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Marion Zimmer Bradley: Avalon nel cuore.

“Il mio amore per te è una preghiera. L’amore è l’unica preghiera che conosco.”

                                                                Ginevra a Lancillotto – Le Nebbie di Avalon

 

C’è una sola persona che, nel mio cuore e nella mia mente, rivaleggia con Neil Gaiman per il titolo di “Best Writer Ever”. E’ una donna, il che me la fa preferire di istinto, ma i suoi libri, seppure di argomento fantasy, non mi risultano mai lievi come quelli dell’autore inglese e per questo mi è capitato spesso di fare fatica con lei.

E’ uno di quei rapporti che durano da anni, che sono stati di profonda passione, poi sono virati in stanchezza, aspra critica, ma poi riavvicinamento, riletture e ancora amore…e credo sinceramente che siano pochi gli scrittori al mondo in grado di scatenare tutto questo. Per me, l’artefice del “miracolo” è Marion Zimmer Bradley.

Una vita fatta di luci ed ombre, quella di Marion: nata ad Albany nel 1930, si sposò a 19 anni con Robert Bradley, da cui divorziò nel 1964. Mantenne, però, il cognome dell’ex marito nel nome d’arte, con il quale stava compiendo i primi passi nel mondo della letteratura fantascientifica.

Negli anni Cinquanta era stata molto vicina alle “Daughters of Bilitis”, la più importante organizzazione di lesbiche degli Stati Uniti, per le quali aveva scritto trattati e romanzi a tema; nonostante ciò si risposò – nel 1964 – con Walter Breen, numismatico (citato anche nei ringraziamenti delle sue opere maggiori) da cui si separò nel 1979, che però le diede le maggiori preoccupazioni, perché fu accusato di pedofilia. La Bradley stessa fu accusata di aver saputo delle preferenze del marito e questo calvario si concluse solo grazie ad un accordo economico con la presunta vittima di abuso solo poco prima della morte della scrittrice, che avvenne nel 1999.

La Bradley è famosa per vari cicli fantasy, tra cui il più fertile è stato sicuramente quello dedicato al mondo fanta-medievale di Darkover, che tra romanzi e raccolte conta 34 opere; tuttavia il suo capolavoro è Le Nebbie di Avalon, una profonda, appassionata rilettura delle leggende arturiane viste dal punto di vista femminile (Morgana La Fata è la voce principale), scritto nel 1983 e da cui prende vita un ciclo a se stante chiamato appunto “Il Ciclo di Avalon”.

 

Le Nebbie di Avalon (1983)

 

Avalon, o Ynis Witrin (l’isola di vetro, così chiamata per la abbondante presenza di Guado, una pianta sfumata di azzurro con cui i guerrieri si dipingevano il volto) oggi viene fatta corrispondere con il sito di Glastonbury, sede di una celebre abbazia. Si tratterebbe dell’isola magica in cui Re Artù giace in attesa di ritornare quando i tempi saranno maturi per riportare la pace e l’unità nel mondo. Marion Zimmer Bradley ne fa l’ultimo baluardo della religione druidica e di un mondo matriarcale che ben presto viene a scontrarsi con il cristianesimo ed il patriarcato.

Le Nebbie di Avalon è sì un racconto fantasy ed anche un’originale rilettura, ma è anche un testo sulle religioni comparate, un ricettacolo di informazioni sul neopaganesimo e un intenso inno al femminile che davvero non lascia indifferenti.

 

Ai miei tempi sono stata chiamata in molti modi: sorella, amante, sacerdotessa, maga, regina. Ora, in realtà, sono una maga e forse verrà un giorno in cui queste cose dovranno essere raccontate. Ma temo che saranno i cristiani a narrare l’ultima storia. Il mondo della Magia si allontana sempre di più dal mondo dove regna il Cristo. Non ho nulla contro di lui, ma solo contro i suoi preti che negano il potere della Grande Dea oppure l’avvolgono nella veste azzurra della Signora di Nazareth e affermano che era vergine. Ma che cosa può sapere una vergine delle sofferenze dell’umanità?

Così la Fata Morgana ci introduce nei suoi ricordi, di quando – bambina – assiste all’amore adultero di sua madre Igraine per Uther Pendragon, alla nascita del fratellino Artù e comprende che dietro tutto questo vi è l’ombra di Viviana, sorella della madre e Suprema Sacerdotessa di Avalon, una terra lontana e misteriosa, dove si venera una Dea con tre volti splendidi e terribili al tempo stesso. Viviana, agendo tramite Merlino, contribuisce alla nascita del condottiero che – nei suoi piani – dovrebbe riportare la Britannia, ormai preda del cristianesimo più ottuso, alla Dea.

Morgana non ha davanti a sé un destino di minor prestigio: in tenera età viene infatti presa da Viviana stessa che la porta con sé ad Avalon, dove la addestra per diventare sacerdotessa e sua erede. Ma i sentieri della Dea sono impervi e non tutto va come pianificato…Una volta cresciuta, Morgana si innamora del figlio di Viviana, Lancillotto, che però è innamorato della cristiana Ginevra. Quando poi la giovane sacerdotessa è costretta dal Rituale Pagano ad offrire la verginità ad uno sconosciuto tutto sembra tornare nell’ordine naturale delle cose, ma quando si scopre che quello sconosciuto non è altri che Artù, suo fratello, tutto precipita. Morgana fugge da Avalon, incinta di un bambino non voluto, che rappresenterà la Tenebra…o forse c’è un quarto volto della Dea, quello che nessuno vorrebbe mai incontrare?

Le leggende, come dicevo, sono arcinote. L’amore di Lancillotto e Ginevra, Artù e i cavalieri della Tavola Rotonda, Excalibur, le battaglie, gli intrighi di una corte mitica…tutto è sapientemente amalgamato allo sfondo quasi mistico della guerra di religione condotta da donne e uomini disposti a tutto per prevalere. Tutti sappiamo come è andata a finire, ma la novità sta anche nel percorso psicologico e morale di Morgana, dall’infanzia alla vecchiaia, che ci mostra tutti i volti di una Dea magnifica e misteriosa, che sembra non essersene mai andata dal mondo.

Questo libro ha avuto ben due prequel (Le querce di Albion e La Signora di Avalon) e quattro seguiti (scritti in collaborazione con Diana L. Paxton: La Sacerdotessa di Avalon, L’Alba di Avalon, La Dea della Guerra e La Spada di Avalon) in cui vediamo le origini e il susseguirsi delle vicende che vedono come protagoniste le sacerdotesse della Dea, i loro sacrifici, le loro speranze per il futuro del Regno, le loro passioni – spesso proibite – , i rituali, la violenza e gli incantesimi.

E’ un universo intero, oscuro e femminile (femminista?), in cui vengono sapientemente descritti anche i passaggi di epoca in epoca, tra il dominio dell’impero romano e i tumulti che lo precedettero e che ne seguirono la caduta. A tutto quanto citato finora, quindi, possiamo aggiungere anche affreschi storici di ampio respiro – certamente romanzati, ma nel complesso assai credibili e per questo decisamente coinvolgenti. Il “culto” di Avalon viene fatto risalire addirittura al mito di Atlantide con un geniale sistema che emerge lentamente di libro in libro: solo verso la fine del ciclo si evince la trama sottile di reincarnazioni che sottende gran parte delle opere di Marion Zimmer Bradley, sfiorando il romanzo “Le luci di Atlantide” e terminando (forse!) con le avventure di Verity Jourdemayne, protagonista di un ciclo di romanzi sul paranormale ambientati ai giorni nostri.

Se penso alla vastità del mondo interiore che M.Z.B. (come la chiamiamo affettuosamente noi fans) è riuscita a creare ho ancora i brividi. Questa donna di un’intelligenza sopraffina, con capacità narrative da far impallidire (un esempio per tutti: leggetevi le pagine di Le nebbie di Avalon relative al rito di congiungimento tra la Vergine e il Dio dei Cervi. Io ho ancora la pelle d’oca), ha diradato le Nebbie su un universo magnifico e spaventoso, proprio come hanno fatto le eroine dei suoi romanzi con il loro incantesimo. Le sarò per sempre grata, per avermi fatto amare la letteratura, le leggende, la magia e avermi fatto capire che…sì, una Dea (intesa come Principio Femminile) c’è.

 

Con il nostro pensiero noi creiamo di giorno in giorno il mondo che ci circonda.

                                                                                                           M.Z.Bradley 

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  1. le nebbie di avalon…il primo libro che ho davvero amato…

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  2. “E’ uno di quei rapporti che durano da anni, che sono stati di profonda passione, poi sono virati in stanchezza, aspra critica, ma poi riavvicinamento, riletture e ancora amore…”

    La stessa cosa è stata per me, anche se io sono restata più legata al ciclo di Darkover! Da ragazzina avevo addirittura compilato un piccolo dizionario dei termini “casta” 🙂

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  3. Le nebbie di avalon è un gran bel libro, mi era piaciuto molto anche la torcia, ma dopo un pò mi sembravano un pò tutte simili le protagoniste e quindi un pò mi ha stufato. Ma questa Morgana è sicuramente una delle mie preferite ( dei tanti cicli letti su artù questa era la più umana e meno crudele… forse) e i paesaggi i personaggi che descrive mi sono rimasti in mente come dipinti anche se l’ho letto …. ahimè…. quasi 20 anni fà….

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  4. Mi sa che leggerò qualcosina di questa signora. Metto in coda di lettura!

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