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True Blood: canini molto poco “per bene”, by Only

 

 

Ed ecco la nostra “pusher di serie tv” alle prese con una delle serie sui vampiri più discussa degli ultimi tempi: True Blood, tratta dalla serie di romanzi di Charlaine Harris.

Domani sera trasmetteranno in Italia il pilot della quinta stagione di True Blood, andata in onda negli Stati Uniti quest’estate, ed è venuto il momento di spendere due parole su questo telefilm.

Ebbene sì, parla di nuovo di vampiri, anche lui.

Però scordatevi i vampiri sberluccicosi e teneri come cuccioli di Twilight, non credo ci sia niente di più lontano dalla saga della Meyer di questo telefilm. E non pensate neanche troppo a Vampire Diaries della CW, perché qua stiamo parlando di un prodotto decisamente diverso. Destinato a un altro tipo di pubblico, sicuramente più adulto.

Anzitutto True Blood è prodotto dalla HBO, e già questo dovrebbe dirvi qualche cosa: è colei che produce “Games of Thrones” ma anche la padrona di casa di serie controverse come “Six feet Under”, “Rome”, “Deadwood” o “I Soprano.”

L’HBO è imprevedibile: non si sa mai bene dove si finirà finché non si accende la tv e si guarda cosa hanno combinato.

Nel caso specifico, il telefilm si ispira alla popolare serie di libri (negli Stati Uniti ha venduto uno scatafascio di copie) sui vampiri della Louisiana dell’autrice Charlaine Harris, poi ribattezzata “Sookie Stackhouse series”: ho detto ispira, perché prima stagione a parte il telefilm poi inizia a non centrare molto con lo sviluppo preso dai romanzi. Come già visto in Dexter, creature televisive e letterarie cominciano a vivere ognuna una vita propria ben distinta.

Il True Blood che dà il nome al telefilm è sangue sintetico in tutto e per tutto identico a quello umano: scoperto dai giapponesi, prodotto su scala internazionale e imbottigliato come fosse coca cola. Questo permette ai vampiri di uscire finalmente allo scoperto dopo secoli di oscurità, in quanto per loro si apre la possibilità di coesistere con gli umani senza trasformarli nel loro pasto (eh sì, perché qua i vampiri non possono sopravvivere a colpi di bistecca di cervo come i trudy zannuti di Twilight).

Allo scoperto quindi, ma non di giorno perché i vampiri sono di nuovo esseri della notte: la luce del giorno, come l’argento e il legno, è il loro punto debole. Il loro rifugio più sicuro la cara vecchia bara, perché anche il minimo raggio di luce può ferirli seriamente.

Insomma, qua siamo di fronte a molto del  classico vecchio vampiro che nel novanta per cento dei casi è pure  un gran bastardo assassino e non un pipistrello da salotto.

Ma non ci sono solo i vampiri, in True Blood ci sono tutte le creature fantasy che di solito troviamo accompagnate ad essi:  demoni, fate, mannari, mutaforma e chi più ne ha più ne metta.

Questa serie della HBO non è sicuramente patinato come il teen drama della CW o altri prodotti adolescenziali sui vampiri nati sul successo della serie della Mayer: qua c’è tanto sangue, molto sesso, violenza a gogo e una trama spesso cruda e a volte grottesca, ma mai sconclusionata. E’ un telefilm a volte splatter, ma che non cade mai nel trash.

Come tutti i telefilm longevi, ha delle stagioni sì e altre… “ni”.

Questa quinta stagione è sicuramente da pollice ben alzato in aria, probabilmente una delle migliori di sempre.

Un punto debole che ho sempre riscontrato nel telefilm è quello di creare tante, troppe storylines nel corso di stagioni di soli dodici episodi. Quando se ne creano troppe, è logico che alcune siano davvero poco interessanti: questo rendeva la visione di alcune puntate lenta, perché si raccontavano vicende di cui non fregava niente a (quasi) nessuno.

In questa stagione invece, le varie sottotrame sviluppate mi hanno intrigato, nonostante (se l’avessi saputo prima avrei probabilmente storto il naso!) i tre protagonisti principali interagiscano tra loro davvero poco. Eppure ciò non fa perdere interesse al telefilm, anzi.

 

Se vi ho detto abbastanza da incuriosirvi l’appuntamento è il 23 ottobre su FOX: la serie è godibile anche senza aver visto le altre, il riassunto corposo che viene fatto all’inizio delle vicende della quarta stagione è sufficiente per farvi seguire il filo della trama.

Se poi qua c’è qualche donzella ancora particolarmente indecisa, mi rivolgo a lei: si faccia avanti, posso portare argomenti molto convincenti per vincere le sue riserve (e argomenti altrettanto convincenti possono essere portati per i maschietti):

 

 

Se poi questa quinta stagione vi sarà piaciuta, ci rivediamo a giugno 2013, per la sesta stagione già confermata.

By Only

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  1. ok.. è così che si fa… vado a prendermi anche True Blood ahahahah

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  2. “Pipistrelli da salotto” uah uah uah! 😀

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