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Arriva il Natale 5: Bambini e Bambine (anche Natale ha il suo Pippone, rassegnatevi)

Faccio una doverosa premessa: NON STO CHIEDENDO A NESSUNO DI NON COMPRARE i prodotti di cui parlo (o i loro equivalenti). So che, nella grande maggioranza dei casi, “Babbo Natale”, Santa Lucia & Gesù Bambino (mi perdoni il team dei “Regalatori” se ho scordato qualcuno) rispondono alle esplicite richieste dei pargoli. Tuttavia leggevo giorni fa, sia sul blog di Loredana Lipperini, sia su “Un altro genere di comunicazione”, articoli con un tema di cui anche io avrei voluto discutere già da molto tempo.

E cioè come le “richieste” dei bambini vengano in qualche modo “obbligate”.

E, ovviamente, indovinate un po’? Lo svantaggio è femminile. Vado a spiegarmi meglio: ci saranno sicuramente attitudini innate per cui, fin da piccolissimi, i bambini esprimono una preferenza. Ad esempio i maschietti per le palle e le femminucce per i peluches (tanto per dire eh, sono solo esempi). E molti genitori ammettono che certe differenze devono essere innate perché è impossibile che un bambino di un anno o poco più manifesti già delle preferenze indotte…

giocattolino 1

Ne siamo sicuri sicuri? Qui sopra vediamo dei sonaglini che possono essere usati a partire di 3 mesi. Quello di sinistra, tutto rosa e viola,  rappresenta un anello di diamanti e il disclaimer dice che è “per una dolce bambina”, a destra invece il sonaglino è “per un bambino impegnato” e rappresenta un mini attrezzo da carpentiere.

Quindi a una bambina di 3 mesi viene indotto il pensiero di essere “dolce”, non serve che faccia nulla. La sua controparte maschile invece, non importa come sia tanto i bimbi sono tutti belli, ma è incoraggiato ad un’abilità.

No, no, ma è tutto innato, vero? Uhm, permettetemi almeno il dubbio.

Come sapete io non condanno i prodotti che si riferiscono alla bellezza. Non vedo perché una ragazza (o un ragazzo) non dovrebbero prendersi cura di sé. Quello che mi irrita abbastanza è il fatto che, dal sonaglino, la direzione imboccata è la seguente:

giocattolino 2

Due computer per bambini e bambine. Quello per bambini è normale ed ha 50 funzioni. Quello per bambine è tutto rosa ed ha 25 funzioni. La metà.

Che idea dovrebbe passare, da un’immagine come questa? Ora, vuoi fare un computer che sia “carino” anche se non si capisce perché? Boh, fallo. Ma perché DIMEZZARE LE FUNZIONI? Non è che se uso una roba rosa, automaticamente devo essere più scema degli altri.

Non è un caso isolato:

giocattolino 3

C’è qualcosa di più maschilista? Le bimbe in cucina, i bimbi a studiare e scoprire! Ma certo! Marie Curie, roditi il fegato e vai a lavare i piatti.

E ancora (perché le immagini fanno più effetto di molte parole):

giocattolino 4 I giocattoli per maschietti, per lo più improntati su scienza e azione. Ed ecco il corrispettivo femminile:

giocattolino 5

A parte il rosa (che onestamente ha sfracassato i cosiddetti: ci credo che tante bimbe piccole amino il rosa, NON C’E’ ALTRO!!!), gli interessi considerati (oserei dire concessi) sono due: lavori domestici e moda. AUGURI, se ti venisse voglia di studiare medicina da grande, piccola.

Guardate, non è un’esagerazione. E’ un modo precoce di creare divisioni inutili, rendendo la vita difficile a qualsiasi bambino che ami giocare con le bambole o utilizzare i pentolini e procurando rimbrotti alle bimbe che vorrebbero giocare con le astronavi e a cui le Barbie (o le Bratz) fanno schifo.

L’alternativa c’è. E non mi sembra nulla di così atroce: vi propongo le immagini di un catalogo svedese, ma grazie al cielo ho visto qualcosa di simile anche in Italia, sulla confezione di una cucina giocattolo:

Giocare insieme con la casa delle bambole...

Giocare insieme con la casa delle bambole…

e

...giocare insieme con il castello del drago!

…giocare insieme con il castello del drago!

Secondo voi è così difficile?

(Foto del sito www.buzzfeed.com )

»

  1. Guarda, l’altro giorno ero in piscina e una mamma accanto a me voleva comprare alla figlia un paio di occhialini. Il negoziante ne ha proposti vari colori e lei è andata diretta al rosa. “prendi quello?” “sì, questo” e il negoziante, sogghignando “eh, non avevo dubbi!”
    Cioè, becche e pure bastonate. Non solo ci propinano roba rosa da quando respiriamo, ma ci giudicano se poi siamo condizionate (e anche se, crescendo, decidiamo di non esserlo più).
    A me pare una congiura.

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    • Guarda…a me il rosa piace, non sono di quelle che lo eliminerebbero dal mondo. Ma il troppo stroppia ovunque. Inoltre, se il rosa non fosse un colore che, se scelto dalle bambine, genera un’immediata approvazione e senso di appartenenza ad un gruppo, secondo te, avrebbe lo stesso “successo”?

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  2. quando vedo ste robe penso “meno male che i bambini non sanno leggere”, così scelgono quello che gli pare. genitori beoti permettendo.

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  3. Ricordo quando ho dovuto lasciare la cameretta che dividevo con il mio fratello maggiore per andare nella stanza che i miei usavano in inverno…aveva le pareti rosa, grazie al cielo mio papà mi ha dato retta e l’ha fatta azzurracome la volevo io 🙂 invece gli amici di famiglia facevano una faccia stupita quando se ne parlava come se qualcosa non fynzionasse! che gentaglia 🙂

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  4. ehm scusate gli errori di battitura 😉

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  5. Appunto! Come quando chiedi al 99% dei maschietti se piace loro il rosa e loro rispondono che “fa schifo, perché è il colore delle femmine!” Secondo me si dovrebbe cominciare ad asciugare questo atteggiamento di “superiorità” quando sono ancora piccoli!!!

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  6. Tesoro guarda, la mia vicina di casa mi ha regalato dei pantaloni che non metteva a suo figliO perchè le Cuciture ( che si vedevano pure poco) erano fucsia. Se il bimbo gli dice che vuole giocare con un bambolotto lei gli risponde tutta indignata che è un gioco da femmine! Povera la mia bimba…. Si lei è quasi sempre vestita di rosa ( anche perchè le robe più carine le fanno di quel colore, perchè la mamma adora il rosa ed è pienamente ( la mamma) consapevole che così facendo fra 1 anno lei odierà quel colore per il resto della vita! 😀 ) Inoltre io ho avvetito parenti tutti ( quando ero ancora incinta) che era ASSOLUTAMENTE vietato regalare alla mia bimba aspirapolveri, tavole da stiro o simili. Lei ora vuole la cucina … benissimo ma vuole anche il drago o gli attrezzi di Manny ( cartone della Disney) Sò che i bimbi sono molto influenzati dalla tv e tutto il resto, è facile dire che ” io non la farò diventare così” ben più difficile è metterlo in pratica. Il problema è che loro imparano quello che vedono e se vedono la mamma fare le faccende o cucinare anche loro vogliono fare la stessa cosa ( per lo meno fino ai 3-4 anni ) poi vengono influenzati dagli amici, e tu allora che fai? Ditemi è meglio farla restare isolata perchè non gli compri il giochino del momento ( vedi Bratz winx etc ), oppure cedere e farla giocare con le amiche? Perchè vedi se crescendo poi avrà la sua personalità e megari riuscirà da sola a non essere influenzata e/o influenzabile da piccoli è dura essere sempre gli esclusi perchè hai o non hai una cosa. E’ vero che io ora sono contenta di essere come sono, ma da piccola mi ricordo di aver sofferto parecchio ( sia per prese in giro che per essere esclusa) perchè mia mamma non poteva prendermi delle cose oppure perchè non faceva la smorfiosa con gli insegnanti. Ora sò che mi ha aiutato ad avere magari un carattere più forte, ma non toglie che ci abbia sofferto da piccola e con tutto il cuore io ancora non sò decidere se sia giusto o no far passare questo alla mia bimba. Non prendetela a male se dico che la prospettiva da genitore un pò cambia o per lo meno la mia visione del mondo da quando è nata la piccola è cambiata e tanto. Vorrei che diventasse una donna forte, indipendente e non una “cretinetta” che pensa solo ai bei vestiti e ai ragazzi, penso che se mai mi venisse a dire che vuol fare la “velina” penserei di aver sbagliato tutto nella sua educazione, ma ora mi rendo conto che sarà difficilissimo e che forse per le mie scelte e i miei principi lei potrebbe soffrire e parecchio quindi mi mette in seria difficoltà. Non sò se sono riuscita a spigarmi bene, nonostante la prolissità 🙂

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  7. se è quello che la tua bambina vuole è un conto e non ho niente da ridire 🙂 quelle che non sopporto sono le convenzioni..cioè siccome tutti associano il rosa con le bambine e l’azzurro con i bambini se uno di loro va contro questa convenzione cercano di imporglielo.. anch’io ho avuto la mia cucinetta e tra l’altro adoro tuttora cucinare, però la vedo come una passione mia, non perché sono una donna! tutti i bambini dovrebbero essere incoraggiati a seguire i loro desideri indipendentemente dal loro sesso 🙂 mi viene in mente il film billy elliot dove all’inizio il padre voleva che lui facesse boxe (mi pare) mentre billy aveva la passione per la danza..ecco questo è quello che non sopporto 🙂 cercare di far desistere un bambino dal praticare una cosa che si ritiene non essere adatta a lui/lei per convenzione 🙂
    scusate la lunghezza/errori/ripetizioni ma sto scrivendo con un telefono che fra qualche secondo lancio dalla finestra..’sto maledetto 🙂

    Rispondi
    • Ecco appunto, Leilani ha espresso ciò che volevo dire. Io da piccola ho avuto Barbie, pentolini e quant’altro, ma ricordo che mia mamma non mi ha mai impedito di avere ANCHE le tartarughe ninja, i 5 samurai e i cavalieri dello zodiaco (e tu, nontelodico, lo sai meglio degli altri, no?). Infatti ho premesso che non ho mai pensato che i genitori NON DEBBANO comprare, penso che i pubblicitari, però, debbano rivedere il materiale con cui influenzano noi ed i nostri figli. 🙂

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  8. esatto..è vergognoso che il computer delle bambine abbia la metà delle funzioni! vorrei proprio chiedere ai produttori il motivo di questa cosa..

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  9. Condiviso, grazie mille! Già sapevo qualcosa del genere, ma i computer sono proprio una porcheria.
    e.

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  10. Io dico spesso a mia figlia che non esistono cose “da maschi”, perché in fondo se vai a guardare sono normali (tutti i colori tranne il rosa??), ma esistono cose “da femmine”, per il semplice fatto che sono monotematicamente create con lo stampino e a un solo colore (due se va bene). Ma perché le case di bambole, che in teoria sono dei giochi fichissimi, devono essere tutte ROSA? ma avete mai visto una casa tutta rosa? Una donna abiterebbe mai una casa così?
    Devo però aggiungere che spesso sono le stesse mamme che rinforzano questo spirito. Io vengo spesso cazziato per volerle comprare o farle fare cose ritenute “da maschietti”, e non solo dalla mia compagna ma anche da mia madre o mia suocera. E quindi mi tocca tenere nell’armadio la spada laser fucsia (che lei voleva) in attesa del momento più opportuno.
    Poi grazie al cielo usciamo la sera e andiamo da amici e lei si porta la sua bellissima borsettina “da femmina”, contenente n°1 dinosauro e n°1 gigante del fuoco (action figure del papà dei tempi della collector’s edition di NWN2).

    Rispondi
    • Ma è quello che dicevo anche io: non ce l’ho con nessuno di coloro che sono immersi in questa cultura e che si ritrovano con questi gusti indotti, perché purtroppo i messaggi bombardanti sono questi. Ma, se ascoltiamo i bambini, ci troveremo con dinosauri dentro borsettine luccicanti rosa…e non ci sarà più nulla di male, perché non sarà, la borsa rosa, un percorso “obbligato”, ma una libera scelta. 🙂

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  11. Ci viene impiantato nel cervello, fin da bambini, quello che dobbiamo essere, ciò che ci deve piacere, in che cosa credere e in che cosa avere paura. Evidentemente è ancora funzionale l’idea che le femmine debbano essere avvolte in tulle rosa e pensare soltanto a sfornare crostate e a farsi regalare diamantoni da super-uomini in automobili di lusso e portafogli pieni. Poi, per fortuna (!?!), cresciamo, e facciamo le nostre scelte. Ma, anche nel cervello della donna più brillante, libera, fiera di ciò che è, da qualche parte, resta la percezione comunemente accettata delle 25 funzioni in meno!

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    • Hai centrato nel segno, gattino (ma no, dai, perché gattino-scemo? Tutto mi sembri fuorché baka 😉 ). Il problema più grave è nella percezione inconscia che poi gran parte delle donne continua ad avere di sé. Una sorta di atteggiamento rinunciatario, perché “tanto una donna deve rinunciare a qualcosa”…

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  12. Sono figlia unica, quindi non ho fratelli maschi, eppure a 5 anni ho chiesto a Babbo Natale il Meccano…ebbene si! È stato uno dei miei giochi preferiti, insieme alle costruzioni e ai modellini ferroviari. Quest’anno è uscito Ribelle (ehm peccato che The brave voglia dire coraggiosa!) ed è esattamente la storia che avrei voluto sentirmi raccontare da piccola! Una principessa tosta che affronta i problemi da sola, senza lasciare il divertimento e la gloria al solito principe azzurro….eh diamine! E in Once upon a time (bellissima serie americana!) Biancaneve e il principe azzurro combattono addirittura fianco a fianco il male, alla pari, come coppia e come compagni d’armi. Perchè il coraggio non esclude affatto l’amore!!!! Studio lettere ma amo molto anche l’informatica, mi piace pasticciare col pc, imparare a risolvere i problemi da sola e a mettere ko i virus. Non sopporto un sacco di cose, come la convinzione che senza trucco e tacchi sei per forza impresentabile….ecc….tuttavia continuo a pensare che le cose possono cambiare anche se sembra una lotta contro i mulini a vento.

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    • Ho appena acquistato il DVD di The Brave perché al cinema me lo sono persa. Ti saprò dare un giudizio dopo la visione…però…da quel che ho capito Merida non si sposa. Non che la cosa mi sconvolga, ma anche il fatto di non farle vivere un amore non mi piace. Una donna deve pagare il proprio coraggio restando sola per forza? 😀

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      • No no, assolutamente! Diciamo che il finale di Brave è aperto, quindi possimo immaginarci un sequel in cui Merida incontra il ragazzo che fa per lei.

  13. Pingback: Parliamo di donne « La voce nascosta

  14. Regalate a bambini e bambine quello che vogliono, fateli giocare con tutto ma fidatevi pure dei loro gusti anche se non sono i vostri.
    Comunque il computer per bambine con 25 funzioni in meno è più grave della questione del colore rosa (che mi appassiona fino a un certo punto

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    • Decisamente.
      Se ci fosse stata una cosa simile quando ero bambina io, avrei voluto a tutti i costi quello da maschio, perché fa più cose e chi se ne frega se non è rosa.

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