto per unghie. 2. conati di vomito & indignazione per testate che ci invitano a star bene con noi stesse e poi ci propongono foto di ammiccanti ninfette quindicenni che pesano sì e no 30 Kg. 3. conati di vomito & indignazione  tout court.

Devo dire la verità, io ho sempre portato a casa qualcuna di queste riviste. All’inizio del mio percorso di lettrice proprio perché non mi accorgevo di nulla e – anzi – le ritenevo un buon metodo per ottenere venti minuti di evasione allo stato puro (come sapete io non sarò mai quella che condanna lo smalto per unghie di Hello Kitty, anche se magari sarei tra le ultime a metterlo). Più avanti, osservandole con occhio più critico, quasi per tastare il polso della situazione.

Da circa tre settimane, però, devo ammettere di essere stata colpita molto favorevolmente da una di queste riviste. Si tratta di F, settimanale edito da Cairo Editore. Mi è capitato un numero sotto mano mentre ero dalla mia amica parrucchiera e sfogliandolo, benché la prima impressione fosse di non avere tra le mani nient’altro che una copia dei più famosi Tu Style e Gioia, ho dovuto ricredermi e – come ho già detto – stupirmi piacevolmente.

Sia ben chiaro che ricalca lo schema “à la Cosmopolitan” che rende invise a una buona fetta del pubblico femminile un certo tipo di riviste: ovvero i temi trattati sono “società-moda-bellezza-Lui-gossip”. Fin qui non ci muoviamo molto. E’ anche vero che se un giorno facessero un Focus tutto rosa griderei all’oltraggio e mi chiederei cos’ha di diverso dal Focus “normale”, in poche parole…se volessi articoli di scienza comprerei (e infatti compro) Focus.

Nell’ambito delle riviste di moda e bellezza, però, F si merita il suo obolo settimanale (1 euro), per un motivo molto semplice: gli articoli vanno a parare sempre e comunque su un unico punto ovvero la forza che le donne sanno tirare fuori. Si parla di femminicidio, si parla anche di star, ma secondo me manca quella “sdolcinatezza” così cara alle altre riviste, le quali continuano a renderci bamboline. Nonostante i servizi di moda, la sensazione che si ricava dagli articoli di F è che – pensate un po’ – siamo considerate persone. 

Non ho reso l’idea? Vi farò allora un riassunto dell’ultimo numero che ho in casa, quello della settimana dal 17 al 24 Luglio.

La copertina non è per niente diversa dalle riviste sorelle:

Con la questione del PESO in primo piano, non sembra proprio il massimo. Ma non giudichiamo il giornale troppo presto e proviamo a sfogliare.

1. La “POSTA DEL DIRETTORE”, che è Marisa Deimichei, si apre con la lettera di una donna di 52 anni che si lamenta di non riuscire a trovare un uomo single “decente”, nel senso che le sono capitate esperienze atroci con fedifraghi, millantatori e gente che non ha nemmeno la più pallida idea di che cosa significhi impegnarsi in un rapporto. L’interrogativo è: perché uomini e donne in amore sono così diversi?

La signora Deimichei si lancia in una risposta che per alcuni potrà risultare scontata, ma che secondo me si discosta dalle “false speranze” con cui altre riviste cercano di nutrire le lettrici. Uomini e donne sono diversi perché al maschio manca un po’ la capacità di proiettarsi nell’altro e – anche in amore – ciò che gli importa davvero è l’autoaffermazione. Per questo è raro che gli obiettivi coincidano, soprattutto dopo una certa età: è meglio farsene una ragione. La lettrice viene quindi incoraggiata a costruirsi una sua vita indipendente, con le amiche e la propria libertà e non manca la spintarella  a cogliere l’opportunità nel caso si presentasse l’occasione giusta. 

Voto: 8. Per una volta ci viene parlato davvero come faremmo con un’amica e non ci viene raccontata l’ennesima favola di Pocahontas.

ATTUALITA’ (a pagina 16): “ROSY AVEVA DENUNCIATO SEI VOLTE L’UOMO CHE L’HA UCCISA”.  Un doloroso “J’accuse” di Elvira Serra (collaboratrice del Corriere della Sera e blogger per “La 27ma ora”),  in merito al femminicidio di Rosy Bonanno e alla scarsa rilevanza che le forze dell’ordine hanno dato alle richieste di aiuto della ragazza e della sua famiglia, fino al tragico epilogo. La Serra si scaglia anche contro il fatto che, spesso, le denunce delle ragazze in difficoltà vengono prese come segnale di isteria da parte dei tutori dell’ordine che privilegiano il loro “ritorno in famiglia”, benché siano coscienti che questo significa farle tornare nella tana dell’orco.

Voto: 8. In una sola pagina c’è molta indignazione, ma non si indulge nella rabbia.

GOSSIP: DIANE KRUGER parla del suo ultimo telefilm e della sua vita privata, dichiarando come – grazie al marito Joshua Jackson – sia diventata una persona migliore (sottotitolo: gli uomini non sono tutti uguali….grazie al cielo!)

Voto: 8. E’ un servizio completo che non va a cercare particolari “scabrosi”, ma anzi esalta l’unità della coppia e la possibilità di gestire una famiglia ed avere un lavoro più che soddisfacente senza i salti mortali a cui ci hanno abituate.

LUI: LE COSE CHE GLI UOMINI NON SOPPORTANO DI NOI (a cura di Antonella Fiori). Un po’ per gioco e un po’ per davvero la giornalista ha interrogato 5 famosi. Famosi…ehm, io mi vergogno ma ne conoscevo solo uno…Insomma, la top Five delle cose insopportabili sarebbero:

1. Le “crisi esistenziali”, chi non si rilassa mai e non è mai felice.

2. Il rifiuto del dialogo.

3. Quando a letto diciamo di essere stanche ed è palesemente una bugia.

4. I lamenti.

5. Il sesto senso.

Voto: 7, un articolo di impronta un po’ sciocchina, che però mi ha dato di che pensare. Ora, contando che la risposta numero 4 l’ha data Federico Moccia io non mi farei troppi scrupoli. Sarei d’accordo sulla prima risposta, mentre ritengo che la numero 2 non sia certo appannaggio della donna, cioè chi rifiuta il dialogo non siamo noi nella grande maggioranza dei casi.

APPROFONDIMENTI: IL MITO DI LILITH – La prima donna non era Eva, ma Lilith, che si ribellò ad Adamo e fuggì sul Mar Rosso (chiamala scema!). Adamo allora andò a piagnucolare da Dio che gli preparò un’altra compagna…con la quale è andata meglio per alcune cose, molto peggio per altre…questa è la (fantasiosa?) tesi di Flaminia Nucci che in un saggio ha analizzato la figura quasi dimenticata della Prima Donna, cancellata dalla storia perché troppo spaventosa (?). E noi che pensavamo che Eva fosse una rivoluzionaria!

Voto: 9 e Lilith for president.

ATTUALITA’: INSEGNAMO ALLE FIGLIE LA GIUSTA AMBIZIONE: NE AVRANNO BISOGNO.  L’articolo di Elisabetta Della Rocca è un vero toccasana. Si rivolge alle madri, e alle ragazze che future madri saranno, analizzando la tendenza a rendere le bimbe “rinunciatarie” in partenza, prospettando loro l’impegno familiare che le distoglierà dal lavoro. Il concetto è che “è inutile impegnarci troppo, tanto poi non avremo tempo per fare tutto”. Ecco, questo pezzo incoraggia esattamente l’opposto: insegnare alle nostre bambine che i loro progetti valgono esattamente quanto quelli dei coetanei maschi e che non vale assolutamente la pena annullarsi. La frase che incornicerei è : “Se lui ti dice: “rinuncia”, non ti ama.”.

Voto: 10. Perché anche se dal mio riassunto non si evince, non è un invito a eliminare l’amore dalla propria vita, ma a cercarne uno che ci corrisponda in pieno. Non a caso tutte le ragazze famose prese ad esempio hanno sia la posizione dei loro sogni che un uomo innamorato.

ATTUALITA’: UOMINI CHE PAGANO LE DONNE. PER NON DOVER PARLARE D’AMORE. Una bellissima riflessione di Giorgia Serughetti che, prendendo come spunto il film in uscita “Jeune et Jolie“, analizza  il fenomeno in sempiterna crescita del commercio sessuale, ma tentando di indagare sui clienti. Chi sono, che cosa vogliono. Ne esce fuori un quadro squallidissimo ed inquietante, perché…davvero, i clienti sono i nostri mariti e fidanzati. E no, non mi chiedo perché, non sento di dovere alcuna comprensione a questi individui.

Voto: 8. Lascia l’amaro in bocca.

SEX SYMBOL: CLIVE OWEN – IO E MIA MOGLIE SIAMO UNA SQUADRA FANTASTICA. Credo che il titolo dica già abbastanza.

Voto: 8, fa sempre piacere leggere storie di coppie che funzionano alla grande.

Il giornale prosegue con altre notizie sulle celebrità, con i servizi di approfondimento (uno molto carino sul volontariato), con segnalazioni librarie e cinematografiche e con gli immancabili servizi di moda. Ancora una volta, vengo piacevolmente stupita dal fatto che sì, ci sono le modelle in costume da bagno (magre), ma no, non mi pare che ci sia alcun richiamo sessuale gratuito nemmeno nelle pubblicità. Niente donne fatte a pezzi, per intenderci, niente chiappe per vendere gelati. Il che è estremamente bello, perché avvalla la tesi che non proporre oggettificazioni non significa privare il settimanale di fotografie accattivanti, ma anzi, ne migliora la qualità.

E la ciliegina sulla torta è l’articolo sul PESO, così strillato in copertina: viene proposto il metodo per calcolare il proprio indice di massa corporea e la tabella di valutazione indicata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che segnala chiaramente se si è nella norma, se si deve perdere qualcosa o se è meglio darsi da fare a tavola per mettere su un po’ di ciccia. Cosa che ho trovato giustissima: finalmente non un articolo incentrato sull’estetica, ma sulla salute.

Insomma, avrete capito che approvo.

Oggi vado a comprare il nuovo numero: se si rivelerà all’altezza dei precedenti, credo che quelli di F avranno conquistato una lettrice appassionata.

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  1. Io a casa ho un Tu Style di aprile (l’ho comprato perchè volevo leggere il servizio di copertina su Scarlett Johansson, lei è una grande come sempre ma l’articolista non le ha reso giustizia, secondo me)..bene in mezzo a tanti articoli leggeri, persino lì c’era una bella intervista nella rubrica CultureClub alla regista Alina Marazzi che parlava del suo ultimo film sul rapporto madre-figlia “Tutto parla di te”..ad una domanda sull’istinto materno rispondeva così: “trovo che di fatto non esista come non esiste necessariamente l’istinto paterno. Al contempo esistono entrambi ma soltanto nella misura in cui impariamo a coltivarli”
    questo per dire che il segreto di queste riviste (chissà se è lo stesso per For Men e simili) è quello di unire temi “leggeri” ma comunque degni (moda, bellezza, interviste alle star ecc) con altri più seri

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  2. comunque Pocahontas (che è un’eroina di tutto rispetto) è l’unico film Disney in cui alla fine l’amore NOn trionfa. In questo hanno rispettato la storia: la vera Pocahontas (è realmente esistita) non sposò John Smith

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  3. Solo una nota:
    “se volessi articoli di scienza comprerei (e infatti compro) Focus.”
    ti prego, ripensaci. Se vuoi una rivista di scienza a livello divulgativo, compra “Le Scienze”. Certi articoli di Focus imperversano ancora nei miei incubi O.O (poi se vuoi riviste scientifiche per scienziati, magari ti mando una mail)

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    • Ma io non sono una scienziata, cara e temo che non capirei riviste più “complicate”. 🙂

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      • Stai tranquilla, Le Scienze è di divulgazione, ma almeno non è convinta che esista il Big Bang (cito dal prof di Cosmologia “Ma anche Topolino sa che il Big Bang non esiste!”) e non spara a caso atomi pentavalenti ^_^’ Insomma, informarsi di scienza (a un livello adatto alle proprie basi, certo) è bene. Ma se leggi cose che non sono vere, non solo non serve a nulla, ma è anche deleterio :-/
        Vale

  4. Grazie per la tua recensione! Io evito come la peste queste riviste.. Sinceramente ho poco tempo per leggere, quindi mi concentro solo su romanzi e quotidiani. Leggo le riviste solo quando sono dalla parrucchiera (e ogni volta mi indigno per gli articoli idioti che leggo), e visto che ci devo andare proprio domani, se in giro trovo questa rivista, la sfoglierò sicuramente!

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  5. io sono pro “Vanity Fair”, “Marie Claire” ed “elle” ammetto che lo spessore ce lo trovo… forse per autoconvinvermi di fare la cosa giusta leggendoli piuttosto che sfacchinando in casa come da brava Desperate Housewife!?

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  6. Il Big Bang non esiste???????? *Va a nascondersi a Paperopoli*

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  7. Lilith for president 😉 !

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  8. Grazie per il tuo articolo!! Con affetto… Sally di http://www.puramentesally.com

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  9. Assolutamente vero. Fino ad ora è l’unica rivista femminile che mi ha dato la possibilità di leggere articoli che non raffigurassero la donna come una povera cretina vittima di tutto ed arrabbiata con il mondo, ma la donna forte e debole allo stesso tempo, umana, ma con i desideri di crescita rinascita ed autocritica. Penso che mi ci abbonerò e spero di non rimanere delusa dai prossimi numeri.

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