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Una provocazione

Stamattina in ufficio si commentava la notizia diffusa su tutti i giornali, secondo cui Nicole Minetti sta per ricevere un sostanzioso vitalizio che le consentirà di andare in “pensione” a soli 27 anni (ma che, davvero è più giovane di me??? O.O ).

Il coro di insulti è stato unanime e lo è anche sui social network e nei commenti ai vari articoli dei blog che ne parlano.

Certo, provare simpatia per un personaggio del genere è piuttosto difficile: di sicuro è una ragazza che non si è fatta alcuno scrupolo morale.

E allora, direte, perché non ti unisci anche tu al coro?

Innanzi tutto gli articoli sensazionalisti sui giornali mi risultano essere falsi: la legge a cui fanno riferimento gli articoli che ho letto è la Legge 12 del 1995 e prevede che la Minetti ottenga il vitalizio al compimento del 60° anno di età. Tale assegno verrebbe calcolato in base agli anni di contribuzione, va da un minimo del 20% ad un massimo del  50% dell’indennità di funzione mensile lorda.

Secondo: mentre ascoltavo i miei colleghi che davano della zoccola alla tipa, ho pensato che sì, la è, lo fa per professione, visto che a quanto sembra dalle intercettazioni era lei quella che gestiva il circolo delle ragazze durante i festini dei nostri politici. Il pensiero che però mi è subito sorto spontaneo è stato anche che lei è un bersaglio facile.

La strega.

Quella che con la propria avvenenza è arrivata dove altrimenti non le sarebbe stato concesso di arrivare.

E’ facile odiarla, per le donne, perché non avendo un aspetto come il suo la nostra “moneta di scambio” vale di meno. Perché ci è stato insegnato che “così non si fa”. E perché vedere il successo di “una così” fa venire davvero voglia di buttare le nostre lauree giù dal cesso e di insegnare alle nostre figlie che saper sculettare è meglio di studiare.

Oooooh, sì, è facilissimo odiarla.

Ma ci chiediamo mai perché una donna così ha ottenuto ciò che voleva (soldi, immagino) e può fregarsene altamente di tutta la rabbia espressa dal popolo-pecora? Ecco, il perché fatichiamo ad ammetterlo.

Il perché siamo tutti noi, che abbiamo accettato che la società prendesse questa piega.

Perché – gli stessi colleghi che oggi la insultavano – ieri sbavavano su di lei. Ridevano, dandosi le gomitate e dicendo che Berlusconi faceva bene, beato lui  che se ne trombava così tante. Che in fondo quello che faceva nel privato non erano affari del popolo, l’importante era che svolgesse bene il suo ruolo pubblico…(ehm…).

Prendersela solamente con Nicole Minetti è come essere quelle mogli che, quando il marito va con una prostituta, si incazzano con la prostituta e dicono che il marito “è un uomo, in fondo”.

Sono i clienti di Nicole Minetti a cui bisogna dare la responsabilità, se una come lei oggi ci fa rabbia. La regola del mercato dice che l’offerta appare solo dove c’è domanda.

Vale sulle strade e vale anche nei salotti “bene”.

Bonazza è bonazza, lo ammetto.

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  1. hai ragione.

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  2. Ragione sacrosanta direi.

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  3. Almeno lei alle sedute si presenta… 🙂 Mi sembra che ce ne siano di peggiori!

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  4. Io sono con la Minetti sempre e comunque!

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  5. Concordo col tuo punto di vista.
    Il discorso è che lei rappresenta un modello educativo sbagliato, frutto della classe politica che la rappresenta.
    Per me è vergognoso darle così adito.
    Perchè, anche se dovesse ricevere il vitalizio al compimento del 60 anno di età, lei,ora, si sta facendo paccate di soldi, ancora una volta alla faccia nostra.

    Rispondi

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