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Cosa ho imparato IO dalle principesse Disney

E lo so, adesso sarete tutti con le faccette pallide e gli occhioni sgranati, vi parlerete nelle orecchie e bisbiglierete: “Visto? Parla, parla, ma poi…bzzzbzzz…” e vi darete le gomitatine, ridacchiando.

Perché una che si autodefinisce femminista non può scrivere qualcosa di buono sulle Principesse Disney e invece io sono qui proprio per questo.

Tà – dààànnn! Bisbigliate pure.

Il fatto è che da molte parti (in primis, mi sembra ci fosse un commento assai negativo in “Ancora dalla parte delle bambine”) ho letto quanto la rappresentazione femminile nelle fiabe in generale, ed in particolare in quelle dello zio Walt, sia limitante e di cattivo esempio per le nostre bambine.

Perché questa maledizione? Uhm, dunque, perché le Principesse sono leziose, il loro unico compito è essere belle e quindi l’emulazione che possono generare non è che un’immagine stereotipata della donna-bambola che fa le faccende canticchiando e la cui unica preoccupazione è vestirsi in colore pastello e piacere al Principe di turno.

Ecco, io magari non faccio statistica, ma non sarei così estrema.

Innanzi tutto, ci sono principesse e principesse: una Biancaneve degli anni ’30, secondo me, non può essere paragonata a Mulan, per dire.

E lo ammetto: a me da piccina la Strega di Biancaneve faceva una gran paura!!!

Certo, Biancaneve può avere avuto aspetti un po’ irritanti per la ragazza moderna (il primo fra tutti l’eccessiva allegria nel pulire casa a sette sconosciuti, per non parlare del vestito giallo-blu. Te-sssoro. Te-sssoro! Non te l’ha mai detto nessuno che giallo e blu fanno tanto “pugno in un occhio”?), ma sia lei che l’arcinota QuellagranculodiCenerentola – quasi sua coetanea – non mi sono mai sembrate il Male Assoluto. No, nemmeno dal punto di vista della liberazione delle donne.

Il motivo è molto semplice: non ho mai considerato la professione casalinga come un mestiere di serie B. Ho visto (e continuo a vedere) mia madre, che l’ha fatto per scelta e che ogni giorno lavora come top manager della nostra famiglia. Quindi, nel contesto in cui sono nate Biancaneve e Quellagranculodi, il fatto che entrambe si dessero da fare in casa non è una cosa che mi sconvolge.

Se vogliamo parlare poi dei motivi per cui i principi se le filano…ebbene sì, principalmente sarà per l’aspetto fisico, ma non è solo quello, contrariamente a quanto dicono tutti. Infatti, se vi ricordate bene, sia Biancaneve che la principessa Aurora (La Bella Addormentata, per intenderci) oltre al fisico attirano il Principe Chissà-come-si-chiama e il bel Filippo con un altro particolare: la loro voce.

Un X-Factor ante-litteram, se vogliamo. E anche Quellagranculodi, se proprio vogliamo essere sinceri, viene avvicinata tra tutte per l’aspetto, ma poi convince il Principe Annoiato (ho ricordi di lui che sbadiglia, non so perché) perché, oltre ad essere bella, evidentemente balla bene.

Son talenti, che voi ci crediate o no. Imbambola tanto il Principe che lui non le chiede manco il nome. E vabbé, è la fiaba. Se l’avesse fatto, addio conflitto, così caro al nostro Propp. Comunque provate voi ad andare in discoteca e ad essere avvicinate per la vostra squisita conversazione. Capite anche voi che il Principe Annoiato non è quel mostro di superficialità che tutti vogliono dipingere!

Comunque, Biancaneve, Cenerentola e Aurora non sono le uniche.

Negli anni 90 sono arrivate le nuove principesse e qui è iniziata, secondo me, la vera rivoluzione:

a partire dalla Sirenetta Ariel, passando per Belle, Jasmine (Alladin), Pocahontas e Mulan.

Innanzi tutto, sono tutte – in qualche modo – ribelli e propositive. Il che dovrebbe deliziare le femministe e non far loro gridare allo scandalo. Sì, sono anche belle. Sì, Ariel dà via la coda pur di accaparrarsi un uomo, ma anche questo episodio dipende da come lo si legge.

Quando accadrààà, no non lo soooo, ma del tuo mondooo parteee faaaròòòò…!!! Sì, la so tutta a memoria.

Io credo che in amore qualche sacrificio vada fatto. Ed inoltre è chiaro che se Ariel avesse potuto scegliere tra essere umana ed essere sirena si sarebbe buttata sulla prima opzione anche prima di conoscere Eric, quindi il fatto di innamorarsi di un umano le dà solo quella spintarella che le serviva per realizzare il suo sogno.

E vogliamo parlare di Belle? E’ la mia preferita. Prima di tutto il suo aspetto (la più bella ragazza del paese) è un optional. Belle insegna l’importanza della cultura e dell’intelligenza, perché entrambe permettono di guardare oltre i canoni imposti.

E poi diciamocelo, a chi non è capitato uno che  è un po’ besssstia? 😉

Belle I love You!

Veniamo poi a Jasmine, costretta dalle regole del Palazzo a non uscire mai di casa, con l’unica compagnia di una tigre (Meno male che volevano tenerla al sicuro!!!) e che è capace di innamorarsi di un ladruncolo, a dimostrazione che non è lo status sociale che conta e che non è vero che le donne sono attratte dalla ricchezza tout court. (Tiè! Se sei un figo, simpatico e in gamba come Alladin puoi avere anche le pezze sulle ginocchia, lo dirò sempre!)

Chiaramente Jasmine…esiste!

Ci sono poi le principesse di ultima generazione: Pocahontas, Mulan, Tiana e – adesso nelle sale – Merida.

Queste ultime cambiano proprio direzione. Non che non abbiano un fondo di dolcezza, non che non siano belle…ma non inseguono più l’amore e tutto ciò a cui tendono è una forma di autodeterminazione. Il che va bene, anche perché – come spesso accade davvero nella vita – l’amore arriva comunque.

Pocahontas e Mulan sono impegnate, in modi diversi, a salvare il proprio popolo (se mi viene concesso, a mio parere, Pocahontas lo fa in modo più saggio), Tiana invece (da “La Principessa e il Ranocchio”) è tutta concentrata sul suo sogno professionale, cioè aprire un ristorante. E’ disposta a faticare e sfalda in un sol colpo lo stereotipo di quella che “comunque è principessa e se ne sta in panciolle” (beh che anche combattere gli Unni non mi sembra un’attività da poco, povera Mulan).

…e anche Pocahontas! *passa il fazzolettino ai ragazzi per asciugarsi la bavetta*

Vorrei parlare anche di Merida, ma non ho visto il film e – da quello che leggo sui giornali – lei potrebbe meritare un commento a parte, visto che il film a lei dedicato si chiama “Ribelle – The Brave”.

Comunque.

Tutto sto pippone per dire che è inutile che veniate ad accusarmi Walt Disney delle peggiori nefandezze. Tutte le accuse che gli sono state rivolte (maccartismo, filo-nazismo, messaggi subliminali etc.) non sono che montature, dovute ad una causa che ebbe per problemi sindacali. Vorrei ricordare, invece, che nel 1941 Walt Disney fu tra i primissimi imprenditori a riconoscere il ruolo delle donne nella sua azienda e, da semplici inchiostratrici come erano sempre state nelle altre case di produzione, le “promosse” e le coinvolse nel processo creativo.

E io, che sono cresciuta con questi splendidi cartoni animati, adoro questo mondo di fantasia in cui tutti, ma proprio tutti, sono i benvenuti.

Tutte le foto dei cosplay sono tratte dalla pagina facebook Disney- Always with us

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  1. bellissimo articolo!! però vai a vedere Brave! 😉

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  2. Concordo su tutto. Poi bisogna anche considerare altre cose. Le prime sono state tratte da fiabe e nelle fiabe le bambine sono brave e buone. Poi col passare del tempo la disney si è scostata da certe fonti e le ha ampliate.

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  3. Certe volte il femminismo che tiri fuori in certi tuoi post, lo trovo irritante e anche stupido, se proprio devo essere sincero, quindi mi limito a leggere il post e non commento.. quando ho aperto questo post avevo paura di trovarmi davanti all’ennesimo post di critica femminista alle principesse disney, per un pelo che non è stato così!
    Ma sì, lasciamole stare queste principesse delle fiabe, che fanno sognare intere generazioni di bambine e bambini, che ci hanno accompagnato durante l’infanzia e che tutt’ora, ammetto di cedere al dvd di una Belle o di Ariel, per poi passare a Pocahontas.
    Le accuse rivolte a Walt Disney le lascio a quei “filosofetti” tutti fumo e niente arrosto, che nella vita non hanno niente da fare..
    ok, nella prossima vita voglio rinascere Ariel! XD (anche io so tutta a memoria la canzone “Parte del tuo mondo”!)

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    • Se trovi il mio femminismo stupido beh….il web è grandissimo non penso tu debba leggere per forza anche perché io non sto dando lezioni di vita a nessuno.
      Contenta che ti trovi d’accordo sulle principesse. 😉

      Rispondi
      • mano, era un preambolo a quello che dicevi inizialmente tu sulle femministe.. il tuo blog mica tratta solo di cose femministe! ce ne sono solo alcuni, ma è normale che non tutto possa piacere, non mi sembra di non apprezzare il tuo blog dato che seguo anche i tuoi pensieri felici e altro.. Relax.. take it easy 😉

      • Beh, scusa se ho frainteso, ma il principio del tuo discorso diciamo che – per usare un eufemismo – era un bel po’ offensivo. Almeno, io l’ho letto così. Sarà lo schermo o sarà che io sono permalosa (???) ma la prima domanda che è venuta in mente è stata : “Irritante? Stupida? ma se è lui il primo a mettere “mi piace!” e francamente non mi sarei aspettata che tu usassi questo tono, vediamola così. Meglio la sincerità comunque. 😉

      • ma non metto il “mi piace” a tutto! XD sai, quando si scrive ognuno interpreta a modo suo e con il proprio tono, in base alla propria luna (lo faccio anch’io), è diverso che parlare con le parole 🙂

      • Infatti per me non c’è alcun problema.

  4. Condivido in pieno questo post. Anch’io ho sempre trovato discutibili le accuse di “maschilismo” ai cartoon Disney. Tra l’altro Pocahontas (ispirato liberamente a una vicenda storica) è forse l’unico film Disney con una love story dove alla fine i due non vissero insieme felici e contenti

    Rispondi
  5. Oh beh, sono d’accordo con te. Anche perché quei primi classici Disney – Biancaneva, Cenerentola, La bella addormentata nel bosco… – vengono da favole di chissà quando, ovviamente figlie del loro tempo. E poi Biancaneva è del ’37, non possiamo guardarlo con gli occhi di oggi, via.
    … certo, a me Cenerentola è sempre stata sulle scatole… cioè, ma dai una mestolata in testa alle sorelle e fila via, no? ù_ù Eccheccavolo.
    Tra l’altro anche in Bianca e Bernie la figura della donna non ne esce affatto male, pur essendo vecchiotto. E Mulan, Pocahontas, La Bella e la Bestia… via, come si fa ad accusare la Disney di maschilismo? ò_ò
    (… e sono d’accordo, Belle ruleggia ù_ù/)

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  6. che poi a ben pensarci anche il fatto che le eroine disney siano “belle” dipende dal semplice fatto che sin dal mito greco, gli eroi sono tutti “belli”

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  7. Spezzo una lancia a favore della tanto vituperata Biancaneve.
    Una donna che non ha il becco di un quattrino, che fugge per non crepare e approda a casa di alcuni perfetti sconosciuti cosa può fare per non farsi buttare fuori all’istante? Il suo ragionamento a me è sempre parso corretto: li aiuto con le faccende così mi pagherò il soggiorno. E’ così strano? Che alternative aveva? Beh, un’altra cosuccia c’era, in effetti, ma farsi tutti e sette i nani in fila non vi sarebbe comunque sembrato molto femminista, immagino. 🙂 Poi vabbeh, di sicuro non brilla nell’universo delle donne autonome e furbe, ma quella dei lavori domestici mi pare l’unica cosa corretta che ha scelto di fare 🙂

    Rispondi
  8. commento qui e poi la smetto, per oggi, di impestarti il blog.
    Sono proprio contento. La vedo esattamente come te, e anche io dovendone parlare avrei fatto il distinguo tra la vecchia e la nuova guardia.
    Ricordo anche io il topic sul blog della Lipperini, e ricordo di aver sorriso più di una volta. (Non vorrei dire fesserie ma mi sa che in quell’occasione fui anche mezzo sventrato da qualche estremista).
    Voglio dire, innanzitutto bisogna collocare le “vecchie” nel loro contesto: derivano da fiabe medievali, e volendo mantenere una minima aderenza non si poteva certo trasformarle in simboli dell’emancipazione femminile. Ciò che emerge con prepotenza, alla lettura superficiale, sono i buoni sentimenti che muovono queste eroine “passive”, e non certo il fatto che non fanno una minchia per tutto il film e si lasciano accadere addosso gli eventi. La seconda lettura la facciamo noi adulti degli anni duemila, ma con un po’ di raziocinio la contestualizziamo e andiamo avanti.
    Avanti alle eroine del nostro tempo. (Mulan, tra l’altro, viene da una bellissima fiaba giapponese molto rimaneggiata dalla Disney). Come hai detto tu, le cose cambiano, anche laddove il contesto storico vorrebbe una concezione antica della donna. Per il suo tempo, Belle è una rivoluzionaria: e il film lo sottolinea in tutte le salse (anche tramite l’antitesi odiosa di Gaston). Andare per forza a cercare il dolo mi sembra poco utile e poco realistico: il problema esiste, ma è da ricercare nel merchandising Disney, che spesso appiattisce e svilisce queste belle figure volitive a tutto tondo per infilarlo nel famigerato brand delle “principesse disney”, anche quando principesse non sono né di nome né di fatto.

    Rispondi
  9. comunque qui se la prendono con Il libro della giungla..secondo me esagerando un po’
    http://comunicazionedigenere.wordpress.com/2012/10/03/la-mas-bonita/#comment-19222

    Rispondi
    • No, nell’ottica in cui ne parlano, invece, – cioè la sessualizzazione precoce – mi sembra un discorso sensato. Poi, per carità, tutto è attaccabile se ci poniamo da determinati punti di vista…molto dipende dalla sensibilità personale. 😉

      Rispondi
      • sì vede che la mia è diversa dalla loro

      • Probabilmente. A proposito, ma sai che sulla pagina FB dei misogini ho sentito parlare di te? Ti definiscono “un uomo femminista”…dicevano che nonostante il tuo femminismo sei stato bannato da femminismo a sud…sei famoso!!! XD

      • Non so bene cosa sia successo su FaS, so solo che mando i miei commenti, li tengono in moderazione e poi spariscono quindi presumo di essere stato bannato (ma non mi lamento: è un loro diritto).
        Sì, lo so come mi definiscono, non m’interessa, tanto ho l’impressione di stare sule scatole a entrambe le parti

      • A me no, ti ritengo equilibratissimo!!! 😀 Non è che sei una donna eeeh? (ah ah battuta sessista!)

      • Grazie! No, sono uomo con tutti i miei limiti! 🙂

      • diversa quando si parla di cinema, almeno

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