Feed RSS

Marrakech Express – Episodio 2 “La giornata dei gonzi”

Chi va in Marocco alla “W il Parroco”, cioè in modo totalmente sprovveduto come abbiamo fatto noi, deve prepararsi ad uno shock culturale non da poco: in questo paese il turista è visto essenzialmente come Portafoglio Ambulante.

Intendiamoci: incontrerete gente di tutti i tipi, sorridenti e ingrugnati, ospitali e maleducati. Ma salvo rare eccezioni tutti i rapporti superficiali che intreccerete sottintenderanno una “piccola mancia”. Piccola per davvero: quelli che per noi sono 2 euro sono un grosso dono per un qualsiasi lavoratore, per questo è davvero difficile dire di no.

dirham

Il primo giorno della nostra vacanza a Marrakech, è stato da noi benevolmente soprannominato “Il giorno dei gonzi”, per il fatto che ovunque siamo andati devono averci visti alla faccia e hanno pensato 1000 e 1 modi per infinocchiarci. Il che è da mettere in conto.

Dopo una rapida colazione nel buffet della roba immonda, ci troviamo ad attendere l’ascensore con un genovese pelato e incazzato col mondo che accoglie con un: “Italiani? meno male, perchè questo posto fa schifooooo” ed inizia ad enumerarci tutte le brutture di Marrakech da lui riscontrate, tipo che il WI FI non prende bene in camera e che la sera prima aveva comprato una bottiglia di vino e dei ragazzotti gliel’avevano rubata. (Ma questo succede in qualunque luogo povero del mondo, se lasci qualcosa incustodito, penso io. Vabbè.). Mugugno continua a deliziarci di lamenti finché non usciamo.

Il sole scioglie immediatamente il ricordo del gelo di quest’uomo: Marrakech sembra accoglierci assai meglio di quanto ci è stato prospettato!

I membri della reception ci avvisano che il costo medio di un taxi è 2 – 5 euro, quindi il primo tassista che fermiamo ce ne chiede 10 e al nostro rifiuto ci manda a fanculo in francese.

Ci guardiamo: forse Marrakech non ci sta accogliendo così bene, ma va be’, iniziamo il percorso a piedi e dopo nemmeno 5 minuti arriva un taxi. Lo fermiamo ed il tassista accetta di portarci in Piazza Djemaa El Fna, la principale di Marrakech, per il prezzo adeguato (2 euro).

Il segreto dunque è: INCAMMINARSI. Se vi beccano per strada, il prezzo diventa immediatamente giusto (o quasi).

Ci avevano detto un gran bene di Djemaa El Fna. Ed in effetti la Piazza si merita il titolo di cuore storico di Marrakech: fin dalla mattinata, infatti vi si trovano bancarelle che vendono spezie, donne pronte a disegnare sulle mani delle ignare turiste tatuaggi all’henné (io non l’ho fatto!), venditori d’acqua nei loro costumi tipici, incantatori di serpenti…

djemaa el fna

Già, gli incantatori di serpenti. Appena messo piede in piazza si avventa su di noi un tizio che adocchia la macchinona fotografica di Lui e con un sorriso Colgate fa per piazzargli un serpentello mezzo rincoglionito attorno al collo.

Lui scappa e allora l’Incantatore Sorridente appioppa il rettile a me, manco fosse una sciarpetta e poi insiste affinchè Lui mi faccia la foto.

Lui, gentile, me ne fa due o tre (io intanto, col serpente al collo, tento di non svenire) e con un grazie restituiamo Sir Biss e facciamo per andarcene.

Poveri Gonzi Illusi! All’improvviso l’Incantatore Sorridente comincia ad inveirci in metà arabo e metà francese e tutto ciò che capiamo è che vuole 30 EURO per la foto! Ora, 30 Euro sarebbe una ruberia persino in Italia, perciò PERSINO NOI GONZI opponiamo un fermo rifiuto. Lui gli offre 2 Euro e l’altro si incazza ancora di più, allora facciamo per andarcene. Questo, vedendo che facevamo sul serio, ci segue, strappa i 20 Dirham di mano a Lui e se ne torna al suo posto, ancora insultandoci.

Ecco, a quel punto abbiamo la percezione che Marrakech non ci abbia accolto bene per niente. Per fortuna, però, ci sbagliavamo. Girelliamo la piazza e i colori cominciano a rapirci. Si moltiplicano i sorrisi, specie quelli dei venditori di succo d’arancia, incominciamo a perderci nei molteplici profumi.

Entriamo nel Souk.

souk-di-marrakech_216038

Il Souk è un dedalo inestricabile di viuzze che, visto per la prima volta, fa davvero l’effetto labirinto. Decine e decine di negozi espongono merce coloratissima del tipico artigianato marocchino: si va dalle classiche babbucce alle lavorazioni in pelle, dalle spezie agli utensili in legno, argenteria, tessuti, profumi, saponi…un po’ di tutto.

Tutti ci osservano, moltissimi cercano di attirare l’attenzione. Ce la fa un ragazzo vestito come un tronista di Maria De Filippi che ci fa un sorriso megagalattico e in perfetto italiano ci spiega che i suoi sono tutti a Milano, che lui adora l’Italia e vuole venirci, intanto ci fa da guida facendoci inoltrare ancora di più nel labirinto e ci porta in un’erboristeria.

Qui ci accoglie un tipo in camice bianco da farmacista che inizia a parlarci in italiano velocissimo: un vero e proprio imbonitore. Ci mostra tutti i prodotti più in voga: olio di argan, olio per massaggi, spezie, polverine per il raffreddore (tipo Vicks Vaporub) e addirittura prodotti afrodisiaci “Così tua moglie è contenta.” ridacchia dando di gomito a Lui. Il Viagra de noantri, però non lo abbiamo comprato, ché grazie al cielo non ce n’è ancora bisogno…tutto il resto sì però.

Usciamo dall’Erboristeria con un sacchetto pieno, il portafoglio più leggero e un sacco di sorrisi appiccicati alle scapole. Sulla porta incontriamo una coppia di sprovveduti tedeschi portati lì da un ragazzetto sorridente. Un tipo con il camice bianco li sta intortando parlando perfettamente inglese. Loro ci guardano con aria bovina e noi ricambiamo. Istintivamente metto in mostra il nostro sacchettone, della serie “Non avete scampo”.

Foto di A. Moreschi

Foto di A. Moreschi

E’ una catena di montaggio accuratissima, ora lo capiamo. Gonzi che siamo, continueremo a chiederci per tutto il giorno QUANTO ci hanno fregato. Poi stringiamo le spalle: ormai è andata così ed in fondo la nostra moneta è così forte che se anche ci avessero strappato un prezzo quadruplo alla norma non sarebbe una gran perdita.

CONSIGLIO DA UN MILIONE DI DOLLARI: noi abbiamo saputo solo più tardi dell’esistenza di questo posto, ma dovete sapere che presso la Kasbah c’è il Mercato dell’Artigianato gestito direttamente dallo stato. Lì i prezzi sono fissi e si trova praticamente tutto ciò che è acquistabile nel Souk. Ora, nessuno vi impedisce di comprare nel Souk, dato che contrattando potreste riuscire a strappare un buon prezzo, ma in questo bazar statale potete farvi un’idea di quelli che sono i prezzi “adeguati” e riuscire così a contrattare meglio una volta a contatto con gli agguerritissimi venditori marocchini.

Proseguiamo la nostra passeggiata. Le vie del Souk ci mostrano, probabilmente, anche com’è il Marocco nelle zone non turistiche, ovvero: dignitosa miseria. Le case di argilla sembrano volerti cadere addosso eppure tutti lavorano, i bambini giocano e scorrazzano sorridenti, tutti hanno vestiti colorati, anche quando sono laceri o non troppo puliti.

La cosa che più mi ha colpita negativamente è il viavai selvaggio dei motorini. Ci vanno anche in 3 o 4, senza alcuna sicurezza né per se stessi né per i passanti. Se ci penso, però, quando ero a Tokyo dovevo guardarmi dalle biciclette che mi arrivavano alle spalle e velocità folli sul marciapiede, quindi non è questione di civiltà più o meno evoluta.

Rimaniamo nel Souk tutta la mattinata. Un vecchio ci “accompagna” alla conceria di pelli. La puzza è la caratteristica principale di questo posto, che si presenta come un insieme di vasche fangose. Da un lato le pelli ammassate di capre e non saprei cos’altro, dall’altro solo fango. E’ un posto da evitare se siete animalisti.

Comunque, dietro alla conceria c’è il bazar e anche qui l’imbonitore ci intorta tanto, che il mio adorato Lui la prende sul personale e si mette a fare la contrattazione berbera, seduto sul tappeto, con il taccuino e tutto.

Non scherzo, ci avremo messo 45 minuti.

Alla fine, dopo vari sbuffamenti, scuotimenti del capo, offerte, controfferte, “nonono”, “Duemiladuecentooo?” e “mais oui, mon ami!” siamo arrivati a strappare una cifra anche inferiore ad un terzo di quanto ci era stato chiesto all’inizio: da 220 euro abbiamo portato i nostri due Pouf a 75. Una battaglia sfiancante, ma gustosa. (Specie quando poi abbiamo scoperto che il prezzo onesto per quei due Pouf sarebbe stato 45 euro l’uno nel Mercato dell’Artigianato Statale).

Finalmente ci sembra di cominciare un poco ad orientarci. Incontriamo mandrie di altri turisti e ci fermiamo a mangiare il cous cous e la tajin in un ristorantino con terrazza in una delle vie secondarie.

Il cibo è ottimo e abbondante e per un pranzo completo per due non arriviamo a spendere 13 euro. La cosa comincia a farsi simpatica.

Tornando verso la piazza, ci ferma un terzo signore sorridente: appartiene ad un’agenzia che organizza escursioni nei dintorni di Marrakech, che è proprio ciò che vorremmo fare. Ci mostra varie opzioni e noi decidiamo di cominciare con una gita di un solo giorno: la meta saranno le cascate di Housoud.

Il costo è di 20 euro a testa e a noi sembra pochissimo. Visti i vari modi in cui hanno tentato di fregarci, confidiamo in Allah e teniamo stretto il cedolino che il tizio dell’agenzia ci ha affidato: abbiamo pagato solo metà della gita e consegneremo il saldo l’indomani quando ci verranno a prendere direttamente in hotel.

Occupiamo il pomeriggio visitando i dintorni della Moschea della Koutoubia (l’ingresso è vietato ai non musulmani), il cui minareto è il simbolo di Marrakech, i giardini, le zone immediatamente circostanti, che ci mostrano una città che varia moltissimo di via in via.

Ancora, la cosa a cui si fa più fatica ad abituarsi è il traffico veicolare, che fa impallidire la caoticissima Roma: ovunque è uno strombazzare, un superare, uno stridio di gomme. Noi, nel taxi che ci riporta all’Hotel, ci sentiamo stanchi ma felici e fortunati.

…To be continued...

»

  1. Ah ah, il ragazzo vestito come un tronista di Maria de Filippi! Complimenti per la “vèrve” del tuo stile di scrittura:)

    Rispondi
  2. Credo di averti già raccontato del mio viaggio in Marocco e quindi non mi ripeterò.. ma vorrei darti un consiglio di cuore: la prossima volta che vedi “qualcuno” fà la faccia contrita!.. Sai abbiamo un’amica comune che potrebbe anche strozzarti… ^__-

    Rispondi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: