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Alle radici del Maschilismo 2 – Il Pizzo.

Dunque, dove eravamo? Ah, sì, la sessualità femminile.

Torniamo ad UGH e MEH. Viene anche a me da pensare che probabilmente i loro rapporti avvenissero con un livello di consensualità piuttosto basso, eppure guardiamo di nuovo alla natura: gli animali non fanno sesso per divertimento eppure le femmine non sono sempre recalcitranti.

Nel senso che anch’ esse cercano l’accoppiamento. La natura le prepara a questo. Anzi, a voler essere onesti (correggetemi se sbaglio) sono le femmine che danno inizio alla stagione degli amori, entrando in calore e diffondendo nell’aria i preziosissimi feromoni.

Ora, essendo l’uomo un animale dotato di sentimenti e un certo discernimento, la questione dei feromoni passa un po’ in secondo piano, ma molte cose sono rimaste: i rituali di corteggiamento, per esempio.

Nel mondo animale fior fior di passerotti gonfiano le piume per piacere di più alla loro bella. I maschi combattono tra loro per far vedere di essere i più forti.

L’essere umano – dotato di sentimenti e un certo  discernimento – non ha nemmeno più davanti a sé queste prove, perché l’amore umano non è una gara a chi è più forte. Non sempre vincono i “migliori”.

Ho sentito molti maschilisti lamentarsi di donne che scelgono solo coloro che hanno il portafoglio pieno. Sono gli stessi uomini che non riescono ad andare al di là della misura di reggiseno, quindi – a mio parere – hanno poco da parlare. Ma a questo arriveremo.

Dicevamo che in amore, per noi, non sempre vince il migliore. O, meglio, la questione diventa così soggettiva da non poter essere definita statisticamente.

Spesso mi viene da pensare che il metro di apprezzamento femminile sia assai più vasto di quello maschile. Un po’ come la questione dei colori, no? I ragazzi vedono i colori primari, le ragazze trovano decine di sfumature. Ecco, probabilmente la differenza sta lì.

O forse non è vero, un ragazzo può indistintamente innamorarsi di una ragazza anche se è bassa, piatta, con i capelli opachi e l’apparecchio ai denti solo che…ecco…magari non lo vogliono far sapere in giro. Poveretti.

Ma torniamo a bomba.

Una delle cose che paradossalmente ha frenato e limitato di più le donne nella propria sessualità è proprio la possibilità di concepire. Ad un certo punto (molto presto nella storia!) deve essere scattata una molla di distorsione, per cui questo dono è diventato ad un tempo facoltà divina e maledizione.

In quanto “facoltà divina” è stato in qualche modo invidiato. Nel senso che tutti gli sforzi si sono concentrati sul controllarlo. Il sistema è un po’ quello mafioso del pizzo, ovvero: tu sei una creatura forte, ma io, che sono più forte, se mi dai qualcosa in cambio ti proteggo. Altrimenti ti faccio del male. E faccio del male anche ai tuoi figli indifesi. Anche se sono miei, non me ne frega niente.

(Ed è allora che è diventato maledizione).

Questo discorso, a livello conscio, probabilmente risale all’australopiteco. Ma a livello inconscio, in qualcuno, sopravvive ed è terribile.

Sentimenti e discernimento? Rodetevi il fegato. In uno dei siti maschilisti di maggior richiamo, un cliente di prostitute ha scritto testuale: “A me non piace la donna, a me piace la [organo sessuale femminile definito in modo volgare].” Oltre a fare la figura del cretino davanti al paese, alla città e al mondo, ha purtroppo dichiarato il Pensiero Base del Maschilista e ha risposto alla domanda: “Qual è la carenza che porta al maschilismo i salsicciotto-dotati?”

A questo punto subentrano i limiti personali dell’australopiteco: per alcuni instaurare un rapporto umano è troppo, troppo difficile. Secondo Darwin, questi non dovrebbero riprodursi e STOP. Il loro DNA muore con loro. Purtroppo però i sentimenti ed il discernimento non sono sempre volti al positivo, così l’australopiteco è riuscito ad aggirare l’ostacolo in due semplici passi:

1. Oggettivizzazione dell’organo sessuale femminile, al punto di arrivare a chiamare una donna con una sineddoche (indicare una parte per intendere il tutto.) e a scambiarla con beni materiali.

2. Controllo e Coercizione. Il loro più grande successo. Dall’inizio dei tempi, gli sforzi del maschio sono stati tesi, con qualsiasi mezzo, al controllo della sessualità femminile. Che fosse con la violenza o con i precetti religiosi, con le “leggi di natura” o con la “filosofia”. Ciò che in principio era stato imposto con la clava, è diventato “Legge di Dio”, “Filosofia”, “Morale”…chiamatela come volete. Chi non si adattava era già una puttana, pensate un po’. E chi si è “adattata” troppo era puttana lo stesso perché, avendo assunto QUEL modo di pensare, non trovava nulla di male a vendere il proprio corpo.

Ma di “puttane e spose” parleremo nel prossimo articolo.

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  1. Sempre io (molto interessanti questi tuoi post). Ammetto di essermi un po’ persa nella parte finale. Puoi spiegarmela un po’ meglio, please?
    Grazie
    Val

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  2. Intendevo spiegarla meglio nei prossimi post, comunque il fulcro è: mentre tutto questo avveniva, le donne dov’erano? Erano lì, non è che tutto sia stato fatto senza che se ne accorgersero. O, meglio, in un certo senso fin dall’inizio abbiamo dovuto subire, perché – anche per via dei comportamenti violenti – una dele prime cose che si imparano nel mondo animale è la “prudenza”. I fattori comportamentali delle donne sono stati in fretta imbrigliati, prima con la sopraffazione, poi – quando è subentrato un barlume di civiltà, attraverso pensieri all’apparenza coerenti. Filosofie. Religioni. Chi non si adattava era da distruggere. Così come chi si adattava “troppo”.

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    • È proprio cosa intendi con quel “troppo” che non riesco a capire. Giuro, non sto trollando. Intendi qualcosa tipo le suore di clausura?
      Val

      Rispondi
  3. No, intendo le prostitute di professione. Detta terra terra: se non la dai sei una vacca frigida, se la dai sei una troia. Se lo fai per professione TUTTI si possono accanire su di te, perché hai “scelto” di venderti e nella scala sociale sei meno di un insetto. Intendo dire che tanto non va mai bene.

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