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A Lerici,in questi giorni.

Lerici è sempre stato un paese piccolo e chiuso. Una perla in un Golfo meraviglioso, ma anche un borgo in cui le voci corrono, soprattutto quelle maligne. Però, diciamola così, accanto ai difetti che si possono trovare qui ci sono anche tanti pregi. Noi liguri siamo mugugnoni e tendiamo a vedere il peggio nelle situazioni, per questo spesso le bruttezze e le meschinità acquistano più rilievo rispetto al bello che – a volerlo ammettere – è un po’ ovunque.

Per questo non me l’aspettavo.

A Lerici, in questi giorni, una famiglia trema e aspetta con angoscia le notizie di un ragazzo di 30 anni che dieci giorni fa è stato portato via con la forza dalla sua casa.

Andrea Calevo non è ancora stato trovato. Le notizie si alternano tra tristezza, “cauto ottimismo”, interrogatori, ansia, mitomani che le sparano grosse, fiaccolate, frasi di circostanza ed opinionisti TV.

Già, la TV. In questi giorni i giornalisti sono ovunque, alla ricerca di un frammento che non aggiungerà niente ad una storia nebulosa, che fa stare tutti col fiato sospeso.

Andrea, almeno di vista, lo conosciamo in tanti. Succede, nei borghi così piccoli, di vedere qualcuno fin da quando è bambino. Ci scambi il saluto, qualche volta. Un sorriso. “Ah, ma sì, ero a scuola con sua sorella…ah, ma sì frequentiamo gli stessi locali”…succede, poi, che questo qualcuno viene portato via. E sembra che i delinquenti abbiano fatto un torto a tutto il paese.

L’altra sera c’è stata una fiaccolata a cui hanno partecipato oltre 2000 persone. Credo che, come me, l’abbiano fatto con la sincera speranza che il sequestro si risolva per il meglio. Devo dire che è stata un’esperienza toccante, ho avuto i brividi per tutto il tempo.

Se poi i sindaci di Lerici ed Arcola avessero evitato di dirci tra le righe dei loro discorsi di circostanza che considerano tutti i lericini degli emeriti stronzi perché non si aspettavano una partecipazione così numerosa e sentita sarebbe stato anche meglio.

E poi.

E poi.

A Lerici, in questi giorni, succede che un prete esca fuori di cabina e diventi caso nazionale. Che ha fatto questo emerito esponente del clero, di tanto grave? Semplice: ha fatto sue le istanze di Pontifex, attaccando alla bacheca del sagrato di San Terenzo l’articolo del tristemente noto Bruno Volpe, in cui si denuncia che “Le donne devono fare autocritica perché sono loro stesse con i loro abiti succinti, la presunzione di poter essere indipendenti, la minor attenzione dedicata alla cura della casa ad attirare su di sé le ire e la violenza del maschio, incapace di non cedere a siffatte tentazioni”.

Non so voi, ma io credevo che l’equazione: Donna = Strega tentatrice + strumento del demonio + fonte di perdizione per il maschio innocente  fosse ormai appannaggio dei talebani, nonché triste ricordo dell’Inquisizione.

E invece no.

Ora, chi mi conosce un po’ meglio e chi mi legge con attenzione sa che sto vivendo un progressivo allontanamento dal cattolicesimo, seppure io difenda con tutto il cuore  la libertà di un credente sincero a professare la propria fede. Così, però, MI CASCANO LE BRACCIA.

Presumere che la vittima di una qualsiasi violenza abbia “provocato” l’aggressore è di per sé anormale. In qualsiasi caso, chi assume un comportamento violento di qualsiasi natura passa dalla parte del torto.

Don Corsi insulta nello stesso tempo uomini e donne: accusa i primi di essere animali privi di qualsiasi intelligenza, che sbavano alla vista di una scollatura al punto da non capire più niente e le seconde di essere strumenti del demonio con il loro semplice esistere. Mi fa fatica persino scrivere di cose del genere, perché la tentazione di chiudere tutto con un immenso VAFFANCULO è forte.

Però andiamo oltre ed analizziamo il motivo per cui la gravità di una simile azione è degna delle prime pagine dei giornali: ad oggi in Italia si sono verificati 120 femminicidi, laddove differenziamo il femminicidio dal comune omicidio per il substrato culturale e motivazionale che ha dato luogo al delitto. Il femminicida è un compagno (o ex compagno) che fa del male alla donna che considera propria, perché questa – in vari modi – ha tentato di ribellarsi alla sua istanza di possesso. Si è allontanata, si è rifatta una vita, pretendeva di essere indipendente ed autosufficiente.

Ora, come può un esponente di una religione che DOVREBBE professare l’amore e il cui DIO ha detto “Chi di voi è senza peccato, scagli la prima pietra!” a degli uomini che volevano lapidare un’adultera (NB: un adulterio non certo compiuto in SOLITUDINE!!!) permettersi di GIUSTIFICARE la violenza di un genere sull’altro per il futile motivo dell’abbigliamento, ma anche solo per il rifiuto di un ruolo lungamente imposto, cioè quello subordinato? Come si può, nel 2012, essere ancora a favore di idee così palesemente squilibrate e pretendere anche di essere compreso? Qui non si sta parlando di morale e di senso della famiglia, su cui ognuno di noi è libero di esprimere un’opinione. Qui si sta dando il “placet” a chi si sente in DIRITTO di abusare di un altro essere solo perché questo è uscito da uno schema precostituito, ingiusto e retrogrado.

Il peggio è che, con la stessa motivazione, si potrebbe giustificare anche una molestia verso i bambini. Perché – scusate – ma se mi viene detto che se vengo violentata è colpa mia e di come mi vesto e perché non so cucinare bene, allora nulla mi vieta di pensare che anche un bambino non può impedirsi di essere carino e dolce e perciò se un adulto gli mette le mani addosso è colpa del piccolo!!!

Lo so che ho scritto una cosa terribile, ma la mentalità è questa.

E se avere un proprio cervello, vestirsi come si vuole, chiedere la parità dei diritti e il rispetto degli uomini, nella stessa misura in cui io rispetto loro, fa di me una “puttana” e una “strega”, allora…sono una puttana e una strega.

MA LEI DON CORSI SI VERGOGNI PROFONDAMENTE e non si stupisca se la gente in Chiesa viene sempre meno.

Povera la nostra Lerici!!!

Povera la nostra Lerici!!!

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  1. Povere noi, sempre a doverci giustificare per quello che siamo e anche per quello che non siamo!
    Ciò che io trovo ingiustificabile è l’assoluta, desolante, becera, strumentalizzata idiozia di chi, ancora, blaterando attraverso pubblici altari, violenta le parole e le usa come arma mortale per le nostre orecchie in pericolo. Continuando a rimestare nei luoghi comuni più abusati, per non far dimenticare mai al mondo che uomo vs. donna è sempre la guerra che miete più vittime…
    Bellissima Lerici e sostegno morale per chi sta vivendo davvero momenti difficili.

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  2. Ma non dovrebbero proprio andarci più in chiesa!!! Lo so che è fatica ma vadano in un’altra!!! Io quasi non ci credevo quando l’ho sentito alla Tv!

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  3. riguardo alle responsabilità nei casi di stupro aveva idee molto chiare..certo i metodi erano drastici ma in talune circostanze efficaci: http://www.youtube.com/watch?v=RSegm-nAEKA

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  4. speriamo che il giovane imprenditore torni a casa.. e il prete? no, lino non esprimerti o potresti essere molto offensivo.. lascio alla vostra immaginazione ogni mio tipo di commento

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  5. Ascolta, ma cosa vuoi aspettarti da un semplice prete quando il PAPA ( capo della chiesa e cosa…portatore della voce di Dio? se non vado errata nella definizione) benedice una donna che nel suo paese a proposto una legge che come punizione all’essere omosessuale mette la pena di morte….
    Non ci sono parole….. detesto i preti da un pò di tempo… Ho fede che esista un Dio ho fede che non sia affatto come lo descrivono i suoi messaggeri ( i preti) Credo che Dio annichilisca quando un’uomo che dovrebbe rappresentarlo fà del male ( in qualsiasi modo, con parole , fatti o azioni ) ad un’altra sua creatura ( che sia bimbo, donna, uomo non fà differenza) Credo che Dio sia Amore e loro non lo sono e credo che la gente non si stia allontanando da Dio ma solo dall’immagine di Dio che certe persone insulse e con poco cervello ci vorrebbero far vedere.

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  6. Nessuno sa cosa ci fosse veramente scritto nella fotocopia affissa nella bacheca della chiesa di Lerici e dubito che la nostra zitella felice ne sappia di più. I giornali e i telegiornali si sono guardati bene dal dircelo. Solo illazioni e mezze frasi. Vediamo ad esempio quanto c’ è scritto sulla “Stampa” : “Le donne devono fare un esame di coscienza: provocano gli istinti e vanno a cercare guai”, quindi il femminicidio è in gran parte colpa loro. Bufera per il manifesto misogino affisso per le festività natalizie dal parroco don Piero Corsi sul portone della chiesa di San Terenzo nel comune di Lerici (La Spezia). La prima frase è tra virgolette, quindi sembrerebbe scritta sul manifesto, ma è solo una frase (fra le tante) dell’ articolo. La seconda non è già più una citazione, ma è una illazione del giornalista che calca la mano con quel “in gran parte” che si è inventato lui. Ecco poi un giudizio del giornalista (“misogino”), oltretutto sballato . Ma che c’ entra la misogenia? I “misogini” non sono quelli che odiano le donne? Forse che uno che dice che le donne non dovrebbero andare in giro svestite è un misogino? Forse un moralista, ma non certo un misogino.
    Poi le citazioni dell’ articolo scompaiono. Quindi non sapremo mai cosa c’ era veramente scritto e perchè don Corsi è stato sottoposto a linciaggio mediatico. Invece veniamo informati per filo e per segno sulle attività pregresse del “pregiudicato” don Corsi, e sugli sproloqui di quelli che chiedono la testa del sacerdote, come il telefono rosa.
    Ma i giornalisti non dovrebbero informare sui fatti? Perchè invece nascondono i fatti e fanno solo giudizi (o meglio pregiudizi)?
    Stessa scena per quanto riguarda i TG, compresi quelli Mediaset, che sono fra i più faziosi.
    All’ improvviso dimenticano il principio del “diritto di cronaca” (a cui si appellano quando si tratta di parlare centri sociali, noglobal e graffitari, che vengono solo “descritti” nei loro comportamenti delinquenziali, anzichè “giudicati”, perchè in questo caso bisogna “astenersi dal giudizio” e fare solo cronaca), e sfruttano l’ occasione per sfogare tutto il loro astio velenoso contro i “clericali”.
    Però questi giornalisti che all’ imrovviso si trasformano in teologi e in fustigatori di costumi dovrebbero stare un po’ attenti a come parlano.
    Infatti quando fanno certe prediche dimostrano di essere dei perfetti ignorantelli, e a loro miseria culturale trasuda da tutti i pori.
    Un esempio tipico è quanto detto ieri sera dalla giornalista-commentatrice del TG4 (ma forse lo stesso servizio è stato riproposto anche sulle altri reti mediaset).
    La giornalsita si è ben guardata dal fare il suo mestiere, cioè riportare i fatti, e cioè le parole del sacerdote.
    Ne ha riportato solo due pezzetti estrapolati dal contesto ed inseriti in un discorso di insulti e reprimende (roba da propaganda stalinista).
    Ma ecco le parole esatte della tizia (anche se vado a memoria, ho risentito più volte il servizio su Internet):

    “Il prete ha proprio detto così: che se le donne vengono molestate, picchiate e violentate è anche colpa loro, anzi soprattutto colpa loro. Sono le donne a fare violenza perchè provocano”.

    “A questo punto vorrei fare due considerazioni. La prima è che un sacerdote dovrebbe essere il punto di riferimento di chi è vittima di violenze, stupri, botte, insulti. Certo anche il confessore delle colpe, ma da qui a difendere chi infierisce sul più debole ce ne passa.”

    “La seconda considerazione è invece un vizio culturale: la donna è il diavolo , gli uomini subiscono. E qui don Piero non me ne vorrà se lo accomuno ad un comune macho da Bar che giustifica la violenza che viene commessa con il vecchio assunto che la bellezza provoca. Quindi se qualcuno è vittima si faccia un esame di coscienza… E non dobbiamo dare peso ad una solenne corbelleria.”

    La giornalista in tutte queste sue affermazioni dimostra la sua falsità, faziosità e povertà intellettuale.
    Innazitutto affermare che anche le donne andando in giro svestite esercitano una qualche forma di violenza, non vuol dire giustificare la violenza che subiscono.
    Sul volantino utilizzato da don Corsi c’ era scritto a caratteri cubitali “FORMA DI VIOLENZA DA CONDANNARE E PUNIRE CON FERMEZZA”.
    In secondo luogo affermare che le donne anche loro esercitano violenza non vuol dire difendere chi infierisce sul più debole.
    Parafrasando la giornalista potremmo dire: “fra affermare che le donne discinte effettuano anch’ esse violenza e difendere chi infierisce sul più debole CE NE PASSA!”
    In terzo luogo, affermare che secondo don Piero la donna è “il diavolo” , è fare una illazione assurda.
    A questo punto potremmo dire che secondo i giornalisiti di Mediaset “gli uomini sono il diavolo”, perchè se la prendono con le donne…
    La giornalista fa finta di non capire che per la religione cattolica (e anche per don Piero) si criticano comportamenti e non delle categorie di persone in sè.
    Sono gli atteggiamenti osceni di certe donne ad essere “il diavolo” e non le le donne in sè.
    Ancora più ridicola l’ ultima frase della giornalista, dove dice che secondo don Piero “la bellezza provoca”.
    Ma per pietà, come si fa a dire una cosa del genere. E cioè a confondere la bellezza con l’ oscenità!
    Forse per lei e per i giornalsiti di mediaset essere belle ed andare in giro svestite è la stessa cosa? Per il comune senso del pudore, no.
    Quindi non è la “bellezza” che provoca, ma l’ andare in giro in modo discinto.
    Su questo don Piero ha ragione sacrosanta. Come del resto ha ragione tutto l’ insegnamento morale della Chiesa Cattolica che da sempre condanna oscenità e pornografia (sia pure mascherate).
    I giornalisti delle reti televisive, invece di fare linciaggi mediatici, dovrebbero battersi il petto. Infatti anche loro sono corresponsabili del sistema di violenza e di immoralità che si è diffuso.
    Quante volte infatti vediamo i TG4, TG5, Studio Aperto ecc (o i loro portali internet) indulgere su donne poco vestite sulle spiagge, o nei locali, o su servizi come questo:
    http://www.tgcom24.mediaset.it/gossip/fotogallery/1016152/i-capezzoli-di-kim-non-si-contengono.shtml

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    • Purtroppo per te Sho la Zitella sa benissimo cosa c’era scritto nel volantino perchè -se avessi letto meglio lo avresti capito – è proprio di questo paese. Forse varrebbe la pena riflettere su quello che consideri il limite della discriminazione di genere in quanto tale, prima di venire a scrivere filippiche.
      Se a te questo moralismo ipocrita (la donna NON PUO’ SPOGLIARSI quando lo decide lei, ma solo quando fa comodo alla libido dell’uomo) non sembra misoginia per me lo è. E che lo sia anche per molte altre persone non mi fa che piacere. La Chiesa Cattolica fa presto a fare la morale, peccato che la fa un po’ troppo contro le donne in quanto “peccatrici” a partire da Eva, quando poi invece Gesù è stato il primo ad essere comprensivo per tutti i comportamenti umani e molto più aperto verso le donne di quanto qualunque esponente del clero voglia (o possa!) ammettere.
      Se una persona veste succintamente questo non dà il diritto ad un’altra di ferirla in alcun modo: non credo che se vedo un maschio in giro con pantaloncini aderenti e corti il mio primo istinto sia di sbatterlo al muro per appagare i miei istinti sessuali e ancora meno credo di avere il diritto di farlo. Siamo persone, non bestie nella savana.

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      • ma pure se fosse il tuo primo istinto non ci vederei nulla di male..poi esiste l’autocontrollo per l’appunto.

    • ed affermare che le donne “discinte” fanno violenza è ridicolo. E quale sarebbe di grazia il confine tra vestito “decente” e “discinto”? E’ stabilito una volta per tutte? Sho tu e non solo tu avete una fobia reazionaria verso la sensualità femminile (più o meno raffinata) che vi spinge ad affermazioni risibili

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  7. Concordo con te Miss, sebbene sostengo che uomini e donne hanno le loro virtù e i loro difetti, che la verità non sta mai da una parte sola,ma a dispetto dei tempi l’inquisizione non è mai finita, il dominio del sesso maschile su quello femminile in verità non ha mai smesso di predominare.
    Ci hanno lasciato credere, di acquisire diritti, di poter frequentare piani alti nella carriera, di essere libere di scegliere, hanno usato solo mezzi più celati ed astuti del rogo e della punizione in convento e la nostra colpa è di esserci cascate.

    In politica,in televisione, le tante Belen, le tante finte oche stile Gelmini, del donne del potere alla Hillary Clinton, queste donne hanno affossato e continuano ad affossare la nostra rinascita: il valore della donna e il potere della donna, queste donne coopartecipano meschinamente all’inquisizione dell’uomo sulla donna.

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    • Hillary Clinton? Belen?..e che c’entrano? Se uno come il pretonzolo ma non solo lui, è turbato dalle donne o da certe manifestazioni di femminilità il problema è suo

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      • Ne ero certa che di quello che ho scritto si sarebbe compreso poco…il pretonzolo non ha problemi con le donne è il sistema di cui fa parte ad avere il problema con le donne, e le donne citate solo ad esempio si prestano consapevolmente o meno a questo gioco…della donna non è il corpo che fa paura…

      • X Carola, infatti non è il corpo che fa paura al pretonzolo e al sistema che il pretonzolo rappresenta..è la sensualità

  8. Che Belen possa apparire in qualche modo “parte” della causa (grazie alla sua avvenenza usata in modo spregiudicato) posso capirlo. Hillary Clinton onestamente no. 😀 Tutti facciamo parte di un sistema ed ognuno ha una morale personale dovuta a esperienze, letture, educazione, idee. E ben venga la diversità. Ma essa non deve prevaricare sulla libertà dell’individuo, fintantoché questo non faccia nulla di male. Per questo abbiamo le leggi. NB: leggi laiche, non dettate da una morale religiosa che vede in una coscia nuda un male da estirpare. 🙂

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    • Miss, la Clinton non rientra nel clichè delle avveneti, ma come donna sul lato umano dovrebbe guardarsi dentro,mi rendo conto che questa mia risposta debba essere supportata dalla descrizioni di fatti…fatti che ora non ho tempo e sarebbero lunghi da esporre qui.

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  9. Insegnamento morale della Chiesa Cattolica… Di che morale parli Sho??
    Capisco alcuni preti di paese (ma per esempio in questo caso direi proprio di no), ma le alte cariche non trasmettono tutta questa morale.. Seguissero VERAMENTE i valori d’amore e solidarietà proclamati dal loro Signore e si attenessero ad essi!! Sarebbe magnifico e si potrebbe parlare di morale..

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  10. Certo quello che ha fatto il prete è riprovevole; una cosa che mi ha colpito in questa storia è: tutti a festeggiare la nascita di Gesù da buoni cattolici (ma dove vivi? è una festa e basta x fare un po’ di casino no!?, cosa c’entra Gesù col Natalecommerciale?) e nessuno pronto a perdonare un fratello che ha sbagliato (appunto per il fatto che cattolici veri ce ne sono pochi, soltanto gente con idee confuse)

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  11. da quel che so dio iperdona quando chi ha sbagliato si pente..comunque io non mi reputo cattolica..affatto

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