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E niente, tre settimane fa ero in mezzo al deserto, no? E ‘sto week end, invece, mi sono ritrovata ad attraversare le Alpi. Fiiiquo, no?

Stavolta il viaggio non è stato esclusivamente di piacere, bensì un’esperienza che – se non è stata proprio lavorativa – vi si è avvicinata parecchio: infatti per tutto il week end ho accompagnato due cari amici a Francoforte, dove si teneva la Fiera della Cancelleria, ovvero tutto quel materiale che trovate nelle cartolerie: prodotti per la scuola, biglietti d’auguri, poster, gadgets, accessori per ufficio etc. etc.

francoforte-voli-lowcost

I miei amici hanno uno Studio Grafico: nella fattispecie Lei – che per la privacy chiameremo L’Artista – è quella che si occupa del disegno figurativo (dipinge, disegna, crea in vari stili ed in modi molto diversi), mentre Lui – che per la privacy chiameremo Tullio Solenghi perché è uguale!!! –  è impegnato con le elaborazioni grafiche vere e proprie, cioè quelle che si fanno al computer e quindi utilizza anche materiale fotografico e scritte. Poi, mischiano il loro lavoro et voilà, il gioco è fatto. Ganzissimi.

Se contate poi che sono sposati da anni e danno l’impressione di essere fidanzatini, capirete che passare l’intero week end con loro è stato piacevole per più di una ragione: unire lavoro, creatività, aneddoti divertenti ed affetto è qualcosa che non si trova facilmente.

Beh, insomma, io sono andata per dare una mano con l’inglese, perché – nonostante il mio accento da Al Capone – potevo essere utile con molti clienti.

Il viaggio di andata avrebbe potuto essere più piacevole, ma purtroppo ci si è rotta la macchina dentro il tunnel del San Gottardo, perciò invece di arrivare in sole 8 ore ne abbiamo impiegate 16 (ed eravamo un po’ stanchini).

La giornata di sabato in Fiera, però, è stata per me davvero interessante:

  1. forse a causa della crisi, c’erano moltissimi stand ma non una folla esagerata di avventori. Forse è anche per questo che tutti gli appuntamenti che avevamo sono stati rispettati e non solo: i rappresentanti delle ditte ci hanno trattati sempre molto bene offrendoci attenzione e – ancora più importante – dolcetti! (eh eh eh, scherzo).
  2. L’ambiente è bello. Nel senso che trattandosi di una fiera che riguarda in qualche modo colori e creatività, si ha l’impressione di stare in un regno un po’ magico, per lo meno rispetto a quella che potrebbe essere una manifestazione identica ma che abbia per oggetto…che so…pompe idrauliche…!!!
  3. Ad una manifestazione del genere, si entra in contatto con tante persone diverse, per nazionalità e lingua. Si osservano alcune dinamiche, si scambiano opinioni ed idee. Niente male, davvero.
  4. In generale, per noi è stata una fiera fruttuosa: siamo tornati con diversi accordi commerciali, il che fa ben sperare, nonostante la crisi, in una ripresa dell’economia anche nel nostro paese.

Fatte queste considerazioni, ciò che ho notato io in questa industria è che tutto è ancora in mano alla Vecchia Guardia e non è necessariamente un bene: gli acquirenti sono persone sulla sessantina, che restano indifferenti di fronte ad illustrazioni più moderne, ai richiami ai personaggi più famosi, alle mode che caratterizzano chi poi acquisterà i prodotti nei negozi, ovvero gli utilizzatori finali.

Così succede che sia le copertine dei quaderni che i biglietti di auguri abbiano ancora un taglio – a mio parere – un po’ troppo tradizionale. Questo ovviamente non è valido per tutti, ma devo dire che – da profana – sul piano delle tecniche e delle idee sono poche le cose che mi sono rimaste veramente impresse.

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Dall’altro lato della medaglia abbiamo un grandissimo punto di disonore sulle spalle dei gggiovani: ma lo sapete che i biglietti d’amore stanno scomparendo? Se ci pensate è una cosa terribile! Va bene, va bene, ad oggi si usano gli sms e i social network anche per dirsi quanto ci si vuole bene, ma…volete mettere la diversità?

Primo: un biglietto è per sempre, mentre un sms o un messaggio via FB svaniscono o vengono cancellati dopo pochissimo.

Secondo: il biglietto sarà sempre più romantico di un freddo messaggio di testo.

Terzo: si vocifera che il motivo per cui questo tipo di biglietti stia scomparendo è perché i giovani li ritengono troppo “impegnativi”. Ma davvero, ragazzi, se è così è il caso di farci un esame di coscienza. Io non voglio arrivare al biglietto con scritto “Sei la mia trombamica preferita!” perché pochi determinati stronzi se la fanno addosso all’idea di impegnarsi. Quindi: Amorosi e Amorose di tutte le età, questa è un’emergenza. Fatevi sentireee!!!

 

Aiutatemi! Salviamo i bigliettini con gli orsetti cuoricinosiiii!!!

Aiutatemi! Salviamo i bigliettini con gli orsetti cuoricinosiiii!!!

Ora forse vi starete domandando perché vi ho deliziati con il resoconto fantasmagorico di questo fine settimana. Beh, perché mi capita raramente di toccare con mano un mondo in cui la creatività paga.

Mi spiego meglio: per i miei amici, molte delle cose di cui io parlo di solito (il fantasy, i cartoni animati, i fumetti, i narratori come Neil Gaiman e, più in generale, tutto ciò che costituisce il mio immaginario) non sono stronzate come ama definirle mio padre. Al contrario. Sono fonte di interesse, ispirazione e – opportunamente rimaneggiate – anche di guadagno.

Loro vivono in un mondo in cui le parole hanno un valore, in cui c’è gente che vive trovando il giusto modo di esprimere un concetto ed idee accattivanti. Loro sono persone che non mi guardano con compatimento quando dicono che ciò che io vorrei fare davvero è scrivere creativamente.

La vita ti porta su molte strade diverse, ma è davvero affascinante entrare nel mondo che vorresti, anche solo per un’occhiata veloce. Anche il lavoro che ho svolto per loro, se non altro, ha a che fare con quello che ho studiato ed è stato bellissimo, per una volta, veder riconosciuti i miei sforzi.

Non mi si fraintenda: di questi tempi avere un lavoro qualsiasi è una fortuna inaudita e non intendo minimamente lamentarmi di ciò che ho l’opportunità di fare. Però si vive per fare esperienze e questa è stata particolarmente gratificante. E chissà che non mi dia la spinta giusta per tornare in pista sull’arcobaleno dei miei sogni.

dream

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  1. Amo le fiere!
    Alle superiori ho fatto l’indirizzo turistico e quindi ci portavano a varie fiere (a volte per lavorarci, ma va bè) ed era uno spettacolo! A Milano un anno c’era uno stand sulla sabbia *_*
    Comunque ti invidio non sai quanto, questo weekend c’erano vari eventi dedicati a Luigi Tenco e non sono potuta andare a nessuno di questi 😦 Proprio adesso su Facebook stavo guardando le foto di un raduno e se penso che sono stata a casa…. ç_ç
    Ok, ho finito di lamentarmi 🙂
    In ogni caso San Valentino si avvicina… Secondo me ci saranno più biglietti dolciosi in giro 😉

    Rispondi
  2. Al Capone era di Lerici? non lo sapevo.

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