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Scuola di Felicità 2 – Piccoli Passi

Quando si impara un’arte marziale, la prima cosa che il maestro ci insegna è a cadere e non farsi male. Sembra un controsenso, eppure in questa similitudine c’è un piccolo segreto per l’arte dell’ottimismo che tutti vorremmo raggiungere.

Il fatto è che non si diventa “felici” quando mancano i problemi, ma nonostante essi.

E se state pensando “ E’ una parola!!!” sappiate che sono d’accordo con voi.

Nessuno ha mai detto che sia facile, però è errato convincersi che sia impossibile. Di sicuro si incontrano sulla strada molti ostacoli, ma tutti possono essere superati a piccoli passi.

Per esempio:

  1. la maggior parte dei nostri buoni propositi naufraga dopo pochi giorni: chi ha un temperamento pessimista di natura, anche se desidera mitigare questo aspetto della propria personalità, si troverà spinto verso la negatività come un fiumiciattolo va verso il mare. Non è colpa di nessuno, ma occorre imparare a pensare che tutto è abitudine. E anche la Felicità può diventarlo.
  2. Nessuna grande impresa è mai stata compiuta in poco tempo. Ma c’è chi si scoraggia se non vede risultati immediati. Per questo occorre convincersi che non si tratta di un percorso rapido e che non tutto è alla portata della nostra visione. No, non vi sto parlando di un grande disegno finale, questa non è religione. Ma ci sono particolari di cui ci accorgiamo tardi. Che ci fanno ricollegare gli avvenimenti. Man mano, che l’abitudine alla Felicità si fa più intensa, siamo più rapidi a collegare gli avvenimenti, tutto qua.
  3. Probabilmente, avrete molti momenti di sconforto. Nel senso che una vocina odiosa vi ripeterà spesso che tutto quanto fate non serve a nulla, che è una scemenza, che sembrate stupidi, che vi state illudendo. Ecco, se quella vocina arriva, sorridete: vuol dire che state iniziando a lottare contro i dettàmi della società. E, vi ricordo, questa società ci vuole tristi e arrabbiati. Sta a noi disobbedire nel migliore dei modi.

Veniamo ora alla base: tutto parte dalla mente e dal cuore, nel senso di pensiero cosciente e sensazione.

Credo che la definizione più vera di felicità sia “quel momento epico” in cui gioia della mente e gioia del cuore si fondono. E questo momento può derivare dalla cosa più semplice: un bacio, un sorriso, un cioccolatino…ma anche da qualcosa di assai più complesso e difficile da ottenere. Credo che la definizione di Felicità sia così sfuggente perché è diversa per ognuno di noi e ciò che rende felice me può lasciare te indifferente, o non piacerti affatto (es. io sono felice quando leggo un buon libro, ma a chi non ama leggere questa cosa apparirà incomprensibile!).

Quindi non c’è da spaventarsi se ci sembra di essere “diversi” e di essere “meno felici”. Significa solo che, forse, siamo un po’ più esigenti. Ci sono poi gli sfortunati che non vogliono essere felici. Sono quelli che preferiscono un solo lato della realtà perché temono, altrimenti, di passare per scemi.

Ma – e questa è una cosa che ripeterò più volte – davvero ci si sente più furbi a cercare l’infelicità, facendo del negativo la propria quotidianità, piuttosto che il contrario? Ho dei seri dubbi in merito…e comunque mi interessa poco, perché preferisco cercare di Stare Bene e Felice con me stessa…

Dunque, se siete qui, forse anche voi siete della mia idea, o comunque vi incuriosisce provare un altro punto di vista, perciò andiamo davvero a cominciare con un pensierino che mi è stato appena suggerito da un’amica di facebook, che ha scritto sul suo profilo:

 

Il desiderio di non avere desideri non è forse un desiderio? Volere è il principio di ogni cosa. Se non vi permettete di volere, state rifiutando la vita.

La Felicità è una scelta di vita. La volontà ne è il motore.

L’essenziale, dunque, non è forse il riuscire a non volere, ma il sapere ciò che si vuole. Non necessariamente si deve partire dai GRANDI TEMI UNIVERSALI e buttarsi sulla Pace Nel Mondo. Quella la vorremmo tutti, credo, almeno a livello conscio. Ma c’è un altro piccolo particolare da considerare, qualcosa che è stato detto – mi pare – dal Mahatma Gandhi:

Sii il cambiamento che vorresti vedere nel Mondo.

Vale a dire: vuoi la Pace? Comincia per primo ad essere più indulgente con te stesso e con il tuo prossimo. Anche in una situazione di conflitto, prova per primo ad accomodare le cose e a non lasciare che la Rabbia travolga tutto.

Facile a dirsi, eh?

Comunque, non è mia intenzione fare (troppa) filosofia.

Essere il cambiamento che si vuole vedere nel mondo, porta ad un principio anch’esso molto importante, su cui riflettere parecchio: non è che – per davvero – il mondo diventa come lo vediamo? Che differenza c’è tra Realtà e Percezione della Realtà stessa?

Ok, ok, avevo detto che non avrei fatto filosofia, perciò la smetto.

Sfatiamo un ultimo mito, cioè il dogma religioso della Felicità che può esistere solo altrove. In un paradiso, in un altro mondo o in una diversa dimensione. Ebbene, anche no. O, meglio, sicuramente può esistere, se esiste un Altrove, ma la Felicità come condizione mentale è possibile QUI ED ORA.

Sono il Qui ed Ora, infatti, ad essere proprio i più importanti, ma su questo credo che dovrò tornare.

Per adesso, cominciamo con il Primo Esercizio.

Vi consiglio di svolgerlo la sera, prima di andare a dormire, ma potete scegliere anche qualunque altro momento. Prendete il quaderno, i pennarelli e una manciata di fantasia. Provate a scrivere un elenco di tutto ciò che vorreste. Possono essere cose materiali, o spirituali. Non abbiate paura di osare: è solo una pagina di quaderno, in fondo, e nessuno a parte voi la leggerà e vi giudicherà. Numerate, se volete, i desideri, oppure scriveteli in ordine sparso. Dopo averne scritto uno, chiudete gli occhi e pensate a come vi sentireste se fosse già realizzato.

Prendete il tempo che avete: l’esercizio può richiedere un minuto, o un’ora, può essere interrotto e poi ripreso. Se riuscite a visualizzare bene la realizzazione dei vostri desideri, la sensazione dovrebbe essere molto piacevole. Se lo fate prima di andare a dormire dovrebbe accompagnarvi fino al mattino dopo.

Bandite le frasi come “Sono solo sogni ad occhi aperti, non succederà mai, non è possibile”.

Fate del vostro meglio, invece,  per rendere le immagini nella vostra mente piacevoli e particolareggiate. Non vi spaventate se, all’inizio, vi distraete, o vi sembra di non riuscirci. Potrete ripetere questo esercizio tutte le volte che vorrete. Io non voglio che mi scriviate cosa desiderate, ma mi piacerebbe sapere se il vostro umore è migliorato in seguito a questo esercizio, anche solo di poco. Se ciò non fosse, niente paura…e continuate a sognare.

»

  1. psicoterapeuta comportamentale

    Oltre al manuale di felicità per la zitella è uscito recentemente in Italia, scritto da un cittadino italiano (eletto “uomo dell’anno 2011”) Il Manuale pratico del benessere (reperibile presso editore Ipertesto), tra i manuali di “auto aiuto” oggi più venduti attraverso il web nella nostra Italia. Anche per una single, ma utile pure a uomini e donne in coppia..

    Rispondi
  2. Ciao,
    ho iniziato a farlo e pian piano l’elenco si è ridotto ada un acosa soltanto,un aspetto della mia vita.Ogni sera riprendo il file e lo rivedo,aggiungo,tolgo,preciso etc.
    Mi chiedo:cosa succederà adesso?

    Rispondi
    • Attenta a non “inserire” tra le tante cose la paura che non si avveri. Ed anche a non focalizzarti sulla mancanza di quella cosa, piuttosto che sulla sensazione di felicità che ti darebbe l’averla già ottenuta. 🙂 Per il resto…ciò che deve avvenire adesso non lo so, io aspetterei molto fiduciosa. 😀

      Rispondi

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