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Vampiri “emozionali”

Forse l’ondata dilagante post-Twilight sta lentamente arginandosi, eppure oggi vi vorrei parlare di vampiri. State tranquilli, non intendo annoiarvi con l’ennesima lode di Ian Somerhalder nei panni di Damon Salvatore (benché la meriterebbe tutta), oggi intendo affrontare quelle figure vampiresche che ognuno di noi può incontrare nella vita di tutti i giorni.

Sissignori, i vampiri esistono e sono molto più pericolosi di quel che sembrano.

Se i personaggi di fantasia si nutrono di sangue e portano la loro vittima alla morte per consunzione, i vampiri veri si nutrono delle nostre emozioni positive e, forse, non portano al decesso, ma di sicuro rendono la vita un inferno.

Non ci credete?

Eppure penso che ognuno di noi, nella vita, ne abbia incontrato più d’uno e addirittura in certi momenti lo sia diventato nei confronti di qualcun altro.

Ora, come tutti sapete io credo fortemente nel potere del pensiero positivo: più vado avanti in questa esperienza, più mi accorgo che è quanto mai utile e reale. In base a questo mio modo di vedere la vita, tutti noi emaniamo delle vibrazioni e queste vibrazioni derivano direttamente dalle emozioni e dai pensieri.

Se provate a rifletterci un poco, non è qualcosa di così fantascientifico come appare ad una prima lettura.

Partiamo da un presupposto: pensare positivo è difficile. Non dovrebbe esserlo, ma non ci siamo abituati e basta il minimo contrattempo a modificare in peggio l’umore già ballerino. Quando ci si mettono gli altri, poi, le difficoltà aumentano esponenzialmente: c’è gente che si irrita se sei sorridente la mattina presto, gente che cerca di smontare il tuo lato positivo dicendoti che se vedi il bicchiere mezzo pieno è perché NON TI ACCORGI  degli orrori del mondo, gente che si crede più intelligente ad essere pessimista, perché gliel’ha detto il filosofo famoso…

Che dire? Questi sono solo alcuni esempi e non sono nemmeno troppo pericolosi, perché con un po’ di allenamento certe affermazioni possono scivolare addosso magnificamente, come pioggia estiva.

Le razze più terribili di vampiri emozionali sono quelli che ci entrano nel cuore: amici e amori.

Ci sono persone che hanno un grande vuoto interno e non sanno come riempirlo. Non è mai stato insegnato loro, oppure non hanno mai preso in considerazione altri metodi, se non quello di rivalersi sugli altri.

Tutti noi, credo, abbiamo avuto a che fare con persone che  ci hanno “usato” finché ne avevano bisogno, per poi buttarci via nemmeno fossimo fazzoletti di carta. Alzi la mano chi non mai dovuto lamentarsi di un amico carissimo, che sembrava vivere con noi quasi in simbiosi e che all’improvviso…PUF!…è sparito più velocemente del mago Houdini. Non prima, però, di spremere da noi i nostri buoni consigli, i nostri tentativi di stargli/le vicino, il nostro affetto. E senza dare niente in cambio, è ovvio.

Pensarci fa rabbia, ma il mio intento sarebbe opposto: farvi capire che, se anche vi è capitato, non siete soli. Siete stati solo vittime di persone narcisiste. Alcuni di voi, questa piaga, se la sono pure sposata, vero? E vi siete trovati accanto qualcuno che pensa solo a se stesso/a, per cui contano solo il proprio parere e le proprie sensazioni. Voi siete (stati, mi auguro si possa usare il passato) solo un optional, alla stregua di un elemento decorativo.

Come ci si può riprendere da un rapporto così?

Sembra impossibile avere di nuovo fiducia nel prossimo, dopo un simile abbaglio, me ne rendo conto. Eppure, ne sono sicura, non lo è.

C’è una frase di Eleanor Roosvelt, che secondo me è molto vera: “Nessuno può farti sentire inferiore se non sei tu a permetterglielo.”  Credo che la parola “inferiore” si possa sostituire con qualsiasi altro aggettivo. Siamo noi che apriamo la porta alle emozioni negative. Siamo noi che lasciamo che i “vampiri emozionali” ci prosciughino delle nostre risorse.

Lo facciamo talvolta per affetto, talvolta senza accorgercene.

L’ideale sarebbe distaccarsi completamente da queste persone: si può fare nel caso di alcuni “pseudo-amici”, quando ci accorgiamo che il loro pessimo atteggiamento è intenzionale (sì, esistono le persone cattive!). Ma nella stragrande maggioranza dei casi, i vampiri non si accorgono di essere tali e non meritano di essere “sfanculati”. Devono solo essere neutralizzati nel modo opportuno. Il mio consiglio è di mettere dei paletti (non nel loro cuore eh eh eh!) appena vi accorgete di certi comportamenti sbagliati: a volte tacciamo per il quieto vivere, perché ci sembra stupido scatenare uragani per delle piccolezze (commenti negativi, pessimisti, volti a denigrare) che però ci feriscono. Ecco, quando sentite il morso, non esitate a reagire. L’ideale sarebbe trovare subito qualcosa per cui ridere, ma non sempre ci si riesce ed allora l’importante è buttare fuori il veleno. Non fatelo mai accumulare o vi intossicherà.

E lo so, oggi sembro un guru orientale, ma gira così.

Ricordate: i rapporti veri si vedono anche e soprattutto quando ci si confronta. Non abbiate paura!

Grazie al sito ww.bastardidentro.it per l’immagine.

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  1. Grazie mille. Mi serviva questa carezza positiva, stamattina.

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  3. Pingback: Scuola di Felicità 18 – Tagliare i rami secchi. | La Zitella Felice

  4. Credo che, arrivati ad una certa età, si sappia esattamente quello che si sta facendo. Superata l’adolescenza, si tende a ripetere ciclicamente questo modo di comportarsi. Azzeccarsi alle persone. Sfruttarle. Spremerle. Il tutto fino a quando non passa del sangue fresco (e a nemico che fugge, ponti d’oro) o quando la vittima non si ribella. Quindi, se hai un vampiro emozionale attaccato alla tua felicità, digli di smettere!! O, in alternativa, armati di lanciafiamme. =)

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