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Ode al giorno felice, di Pablo Neruda

Ero qui al computer e stavo riflettendo sulla difficoltà che sta capitando in questi giorni al lavoro (c’è la crisi, immaginatelo. Però ve ne parlerò più diffusamente). Ero giù di morale e stavo facendo appello alla scuola di felicità. Ebbene, credete ciò che volete, ma dalla mensola sopra di me si è staccato un foglietto.

Sul foglietto c’era questa poesia.

Questa volta lasciami

essere felice,

non è successo nulla a nessuno,

non sono in nessun luogo,

semplicemente

sono felice

nei quattro angoli del cuore,

camminando,

dormendo o scrivendo.

Che posso farci, sono felice,

sono più innumerabile dell’erba

nelle praterie,

sento la pelle come un albero rugoso,

ché sotto l’acqua,

sopra gli uccelli

il mare come un anello

intorno a me,

fatta di pane e pietra la terra

l’aria canta come una chitarra.

P. Neruda

»

  1. Non amo Neruda, ma mi sono piaciuti molto i primi versi: “Questa volta lasciami essere felice,
    non è successo nulla a nessuno”

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