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La nuova “strategia” contro le donne.

Attenzione: questo articolo contiene un linguaggio molto esplicito, che potrebbe turbare gli animi più sensibili.

Credo di non avervi mai permesso di scordare QUESTO ARTICOLO, nel senso che l’ho spammato periodicamente a destra e a manca fino a diventare antipatica. Ma, ripeto, c’è qualcosa che non va: la “pagina incriminata”, che ricordo si intitola IMPROPRIAMENTE “No alla violenza sulle donne”, aveva perso il mese scorso ben 2000 “mi piace”. Poi una sera è scomparsa dalla linea per tornare poco dopo e…tà-dààààn! L’indice di gradimento era aumentato di nuovo, in pochi minuti.

Permettetemi di nutrire i miei sporchi dubbi femministi.

Ma non è di questo che voglio parlare, bensì della nuova strategia applicata dai misogini che, sbugiardati ogni giorno dalla cronaca, non sapevano più cosa inventare per minimizzare l’emergenza dei femminicidi e delle aggressioni.

Ebbene, il metodo escogitato è lo stesso usato da Berlusconi ai tempi d’oro. Quando gli dicevano “Lei ruba!” la sua risposta non era: “No, io non rubo.” ma “Anche la Sinistra Ruba!” e così l’opinione pubblica si indignava, bastava un po’ di bombardamento mediatico e il gioco è fatto: il popolo-pecora comincia a belare: “E’ veeeero.”

Ricordiamo per i diversamente intelligenti che il femminicidio si discosta dal “normale omicidio” , che può riguardare entrambi i sessi, a causa della motivazione: queste donne sono state uccise in quanto considerate “femmine di proprietà di un marito/compagno al controllo del quale sarebbero in qualche modo sfuggite”. Non risultano, ad oggi, casi analoghi a generi invertiti.

Capita dunque  che, davanti ad una notizia di femminicidio o di stupro, la risposta preconfezionata del misogino-tipo sia: “Sì, ma anche le donne sono violente sugli uomini e il peggio è che non ne parla nessuno.”

Ah, beh, se parliamo di sgridate può anche essere.

Premetto subito che le fonti sono assai discutibili, in quanto la “ricerca statistica” tanto sbandierata in un link come questo è stata immediatamente SBUGIARDATA come inattendibile in quanto i criteri sono stati completamente falsati.

La cosa che mi turba è che lo scopo sarebbe quello di “ribaltare” la situazione. In una discussione in cui una persona ti dice che esistono anche violenze sugli uomini ad opera di donne sarebbe da folli negare (ci saranno senz’altro, purtroppo), tuttavia ci si può permettere di esprimere qualche piccola obiezione quando questo argomento viene usato per minimizzare e in qualche modo giustificare ciò che avviene sulle donne da sempre.

Prendiamo il caso più odioso: lo stupro. Quando leggo il sussiego con cui i misogini si vantano del fatto che “anche gli uomini vengono stuprati” mi cascano le braccia. Capisco che il popolino legga solo i titoloni e che l’idea passi e la cosa mi fa una tristezza infinita. Tristezza perchè davvero non capisco come si possa pensare che sia fisiologicamente la stessa cosa.

Gli articoli riguardanti le “violenze sessuali” sugli uomini non parlano di penetrazioni con oggetti contundenti in orifizi adibiti a tutt’altro, sia ben chiaro. Si parla di “richieste “estrose”, ma vissute con disagio, vergogna o turbamento da parte degli uomini. E quali sono? La pretesa di accoppiamenti in luoghi aperti pur potendo disporre di un’abitazione, la presenza sul letto dei due gatti della partner, la richiesta da parte della moglie di solo sesso orale escludendo per 18 mesi la penetrazione…”

Porca miseria. Immaginate che cosa tremenda fare sesso alla presenza dei GATTI? E’ molto peggio, certo, che essere presa a pugni e a calci da un uomo, che ti lacera l’utero perché deve infilarci una spranga di ferro, oppure essere rinchiusa in un casolare dove quattro persone dopo averti riempita di botte e quasi soffocata ti costringono a rapporti orali a suon di pugni. Eh sì, poveri gatti.

Sempre dalla solita ricerca, risulta che la violenza più grande che le donne fanno agli uomini sia quella di iniziare un rapporto e poi interromperlo senza particolare motivo. Capisco che possa essere motivo di frustrazione, specie per coloro che – mi sembra il minimo! – non forzano la compagna, ma lo stesso non mi pare un paragone adeguato con le centinaia di casi in cui le donne finiscono all’ospedale. Lacerate. O in una caserma dei carabinieri dove qualcuno insinuerà che  si trattava di un rapporto consenziente…

Possiamo parlarne all’infinito: credo che sia fisiologicamente impossibile stuprare un uomo nel modo canonico a cui solitamente il termine è associato, per il motivo fisico che l’erezione non può essere comandata e che – mi confermano i miei amici maschi – in situazioni di disagio essa è praticamente impossibile da ottenere. Quindi, queste violentatrici, con che mezzi potrebbero praticare il misfatto non si sa. Siccome ho molta fantasia, possiamo passare al mondo delle ipotesi assurde e presumere che utilizzino qualche “droga” capace di irrigidire la parte necessaria. Ebbene: anche in questo caso il “dolore” non può essere paragonato. Fisicamente, proprio, non può essere la stessa cosa in quanto non avvengono lacerazioni di sorta.

Ecco, dovevo spiegarlo, perché ho passato due giorni a cercare di far capire una cosa del genere a un paio di amici che, credo, facciano parte di coloro che leggono solo i titoli. Che non sono misogini e le donne, di solito, le rispettano. Ma finiscono anche loro per essere veicoli di idee distorte, facendo il gioco di quei nondicocosa.

La violenza, in generale, è un problema di tutti. Va evitata – chiunque la pratichi su chiunque altro – ma va anche riconosciuta in prospettiva e chiamata con il giusto nome. Millantare falsi dati non è un aiuto alla lotta contro questa piaga sociale, ma è anzi un confondere le acque che fa comodo a chi – in fondo – vorrebbe mantenere lo status quo.

Ma c’è una buona notizia: sono aumentate le donne che denunciano. Nel mio piccolo, spero che anche poche pagine di blog possano aver dato il giusto incoraggiamento a qualcuna di loro.

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  1. completamente d’accordo

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  2. Ci ho già litigato, con quelli…. quando avevano l’altro nome. E quando mi hanno detto che le donne ammazzano gli uomini di quanto non sia il contrario, ho risposto di cambiare pusher! Bè.. ho avuto l’ultima parola…..

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  3. Rimanendo in tema di sperare che a qualcuno possa dare coraggio vorrei raccontarvi un paio di cose. Sono esperienze personali e nonostante siano passati anni devo dire che ancora mi pesa raccontarle. Mi pesa perchè in ogni caso ancora me ne vergogno anche se sono più che cosciente che non è stata colpa mia, mi vergogno di averlo lasciato accadere e ho sempre il timore che gli altri mi giudichino stupida per averlo fatto. Il mio primo ragazzo l’ho conosciuto quando avevo 13 anni, era una bravo ragazzo ma era molto geloso. E’ cominciato così… Non mi rendevo conto che mi stava isolando ma più passava il tempo e più io rimanevo sola e avevo solo lui. Ricordo giornate intere passate con i suoi amici che non potevo gurdare in faccia o a cui non potevo rispondere che a monosillabi per paura che al ritorno a casa mi facesse scenate. Nel frattempo lui si faceva allegramente i fatti suoi e io non mi accorgevo di nulla ( o col senno di poi non volevo accorgermene). Fino a che un giorno lui si innamora di un’altra e comincia un calvario infinito con litigate furiose( e per lui l’alcool), fino a che un giorno arrivano anche gli schiaffoni o i pugni. Dopo ovviamente le scuse e le promesse e quant’altro fino alla litigata successiva. Avevo amiche che a quel tempo provarono a mettermi in guardia anche alle cattive ma non riuscirono nel loro intento ed io per paura che mi giudicassero debole e stupida rinunciai alla loro amicizia ( ma loro per fortuna no!). Provai qualsiasi cosa, il non far niente, l’attaco, il rispondere alle botte o il prenderle piangendo. Andava comunque sempre peggio. Finchè un giorno dopo l’ennesima litigata furiosa e le botte mi resi conto che avevo cercato , scappando, di metterlo sotto con la macchina. Non si può spiegare a parole…. non sò come dirlo… io una persona normale, che ha sempre voluto aiutare gli altri mi ritrovavo ad essere un mostro. Così mi ritrovai nello sconforto più assoluto, sola e senza nessuno a cui chiedere aiuto perchè mi vergognavo troppo di me stessa. Fù un periodo nero, molto nero….forse troppo, ma un giorno mi ritrovai ad essere stufa, mi resi conto che riconoscevo le sue bugie lontano un miglio e che….. non me fregava più niente. Così mi decisi quando mi raccontò l’ennesima bugia ad andare a vedere con i miei occhi lui e l’altra. Stetti tutta la sera dietro di loro ad un concerto stupendomi del fatto che la cosa non mi faceva ne caldo ne freddo e capii che finalmente potevo essere libera se lo volevo. Piansi tutta la notte per liberarmi dal dolore, dal rimorso da tutto insomma, e non servì neppure dirgli niente perchè lo capì da solo nel mio sguardo. Sembra strano ora dirlo ma comunque gli voglio ancora bene, come al ricordo di un cucciolo e penso ancora che il suo alcolismo sia colpa mia, del mio non aver avuto la forza di andarmene prima che lui finisse così. Ma mi è servito. Ora sò che mai mi capiterà più di rivivere una esperienza simile perchè sono cosciente del fatto che sono forte abbastanza da vivere da sola se voglio, sò che la prima volta è già troppa e che chi lo fà una volta lo rifarà, non fatevi ingannare dalle promesse la seconda volta ci sarà prima o poi. Io sono stata fortunata perchè lui non ha mai usato altro che le mani, ma niente mi dice che con gli anni non sarebbe potuta andare diversamente.
    Spero che questo racconto ( anche se molto condensato per l’evitare di annoiarvi troppo) possa far capire a qualcuno che ci vuole più forza nel sopportare le botte, le inguirie e la violenza in generale di quanta ce ne voglia a decidere di andare via, anche se significa restare sole. E credetemi in realtà non siete sole, gli amici e i parenti o persino a volte uno sconosciuto possono aiutarvi e sicuramente nessuno vi giudicherà mai deboli o stupide per quello che è successo.

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    • Non sapevo che era arrivato a tanto. Grazie per aver condiviso questa storia con noi, forse sarà d’esempio a qualcuno, visto che ora sei moglie e madre felice. 🙂

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    • non sei un mostro e non lo eri allora era lui che più che geloso mi pare fosse stronzo

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      • Io devo ancora un po’ digerirla sta cosa, perché di vista l’ho conosciuto anche io. E ora mi si rendono chiare tante cose. Per fortuna è passato, per fortuna questa favola nera si è conclusa nel modo migliore: con un distacco necessario e un nuovo amore…più una creaturina con due occhioni splendidi. Io, però, non so se mi sentieri in colpa e non so se riuscirei mai a volere “ancora” bene a uno che si è comportato così con me. Il che dimostra che non solo non sei un mostro, ma sei una persona assai migliore di tante, tantissime che ho conosciuto.

  4. Bhè vedi io voglio bene più che al Lui di ora al Lui che conobbi tanto tempo fà. Ora mi fà solo pena. Mi dispiace per come è diventato e per come si è ridotto.

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