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6 Febbraio. Giornata contro le Mutilazioni Genitali Femminili

 

infibulazione 2

Impossibile non parlarne.

Ho provato a trattenermi, in realtà, perché QUESTO ARTICOLO spiega già tutto (vi prego di leggerlo ,anche se siete sensibili. Mi scuso per le immagini crude, ma quando si documenta qualcosa, talvolta, bisogna affondare). Non voglio scopiazzarlo, preferisco riportarvi il link affinché possiate leggere e approfondire, se ritenete.

Provo a riassumere di che cosa si tratti, per chi proprio non ha voglia di leggere il testo della signora Oberhammer: ad oggi è stimato che più di 100.000.000 di donne nel mondo siano sottoposte alla pratica della Infibulazione. Qualcuno potrebbe pensare che si tratti di un metodo ancestrale per preservare l’igiene, un corrispettivo femminile della circoncisione, tanto per fare un esempio. Ebbene, non è affatto così.

L’infibulazione è una pratica tradizionale, ma interreligiosa, vi sono sottoposte donne islamiche, cristiane, animiste etc. etc. e non solo in Africa o nei paesi di cultura islamica. Anche la nostra civilissima Europa vede centinaia di migliaia di bambine sottoposte a questo tormento, anche perché laddove esso venga proibito per legge basta un “viaggetto all’estero” per “mettere a posto” la piccola. In che cosa consiste questa barbarie? Di base si tratta di cucire i lembi della vagina in modo da lasciare due minuscoli buchi, uno per l’urina e l’altro per il sangue mestruale.

A volte, però, si recide anche il clitoride.

L’età dell’infibulazione può variare tra i 3 e i 15 anni. Quando poi la fanciulla viene data in sposa, il marito si aprirà un “varco” col coltello. Non sto scherzando.Serve davvero che vi dica che cosa essa comporta?

Provo a dirvelo, anche se mi fa male anche solo scriverlo.

Il danno fisico è irreversibile: a queste donne viene negato per sempre il diritto ad una sessualità normale, ma anche alle più normali funzioni corporali, perché sia urinare che evacuare il sangue mestruale diventa estremamente difficoltoso. Essendo poi tale pratica inflitta in condizioni igieniche scarsissime, le infezioni si susseguono, creando danni anche su altri versanti.

Il danno psicologico non è quantificabile. Si tratta di far odiare il proprio corpo ad una donna, di farla desiderare di non esistere.

Viene spontaneo chiedersi il perché di tutta questa sofferenza.

Ebbene, c’è un solo perché: la volontà patriarcale di controllo sulla sessualità femminile. Una donna infibulata non potrà mai tradire (chi vorrebbe un rapporto sessuale, al prezzo di una sofferenza così atroce?), arriverà vergine al letto di nozze, vivrà il sesso come qualcosa di terribile. In una parola, sarà sempre succube ed incapace di autodeterminarsi e di scegliersi una vita.

Ciò che è più difficile da accettare, però, è che questa tortura non viene inflitta per mano degli uomini: sono le altre donne, le madri (!!!) a perpetuare la tradizione. Sono le donne a giudicare impura una ragazza non infibulata e sono sempre le donne le principali sostenitrici di questa pratica che serve a distinguerle agli occhi maschili.

E non vedono l’abominio implicito in questa affermazione. Preferiscono infliggere una sofferenza lunga tutta la vita, piuttosto che ribellarsi a questo dettame maschile.

Non riesco a parlarne con la dovuta calma e lucidità, perché per me è inconcepibile.

Comunque, nell’ambito delle Giornate promosse dall’Onu, anche quella contro le Mutilazioni Genitali  ha la sua. Ed è proprio oggi.

Nel mio piccolo faccio da cassa di risonanza a coloro che ne sanno parlare con più cognizione di causa di me, perché sono da sempre convinta che l’informazione sia sempre un primo passo verso la risoluzione di un problema, anche se – in questo caso – temo che siamo ancora lontani anni luce.

Se dopo la lettura volete saperne di più e magari fare qualcosa VI CONSIGLIO QUESTO SITO, che raccoglie le principali associazioni in lotta contro questa piaga.

infibulazione

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  1. La Mariposa Blanca

    Carissima, tutto vero quello che hai scritto, ma se posso darti un consiglio, avendo avuto modo di approfondire l’argomento, cerca di guardare sempre con gli occhi delle “altre”, è utile per noi, ai fini di comprendere qualcosa che tu stessa dichiari incomprensibile, chiederci sempre il perchè di ogni cosa, “perchè queste donne accettano tale pratica?”. Se hai voglia puoi leggere cosa ho scritto a riguardo e magari darmi un parere. http://lamariposablancaa.wordpress.com/2013/02/06/6-febbraio-una-data-per-capire-le-mgf/

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  2. Ciao a tutti i lettori e lettrici, avevo già scritto per i racconti dell’ancella, forse vi ricordate.
    Io non sono d’accordo sul fatto di tentare di capire, perchè altrimenti finiamo per confondere e definire come tradizioni culturali pratiche che invece possono essere tranquillmente catalogate con tortura e macelleria e non venitemi a dire che si può fare il paragone con la circoincisione maschile perchè non è vero. Ques’ultima non compromette nessuna funzione fisiologica, non crea dolore perpetuo e non rende difficoltoso ogni istante della vita come alle donne.
    Su Fb in questi giorni c’è un gran dibattito in tema. Di seguito ho organizzato alcune cose che ho scritto lì in merito.Che sia pratica/tortura /macelleria tramandata da madre in figlia è sicuro ,ma le donne sono le aguzzine delle altre donne per tradizione millenaria maschilista inculcata a suon di forza. Se non fai così non sei integrata nella tua comunità, non trovi nessuno che ti sposa e visto che sposarsi è l’unico modo per essere accettata socialmente devi subire. Passi da essere figlia di uno a moglie di qualcuno. Non hai identità per te stessa. Idem per i piedi fasciati cinesi. E’ ora di smettere di vedere le donne in funzione degli uomini.Gli uomini invece non subiscono mai niente, perchè le leggi se le fanno a loro uso e consumo. Ancora non s’è capito? Qui più che un rito di passaggio (vedi tatuaggi incisi di certe tribù, o prove di passaggio) è un vero e proprio soverchiare un altro essere umano con la scusa che deve essere puro altrimenti non socialmente accettabile. Che poi solo le donne hanno il dovere di essere pure, pena l’ostracismo assoluto. Gli uomini fanno tutte le porcate che vogliono e si ritengono sempre puri. Questo da l’idea del metro di giudizio del ” piffero” che viene usato. IL motivo non è religioso tradizionale o culturale, ma proprio sociale, per contrarre un buon matrimonio. Senza un matrimonio non esisti. Lo dicono anche nel link postato dal blog. Il maschio invece può senza dubbio comportarsi come meglio gli aggrada, però vuole la moglie “perfetta” e la condanna a soffrire finchè non muore (lei). Eppoi non c’è solo il fatto io posso e tu no (avere una vita sessuale), ma la questione del dominio totale di una persona sull’altra, tanto che perfino le funzioni fisiologiche femminili sono impedite o rese difficoltose e dolorose da qualcuno che si permette di sapere e dire cosa devi provare e quanto devi soffrire. Soverchiare, come scritto sopra, è l’unica parola che mi viene in mente, molto oltre la mera questione della sessualità, ma molto.

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  3. Pensa un pò che ai mei commenti su fb hanno dato ragione anche alcuni maschi, la cosa mi fa piacere, perchè c’è un certo risveglio di coscienze.

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    • Speriamo, Sara! Speriamo! Nel nostro piccolo ognuna di noi può fare qualcosa. Non per “giudicare” sterilmente, ma per far conoscere una realtà un po’ diversa che è possibile e che, sì, può sfidare la tradizione (e il patriarcato).

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  4. x La Mariposa Blanca: ho dato un’occhiata al link. Ma per quanto mi riguarda non penso proprio che l’esempio del lavarsi/depilarsi possa reggere. Lavarsi è igienico e salutare, l’infibulazione no. Depilarsi è puramente estetico, è vero, però si tratta di PELI non delle nostre parti intime!!! Per di più i peli ricrescono e quindi la depilazione non procura danni permanenti e soprattutto è un’azione CONSAPEVOLE, che si fa perché si VUOLE farlo, mentre quelle bambine (che leggendo il tuo articolo dici essere la maggioranza) che subiscono questa amputazione orrenda che consapevolezza hanno del loro corpo? E il fatto che non si ricordino del dolore subìto in tenera età non c’entra proprio niente! Al primo anno di asilo un bambino mi ha spinta addosso al termosifone e prendendo lo spigolo mi sono rotta la testa…ho pianto come una dannata! Adesso non mi ricordo del male che ho provato, ma mentre lo provavo era tremendo! E ai bambini più piccoli se dai uno schiaffo voglio vedere se non si accorgono di niente, cosa c’entra se anni più tardi non se ne ricordano??? In quel momento gli hai procurato del dolore che loro PROVANO!
    E come se non bastasse l’infibulazione non è un dolore che provi nell’istante in cui ti viene praticata, ma è una condanna per tutta la vita! Un dolore costante.
    Non ripeto quello che già è stato detto dalle altre riguardo anche all’aspetto sessuale/psicologico, altrimenti scriverei un papiro, però ce ne sarebbe da dire!
    Questa pratica è sbagliata, assolutamente. Un credo, un’idea politica, un ideale: a questi porto rispetto e non mi permetterei mai di dire “questo è giusto” o “questo è sbagliato”, perché fanno parte di un aspetto soggettivo di ogni individuo, e non fanno male a nessuno. Ma l’infibulazione è sbagliata perché è una TORTURA.
    Chiedo scusa se alcune frasi non sono chiare ma ho scritto di getto e questo argomento è difficile da trattare con distacco, specie per noi donne! 😦

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  5. Piccola rettifica per quanto riguarda la mia frase : “che leggendo il tuo articolo dici essere la maggioranza” ho letto male la parte in cui dicevi che IN ALCUNI CASI si pratica a bambine di età inferiore ad 1 anno.
    Chiedo venia! 🙂

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  6. …e aggiungo che sono una sfigata cosmica perché ho appena letto i commenti sotto al link e alcuni di essi dicono praticamente le stesse cose che ho detto nel mio primo commento! Della serie potevo anche chiudere il becco… 🙂

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