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Uomini e donne: i lavori di casa uniscono o dividono?

Qualche giorno fa in rete ha fatto scalpore un articoletto che parlava della solita ricerca di impronta un po’ sessista, che testate  online di fama ormai consolidata (e viene da dire “purtroppo”!) ci propinano ogni due per tre, tanto per rinforzare la Sagra degli Stereotipi di cui  la cultura italiota è infarcita.

Questo articoletto, insomma, sottolinea come la percentuale di litigi sia più alta tra le coppie che condividono le responsabilità domestiche, per via del fatto che non sempre il lavoro svolto da un coniuge soddisfa l’altro e quindi le discussioni in merito saranno in numero senza dubbio maggiore.

Vorrei sottolineare, però, come un articolo buttato lì con un simile titolo sia fuorviante e- sorpresa sorpresa! – solo superficialmente propaganda a favore del maschilismo. Certo, il lettore disattento farà due + due e penserà: “Eh lo dicevo, io! Sono le donne che devono stare in cucina!”

Ma a parte l’anacronismo del pensiero, il nostro lettore disattento non avrebbe notato che – semmai – l’articolo è profondamente sessista verso gli uomini , che vengono implicitamente accusati di non saper reggere il multitasking e di non riuscire a sopportare le critiche.

Molto più intelligente e approfondito,invece, questo articolo  spiega le motivazioni di una possibile crisi nella condivisione dei compiti  (Lamentele da entrambi i lati – “Lei vuole avere tutto sotto controllo” (71%), “vuole fare tutto in prima persona” (66%), “sembra l’unica e sola padrona di casa” (59%) affermano gli uomini. “Lui non vuole fare nulla” (63%), “non mi aiuta mai” (61%), “vuole fare solo le cose che gli piacciono” (58%), affermano invece le donne. E anche quando decidono di farle insieme, sulle pulizie di casa non si trova mai il momento che va bene ad entrambi tra le “lei” che vorrebbero farle solo la mattina e i “lui” che preferirebbero altri orari.) e – cosa ben più importante, tiene conto di entrambi i punti di vista, arrivando poi a proporre l’“Home Loving” come collante per la coppia.

Parlando da figlia che per trent’anni ha avuto la pappa pronta, mi rendo conto comunque che cosa significhi il lavoro casalingo. Penso che mia madre abbia sempre lavorato (e continui a farlo!) quanto un minatore (beh, dai…quasi! 😀 ) e la cosa che più mi sconvolge è come il lavoro di tante donne venga riconosciuto così poco.

Il motivo per cui oggi tante ragazze  rifiutano il “ruolo” di casalinga, secondo me, ha a che fare con l’imposizione che per decenni è stata perpetrata. Ne discutevo recentemente con le amiche  di “Bambole spettinate e Diavole del focolare“, che scrivevano stamattina su come la determinazione della figura femminile sia rigidissima e, soprattutto, imposta da altri. Se non fosse un’imposizione, credo che prendersi cura della casa sarebbe anche un piacere. E’ per questo, secondo me, che farlo insieme non dovrebbe essere altro che una prassi acquisita e non certo un fatto eccezionale.

Aggiungo che – nella mia esperienza – i ragazzi di oggi si sono svegliati molto in merito ad alcuni lavori di casa: per fare un esempio personale, Lui cucina benissimo, io no. Se però c’è da pulire riconosco di avere molto più occhio (e voglia). Il che non è un’offesa per nessuno, è solo questione di abitudini.

Il problema, ancora una volta, sta nelle pressioni sociali, secondo cui io dovrei sentirmi un po’ in colpa perché non so cucinare bene, ma a lui è concesso sbattersene allegramente i c…. se – dopo aver prestato la sua opera à la Gordon Ramsey- in cucina sembra che sia esplosa l’atomica.

In questo caso, però, sono fiduciosa: la casa è qualcosa che si condivide, in cui si sta insieme e si cerca di stare al meglio. Ci saranno litigate come in ogni cosa, ma le generazioni che arrivano possono recepire benissimo il nuovo messaggio: aiutarsi in tutto è segno d’amore.

Altrimenti…figliuolo, pagati una colf!

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  1. Guarda scommetto che se avessero fatto un indagine sulle aziende a conduzione famigliare sarebbero usciti gli stessi risultati. E’ sempre difficile collaborare soprattutto con persone con cui magari hai a che fare per tante ore al giorno o su cui sei propenso a sfogare tensioni. Poi certo c’è anche una certa pressione culturale che però secondo me va via via affievolendosi. pensa solo ai ragazzi che partono per l’erasmus e devono cavarsela da soli.

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    • Ma infatti sono certa che, in merito a questo punto, le cose cambieranno più rapidamente. Certo, non siamo ancora a un buon livello e i ragazzi – quando fanno qualcosa in casa se ne VANTANO, mentre per noi è un dovere e siamo disapprovate se non sappiamo fare i mestieri. Quando un maschio non sentirà più il bisogno di dire “Io lavo i piatti!” senza mostrare nel frattempo l’iscrizione al WWF, allora su questo versante potremo star tranquilli. 😀

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