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Il fantastico mondo del Tai Ji Quan

Per chi mi conosce, io sono l’antisport.

Ci ho provato, qualche volta, di solito sul far del’autunno, a cominciare qualcosa che prevedesse tuta, scarpe da tennis, sudore e qualche attrezzo. O, altrimenti, piscina, cuffietta di gomma, kimono, tutine, palle di varia grandezza…ma mai niente. Il ghiro abbradipato che è in me ha sempre avuto la meglio dopo pochissime lezioni. La noia incombente, la sideremia (mancanza di ferro, non pensate male!!!), tutto quel – mon Dieu – sudore che appezza le ascelle….no no no no no, proprio non hanno mai fatto per me.

In fondo peso 50 Kg scarsi su 1 metro e 71 (l’1 è importantissimo), diciamo che dimagrire non è mai stato il mio problema principale.

Poi, un giorno, ho visto in un documentario dei cinesi che praticavano Tai Chi e sono rimasta folgorata.

Potete chiamarlo in molti modi: Tai Ji Quan, Tai Chi, 太极拳, Caucciù (come dice mia nonna, magari in modo non proprio esatto), ma il risultato non cambia. Cambiano gli stili – questo è vero – perché il Tai Ji ne ha ben sei (Chen, Yang, Hao, Sun, Wu e Fu), più le varie “contaminazioni” ed è proprio una di queste che io pratico.

Nella mia zona, è diffusa la scuola che fa capo al giapponese Kenji Tokitsu, il quale ha studiato un proprio metodo e l’ha chiamato “JiSeiDo(Via del Miglioramento Personale). Il mio maestro è Marcello Vernengo. Oltre ad essere una persona straordinaria sul piano umano, ha collaborato a stretto contatto con Tokitsu. Si sono allenati insieme, hanno scritto e studiato. Quindi non ci possiamo proprio lamentare!

Mi rendo però conto che molti di voi potrebbero non sapere cos’è il Tai Chi.

Ebbene si tratta di un misto tra arte marziale e tecnica di meditazione. Il Tai Chi vero e proprio è un kata in sei sequenze, ovvero un’insieme di movimenti che richiamano mosse di combattimento ben precise, ma estremamente rallentati e accennati. Ciò che si ottiene è una sorta di danza in cui sono importanti fluidità, precisione e respirazione.

Al Tai Chi si associa di solito il Qi Gong, ovvero una sorta di ginnastica dolce che stimola in particolare le articolazioni e la colonna vertebrale e che predispone al meglio il livello energetico necessario.

E’ importante ricordare, infatti, che il Tai Chi non è solamente una ginnastica per la terza età o per pigroni come me, ma una pratica che coinvolge anche l’equilibrio energetico e la capacità di controllarlo.

La filosofia di base ha matrice taoista: siamo tutti collegati attraverso l’energia universale. Noi stessi siamo fatti di energia. Riconosciamo due principi : Yin e Yang che si amalgamano e si completano tra loro a creare il tutto. Ognuno di noi è espressione e tramite dell’Energia Universale, attraverso il proprio microcosmo (se state pensando ai Cavalieri dello Zodiaco lo so, lo so. E’ una figata!). Questa pratica libera la mente ed aiuta a trovare e – perché no – utilizzare la propria energia.

Occhio, non sto dicendo che sposterete le cose col pensiero, ma solo che i benefici sono abbastanza evidenti ed arrivano in fretta, sia a livello fisico che a livello mentale.

Io, per esempio, ho continuato la pratica perché dopo circa due settimane mi è sparito il mal di schiena. E quando non pratico per un po’ mi torna. Sarà un caso?

Gli anni scorsi il corso si teneva in posti poco consoni: nel 2011 ci toccava fare lezione  al Palazzetto dello Sport, tra le urla dei giocatori di pallacanestro e le bimbette sui pattini che ti evitavano per un pelo.

Quest’anno, però, Marcello ha trovato un posto straordinario: si trova a metà strada tra il mio posto di lavoro e Casa di Lui, in collina, ed è una struttura quasi interamente costruita in legno e vetro, circondata dal verde. Stupendo!

Se vi venisse voglia di provare, noi siamo lì il martedì e il venerdì dalle 18 alle 19.30.

Sono disponibile via messaggio per darvi tutti i chiarimenti necessari!

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  1. ma quindi mi stai dicendo che è una cosa che NON fa sudare?
    Certo, il fatto che non puoi spostare gli oggetti col pensiero o lanciare le Ali della Fenice è un deterrente, però il fattore sudore mi sembra fondamentale.
    Che città?

    Rispondi
  2. Mitico il Maestro Tokitsu! Ho letto tutti i suoi libri! Il TaiChiChuan è una salita lunga tutta la vita. E’ dura e difficile, ma la bellezza del viaggio ripaga di tutto.
    Auguri per la pratica!

    Rispondi

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