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Silent Hill (della serie…MA PERCHE’?)

Premessa: amanti di Silent Hill, non abbiatene a male. Non ho mai giocato al famoso videogame e per di più le ambientazioni horror non sono il mio massimo. Perciò probabilmente il limite è mio.

Ieri il tempo faceva veramente schifo. Siamo andati a pranzo dai miei e c’era una nebbia fitta fitta che ha fatto esclamare a Lui: “Sembra di essere a Silent Hill!”

Una volta messo al corrente del fatto che non avevo mai visto il film e complice l’allerta meteo, è stato consequenziale il fatto di passare il pomeriggio con il metodo collaudato: piumino+letto/divano+film.

Mannaggia.

Intendiamoci: il pomeriggio coccoloso è bello, ma se il film è tremendo il punteggio si abbassa di brutto, no? Comunque, la curiosità e il fatto che Lui insistesse che il film era fedelissimo al videogioco (e quindi bello) hanno giocato un ruolo fondamentale e così mi sono messa di buzzo buono a vedere sta minchiat…opera horror che ha entusiasmato le platee di tutto il mondo.

Ecco, la domanda che mi ha tormentata tutto il film – e continua a farlo – è: MA PERCHE’?

E si riferisce sia a gran parte della trama che al successo clamoroso riscosso da questa pellicola.

Probabilmente, il segreto è nel videogioco – e questa è una mia mancanza.

Ma andiamo a vedere cosa vede di Silent Hill una profana come me, a digiuno di qualsiasi avventura via consolle e nemmeno particolarmente affascinata dall’horror.

La CONFORTANTE locandina italiana di Silent Hill

 

Rose e Christopher hanno adottato una bambina, Sharon. La piccola si diletta a fare graziosi disegnini, è dolce e solo leggermente inquietante, ma lo diventa molto di più quando le si acuiscono le crisi di sonnambulismo in cui ripete ossessivamente che vuole andare “a casa”, a Silent Hill. Basta poco ai due genitori per vedere che si tratta di una città fantasma, dall’aria maledetta. E Rose che fa? Prende Sharon, la carica sul fuoristrada e la porta dritta dritta a Silent Hill. E chi se ne frega se Christopher non vuole, e mentre si avvicinano i disegni della bambina si fanno più cupi, vi appaiono dei mostri che lei dice di non aver mai disegnato?

 Dal manuale del Cazzone Horror 1“…se tua figlia ha degli incubi che riguardano una città o un posto preciso, tu portacela.”

Insomma, le nostre due eroine arrivano in città inseguite da una poliziotta (che non si capisce bene cosa voglia fare). Peccato che, appena arrivate, passi loro davanti un’ombra. Un cinghiale, dicono alcuni, ma più probabilmente un fantasma. E Rose va fuori strada e batte la testa. Quando si risveglia, Sharon non c’è più.

Tà- dààààààààànnnnnnnnnnnnnnnnnnn!!!

Dal manuale del Cazzone Horror 2: “…se tua figlia sparisce in una città palesemente maledetta, mi raccomando, non chiamare la polizia e non cercare aiuto, ma inoltrati nella città armata solo di una torcia e comincia a correre ad cazzum a destra e a manca. Che la ritrovi. No, davvero. Ti vengono i calli ma la ritrovi.”

Seguendo perfettamente i dettàmi del “manuale”, Rose intraprende la sua ricerca. Ora: c’è chiaramente qualcosa che non va. La città è avvolta dalla nebbia e sembra che nevichi, ma in realtà si tratta di cenere. Non c’è un’anima (viva) in giro, a parte l’ombra di Sharon (o almeno questo sembra) che “guida” Rose per le strade e, soprattutto, giù per scale mooooolto buie.

Dal  manuale del Cazzone Horror 3: “…se un’ombra che puoi vedere solo di spalle e che ti sembra tua figlia ma non si volta per parlarti ti guida per corridoi e scale buie, tu – mi raccomando – seguila di slancio. Che non c’è niente di brutto sotto, no no.

Quindi in tutto sto popò di angoli bui, scale e cigolii (che – diciamola tutta – dopo un po’ annoiano) ogni tanto risuona una sirena. Tipo quella antincendio, avete presente? Ecco, quando suona sta sirena, la città comincia a cambiare. Le luci diventano rosse, le pareti trasudano sangue e…e poi boh, Rose tanto continua a correre ad minchiam e quindi lo spettatore evince che ci siano anche delle creature infernali . Ed in effetti qualcuna appare anche eh, tipo un tizio muscolosissimo con la testona fatta a piramide e circondato da scarafaggioni (io me li immagino gli ideatori: “Uhm, allora…mettiamo…un tizio senza faccia, mettiamogli in testa la Piramide di Stargate. E Lo circondiamo di Bagarozzi, che fa sempre effetto. Sì, dai, siamo troppo i migliori fratello!”) che però si limita a brancolare nel buio ala velocità di un cammello sfinito e quindi non riesce mai ad acchiappare la protagonista che, se non l’avete capito, corre come Usain Bolt.

Poi c’è il colpazzo di scena: Silent Hill è abitata. Gli unici viventi sono dei fanatici puritani guidati da una certa Christabella (lo so, il nome sembra già una presa per il culo), che è un infelice incrocio tra la signorina Rottermeier e Torquemada. Al suono di ogni sirena i fanatici si radunano in chiesa, dove – dopo un sacco di corse e balzelli – giunge anche Rose, accompagnata dalla poliziotta che l’aveva inseguita all’inizio. Sì, c’è stata anche lei per tutto il film e per tutte le corse, ma la sua presenza è talmente INUTILE che mi sono dimenticata di dirvelo.

Dopo che finalmente Testa a Pera…ehm Testa a Piramide fa qualcosa (nella fattispecie scortica una sfigata che passava di lì), Rose e la poliziotta Bennet si chiudono in chiesa con i fanatici.

Che culo!

Praticamente si capisce subito che i cattivoni sono loro, ma il Manuale del Cazzone Horror non permette di dirlo subito. Qui, però, abbiamo finalmente un quadro di cosa è accaduto a Silent Hill, una sottotrama che spiega molte cose. (Ehm, vabbe’.)

Ordunque trent’anni prima viveva nella ridente (ehm) e sonnolenta cittadina una bimba di nome Alessa, colpevole di non avere il papà. Questo fatto indisponeva l’insegnante Christabella, fanatica religiosa, che pian piano riuscì a creare attorno ala bambina un clima di persecuzione, finché non ne convinse la madre ad offrirla per un sacrificio di purificazione.

Dal manuale del Cazzone Horror 4: se hai una figlia carina, che non fa niente di male, ma gli abitanti del tuo quartiere ti chiedono di poterla “usare” per un sacrificio, tu portagliela con un bel fiocchetto in testa.

Insomma, la piccola Alessa venne bruciata viva come strega, ma il suo rogo diede origine ad un incendio che devastò la città. Non solo: Alessa sopravvisse in qualche modo e crebbe nei sotterranei dell’ospedale, sorvegliata da uno stormo di infermiere tettone, col volto coperto da bende e curata da un’altra infermiera tettona ma cieca. (Io credo che ste tette in bella mostra siano puro fan service, ma mai dire mai: probabilmente in America alla scuola di infermeria non ti prendono se non hai almeno una quarta su 50 Kg).

Le infermiere tettone. Perché non racconto mica balle, io.

E’ in questa stanza d’ospedale che Christabella manda Rose, alla ricerca del “demonio” che è l’unico che può svelarle dov’è finita Sharon.

Intanto, per sport, i fanatici corcano di mazzate la poliziotta e poi la bruciano davanti a Sharon, che invece era stata catturata da loro. Tiè.

Per farla un po’ più breve: Rose trova il corpo semibruciato di Alessa e scopre che la donna ha avuto una figlia, Sharon, che rappresenta la sua parte buona, poi data in adozione nel mondo esterno. La sua rabbia è però diventata una maledizione per le anime dannate morte nel rogo di trent’anni prima e tale lato oscuro ha l’aspetto di una bimba identica a Sharon che  chiede a Rose di aiutarla a terminare la sua vendetta.

Così Rose porta lo spirito di Alessa in superficie e questa scatena un putiferio. Questa sì che è una scena che fa schifo (BADATE BENE, SCHIFO, NON PAURA) con la tipa che se la ghigna dal letto di ospedale mentre tutti attorno (tranne Rose, Sharon e la madre di Alessa) vengono fatti a pezzi da tentacoli di filo spinato. Blè.

Insomma: tutto sto ambaradàm era il piano di vendetta di Alessa, che aveva accettato a causa del dolore di essere posseduta da un demone che aveva creato un limbo in cui imprigionare i suoi nemici (che poi vengono tutti schioppati tra mille sofferenze). Il problema sta nel fatto che anche Rose e Sharon non riescono più a uscire dal limbo e infatti tornano a casa sotto forma di fantasmi, con Christopher che ne avverte la presenza ma non può vederle. Olè.

Ora, io sono certa che il gioco di Silent Hill faccia paura, soprattutto perché – se posso salvare un elemento della pellicola – è la colonna sonora che mi dicono sia identica. Ovviamente, poi, il gioco ha trama diversa, costruita a livelli e perciò inefficace in una rappresentazione cinematografica. E vabbe’, ciò non mi impedisce di dire che questo film mi ha lasciata con la faccia di una che si vede partire il treno sotto il naso.

Nella media dei film tratti dai videogiochi non mi sembra il peggiore, ma la trama ha più buchi di una groviera e di solito io posso apprezzare boiate micidiali,purché abbiano una storia ben raccontata. Il che non è, in questo caso.

Comunque, se non vi ho convinti, in questi giorni è nella sale la seconda sbobba…cioè il seguito:”Silent Hill 2- Revelations- Il ritorno della bambina Inquietante e Pure in 3D.

E, considerando il fatto che Lui ha cinguettato tutto il tempo che era un film bellisssssssimo e che sono io che non lo capisco, mi sa che mi toccherà sciropparmelo al cinema.

C’est l’amour.

PS: una cosa originale c’è: in questo film appare Sean Bean, nella parte del marito di Rose. E non muore.

»

  1. concordo in pieno. il gioco aveva il suo bel perchè con un’atmosfera che giustificava tutte le sue imperfezioni, soprattutto per i tempi in cui è uscito (non a caso dopo i primi due titoli, i successivi della serie sono stati meno interessanti sia per mancanza di idee che per concorrenza più al passo coi tempi).
    quindi il titolo di film tratto da videogioco più fedele allo stesso, in questo caso non è proprio un pregio, anzi.
    come trasposizione cinematografica (anche se non c’entra una mazza con silent hill) continuo a considerare doa l’esperimento più riuscito…

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  2. Questo è un periodo in cui infileresti Dead Or Alive anche in un blog che parli di spaghetti, dì la verità. Beh, perché non mi scrivi un articolo dedicato, se è tanto bello? 😀

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  3. Argh, solo perchè c’è Sean Bean che non muore andrebbe visto, e me lo smonti così:)
    Io pure non ho il videogioco, quindi mi sa che passo…!

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  4. Io ho avuto la sfortuna di vedere il videogioco e non il film…. Premetto io detesto i film e/o videogiochi horror primo perchè mi fanno schifo secondo perchè mi restano in testa e mi fanno venire gli incubi quindi di solito passo. Questo ho dovuto sorbirmelo per un pò e con tanto di atmosfera ( giocato rigorosamente di notte, col temporale fuori e la musica a tutto volume) e ti assicuro che mi ha messo i brividi! Non il gioco ma proprio la musica era tremendamente inquitante, soprattutto quanto ti assopivi sul divano e questa girava uguale per delle mezz’ore…. Mi svegliavo coi capelli dritti! Anche se la musica più inquitente di tutte per me resta quella del menù di “la nona porta” film bello con un bellissimo Jonny Deep 🙂

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