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Tor Pignattara. #IlMessagerochiedascusa.

Speravo di tornare al blog con un Pensiero Felice e speravo di farlo non prima di settembre (oh, come sono belle le vacanze!). Purtroppo però non riesco a tacere la mia indignazione per l’articolo apparso su “Il Messaggero”  in merito allo stupro avvenuto alcuni giorni fa a Torpignattara.

Potete leggerlo da voi e dirmi se non vi sembra un testo privo di qualsiasi rispetto nei confronti della vittima. Un “SE L’E’ CERCATA” grosso come una casa.

Questi i fatti: la donna – 48 anni e 3 figli – dopo aver perso il lavoro si trova “ospite” di un amico di vecchia data che chiaramente la tradisce. Dopo una litigata per motivi di gelosia, lei esce di casa e va a riflettere su una panchina dove viene avvicinata da un ventiquattrenne che la scambia per una prostituta ed al suo rifiuto di accettare soldi la picchia, la trascina nel parco e la violenta. Nonostante il trauma, lei riesce a chiamare le Forze dell’Ordine e ad indentificare e far arrestare l’aggressore.

Forse la crudezza della vicenda non bastava a Nino Cirillo, autore dell’articolo. Di solito ci viene insegnato che un giornalista non deve permettersi giudizi morali o commenti non oggettivi nel riportare una notizia. Chi sa scrivere riesce a far sensazione anche senza “infiocchettare” il testo con le proprie opinioni. E allora mi si spieghi come un professionista della comunicazione possa dimenticare del tutto le regole della privacy, ma soprattutto possa offrire ai propri lettori una visione così miope di un reato gravissimo.

Sembra quasi, infatti, che il reato l’abbia commesso LEI “con i suoi 48 anni carichi di fallimenti”, che ha ingaggiato una stupida lite, mossa da una stupida gelosia con l’uomo che da qualche tempo la ospitava, che l’aveva strappata a un’esistenza fin troppo randagia”, si èprecipitata per le scale, sbattendo furiosa la porta, per andare a rimuginare su una panchina di un parco spelacchiato, all’una di notte, dove il suo carnefice l’aspettava.” 

L’esistenza fin troppo randagia si riassume nel fatto che la signora ha avuto “tre figli da due uomini diversi” ed ha da poco perso il lavoro come donna delle pulizie.

Quindi riassumiamo, perché magari sono io che vedo la malafede dove non c’è: per voi che figura emerge? Io leggo di una donna sfigata, un po’ zoccola, un po’ barbona, irriconoscente verso il suo Cavaliere (che però la riempie di corna,pensampò!). Una a cui viene quasi la tentazione di dire “così impari!”. O no?

Ma vediamo invece come viene descritto l’autore del reato: innanzi tutto sappiamo che è marocchino (ché gli italiani sono tuttibravagente), 24 anni, e che l’aspettava. Questo verbo viene ripetuto, come se ci fosse una connivenza segreta tra vittima e aggressore. L’aspettava. Come se Lei avesse potuto sapere.

Questo Khaled è “uno che in quel parco non ci viene mai, che abita a Cinecittà, che lavora come muratore in una piccola azienda, che nella sua breve permanenza in Italia può già vantare precedenti per guida in stato di ebbrezza, resistenza a pubblico ufficiale e ricettazione. Niente male, insomma, come tipo.”  Sì, lo so che il “niente male” è ironico, ma guardate che le parole sono importanti. Hanno un peso ed un significato che non è sempre e solo quello apparente. Il tipo “niente male”  “tira fuori dalla tasca un mucchietto di banconote fruscianti e le mostra alla donna: l’ha presa per una prostituta, vuole sesso a pagamento.” Della serie: poverino, lui ha pure provato a dare il giusto tornaconto e lei – sfigata com’è – avrebbe fatto meglio ad accettare!!!

Ovviamente la signora ha rifiutato ed è successo quel che è successo.

In articoli successivi possiamo leggere che il tizio – che strano! – vuol far passare il reato come “rapporto consenziente”, la scusa di tutti. La signora andrà incontro al solito calvario. Per fortuna sembra una donna forte, dato che ha avuto la freddezza di chiamare subito la polizia ed è riuscita a descrivere l’aggressore e a farlo fermare.

Intanto, però, questo articolo diffamatorio è stato scritto. Interpellato, il signor Cirillo è caduto dalle nuvole chiedendo DOVE il suo articolo poteva risultare infamante. Spero di averlo appena spiegato a dovere. Visto che l’opinione dei blogger sparsi non vale molto, come spesso è già avvenuto usiamo Twitter per farci sentire un po’ di più. Se avete un account, pubblicate l’hashtag #IlMessaggerochiedascusa.

E speriamo che sia l’ultima volta che siamo costretti a leggere – da parte di personaggi stipendiati almeno! – oscenità del genere.

PS: e già che ci siamo il signor Cirillo si ripassi un po’ di grammatica, visto che la preposizione “a lei” si traduce in le ed è quindi corretto scrivere “non LE ha tolto la freddezza” anziché “non GLI ha tolto” quando ci si riferisce ad una donna.

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  1. che vergogna! quando leggo cose del genere mi viene su uno schifo.. gente del genere che fa il giornalista?! ma andate a lavorare seriamente. ODIO chi “giustifica” uno stupro, nessuno può permettersi di toccare una donna, nemmeno se questa prima “ci sta” e poi ci ripensa. La mentalità maschilista che dilaga non solo nel nostro paese, ma in tutto il mondo, è uno di quei “mali” che la società non riuscirà mai a curare.

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