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Ted, di Seth MacFarlane

Chi conosce “I Griffin” ed il loro creatore sa benissimo che Seth MacFarlane è uno dei pochi capaci di mostrare una situazione, trovarne il lato più dissacrante e tirarlo fuori senza paura della volgarità o del non-sense. Se il suo umorismo può essere considerato di grana grossa è anche vero che nessuno come lui riesce ad azzeccare l’unico momento di una scena in cui una scorreggia è proprio quello che ci vuole.

Non c’è nulla da fare, uno può provare ad osservare le sue opere con occhio “critico” – e per critico intendo snob – ma il risultato non cambia: risate a crepapelle.

TED, il primo film per il cinema scritto e diretto da MacFarlane, non fa eccezione: la storia parla dell’amicizia tra John Bennett, un ragazzo di Boston, e il suo orsacchiotto di peluche. Si dà il caso, però, che John non abbia 10 anni ma 35 e che l’orsacchiotto in questione, Ted, sia il risultato di un desiderio espresso ad una stella nella notte di Natale e che quindi abbia veramente vita propria.

E che vita.

Ted, infatti, è cresciuto con John ed è diventato per lui una specie di Lucignolo: l’amico, cioè, che ti porta a far baldoria, tra droghe leggere e prostitute, facendoti dimenticare – però – quali sono i valori a cui hai scelto di credere. L’infanzia prolungata di John , infatti, si incrina quando lui si innamora di Lori, una sua coetanea, e per lei capisce che deve smetterla con gli atteggiamenti da bambino mai cresciuto, per prendersi finalmente le proprie responsabilità.

Ovviamente il percorso non sarà rapido, né indolore per i personaggi, ma di sicuro è esilarante per gli spettatori.

Il miglior pregio del film – oltre all’umorismo spiazzante – è che la morale della favola non è quella che ci si aspetterebbe: nessuna “condanna” della sindrome di Peter Pan, ma – anzi – un invito a trovare il giusto compromesso tra l’età adulta e il ragazzino che è in noi e che non va dimenticato perché,anche se magari ci provoca qualche guaio, ci dona la capacità di non prenderci troppo sul serio e rende la nostra vita molto meno noiosa (Pascoli, roditi fegato e pancreas, tiè!)

I personaggi:

 John Bennett, interpretato da Mark Wahlberg, è il protagonista umano. La vicenda, come ho già accennato, ruota tutta intorno a lui e alla sua (tardiva) esperienza di crescita. L’amicizia di Ted è infatti una specie di richiamo invincibile verso l’infanzia e dare tutte le colpe all’orsacchiotto è così comodo…

Lori (Mila Kunis), la fidanzata di John, è una ragazza dolce, ma coi piedi per terra. Mal sopporta la cattiva influenza di Ted sul suo ragazzo, vorrebbe che il loro rapporto acquisisse una dimensione più adulta e consapevole. Non trovando in John supporto e sentendosi sempre messa in secondo piano, prenderà una decisione drastica, pur restando molto innamorata.

Ted (voce di Mino Caprio in originale di Seth MacFarlane stesso, come per Peter Griffin) è il “miracolo di natale”, l’orsetto magico che ha giurato a John eterna amicizia. E’ sboccato, amante delle droghe (leggere) e del sesso, fannullone…ma anche leale, affettuoso, simpatico all’inverosimile. E, nonostante sia lui che trascina John nelle avventure( e disavventure) più folli, è lo stesso che gli aprirà gli occhi mettendolo davanti al fatto che solo il ragazzo è responsabile delle proprie azioni e non è corretto che usi l’orsetto come scusa per giustificare la propria immaturità. Ted fa tutto il possibile per far riconciliare John e Lori e in questo si dimostra un vero amico.

Donny (Giovanni Ribisi) è un maniaco trenteppassenne con figlio a carico, la cui infanzia è stata rovinata dal desiderio mai avverato di avere un orsetto come Ted tutto per sé. Una volta cresciuto, il sogno si è trasformato in un’ossessione che lo rende disposto a tutto pur di avere tra le mani il famigerato peluche.

Sam: è… se stesso, infatti si tratta di Sam J. Jones, indimenticato interprete di “Flash Gordon”, film cult per John e Teddy (ed anche per molti di noi, ammettiamolo!). Come è tradizione nei Griffin, il film è pieno di citazioni ed “interventi” di personaggi famosi, che sono entrati in qualche modo a far parte dell’immaginario popolare. Sam è amico e compagno di sbronze di Ted e lo diventa anche per John, portandolo in guai…spaziali.

Sam…un bel po’ di anni fa!

Il film è inoltre infarcito di camei di personaggi famosi, che interpretano se stessi (o il proprio sosia!) visti attraverso la lente iconoclasta di MacFarlane. Il fatto che abbiano accettato di partecipare al gioco ce li rende tutti inevitabilmente più simpatici a cominciare da Tom Skerritt (ricordato in particolare per Alien e Top Gun) e passando per Norah Jones e Ryan Reynolds.

Insomma: se siete affezionati spettatori de “I Griffin” so che vi precipiterete al cinema, ma se anche non li conoscete o non vi hanno mai convinto vi consiglio di dare una possibilità a MacFarlane con questo film, che è tenero, simpatico, irriverente, spiazzante e – insomma – da non perdere.

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  1. Beh, per quanto mi riguarda, ti dico solo che vorrei Brian Griffin come futuro presidente degli Stati Uniti – e Stewie come segretario di stato, magari! 😀
    Ottima disquisizione, mi fornisci un ulteriore e molto prezioso (venendo da te) motivo per non farmelo scappare, al cinema!

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  2. l’ho visto. E’ carino, l’idea di sceneggiatura è geniale, c’è di fondo una morale positiva (il “compromesso” di cui hai parlato) e molte trovate divertenti (per chi ama l’umorismo tra surreale e politicamente scorretto di Mc Farlane)..solo alcune gag le ho trovate non del tutto “risolte” ma è solo una sensazione, nel complesso mi è piaciuto.

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    • e comunque mi ha fatto andare via dal cinema sognando che i miei pupazzi dell’infanzia (ne conservo ancora qualcuno) si animassero e pure sognando di essere fidanzato con Mila Kunis

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      • Il fatto che Mila Kunis stia insieme a uno che comunque le preferisce il divano e un cannone è forse l’elemento più fantascientifico del film. 😀

      • ma no, lui la ama! 🙂
        Comunque forse il personaggio di Ribisi mi è parso il più “debole”..poteva dare di più in termini comici

  3. Io non amo questi film, però mi ha incuriosita tantissimo!
    Forse ci faccio un salto.

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  4. poi la Lori/Mila del film è proprio il tipo di persona che mi ci vorrebbe accanto: dolce, simpatica e anche forte e decisa, che mi sproni a maturare, ad uscire dal guscio..

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