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Scuola di Felicità 4 – Ho’Oponopono

Visto che ancora non mi avete insultata in nessun modo, proseguiamo i nostri post di raccolta di metodi efficaci per costruire il nostro sentiero di felicità.

Oggi vi propongo una vera e propria filosofia, qualcosa di molto impegnativo, che per alcuni può diventare addirittura un modo di essere. Non vi chiederei mai tanto, ognuno pensa a ciò che è più adatto a sé, specie per quel che riguarda la sfera spirituale.

Tuttavia trovo che Ho’oponopono sia una filosofia davvero interessante e penso che chiunque di noi possa prenderne degli elementi positivi, quindi ve la propongo così come sono venuta a conoscerla io attraverso la lettura di alcuni testi dedicati (ad esempio Zero Limits, di Joe Vitale).

Mi scuso con chiunque pratichi più seriamente, perché il mio invito a cogliere gli aspetti più “adatti” a ciascuno invece di abbracciare l’intera ideologia forse potrebbe essere interpretato come poco rispettoso. Tuttavia, ho  rispetto anche per il di chiunque venga qui a leggere e penso che voler portare un’idea a conoscenza non implichi il voler convincere che essa sia giusta.

Detto questo, posso affermare che per me questa pratica funziona ed è preziosa.

Ma a questo punto vi starete chiedendo già da un po’:  che cos’è Ho’Oponopono?

Essenzialmente si tratta di una pratica hawaiana, più precisamente derivante dal popolo Huna. Nella lingua delle Hawaii, questa espressione significa più o meno “rimettere le cose a posto”. Inizialmente era un processo corale, che si eseguiva in un villaggio tribale quando c’era una contesa. Poi la maestra Morrnah Nalamaku Simeona la adattò in pratica personale.

La base è la seguente: ognuno di noi è completamente responsabile della propria realtà. Anche ciò che vi è di sgradevole è responsabilità personale, perché risale ad un insieme di condizioni accumulate, che “non sono al loro posto” ma che si possono ripulire.

Poiché noi siamo un tutt’uno con l’Universo, ripulire noi stessi significa ripulire anche le situazioni esterne. Come dentro, così fuori.

Quindi tutti possiamo chiamarci Creatori, anche se è un concetto assai difficile da comprendere.

La pratica base di Ho’Oponopono è la ripetizione di un mantra semplicissimo. Lo chiamiamo impropriamente mantra, perché non importa, in questo caso, il suono (infatti si può utilizzare tranquillamente la propria lingua) quanto il significato: dobbiamo infatti rivolgere a noi stessi (e quindi all’universo) 4 semplici frasi:

Mi dispiace (per averti messo nelle condizioni negative che voglio mettere a posto, me ne prendo tutta la responsabilità)

Ti prego, perdonami (prendendomi la responsabilità di tutto ciò che accade, chiedo scusa a me stesso per le volte in cui ho portato gli avvenimenti dove non dovevano essere creando dolore o semplicemente disagio)

Grazie (la Gratitudine come forza motrice è riconosciuta in quasi tutte le correnti spirituali come chiave per la buona predisposizione all’armonia e alla gioia. Essendomi preso la responsabilità di ogni cosa, ringrazio anche me stesso e l’Universo per tutto ciò che è, è stato e sarà)

Ti amo (amare sinceramente se stessi è la strada per poter amare tutto. Il vero amore non è egoista, non vuole tutto per sé, ma – anzi – è carità e generosità infinite).

Ora, tutti noi abbiamo un chiacchiericcio mentale, che lo vogliamo o meno. La nostra mente lavora continuamente, persino nel sonno, perciò quando siamo svegli non possiamo proprio evitare di “parlare” con noi stessi col pensiero. Dentro di noi consideriamo gli avvenimenti, diamo giudizi, cantiamo canzoni…ecco, l’ideale sarebbe sostituire il più possibile il nostro chiacchiericcio mentale con il mantra Ho’Oponopono. Il bello è che si può fare sempre, anche mentre si fa qualcos’altro (mentre proviamo ad addormentarci, mentre ci laviamo i denti, mentre siamo in coda alla cassa…). I momenti di “vuoto” da riempire col mantra sono moltissimi.

Se poi c’è una situazione che ci fa particolarmente preoccupare possiamo concentrare il mantra attorno ad essa.

Ad esempio:

Mi dispiace [di aver creato le condizioni che … !]; Ti prego perdonami [per aver creato una condizione così sfavorevole]; Grazie [per il modo in cui questa situazione si risolverà in brevissimo tempo]; Ti amo [in tutte le tue sfumature e so di essere fortunato].

Sì, lo so: per gli ateoni che leggeranno…è molto simile ad una preghiera. Nessuno vi obbliga. Ma io dico che è un bellissimo modo di rincuorarsi. La ripetizione giova, perché psicologicamente rafforza il concetto e…cominci a crederci. E quando questo avviene è una delizia.

Quindi proseguiamo col nostro ESERCIZIO N.3: HO’OPONOPONO

Stavolta non serve il quaderno. Provate a vivere una parte della giornata praticando Ho’Oponopono. Se ci riuscite, ritagliate 10-20 minuti per voi stessi. Fatevi un bagno caldo, oppure sdraiatevi in posizione comoda, mettete un po’ di musica e provate a ripetere mentalmente il mantra.

Se questa filosofia vi piace, vi consiglio QUESTO SITO, ricco di approfondimenti, dove potrete trovare molte altre informazioni in merito.

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