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Othello era uno stronzo.

Si fa un gran parlare, in questi giorni, di fatti di cronaca sempre più agghiaccianti. Il dibattito sul Femminicidio si infiamma, c’è chi vorrebbe eliminare questo vocabolo – pauuuura eh? – e chi pensa che non sia abbastanza. Ci sono giornalisti che non sanno fare il loro mestiere e continuano a chiamarli “delitti passionali”, come se ci fosse qualcosa di vagamente passionale nell’ammazzare di botte qualcuno, nel sentire le sue ossa che si spaccano, la sua pelle che si lacera, il sangue che esce a fiotti. Perciò quando leggo “dramma della gelosia” o “delitto passionale” o “Lui, folle d’amore” prenderei il giornale e lo farei a palline per poi infilarle una ad una su per il….naso al propagatore di tanta disonestà.

Poi succede che un Lui pesta una Lei, la pesta tanto da spappolarle la milza, che infatti le viene asportata. E lei che fa? Lo perdona.

Facendoci cascare le braccia.

Lo perdona perché “Lui non voleva, poverino.”

Difficile crederci. Se non voleva è uno schizoide, ma va be’.

E’ autodeterminazione quella di voler tornare col tuo carnefice? E’ un tuo diritto?

Viene spontaneo riflettere, non tanto sulla reazione di lei, ma sui meccanismi che fanno scattare reazioni del genere: le ragazze e il mito dell’amore romantico, la passione che trascende tutto e tutti, il sentimento totalizzante che ti rende una schiava felice.

Uhm, quando ero ragazzina leggevo Shakespeare e sognavo sulla scena del Balcone, con Romeo che ascolta nell’ombra una deliziosa Giulietta. Non so perché, ma a me Romeo è sempre sembrato un piagnone. “Romeo e Giulietta” sarebbe anche una bella storia d’amore, ma – stringi stringi – finisce con tre morti. Due dei quali sono proprio i due amanti. Che c’è di bello, eeeeeh?

Il fatto è che alle ragazze viene insegnato che non c’è altro amore vero se non quello che porta a soffrire o – alla meno peggio – ad annullarti. Alle ragazze non viene data un’educazione completa, manca infatti quella spinta che viene data ai maschi. Alle ragazze è consigliabile restare nelle retrovie, tanto poi avranno un marito e dei bambini a cui pensare e, si sa, “una donna deve sempre scegliere”. Quante volte ve lo siete sentite dire? Non dico che non sia vero, al giorno d’oggi.

Ma questa “scelta obbligata” è parte della mentalità rinunciataria a cui veniamo debitamente addestrate fin da piccole. Quella che ci fa sentire complete e realizzate solo se c’è un marito contento di noi. O dei figli. Quella che ci fa sentire “malfunzionanti” se per caso di bambini non ne possiamo – o vogliamo – avere.

E poi, questo vero amore, lo trovano solo le BRAVE RAGAZZE. E una brava ragazza che fa? Arriva vergine al matrimonio (così non può capire se quello che ha la soddisfa davvero), si veste pudicamente, lavora, cura la casa, cresce i figli, sopporta le corna, le urla, le botte e perdona, perdona, perdona…ma io mi chiedo dove sia l’amore romantico in questo.

Intendiamoci bene: chi mi conosce lo sa e chi non mi conosce lo impari, io sono convinta che nei rapporti con gli altri non siamo mai totalmente liberi e che i sentimenti sono qualcosa di meraviglioso. Un rapporto di coppia che funziona costringe a compromessi, ma anche un’amicizia stretta, un buon rapporto con i genitori, con i colleghi, con chiunque abbia influenza sulla nostra vita li richiedono. E non tutti i compromessi sono svilenti. Persino alcuni piccoli sacrifici, fatti per amore, assumono un nuovo significato.

Epperò. Epperò c’è una bella differenza tra un piccolo sacrificio come – che so – indossare una sera i tacchi alti solo perché gli piacciono e rinunciare ai propri amici perché Lui non vuole che li veda. Perché è geloso, poverino.

Prendersi cura di un uomo non significa che TUTTO gli sia dovuto. I ragazzi di oggi, per fortuna, lo sanno meglio dei nostri padri e tuttavia c’è ancora quel germe a causa del quale si sentono defraudati di qualcosa se la compagna non fa loro trovare la pappa pronta. Magari non lo dicono, ma alzi la mano chi per davvero non lo pensa.

Ma torniamo al Lui geloso e all’amore totalizzante. La Brava Ragazza non guarda nessuno, non ha desideri. Si limita a subire il desiderio altrui. Se le va male, dopo un po’ non lo subisce neanche più, in favore di svariate paia di corna, perché  – e che cazzo – l’Uomo è cacciatore e dopo un po’ si stufa. E si sa, i ragazzi cercano le puttane per divertirsi, ma la mogliettina deve essere l’angelo del focolare.

Quindi se sei una Brava Ragazza e OSI uscire dallo schema guai a te. La società ti disapprova, lui ti pesta col silenzio-assenso di tutti coloro che ti circondano, come minimo ti spappola la milza e tu che fai? Dio santo, torni all’ovile, perdonare (o dire di aver perdonato) è più facile che sopportare la Condanna Sociale che invece ti spetterebbe se lo denunciassi, della paura che dovresti provare se tentassi di allontanarti, della solitudine, del senso di colpa…perché sì, è colpa tua. E’ di questo che ti hanno convinta, a partire da quando eri in culla e ti regalavano bamboline vestite da principesse a cui tu dovevi riferirti come modello ovvero: sii bella e adorabile, la tua unica possibilità è attrarre un uomo che ti possegga. E questa idea si è radicata in fondo in fondo e ti dice che tu non puoi avere una tua volontà, che tutto ciò di cui ti deve importare è soddisfare Lui, perché la forza del tuo amore lo cambierà. Oh, sì, lo cambierà. E invece ti ritrovi in ospedale. Ma forse non hai provato abbastanza, non sei stata abbastanza brava, Lui ti ama, in fondo…è colpa tua, è colpa tua, è colpa tua…

Non sentite qualcosa che stride terribilmente in tutto questo?

Ci hanno insegnato per tutta la vita ad avere compassione di Othello, il Moro di Venezia, così insicuro di sé nonostante i successi in battaglia. Così fragile. Così incredulo che una bellezza come Desdemona possa amarlo, che il primo soffio di vento, una sola parola bastano per togliergli ogni umanità. Povero Othello.

Povero Othello un corno. Othello era uno stronzo.

Non perdonateli, ragazze. Se mai nella loro vita hanno usato violenza fisica o psicologica nei vostri confronti non comprendeteli. La vostra vita può essere meravigliosa e potete avere accanto qualcuno che vi ama veramente e cioè che oltre ad essere attratto da voi, si fida, vi stima, vi apre il suo cuore. Non perdete l’occasione per un Othello a caso. E’ una scelta vostra.

 

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  1. non ho capito che c’entra Romeo però,.quella è una bellissima storia d’amore tragico e veramente romantico, lui non spappolava la milza a nessuno, nè era morbosamente geloso nè le ha mai fatto del male…è finita con il suicidio di entrambi perchè le famiglie si odiavano.
    Otello, sono d’accordo che è uno stronzo, ma io la tragedia shakespiriana l’ho sepre considerata una lezione sui danni della gelosia ossessiva.
    Venendo a Rosaria Aprea (che più che Giulietta o Desdemona mi ricorda Sansa Stark del Trono di Spade o Beverly Marsh di It prima che si decidesse a mandare affanculo Tom Rogan)..non è il romanticismo il problema..il romanticismo non c’entra col picchiare la fidanzata, è questione di mancanza di autostima e quindi di quale educazione hanno dato i genitori alla loro figlia, che tipo di amore le hanno dato se glielo hanno dato (perchè a nessuno piace avere la milza spappolata ma qualcuno può crescere pensando che se lo merita e per questo motivo cercarlo), e quale educazione ha avuto lui sopratutto (anche se è vero che c’è chi supera infanzie tremende diventando una brava persona..può accadere ma è raro che un bambino o una bambina amata in maniera sana e equilibrata diventi un carnefice o si innamori del proprio carnefice)..perchè no l’amore non è solo gioie e sorrisi e felicità (è anche questo e dev’essere sopratutto questo), l’amore non è assenza di conflitto, litigi o problemi ma non è neanche una milza spappolata a calci: chi ti picchia tutti i giorni con la precisa volontà di farti male e lui sa che ti fa male, di sicuro non ti ama o ti ama male che è la stessa cosa, è vigliacco nel senso peggiore del termine) E non c’entra nulla neanche, come ho sentuto dire, che alle donne viene insegnato che “deve piacere il bastardo” le donne come gli uomini hanno il diritto di essere attratte da chi vogliono, che poi ci può essere un uomo che ha modi considerati da “bastardo”, persino aggressivo e non picchierebbe mai la fidanzata. Comunque è vero che di solito questi violenti sono bravi a scegliersi le vittime…mi viene in mente Tom Rogan e Beverly Marsh nl bellissimo romanzo di Stephen King, It. È un legame a volte perverso quello che si instaura fra la vittima e il carnefice, fatto di aspetti psicologici, caratteriali, di storia personale

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    • Romeo c’entra solo per il fatto che ciò che ci fanno apparire come un personaggio struggente, come un mito da inseguire…è un piagnone che schioppa. E all’atto pratico, forse, seguirne l’esempio non è la cosa più furba. 😛

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      • non credo che la narrativa (almeno quella per adulti) debba fornire esempi da seguire…deve raccontare l’animo umano, la società nel bene come nel male. Perciò anche nel mio post faccio paragoni tra persone reali e personaggi immaginari..credo che la narrativa, specie quando è ottima, possa aiutarci a comprendere meglio noi stessi e gli altri

  2. E qui secondo me ti sbagli, perché la narrativa – come molte altre – è una forma di comunicazione. Ora, come non è vero che uno diventi un serial killer se ascolta l’heavy metal non è nemmeno vero che una bimba che cresce con la Disney diventi per forza una “princess addict”. Però i modelli si concretizzano anche attraverso cose come questa, la mente li interpreta e li distorce, ma il messaggio passa.

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    • la narrativa è arte..non semplice “comunicazione” tipo la pubblicità. Deve narrare l’umano, ricostruire un mondo. (e nell’umano c’è pure gente come Romeo, c’è il bene, il male..)
      E comunque continuerò ad amare la storia di Romeo e Giulietta come la tragedia romantica per antonomasia senza pensare che incoraggi al suicidio

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      • Non mi pare di aver mai detto che incoraggia al suicidio. Mi pare di aver detto che – all’atto pratico – una storia come la loro non sarebbe sta gran figata come avrebbero voluto farcela passare. 🙂

      • Romeo & Giulietta è una tragedia,quindi direi che non deve essere una figata! E’ comunque la storia di un grande amore

      • Il problema è questo: ci viene insegnato che grande amore = grande sofferenza, quando non è necessariamente così!

      • certo che non è necessariamente così ma nel caso di Romeo e Giulietta la sofferenza non derivava dall’amore (loro erano e avrebbero potuto essere felicissimi) ma dall’odio tra le due famiglie.

      • l’amore può essere sofferenza quando lo dai a qualcuno che non lo ricambia o palesemente non lo merita..cose che accadono ed è legittimo che siano narrate.
        Così come in una relazione amorosa ci possono essere litigi, difficoltà, contrasti ..ma non c’entra niente con il massacrare la fidanzata

    • pienamente d’accordo il messaggio passa e come, i figli che crescono in ambienti mal sani a causa dei genitori, non potranno che essere una piaga per chi li incontra, sopratutto perché in alcune persone non ce il desiderio di vedere persone migliori di lui/lei intorno ma solo sottomissione……..avete mai sentito un uomo padre dire :”qua si deve fare come dico io” e non in una decisione importante, ma semplicemente una persona che non è in grado di vedere i suoi errori commessi in passato, un uomo che non ha potere sui figli…………… insomma ciò che ha seminato………e chi semina guerra raccoglie tempesta SEMPRE …………

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  3. Però posso dire una cosa? Io da bambina adoravo le principesse (non quelle Disney, troppo vecchia sono), gli abiti con la crinolina, le corone e le pietre incastonate. Scrivevo e illustravo fiabe piene di principesse. Amavo il rosa e i capelli lunghissimi. Oggi mi dicono che sono una femminista stronza, nemica dei maschi, di sicuro frigida perché non metterei mai (l’ho fatto in passato e son guarita) un uomo al centro della mia vita e delle mie passioni. Tutto questo per dire che leggere fiabe, guardare film e amare il rosa non è sicuro viatico verso il totale obnubilamento da rapporto di coppia.

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    • Credo che molte di noi abbiano giocato alle principesse (io sono tuttora fan di Belle!) senza riportare gravi danni. Ho scritto anche un post “in difesa”. Il punto è ciò che però viene trasmesso “anche” dalle principesse. Amore = sofferenza, abnegazione, sacrificio, sopportazione, perdono. Che fino ad un certo limite saranno anche valori, ma sorpassato quel limite rovinano la vita!

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      • appunto, dipende da come vengono vissuti..il mio personale concetto di sacrificio per amore, (e sono cresciuto coi cartoni Disney e tutto il resto) non prevede farsi massacrare di botte da chi dice di amarti nè spappolare la milza alla fidanzata rientra nel concetto di romanticismo con cui sono cresciuta e tutt’ora respiro

      • cresciuto

  4. Appunto! Quindi scusa paolo ma è inutile perdersi e farmi il processo alla parola. Hai capito benissimo ciò che intendevo.

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  5. il tuo post mi ha preso alla sprovvista.
    è bello in modo intensamente bello.
    vero in modo esageratamente vero…
    personalmente credo che una donna che sta con chi non la ama in modo totale, è una persona priva di autostima…

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  6. Scusate se mi intrometto, e so che sono un po’ OT ma… ci sono pacchi e pacchi di analisi letterarie e psicologiche che indicano Romeo e Giulietta non come la rappresentazione di una storia d’amore eterno, ma come segno dell’estrema superficialità dei giovani (Romeo fino al giorno prima stava con un’altra, giusto per la cronaca). I critici sono convinti che Shakespeare volesse mostrare quanto assurdi sono i ragazzi che scambiano un’infatuazione per chissà che cosa. Giusto per proporre un altro punto di vista alla faccenda (che a parer mio, è assai più verosimile di “si amano, si amano e sono così idioti da ammazzarsi”).
    Vale

    PS: cito a memoria “Se Romeo e Giulietta non si fossero ammazzati, avrebbero divorziato entro un anno!” (cit. Anita Blake).

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  7. Posso dire una cosa….
    Smettiamola anche di dire che “stì stronzi” sono matti/folli/schizzati etc. etc.
    Hanno propblemi comportamentali, sì.
    Probabilmente sono cresciuti in un’ambiente mal sano, sì.
    NON SONO MATTI.
    I matti io li conosco bene, ci lavoro. E sono tutto tranne che violenti.
    E’ stato provato più e più volte che l’aggressività nelle persone mentalmente disturbate è uguale, se non talvolta inferiore, alla media nazionale delle persone “normali”
    Sono 13 anni che lavoro con persone con disturbi mentali e mi spacco la schiena per far scemare questo pregiudizio radicato e vorrei tanto che i media la smettessero di sparar stronz…

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  8. Splendido post, a dir poco.
    Posto che sono d’accordo con l’autrice, su tutta la linea (ah, hai dimenticato la trasmissione, ed espressione, “Amore criminale”).
    Lungi da me l’infastidire chi tra l’altro si è appena iscritto al mio di blog (Grazie!), ma voglio fare un appunto… su altro però, qualcosa che è rimasto non detto e che troppo spesso è volutamente ignorato o apertamente non condiviso… penso che non si presti abbastanza attenzione a tutto ciò che c’è PRIMA della violenza fisica.

    Tanto per cominciare, perché le donne sono attratte da tipi del genere, come falene verso la luce? Sì, per sfuggire alle tante pressioni che hanno crescendo, pensano al grande amore come una fuga, pur senza rendersene conto forse. Per qesto deve essere A PRIMA VISTA o quasi.
    Per questo una persona che conosci da una settimana (approssimo) e non ci ha provato, non sarà mai più che un AMICO… finisce cioè nella “famosa” friendzone.
    I giapponesi parlano di jisatsukoui, noi diremmo “istinto suicida”. Ed è questo quel che è. Esci con una persona che hai conosciuto la sera stessa o quella prima in discoteca e vacci a letto… fai, fai… ti posso solo augurarti di svegliarti VIVA l’indomani mattina. Come si fa a non riflettere sul rischio di certe azioni?
    Lungi da me l’idea di parlare di certe cose in termini di “andarsela a cercare”, non è affatto così… Né il paragone vuole sminuire alcunché, ma lasciatemelo fare perché lo trovo davvero azzeccato: una ha tutto il diritto di lasciare le chiavi nella portiera dell’auto senza vedersela rubare, ma se lo fa, come minimo deve darsi dell’imbecille, no?

    Qualcuna che legge qui, una a caso (decidete voi^^) me lo fa un favore? (Ai superstiti “bravi ragazzi” del genere maschile e innanzitutto a sé stessa , io ormai sono su un’altro pianeta, ovvero il Giappone)
    Carissima prescelta, guardati attorno, guarda le persone veramente per bene, di cui ti fidi, che non ti “tradirebbero” nemmeno rubandoti il posto in fila al supermercato… e con cui non usciresti mai, perché sono i tuoi “amici”.
    Probabilmente (al 99%) ce n’è uno che fa sempre il possibile per aiutarti e ti guarda in modo diverso dagli altri (e come tutti gli uomini non crede o finge solo di credere all’incompatibilità di amicizia e amore).
    A un certo punto ti inviterà, forse, e se non è carino, ok, scaricalo, ma NON dirgli “non voglio rovinare la nostra bella amicizia” perché lui sentirà anche “preferisco continuare a rovinare la mia vita con il mio attuale (o prossimo, ma immancabile) Othello” …e vi assicuro che, poiché gli piaci davvero, fa male.

    Facciamo attenzione poi a un fatto… non ha senso dar la colpa interamente a l’altra-altra metà del cielo. Il modo di fare, comportarsi e la moda maschile stanno cambiando radicalmente, almeno in Italia, per incontrare i gusti femminili (o le due cose procedono di pari passo verso il baratro, non importa).
    Non so dove vivete voi, ma a Milano, dove stavo io prima di trasferirmi in Giappone, il look da “vero figo” è quello del perfetto criminale… con l’aria di essere uno scagnozzo della mafia che sta scalando la gerarchia già da giovane ma non si dà agli eccessi del catenozzo d’oro e compagnia bella. Se gli rimettete il catenozzo e non gli depilate il pelo sul petto probabilmente ottenete il figo “versione meridionale”.
    Siamo sicuri che vada bene? Non stiamo scendendo un gradino della scala evolutiva? Perché se alle donne piacciono “uomini veri” che in realtà significa “più primitivi” o “animaleschi”, be’, poi essere trattate con scarso rispetto o addirittura come proprietà privata e quindi oggetti, è un rischio da considerare…

    Già mi immagino una risatina… “invidia!”. Eh, forse, ma siamo sicuri che tutto ciò sia normale? Nel nord europa il look da criminale non c’è, va più quello del principe azzurro, meno la cavalleria …E a proposito di cavalleria, mi rispiegate perché dà fastidio uno che fa il cavaliere e va bene uno che sembra un criminale, ti tira della carta appallottolata addosso al ristorante dicento “ti muovi che ho fretta?!” o ti dice cose come “ma ti stai zitta” (mai intromettersi se stanno parlando gli uomini) e “no, è nella tua testa che qualcosa non va”? (detto per inciso, conversazioni udite davvero di coppie che stanno ancora insieme, a parte la prima che ho visto di sfuggita).

    In sostanza… Sì, Othello era davvero uno stronzo. Iago, era peggio, sì, ma Othello era quel che era… con la scusante che all’epoca era decisamente più normale visto che l’attenuante del delitto d’onore da noi è stata tolta a fine anni ’70 o giù di lì).
    Quel che consiglio però è di guardare a un’altra opera… Madame Bovary.

    Mi voglio rivolgere a tutte (vale anche per i ragazzi, specie se adolescenti) e non mi importa quanta bile pensate io abbia accumulato, per quanta sia è supportata dall’esperienza, dalle mille scene viste e frasi sentite (come quelle sopra riportate). Quel che voglio dire è:
    NON siete protagoniste/i di una tragedia.
    Vi piacerebbe – come chiunque si ripete – essere speciali, protagonisti del migliore del film, invece questa è solo la vita.
    Se vi create la tragedia come Madame Bovary, e ve la sorbite apposta …dal falso “amore a prima vista” (più sidrome del ponte sospeso: anche a me salirebbero i battiti se mi dovessi sedere vicino a un criminale) al secondo stadio, quello dell’ “io posso cambiarlo” (…familiare?), la fine possibile è una sola. D’altronde di tragedia si tratta, no?

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    • Tanto per cominciare, perché le donne sono attratte da tipi del genere, come falene verso la luce?

      E’ tipico del maschio responsabilizzare le donne PURE su questo e, te lo dico subito, non mi piace. Innanzi tutto perché “alle donne piace lo stronzo” è un luogo comune. Di certo ci sarà una letteratura in cui l’eroina pura e bellissima si innamora del bel tenebroso e lo “salva” dalla sua vita dissoluta portandolo sulla strada dei valori onesti. Lui, che prima magari ammazzava la gente CAMBIA PER AMORE DI LEI. Fa parte un poco, forse, delle fantasie romantiche di cui sopra, ma da qui a dire che chi si sente attratta da una persona piuttosto che da un’altra (più brava? Ma per favore: qui la stragrande maggioranza degli assassini di cui parliamo sono ragazzi NORMALISSIMI, è questo il lato terribile della vicenda) in un certo senso se la sia cercata è un pensiero secondo me pesantemente deviato. Jisatsukoui un par di palle (ma grazie per avermi insegnato una nuova parola! 😀 ).

      Se una ragazza ti respinge è perché non le piaci, stop. Purtroppo i rapporti umani non sono solo amore/odio, nel mezzo ci sono tantissime sfumature e ridurre tutto al me la dà o non me la dà mi pare un tantino restrittivo. Per fortuna non è che se respingi un cosidetto “bravo ragazzo” cadi nelle mani di un assassino. Volendo questo discorso si può anche rigirare come una frittata: come i ragazzi hanno l’impressione che alle ragazze piacciono i “bad boys” anche le ragazze pensano – generalizzando – che i ragazzi siano attratte solo da quelle che stanno solo un gradino al di sotto delle pornostar. L’impressione è forte, ma non credo proprio che corrisponda a verità per tutti.

      La differenza tra gentilezza “cavalleresca” e machismo è già stata abbondantemente sviscerata in altri post, quindi non mi ripeto, magari te li linkoappena ho un po’ di tempo in più. Quanto a cosa significa “figo”…probabilmente cambia di persona in persona…in Giappone per esempio seondo te chi è kakkoii?

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    • allora il mio look, il mio aspetto non è nè da “criminale” nè da “principe azzurro”..più che altro da nerd se proprio vogliamo trovare una definizione..ma ti dico che le cose non sono così semplici: il tipo con l’aspetto da “criminale”, che magari ha dei modi non proprio da gentleman o il “bel tenebroso”, anche aggressivo non è necessariamente quello che picchia la sua ragazza e la uccide se lo lascia..può esserlo come no..ma non è questione di look. Fermo restando che poi una o uno si sente attratto da chi vuole..il problema delle donne attratte da tipi che le maltrattano perchè magari sono tristemente convinte di meritarseli è un po’ più complesso

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  9. piccola aggiunta: se vedo un ragazzo che tira della carta appollottolata alla fidanzata dicendole magari in tono brusco “ma ti muovi?!” penso che lui sia un maleducato (niente mi vieta di pensare che non gliela tiri pure lei la carta appollottolata), di sicuro non è una cosa che io farei, non corrisponde alla mia idea di rapporto tra fidanzati e non la gradisco..ma questo non prova che lui la picchi o che tutti quelli che hanno modi “da tamarro” picchino le fidanzate (qualcuno lo farà, ma non c’entra il look). Per fare un esempio noto: Fabrizio Corona è un po’ l’emblema del tipo di uomo di cui parliamo: aggressivo,”macho”, look e modi da delinquente e visti i guai con la giustizia delinquente effettivo.in un certo senso…sicuramente non è un modello maschile positivo..ma a quanto ne sappiamo non ha mai picchiato le sue fidanzate, forse le avrà fatte soffrire in altri modi ma non è mai stato (a quanto se ne sa) fisicamente violento con le donne

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    • e a quanto ne sappiamo non le ha mai neanche offese in pubblico o tirato loro addosso palline di carta o gesti simili.
      (non sto difendendo Corona, che è un tipo d’uomo che non mi assomiglia e a cui sono felice di non somigliare, ma è solo per dimostrare che non è così semplice giudicare)

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    • Btw si è scusata e gli è corsa dietro con aria mortificata. Per il resto in parte ho risposto nella replica all’OP, per il resto scusami, ma ho scritto davvero tanto (vizziaccio mio) e vorrei chiudere qui.

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  10. Ignori completamente gli esempi che ho fatto… concreti e non certo unici. Io ho visto situazioni come quelle che dicevo, conosco coppie come quelle che dicevo… e ho visto tante ragazze morire -in senso figurato- appresso a un perfetto otello, diciamo, che non le dava un briciolo di rispetto. Questo, che non è luogo comune ma esperienza, come lo spieghi?
    Certo, non sono tutti assassini, né candidati tali… anzi sono ormai la media, il “look normale” è appunto quello, ma se vai con qualcuno che non ti dà un briciolo di rispetto e ti tratta come proprietà, appena c’è un’occasione per scatenarne la gelosia, non pensi che (tra i tanti) qualcuno almeno alzerà le mani?
    Non so, a me pare un discorso di pura logica.

    Il jisatsukoui aveva un diverso contesto… uscire con qualcuno di cui non sai assolutamente nulla è rischioso… banalmente, non sai se puoi fidarti, ergo è rischioso. E’ un discorso di probabilità, non vedo perché tu debba estremizzare le cose (qui e su altri punti), fingendo io abbia detto “se non è un ‘bravo ragazzo’ cadi nelle mani di un assassino”. Ripeto, probabilità, se una lo fa 100 volte, una volta si trova una pasticca in un drink o che so io.
    Vari ragazzi poi saranno bravi ragazzi, con quel look e stop, semplicemente perché va per la maggiore… E non intendo dire che tutte le ragazze siano così o abbiano questa visione (o jisatsukoui), eh… è un discorso di probabilità e cultura (non personale, più “nazionale” e spesso istigata… si parte con le favole e si arriva ai vari media…) che fornisce una certa idea del ruolo nella società, della posizione, di cosa sia l’amore e così via.
    Ma appunto, quel discorso non aveva direttamente a che fare con il resto (il look del figo medio) quanto con la spinta a cercare l’amore a prima vista ad ogni costo.

    I gusti personali certo esistono, ma su una “media nazionale”, per così dire, possiamo dire che la tipologia “figo” è questione di cultura.
    Ragazzi e ragazze di paesi diversi hanno in mente una certa immagine di “figo”, così come se ti dico “sedia” pensi a una certa immagine di “sedia”, non a una sedia specifica.
    In Italia in genere si tratta di un tipo come Corona… ok, un criminale, ma è una coincidenza, lo citavo a tal proposito da ben prima.
    Nel Nord Europa è del tutto diverso, qui in Giappone è ancora molto diverso… e accanto alla parola kakko(u)ii non manca mai yasashii (gentile). E’ un altro mondo sotto questo punto di vista.

    Non pensare che io scarichi delle responsabilità sulle donne, come dici, non è così… innanzitutto, come dicevo, la responsabilità è sempre di chi alza le mani, interamente.
    Seconda cosa, io ne faccio un discorso di cultura “istigata”, appunto. Se così non fosse, le stesse regole varrebbero in tutto il mondo e non è affatto così, ne ho la riprova ogni giorno.
    Dunque non “andarsela a cercare”, ma “essere condizionati” (e ovviamente non vale per tutti e non nella stessa misura) ad una visione delle cose che in certe ragazze porta a comportamenti rischiosi… e nel caso di certi ragazzi porta a comportamenti deviati.
    E questo apparirà come tentativo di giustificare (ma è possibile, dopo quanto ho detto, che io giustifichi? Spero si capisca che non lo è).
    Anche in questo caso c’è un discorso di cultura imposta, di modelli, da un lato e di una visione della donna. Un esempio solo, e poi unite i puntini… la tv italiana ha dato prova a tutte le ore del giorno di usare il corpo della donna come semplice oggetto, specchietto per le allodole, amplificatore di share. Crescendo con una visione materialistica della donna, si tratterà le donne con rispetto poi?
    Ricordo una scena di un buona domenica (o come si chiama) in cui una ragazza vestiva una toga da giudice, davanti… dietro aperta a mostrare che non indossava altro in pratica. Tutto ciò alle 4 del pomeriggio su raiuno. Credo abbiate visto tutti la pubblicità del silicone… E a questo punto spero sia chiaro che intendo. Questa è quella che chiamo “cultura istigata” e per questo dico che non vale solo per le donne.

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    • No, ti sei spiegato meglio ed in generale sono d’accordo. Capiamo tutti che, purtroppo, non viviamo nel migliore dei mondi possibili e sullo stesso piatto della bilancia si pongono libertà personale e prudenza. Per le ragazze. Ok, ma i ragazzi? Siete consapevoli o no che non è vero che ogni picchiatore o assassino presenta un biglietto da visita che lo qualificano come tale? Perché – ahimé – il discorso di come uno si presenta o come si comporti “a parole” è assai diverso da come poi uno agirà, mi pare che siamo tutti d’accordo anche in questo. Nella tua esperienza hai visto ragazze disdegnare “bravi” ragazzi per correre dietro ad uno più corrispondente al modello di “duro che non deve chiedere mai”. E magari poi sto “duro” ha alzato le mani. Ok, ci sta. Il problema è che non si sa se il “bravo” non le avrebbe mai alzate. Il problema che si avverte, soprattutto qui in Italia, è la “normalità” del mostro. Una normaità di cui i maschi si rifiutano di prendere coscienza. Dietro questa normalità c’è – ahimé – il fatto culturale che oggettifica le ragazzine, le spinge ad essere oggetto sessuale e poi le punisce quando osano prendere un’iniziativa autodeterminante. Ma sai quanti discorsi ho sentito anche da ragazze di 20 anni (!!!) in cui era considerato normale e persino romantico sentire di “appartenere” a qualcuno? Appartenere? Una bicicletta appartiene. Una persona no. Guarda il successo del libro 50 sfumature di grigio. Il “principe azzurro” è bello, arrogante e con pesanti problemi psicologici per i quali vuole controllare persino cosa mangia la sua donna. Tante ragazze trovano romantico il fatto che uno scelga TUTTO per loro, se sceglie il meglio (quello che lui considera il meglio, per lo meno). E sorvolano sul fatto della loro libertà. Il che è un’aberrazione culturale di dimensioni cosmiche. Allo stesso tempo per i ragazzi è normale “scegliere”, nel senso di essere loro il fulcro della coppia. E quando alle ragazze questa storia non va bene in molti – in Italia siamo a una media di uno ogni 3 giorni per quanto riguarda il femminicidio, molto di più per quanto riguardano botte – scatta la violenza. E questo è spaventoso.

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      • appartenersi reciprocamente è romantico anche per me..non deve essere per forza una cosa oppressiva

      • Perché, probabilmente, la cultura dominante fa sì che tu non voglia prendere atto di ci che significa veramente questa parola. Ci si ama davvero, credo, solo nella libertà. Ci si sceglie ogni giorno, a volte con fatica, a volte più facilmente. Il possesso, in amore, c’entra assai poco. Poi ci potrà essere anche un aspetto giocoso, ok, ma l’unione di due esseri umani non presuppone un “passaggio di proprietà”. Secondo me. Altrimenti, poi, quando questo “controllo” sull’altro viene a mancare per qualsiasi ragione che succede? Abbiamo diritto di distruggerlo in un mometo di rabbia, come faremmo con un computer che funziona male a cui diamo un pugno o con una bicicletta rotta a cui assestiamo un bel calcione? 😉

      • la mia idea di appartenenza reciproca non c’entra nulla con la violenza è proprio lo scegliersi ogni giorno di cui parli..vabbè non mi so spiegare

    • certo ci sono le influenze culturali e pii si cresce e c’è la responsabilità dei propri comportamenti..in tanti sono cresciuti anche con la tv spazzatura e non tutti si comportano allo stesso modo con le donne.
      Comunque io dicevo una cosa molto semplice: che quelli che non rispettano le compagne potrebbero avere un look da tamarro o da “criminale” come anche no..e dicendolo tra l’altro vado contro il mio interesse poichè tamarro non sono. Forse sbaglio ma mi pare che parecchi uomini (non tutti) “alla Corona” preferiscano picchiare altri uomini, magari quelli che danno fastidio alla sua bella..non che sia meglio ma è una cosa diversa. fare a botte con altri uomini dal picchiare la ragazza che dici di amare..certo è possibile che un uomo faccia entrambe le cose ma anche no

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  11. Ecco alcune considerazioni su Desdemona:
    1- Otello soffriva di complessi di inferiorità nonostante fosse molto ricco e potente (complessi di inferiorità causati dalla sua negritudine); Desdemona, ribelle nata, (ma forse neanche tanto) è andata ad “innamorarsi” proprio della persona che suo padre e gran parte dei veneziani non avrebbero mai accettato totalmente. Poi, da brava ribelle qual era, lo ha amato fino alla morte, letteralmente. Ma davvero Desdemona amava Otello, oppure lei per prima aveva confuso la sua tanto amata contestazione, con l’amore? Lei in fondo, ha sposato Otello in gran segreto per far dispetto prima di tutto a suo padre (e quindi per arrecargli dolore e vergogna) e poi alla serenissima tutta (un luogo nel quale forse non si è mai sentita accettata al 100%). Era anche un po’ masochista perché: primo invece di chiedere aiuto, quando comincia a vedere che il marito sta esagerando, alla moglie di Iago, la quale la ammirava tanto, a chi chiede aiuto? A Iago ovviamente, il suo indiretto carnefice; secondo perdona il marito dopo che l’ha riempita di botte… Ora non voglio dire che Desdemona se l’è andata a cercare la sventura (in fondo è giusto che lei abbia voluto reclamare la sua indipendenza prima di tutto come persona e poi come donna), ma forse ha rivendicato la sua libertà in modo sbagliato, in fondo poteva scegliere di non sposarsi affatto(anche la zitellitudine a quel tempo era considerata ribellione se non peggiore dello sposare un uomo in gran segreto). Desdemona, forse, voleva essere accettata dalla società, lo voleva con tutta sé stessa, pur mantenendo la sua un po’ celata insofferenza: però non si possono avere sia la botte piena che la moglie ubriaca…
    2- Desdemona in Otello cercava solo un padre amorevole e protettivo, un nido nel quale sentirsi al sicuro, perché (siamo sempre nell’universo delle possibilità e delle probabilità) in realtà non era così forte e sicura di sé come appariva.
    3- Come ho scritto all’inizio, Otello soffriva di complessi di inferiorità e dubito fortemente che Desdemona non se ne fosse accorta: forse lei si sentiva molto crocerossina, o di contro maniaca del controllo (puoi controllare abbastanza facilmente uno che pende dalle tue labbra e che non ha un’impalcatura psicologica resistente, il rovescio della medaglia ovviamente è l’imprevedibilità di un insicuro) oltre che ribelle e ha sposato Otello non per amore, o almeno non solo, ma anche per dovere verso se stessa e verso i suoi principi. Ma a conti fatti propenderei più per crocerossina ribelle, questo è un paradosso bello e buono lo so, ma l’animo umano è pieno di assurdità.

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