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Alle radici del maschilismo 3 – Delitto e Castigo

NB: l’articolo che segue utilizza termini volgariNon lo faccio per colpire o “aumentare il pubblico”, giacché i maniaci sono gli ultimi lettori che mi interessano. Trattandosi, però, di un argomento con decine e decine di sfaccettature, ho pensato – almeno nel linguaggio – di essere terra terra. Voglia perdonarmi chiunque possa sentirsi in qualche modo offeso.

Mi perdonerà anche il buon Dostoevskij – spero! – se oso prendere in prestito il titolo di uno dei suoi capolavori, ma “Delitto e Castigo” sono le prime parole che mi vengono in mente quando penso a come la media degli uomini veda la sessualità al femminile.

Sì, ho detto bene: riconosciamo due tipi di sessualità che riguardano la donna.

La prima è quella promossa a tutti i livelli: una sessualità fallocentrica, volta cioè, all’esclusivo piacere dell’uomo. Se è per far provare piacere all’uomo, il nudo NON è scandalo, la prostituzione NON è reato (ma, anzi, a volte è servizio sociale!), la tratta degli esseri umani NON è un abominio della società, l’oggettivazione del corpo NON è una forma di controllo, ma anzi un’esaltazione del bello, il porno NON è una noia mortale che devia l’immaginario su un modello unico.

Pensate a come cambiano le cose quando la sessualità femminile è invece autodeterminata: a un tratto diventa insopportabile. Il nudo diventa volgare (leggasi i commenti alla protesta del gruppo Femen. Se queste ragazze ucraine si presentassero in topless su una rivista di moda sono certa che la società sbaverebbe. Ma visto che di piacere non gliene può fregar di meno e si scrivono slogan sul corpo…allora è un modo di protestare che “personalmente” non troviamo adeguato.) Allora compaiono i vari epiteti: troia, puttana, zoccola e le centinaia di loro simili. Allora i corpi diventano estranei: non li si può controllare allora non piacciono più. Non rientrano nei canoni imposti, capite? E poco importa se il “giudice” di turno è Brad Pitt, o un panzone pelato con la scabbia e senza denti (uso anche io alcuni luoghi comuni sulla bruttezza, tanto per far capire). E molto altro: la prostituzione diventa “scorciatoia per fare carriera”, ma mai una volta che si punti il dito su chi – in posizione di potere – richiede questo tipo di atteggiamento; il desiderio femminile è completamente ignorato, se non nella misura in cui corrisponde a quello maschile. Se una donna è spesso in cerca di sesso è una porca, se è l’uomo è normale mascolinità – ‘ché il maschio deve spargere il seme, cavolo!

Ed eccoci al nodo cruciale: la sessualità femminile autodeterminata vista come una cosa sporca, moralmente condannabile, qualcosa percui chi osa metterla in pratica deve essere punita. Delitto e castigo, appunto.

Non so se a voi ragazze è mai capitato di discutere con un uomo (magari anche di tutt’altro) e lui non abbia trovato altro modo per tentare di mettervi a tacere se non con un’allusione sessuale. A me un mucchio di volte.  (NB: nonostante ciò sono felice di dire che non sto zitta.) E, allo stesso tempo, mi è capitato di ascoltare alcuni uomini che parlavano di fare del sesso con qualcuna (che magari non era alla loro portata) come fosse una punizione. Come per “rimetterla al suo posto”.  Ed ecco qui – nel dettaglio – la cultura dello stupro, con la quale tu “punisci” la persona che ha osato infrangere le tue regole.

L’educazione morale e religiosa hanno fatto uno sporco lavoro, in tutto questo, legittimando la linea di confine tra “le brave ragazze” e le “puttane”.

Il presupposto secondo cui per le “brave ragazze” la sessualità deve essere qualcosa di ignoto e il cui controllo è interamente deputato all’uomo (pena la mancanza di “protezione” e quindi la violenza!) è ancora qualcosa di profondamente radicato nella società e trova un culmine evidente in pratiche come l’infibulazione. Le madri praticano l’infibulazione alle figlie, perché altrimenti nessun uomo le vorrà. Perché nessun uomo vuole una donna che possa provare piacere nel rapporto ed – eventualmente- cercare di meglio se il compagno non è all’altezza (è davvero questo il peggior incubo, per un uomo che  poi, all’atto pratico, cambierà partner sessuale almeno una dozzina di volte?). E ci dimentichiamo dell’odiosa pratica con cui si “visitano” le ragazze non vergini in India cercando di inserire due dita nella vagina per vedere se la donna è abituata ai rapporti sessuali? Neanche fossero cavalli.

Dalle nostre parti, la morale non è molto diversa, benché certe pratiche siano ben distanti da noi. Però manifestare i propri desideri attraverso il linguaggio o il modo di vestire è ancora malvisto. E’ la fonte di tutti i “te la sei cercata” del mondo.  Perché possono esserci solo due donne: la Madonna e la Maddalena. La Madonna che trova glorificazione solo nel suo essere madre e IN VIRTU’ di questo, non come essere a sé stante. E la Maddalena che trova la redenzione solo nel porsi  “sotto la protezione” di un altro.

Maddalena. Molto spesso ho pensato a questa figura. La Maddalena viene spesso fatta corrispondere con l’adultera che troviamo in procinto di essere lapidata. Ed in effetti la donna che lavò i piedi a Gesù con le proprie lacrime e li asciugò con i propri capelli (!!!) e colei che venne salvata da Lui perché trovata in adulterio corrispondono allo stesso modello: la prostituta. Io mi sono sempre chiesta se l’Adultera questo adulterio lo avesse commesso da sola e in caso contrario perché il suo compagno non fosse lì con lei ad affrontare il giudizio delle pietre. Ma no, si colpevolizza – da sempre – solo la donna.

Vogliamo nominare Eva? E nominiamola, perdonatemi la banalità.

Cosa c’è di più abbietto ed evidente, da parte della religione che ha plasmato la nostra società, se non addossare la Colpa Primordiale alla Donna, saltando in cavallina l’evidente corresponsabilità maschile? Che lo vogliamo o no, anche se non siamo cattolici e praticanti, questo punto di vista ha dilagato, forgiando il nostro inconscio. TUTTO concorre e non sto scherzando.

Con la scusa che le donne erano esseri più deboli e più inclini al peccato è cominciato il lungo processo di disuguaglianza. Nessuno ha mai voluto ammettere che il fulcro di quel peccato stesse nella corresponsabilità. Insomma, se Adamo fosse stato questo stinco di santo, con ogni probabilità davanti alla mela avrebbe opposto un cortese rifiuto. Se fosse stato così superiore avrebbe anche spiegato perché rifiutava. Invece si è dimostrato solo vigliacco, lasciando fare alla moglie ciò che lui desiderava sopra ogni cosa , partecipandone e poi lasciando che tutto il biasimo fosse su di lei. Per secoli.

Sinceramente: chi vi sembra peggio, la disobbediente Eva o il vigliacco Adamo? Io non ho dubbi.

Per ora mi fermo qui, la prossima volta parleremo di sentimenti, un aspetto che non ho ancora affrontato e di cui si tiene sempre poco conto quando si discutono tematiche come questa.

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  1. Comunque le Femen sono criticate (ingiustamente secondo me) anche su siti femministi

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    • Perché – come in tutte le grosse questioni – le correnti sono diverse. Gli aspetti per cui possono essere criticate le femen riguardano, però, sempre e comunque l’utilizzo del corpo in maniera ritenuta inadeguata. 😉

      Rispondi
  2. Se ti consola, commentando durante la Messa il brano della donna quasi-lapidata, il mio Don ha detto “Prima di tutto bisognerebbe ricordare che l’adulterio si fa in due… ma come ben sapete, la società era, ed è tuttora, ipocrita, e preferisce addossare le colpe solo alle donne”.

    Non so se a voi ragazze è mai capitato di discutere con un uomo e lui non abbia trovato altro modo per tentare di mettervi a tacere se non con un’allusione sessuale.
    count me in! Seriamente: penso sia uno dei modi più gettonati dai maschietti per cercare di averla vinta. Patetico -_-‘
    Val

    Rispondi
    • Non mi consola molto, ma so che la Chiesa è formata da tantissime teste diverse e che esistono sacerdoti in gamba, anche se purtroppo il loro lavoro e la loro vocazione onesta viene infangato dagli scandali e dalle responsabilità di altri. Io purtroppo vivo nel paese che pochi mesi fa è salito agli onori (???) della cronaca per via del prete misogino…quindi fai un po’ te.

      Rispondi
      • ^_^’ ah, ma quanto sei fortunata!
        Io sono gratissima al mio Don: non fosse per lui, probabilmente sarei protestante, viste le schifezze che tanti esponenti della Chiesa hanno fatto. Confido nel nuovo Papa: mi pare una brava persona.
        Val

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