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Scuola di Felicità 6 – La forza dell’Immaginazione

Tra gli strumenti che vi ho chiesto di portare con voi in questo viaggio c’è l’Immaginazione.

Questo potrebbe aver scoraggiato alcuni di voi, che possono aver liquidato questi post come “i deliri della Zitella” eheh…d’altronde l’immaginazione è, di fatto, qualcosa che associamo a sogni ed utopie, non siamo abituati a fare della nostra immaginazione qualcosa di reale. In tanti di noi sentono la propria immaginazione talmente atrofizzata da dire “Non ho alcuna fantasia”, oppure “Mi chiedi di crearmi un’immagine nella mente, ma è faticoso, non ne sono capace” e altri ancora toccano la punta della montagna con un “Immaginare troppo è pericoloso!”

Pericoloso?

   Che cavolo stai dicendo, Willis?

Occorre che ognuno di noi si riappropri senza paura dell’immaginazione.

La cosa bella è che  immaginazione non vuol dire “figurarsi solamente unicorni ed arcobaleni”. L’immaginazione si nutre delle nostre esperienze e dei nostri pensieri, non necessariamente si riferisce ad immagini fantasy.

Inoltre, l’immaginazione non è un semplice pensare a qualcosa così, tanto per dire che stiamo sognando. Per essere veramente creativa l’immaginazione deve diventare capacità di visualizzazione.

Questa parola, contrariamente a quello che pensano molti, non ha alcun significato negativo: saper visualizzare correttamente è un grosso beneficio per la mente ed è utilizzato con profitto sia nella pratica delle arti marziali, sia nella meditazione e, ad alcuni livelli, anche nello sport.

Molti allenatori chiedono ai loro atleti di “vivere” la gara imminente prima con la mente. Un corridore di Formula Uno, per esempio, dovrà sedersi, chiudere gli occhi, immaginare la sensazione delle mani sul volante, del respiro costretto dal casco, il rombo del motore e poi l’asfalto, le curve, il percorso, il contachilometri che sale…Questo processo, apparentemente assurdo, è invece un grandissimo coadiuvante per la concentrazione e per il rilassamento delle tensioni e delle preoccupazioni. E concorre, quindi, ad essere elemento determinante per la vittoria in gara. Lo stesso processo, si può applicare a tutto. Se riusciamo ad immaginare – anzi, a visualizzare – situazioni che ci mettono ansia attraverso una lente positiva, verosimilmente saremo assai più preparati ed affronteremo il problema con un diverso spirito.

Ad esempio: prima di affrontare un esame universitario, OLTRE A STUDIARE SERIAMENTE – chiuderò gli occhi e cercherò di creare nella mia mente un’immagine quanto più veritiera possibile della situazione in cui mi troverò. Proverò ad immaginare lo sguardo del professore assai meno severo di quanto io tema, un ambiente più confortevole, una sedia comoda, domande che conosco…

Certo, lo studio sarà importantissimo, ma sono convinta al 100% che un lavoro di immaginazione eseguito con serietà, renda il mio atteggiamento assai migliore e propositivo e consenta alla mia mente di afferrare soluzioni che altrimenti, sopraffatta da paure e tensioni, potrei non cogliere.

C’è inoltre un aspetto più “fantastico” riguardante l’Immaginazione Creativa. Ve lo scrivo, ma non pretendo che ci crediate. Per alcuni, riuscire ad immaginare qualcosa in modo così reale da riuscire ad avvertire in anticipo la sensazione che si proverebbe nell’ottenerla è la chiave per riceverla veramente dalla vita.

So che starete ridendo, o facendo una strana faccia, ma – ripeto – non fermatevi ad una lettura superficiale di queste righe: arrivare a provare una sensazione non è alla portata di tutti. Vi posso dire questo, senza paura di apparire stupida, perché è tutto vero: quando lessi per la prima volta di questa cosa su uno dei libri della solita Rhonda Byrne, sorrisi e pensai che fosse una scemenza inaudita. Poi la questione del Pensiero Positivo mi convinse man mano e pensai: “Beh, che male c’è a provare? Il peggio che può succedere cos’è? Perdere 10 minuti.”

Così immaginai il primo oggetto che mi veniva in mente: una borsa di Liu Jo modello Mathilda, beige. Mi piaceva, l’avevo vista su un catalogo, ma costava troppo e nelle vetrine non riuscivo proprio a trovare il colore che piaceva a me. All’inizio me la sognai soltanto. Poi, vedendo che non arrivava, me ne dimenticai. Andando avanti nelle mie letture e interessandomi sempre più a questi temi, compresi che, quando avevo fatto lo sforzo di immaginarmi quella borsa, non avevo associato ad essa alcuna emozione. Così, quasi per gioco, riprovai. Cercai di immaginare più particolari, di immaginarla tra le mani e cercai di capire che cosa avrei provato se l’avessi trovata.

Il week end successivo stavo facendo un giro con Lui e…cosa vedo in una vetrina? La borsa che volevo, esattamente come la volevo e SCONTATISSIMA.

Ora quella borsa è qui accanto a me.

Adesso immagino vi verrà spontaneo chiedere – dato che questa non è una balla, giurin giuretta – perché non provo a manifestare UN MILIONE DI DOLLARI?

Ebbene, chi vi ha detto che non ci stia provando? Ah ah ah! 😀

ESERCIZIO – Immaginazione creativa

Prendete l’ormai noto quaderno e provate ad immaginare creativamente la giornata di domani. Scrivete i punti salienti di ciò che dovete fare, il tutto in termini positivi. Scrivete come vorreste che fosse la vostra giornata dal mattino alla sera, aggiungete tutti i particolari che volete. Finito questo, rileggete a mente, con molta calma, quanto avete scritto. Cercate di costruire le immagini che vi affiorano con tutti i particolari che riuscite, cercate  – soprattutto – di agguantare la sensazione che provereste. Non vi scoraggiate se non ci riuscite. Non a tutti capita di farcela le prime volte, perché a molti sembra un giochino stupido. Vedrete, invece, che ne trarrete beneficio.

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  1. Ciao! Vorrei solo dire un grazie enorme per le informazioni che avete condiviso in questo blog! Di sicur diverr un vostro fa accanito!

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  2. Ciao,ti ho trovata e non ti mollo!!
    Ho letto un sacco di libri sull’immaginazione creativa,hai “manifestato” qualcosa di più complesso di una borsa (di per sé è comunque ggià un risulatao fantastico)
    Intendo una situazione nella quale vorresti trovarti,un incontro,una conversazione che vorresti avvenisse,un cambiamento nella tua vita etc.

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    • Sì, anche se devo dirti la verità, non avevo immaginato con “precisione” come per la borsa quello che mi è successo. Comunque ho trovato una persona che ha fatto breccia nel mio cuore e ora sono in un periodo di cambiamento di lavoro! 🙂

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  3. Sì, secondo me ho “chiamato” in qualche modo queste cose (E nota bene: quando ho smesso il lavoro di prima non mi sembrava affatto una buona notizia!) poi però mi sono resa conto che prima ero MOLTO insoddisfatta di ciò che facevo e adesso sto cambiando. Non so ancora bene dove mi porterà, ma nonostante le incertezze sono più felice. Non ho fatto niente più di quello che ho descritto: ci ho pensato spesso, cercando di ottenere delle sensazioni positive. Come però ho già spiegato, non sono una guru, non ho certezze in tasca. Penso soltanto che questo tipo di “esercizio” abbia prodotto in me la giusta mentalità per cogliere ed accettare alcuni cambiamenti. Se questa può chiamarsi “manifestazione”…beh, lo è, altrimenti non è nulla di più di un atteggiamento mentale positivo e – spero – ricettivo. 😉

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  4. Infatti la chiave del cambiamento è l’emozione,questo all afine dicono tutti i testi,i guru etc,
    Sentiti come se tu fossi già in possesso della cosa che vuoi,se tu fossi già dove vorresti essere.Ti ritrovi un questa descrizione?io cerco di fare così,ogni tanto però ho dei cali emozionali,sono giù,mi chiedo allora in che misura questo influisca ,ostacoli o rallenti la manifestazione dei miei desideri

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