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This is Halloween 3 – La Strega

Oggi è venerdì e, come quasi sempre, vi aspetta un post un po’ polemico. Tuttavia non intendo abbandonare il discorso di Halloween, perciò è proprio oggi che vi parlerò delle streghe, figure a lungo bistrattate dalla nostra cultura – e in particolare dalla letteratura – ma che hanno sempre esercitato un fascino innegabile.

La parola strega sembra derivare dai dialettali “Strolega” o “Stria” e serviva per definire le adoratrici del diavolo…o forse, semplicemente, quelle donne ancora dedite al culto pagano (in Italia sembra che fosse intenso quello dedicato alla dea Diana) che la Chiesa ha voluto demonizzare, sia perché professavano una religione diversa, sia in quanto donne. Perché – purtroppo – sappiamo tutti come la tradizione cattolica inquadri la figura della donna: o brava moglie sottomessa e forno per partorire figli (maschi), o figlia di Satana che col suo corpo tenta la virtù degli uomini che altrimenti resterebbe salda…!!!

La caccia alle streghe del passato è stata tristemente famosa, specie perché è assodato – ormai – che siano state mandate a morte e alla tortura tante innocenti, colpevoli solamente di essere donne.

E’ proprio così. La scusa era pronta e quali bersagli potevano essere più facili di coloro che – anche inconsapevolmente – rompevano gli schemi precostituiti? Subirono infatti il Malleus Maleficarum soprattutto donne di umili natali, esperte di erbe, o – semplicemente – più colte di quanto fosse loro consentito. O, magari, venivano accusate solo per la loro bellezza che disturbava qualcuno, o per il fatto di vivere la propria indipendenza…

Pensate che amara ironia: essere accusate di superstizione da uomini e donne che temevano la magia!

Magia. Una parola dai mille significati.

Oggi come oggi, quella magia, può significare sapienza. La colpa era quella di ribellarsi ad una gabbia comportamentale voluta da altri. Potrei mai io non amare figure del genere?

Perché le streghe ci sono ancora oggi…e io dico meno male.

Il fatto che ci siano è un bene, significa che esiste ancora la coscienza di non essere solamente bamboline, donne di servizio, “brave ragazze”.

Ma non mi fraintendete: una strega di oggi, secondo me, ama moltissimo.

Ama se stessa, ama il proprio uomo, ama coloro che le stanno attorno. Perché si sente libera di farlo, non perché le viene imposto.

Una strega di oggi se ne frega se la vogliono più magra, o più grassa. Lei sta bene così com’è.

Una strega di oggi sa usare la scopa: per spazzare, per volare…e per darla sulla testa ai malcapitati che l’accusano di non essere “una donna per bene”.

Una strega di oggi non si sente in colpa quando fa l’amore, perché sa che è bello e non c’è niente di cui vergognarsi come per anni hanno cercato di convincerci.

Ecco perché vorrei essere una strega, sentirmi strega. E non solo ad Halloween.

Volete leggere gli altri articoli di questa serie? Cliccate qui sotto:

-This is Halloween 1 – Samhain

– This is Halloween 2 – Jack O’Lantern

– This is Halloween 4 – Trick or Treat?

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  1. Ma noi SIAMO streghe! E ne siamo orgogliose!

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  2. bellissimo post. Il primo romanzo della saga dell’inquisitore Eymerich credo parli proprio del culto di Diana

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  3. A essere sincero queta visione della stregoneria mi lascia molte perplessità: la figura della strega fa parte dell’immaginario collettivo fin dall’antichità, ma l’ossessione per la stregoneria e la caccia alle streghe cominciano solo nel tardo medioevo (XII o XIII secolo, non ricordo bene) e raggiunge il suo apice nel XVI secolo. Mi sembra che ottocento anni siano troppi per pensare che dietro alla stregoneria ci fosse un culto sopravvissuto dall’antichità classica (oltre al fatto che il fenomeno della caccia alle streghe non è stato un fenomeno latino, ma più in generale europeo). Mi sembra più probabile pensare che le streghe fossero solo capri espiatori delle paure collettive scelte solo per la loro debolezza sociale, in quanto donne e contadine.

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  4. Figo sarebbe avere il magic power di trasformare in porci quelli che ci stanno sulle balle…

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  5. Pingback: Alle radici del maschilismo 5 – Cavalieri ed Inquisitori | La Zitella Felice

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