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Alle radici del maschilismo 5 – Cavalieri ed Inquisitori

Tante volte ci siamo trovati a dibattere sulla rappresentazione della donna sotto i due unici aspetti a cui ogni atteggiamento riconduce: la donna “per bene” e la puttana.

La Madonna e la Maddalena (o Eva, scegliete voi).

La mammina e la donna in carriera che vuol scimmiottare gli atteggiamenti maschili .

Quello che preferisco, però, è il duo “Principessa Vs Strega”.

Pensate alla Principessa: tutta rosa, tutta bella, tutta mite e silenziosa, tutta docile, tutta dolce, tutta accogliente. Felicissima di ricevere il bacio del principe pure quando non è cosciente (vero Aurora?), felicissima di passare la sua vita da principessa ad apparire (ché il Regno va alla più Bella, non alla più brava) e – soprattutto – il cui aspetto esteriore corrisponde SEMPRE a quello interiore.

E poi c’è la strega: racchia, ombrosa, arrabbiata, vendicativa, si presume solitaria (ché a meno che Malefica non avesse un inciucio con – chessò – Jafar, mi pare un po’ improbabile che abbia trovato uno abbastanza figo da tenerle testa), tutta nera, tutta invidiosa (ma invidiosa ddde che? De piacé a quel pagliaccio di Filippo?), tutta cattiva. E però potente. Una creatura spaventosa.

La fantasia dei fans è davvero incredibile!!!

A volte mi sono chiesta, pensando a principesse e streghe, quali fossero i loro corrispettivi maschili.

Mi è venuto un soccorso un link di facebook che diceva più o meno “se vuoi un principe comportati da principessa”.

Che detto più terra terra a me sembra un: “Se non fai come dico io ho tutto il diritto di trattarti di merda”.

Mi sbaglio?

Qui scatta il lieve confine  – da molti maschietti molto dibattuto – tra ciò che  può considerarsi gentilezza cavalleresca e atto maschilista.

Esempio classico che più classico non si può: l’uscita a cena.

Sono moltissime le ragazze che si offendono se non cacci fuori il portafoglio. Sono altrettante quelle che si offendono se paghi tu, punto e basta. In tutto ciò il maschietto vorrebbe mandare tutte a quel paesello perché proprio non sa cosa fare. E partono i discorsi  a vanvera.

Dunque, miei deliziosi pesciolini, il fatto è questo: le gentilezza fa piacere a TUTTI, giusto? Chiedetevi sempre, quando fate un’azione di questo tipo, se a voi farebbe piacere riceverla.

Pagare una cena per obbligo, o con un secondo fine, è offensivo: presuppone a) che lei dipenda da te per le questioni economiche b) tu ti aspetti da lei un ritorno (probabilmente in natura).

Quante volte, infatti, si è sentita la frase “Quella tr…(!!!), mi ha fatto spendere un sacco di soldi al ristorante e poi non me l’ha manco data!?” (e già l’epiteto cozza con il negarsi. Chiariamoci, le tr…sono quelle che la danno o quelle che non la danno? 😛 )

Pagare una cena perché ti fa piacere, perché è una gentilezza che le fai volentieri, perché è un regalo, perché sai che la volta dopo offrirà lei…beh, quello è gentilezza. E’ voglia di condividere (anche il denaro, perché no?).

Lo stesso quando le apri la porta (altro esempio stra-abusato). Se lei lo facesse con te, ti farebbe piacere o penseresti che ti sta trattando come un diversamente abile? Perché le manine per aprire la porta le abbiamo tutti eh…

La fai passare avanti in una fila? Carinissimo. Lo fai per guardarle meglio il sedere? Out.

Insomma, dai, i metri di giudizio per la cavalleria non sono certo difficili da riconoscere eppure questa domanda me la sento fare spesso.

Quindi, se fra i due sessi ci fosse molta più gentilezza, secondo me ci sarebbe un gran miglioramento nei rapporti. Il fatto è che il macho medio, lo scemo di cui parlavamo ieri, usa per l’uomo gentile lo spauracchio dello Zerbino. Anateeeeeema su di voi, o uomini che siete disposti a fare sacrifici per le vostre ragazze per puro sentimento e gentilezza d’animo. Voi non potete essere gentili. Le donne sono tutte streghe, anche quelle travestite da principesse, e voi non dovete essere i cavalieri, ma gli Inquisitori.

Ho pensato a lungo alla figura dell’Inquisitore. L’inquisitore è giudice (“che cesso quella. Che troia. Che sfigata. Che scema.”), è violento (la strega va punita. Attraverso la sessualità, se necessario. Leggasi stupro.), è cinico (la strega va usata. Ancora attraverso il suo sesso. Perciò la pago, per poterla usare come un oggetto di cui disfarmi subito dopo), è privo di scrupoli (la strega non è come me. La strega è altro da me, perciò è sbagliata e se soffre non è affar mio. Solo io conto).

Ora, che le donne siano tutte streghe sono d’accordo, ma voi conoscete la MIA CONCEZIONE DI STREGA.

Sta agli uomini, per una volta, adeguarsi, perché essere inquisitori fa schifo.. Forse è per questo che fanno tanta fatica.

»

  1. Per questo post, avrai la mia sempiterna stima. Specie la parte su quanto dà fastidio quando uno vuole pagare al tuo posto (come se non ci mantenessimo da sole) o quando ci aprono la porta o cedono la sedia. Ho litigato a tal riguardo con un collega pochi gg fa. Vuole cedermi la sedia. Rifiuto e lui insiste. Gli domando se, in caso io fossi stata un uomo, me l’avrebbe ceduta. La sua risposta? “Dipende… se magari eri zoppo, sì”.
    Non ci ho più visto. Sono passati 15gg e ancora non ha capito (nonostante varie spiegazioni) perché me la sono presa.
    Sì, sono una strega e sono assai fiera di esserlo.
    Val

    Rispondi
    • Non ti vorrei deludere: io ho scritto questo post per spiegare perché alcune si incazzano, ma non litigherei mai per un atto di gentilezza, qualunque sia il fattore che lo muove. Sono fatta così: la gentilezza, in ogni caso, cerco di promuoverla. Se mi viene rinfacciata, allora, utilizzo la “loro” battuta invertita: “Avete voluto la disparità? Ora pedala.” e mi metto a ridere. In generale, cerco di essere gentile con la gente. Di solito cerco di pensare al meglio. E non sempre ho torto, anche riguardo ai maschietti. 😉
      Certo, la battuta sullo zoppo il tuo collega se la poteva (e doveva!!!) risparmiare. Il problema è più suo che tuo, io al tuo posto mi sarei spaparanzata comodamente. Eh oh, a volte se loro pensano di discriminare così, tanto vale approfittare della loro idiozia. 😛 😛 😛

      Rispondi
      • Il punto è che quella sullo zoppo non era una battuta ^_^’
        Purtroppo quando non conosci bene una persona e vedi un “atto di gentilezza”, non puoi sapere qual è il motivo che lo muove. Personalmente, finché si tratta di sconosciuti, preferisco mettere subito in chiaro come stanno le cose. Ché a cambiare idea si fa sempre tempo (se poi si rivela una brava persona).
        Val

      • E’ proprio quando si tratta di sconosciuti che cerco di non avere pregiudizi del cavolo (spesso NON CE LA FACCIO: il maschilista bovino si vede dall’occhio!)…però sai, ognuno di noi ha la propria sensibilità a queste tematiche. C’è gente che scrive con gli asterischi. Io capisco benissimo il motivo che le muove, ma non lo farei. 🙂

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