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Alle radici del maschilismo 4 – Il prototipo del “macho”

Tra le cose che più mi fanno tristezza infinita in merito alla questione del maschilismo c’è la totale assenza – in questi figuri – di un qualcosa che anche solo vagamente assomigli ai sentimenti.

Ricondurre il tutto all’istinto o allo stato di natura, come i nostri antieroi sono soliti fare, infatti, presume l’assenza di un qualunque coinvolgimento di livello superiore. Il luogo comune vuole questo tipo di uomini che pensa solo con le parti basse e loro – tutti garruli! – si agitano per aderire il più possibile al modello imposto.

Il prototipo del macho del 2013 segue questi punti fondamentali:

 

1.

L’attenzione per il proprio aspetto, perché per beccare occorre appagare l’occhio.

Peccato che – distorto – il voler essere in forma e curati diventi ossessione per l’estetica, in cui si perde di vista ciò che si è e si considera solo ciò che appare. Motivo per cui si è subito pronti a spalare m…elma su una ragazza che magari ha qualche chilo di troppo, il seno poco abbondante, o qualsiasi altro difetto che la renda dissimile dal modello-bambola-gonfiabile.

ABOMINIO: il tentare di far sentire una donna “inferiore” perché, appunto, non corrispondente a questa aspettativa. Come, per esempio, quando Mr.B cercò di zittire Rosy Bindi non sul piano politico, ma dicendole che è un cesso.

 

2.

L’egoismo. Trovo che sia il peggior difetto degli uomini di oggi. Il fatto è che sembra che abbiamo a che fare con una generazione di bambinelli mai cresciuti. Se sanno cucinare se la tirano che nemmeno una fionda Uruk-hai. Salvo poi perdere ogni capacità di cura di se stessi nel momento in cui si accompagnano. La dignità, evidentemente, è una parola ancora sconosciuta.

E niente mi toglie dalla testa che molti, moltissimi uomini non cerchino una compagna, ma una badante.

ABOMINIO: il sentir dire a cuor leggero cose come “Noooo, guarda non la amo più da ANNI, non mi ricordo nemmeno quando siamo stati a letto l’ultima volta…epperò sai, lava, stira, cucina, spolvera…” Figliuoli, vorrei dire a tutti che la mammina santa vi ha dotati di due manine e due gambine funzionanti. Anziché portare avanti una farsa del genere (magari condita da corna a più non posso), permettete a quella poveraccia che in buona fede ha creduto di unirsi a voi perché siete uomini degni di questo nome di rifarsi una vita. Con uno molto più furbo. Esistono, tranquilli. Voi potete continuare a fare i cazzoni in giro.

 

Certi se credono pure Rambo!!!

3.

Il sesso a tutti i costi. Questa mi fa ridere da una parte e piangere dall’altra. Il cliché del macho sempre arrapato, per cui la misura del pene è molto più importante di quella della scatola cranica mi sa di barzelletta triste. Ma per molti non la è. Credo che ci sia stato un grandissimo dispendio di neuroni per fare in modo di dare giustificazioni alla dirompente voglia di F…elicità che contraddistingue il macho medio. Il problema è che – quando sono così sfortunati da non vederne una nemmeno col binocolo – non è che fanno un po’ di autocritica e si ingegnano per migliorare e magari avvicinarsi alla meta. Nein. Loro cominciano a incolpare le donne e la loro cattiveria e superficialità. Snobbano la ragazza della porta accanto con i brufoli e i problemi del giro coscia, quando poi loro sono ancora più disgustosi e pretendono di trombarsi Charlize Theron.

ABOMINIO: per me in questo campo è abominevole la mentalità con cui gli uomini intendono la prostituzione. Ignorano – o, meglio, preferiscono far finta di ignorare – che nel 95% dei casi è una tratta ed il restante 5% si tratta di persone molto al di fuori del loro ambiente e della loro portata. Nel 100% dei casi, però, anche con la stratopa di turno che si fa pagare 1000 euro a sera, la mentalità che genera la ricerca di una compagnia del genere è: “Questa non è una persona come me, è un oggetto, che posso usare a mio piacimento. Posso farle quello che desidero, perché le do un corrispettivo in denaro. Mi interessa solo il buco, non tutto ciò che c’è attorno. E la disprezzo, perché ho la possibilità di fare questo.”

4.

Direttamente derivante dal punto 3, l’estensione della condizione di “prostituta” a tutte le donne, nella propria intima concezione. Ciò è dovuto al volersi negare il fatto che noi possiamo (e dobbiamo!!!) avere una sessualità libera. E deve essere libera anche all’interno della coppia. Per essere sinceri: molti macho sono  egoisti anche tra le lenzuola, una volta raggiunto il loro piacere può bastare. E se lei non ha fatto in tempo a venire pazienza.

SORPRESA: Pazienza un corno!

La scoperta che le donne possono non essere soddisfatte, che hanno delle esigenze tali e quali a quelle dell’uomo è forse tra le più destabilizzanti per il macho medio. Che, a parte che crede di essere l’Uomo Denim sempre e comunque, non può tollerare le critiche. E, come sl solito, mai una volta che si prendesse mezza responsabilità: la colpa è delle donne. Che sono troppo frigide o, al contrario, troppo zoccole. Comodo eh?

5.

L’atavica convinzione di qui parlavamo qualche post fa e che suggerisce che qualcosa di simile ai bargigli di un tacchino tra le gambe ti renda per definizione migliore. Perché tutto quello che conta nella vita, povere noi, è saper parcheggiare nello stretto, capitooo? Le donne hanno un ruolo che è quello da secoli e non si capisce bene perché non abbiano più voglia di avere accanto qualcuno che:

– non ascolta

– parla – se va bene – di calcio. Oppure critica la misura del tuo reggiseno.

– crede di lavorare (e quindi di essere stanco) solo lui

– crede di farti un favore a stare con te

– crede che Clitoride sia un filosofo greco (questa non è mia, è di Luciana Littizzetto! 😀 )

– pretende che tu sia sempre disponibile per lui, ma lui c’è se e solo se ha un suo interesse personale.

– se guadagni più di lui millanta impotenza, oppure si incattivisce al punto da offenderti in altri campi, pur di mantenere la supremazia.

– i figli sono “cazzi tuoi, che io devo dormire”, finché non ti separi e allora c’è la trasformazione in “Superpapà dell’Anno”.

– oppure di figli proprio non ne vuole perché altrimenti tu daresti più attenzione a loro che a lui. E la scusa ufficiale è che non ha ancora un lavoro stabile e non sa se potrebbe mantenerli (i soldi per cambiare l’auto ogni due anni però ci sono).

– ritiene ovvio e naturale che tu lavi, stiri, pulisci, strigli “e già che ci sei fai il caffè”

– sotto sotto pensa che non riuscirai mai a raggiungere lo scopo che ti sei prefissata…e se fossi in procinto di farcela ci penserebbe lui a metterti i bastoni tra le ruote, con una frasuccia del tipo: “Se vai all’estero per tre mesi, per fare quello stage, a me chi ci pensa?”

Ora, lo so, in questo post sono andata ai limiti estremi della galassia. E sono convinta che tutte abbiamo compagni (e compagne!) meravigliosi. Però mi ci gioco altrettanto la testa: qualche briciola di quello che ho scritto l’avete già sentita, o – peggio – l’avete vissuta. Perché questa mentalità non è dichiarata, certo, ma sottintesa. E diffusissima. O sono io che sto di nuovo parlando di fantascienza?

Se sì, allora ditemi che una cosa come questa l’ha creata Asimov. La pagina se la sono chiamata così da soli, eh? Io non centro. Più di 190.000 seguaci (tra cui un paio di miei colleghi. Complimenti.).  Io ci rifletterei. E, se fossi un maschio, mi offenderei.

»

  1. se fossero attenti al loro aspetto forse alcuni di loro non sarebbero disgustosi almeno sul piano fisico

    Rispondi
  2. E niente mi toglie dalla testa che molti, moltissimi uomini non cerchino una compagna, ma una badante.
    parole sante. Se metti in conto che a me non piacciono i bambini proprio perché non voglio fare da balia, cosa dovrei pensare di un uomo che pretende una baby-sitter? Altro che “macho” e “virile”, a me cadano tu-sai-cosa, sono patetici!

    Potrei citare decine e decine di episodi in cui individui all’anagrafe maschi (indipendentemente dall’età o dal grado di istruzione… anzi, le scene migliori le ho avute all’università dove, poverini, si sentivano castrati che una ragazza fosse più in gamba di loro!), dopo una vita di millantato credo nei valori dell’uguaglianza, sono sbottati con frasi tipo “Tanto tu sei una femmina, che vuoi sapere?” (mah, più di loro, visti anche i voti agli esami 😀 ). Resta il fatto che non sono mai riuscita a capire perché, al posto di considerare gli individui e quindi rapportare il “loro” individuo agli “altri” in quanto tali, si nascondano dietro il genere. Ovviamente un genere che è “meglio” per definizione.
    Insomma, chi diamine gliel’ha mai detto a loro, visti i casi conclamati nell’esperienza di tutti i giorni che urlano il contrario, che sono “meglio” solo perché maschi?
    Sul serio, non l’ho mai capito. Anche perché, diciamocelo, il DNA è lo stesso e la gambetta di cromosoma che l’Y ha in meno della X è anzi fonte di errori nel codice genetico (visto che i dati codificati nella gambetta mancante sono, appunto, mancanti).
    Misteri!
    Val

    Rispondi
    • Beh, uno che osasse dirmi in faccia – seriamente – una cosa del genere lo scambierei per cerebroleso, quindi forse è per questo che ben pochi mi hanno mai dichiarato un maschilismo così lampante.

      Rispondi
      • Ammetto che io sono stata un filino più crudele… La risposta è stata “Beh, la femmina è stata l’unico 30 e lode della commissione, mentre tu sei stato cacciato!”. Se fai conto che era per l’esame più difficile del corso, ammetto che per la soddisfazione di avergli risposto per le rime ho messo su un kg 😀
        Ovviamente non si è più permesso.
        Val

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