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Meschinità in rete.

C’è qualcosa che non capisco. Se un giorno su Facebook fosse apparsa una pagina dal titolo: “NO ALLA VIVISEZIONE”, il cui contenuto invece fosse stato un’accozzaglia di immagini e post a favore di qualsiasi violenza perpetrata sugli animali e facesse il possibile per far apparire suddetta violenza come normale e giusta e gli animalisti come dei folli invasati, chiamati addirittura “nazianimalisti”, il Social Network più famoso del mondo sarebbe esploso. Non scherzo, sono certa che migliaia e migliaia di persone si sarebbero prese a cuore la vicenda, avrebbero raccolto firme, fatto pressione (come per Green Hill), condiviso link e scritto articoli, fino a costringere la pagina incriminata (e le sue sorelle, giacché ci sarebbero pagine come IoCucciolo, http://www.legambienteh.com, http://www.wwff.it…) alla chiusura. E non oso immaginare alla sequela di insulti che pioverebbe sui fetenti che avessero osato clonare una pagina come “No alla vivisezione” per farne un punto di raduno per i folli che detestano gli animali e vorrebbero vederli sterminati.

Ora, questo sta succedendo con una pagina di  Facebook intitolata NO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE (così, tutto in maiuscolo), la quale non è altro che il clone di “No alla violenza sulle donne” , una pagina che si occupa di denunciare i casi di violenza che donne e bambini subiscono quotidianamente (purtroppo!) e che quindi potrebbe portare vero sostegno alle persone in difficoltà.

All’inizio pensavo che fosse un fenomeno di semplice trollaggio (per chi non è avvezzo al linguaggio di internet, un troll è un provocatore, qualcuno che posta appositamente contenuti in contrasto con la sensibilità comune di un forum o di un blog in modo da ottenere i famigerati flames, ovvero le colossali litigate online. I trolls sono una scocciatura, ma di solito sono inoffensivi e si limitano alla maleducazione cibernetica).

Seguendo la vicenda, però, mi sono accorta che non si tratta solo di questo. I personaggi dietro alla clonazione delle pagine vere che cercano di contrastare la violenza sulle donne facendo informazione non sono né troll, né ragazzini.

E, da oggi, se ne sono accorti anche EpressOnline  e Il Fatto Quotidiano dove in particolare, se leggete i commenti, potrete notare i deliranti tentativi di difesa di questi individui che non cessano di rigirare la frittata millantando dati inventati da loro e accusando di “nazifemminismo” chiunque provi ad opporgli un parere diverso, seppur misuratamente.

E’ un bene che se ne parli (e nel mio piccolo faccio eco), per alcune ragioni che mi stanno molto a cuore:

1° tra le tante pagine clonate, ci sono quelle dei centri antiviolenza ed è in atto una campagna di discredito nei confronti di tali preziosissime strutture. Invece di rivolgersi ai centri antiviolenza, il suggerimento dei “clonatori” alle donne che (mal)capitano sulla loro pagina è di rivolgersi alla Caritas o alle Forze dell’Ordine. Ovviamente per chi ragiona a freddo la cazzata è evidente, visto che la Caritas è un’associazione che si occupa dei poveri e non ha alcuna chance di offrire protezione ad una donna in difficoltà, mentre tutti sappiamo che le Forze dell’Ordine in troppi casi non intervengono finché la donna non è cadavere.  Una persona sotto pressione, però, potrebbe prendere per “buoni” questi consigli. Il che per me è deleterio.

2° questi fanatici misogini si fanno scudo di una causa dolorosa: quella cioè dei Padri Separati. Il problema è che screditano anche loro. Perché tutti sappiamo che ci sono indubbiamente casi in cui i minori vengono strumentalizzati e “usati” per farsi del male tra ex coniugi. Sappiamo anche, però, che non si tratta solo di questione economica. I padri (anche separati) che vogliono essere presenti per i figli ne hanno per legge la possibilità, a meno che non abbiano manifestato COMPORTAMENTI VIOLENTI di diversa natura. L’affido condiviso, infatti, riguarda più dell’89% delle coppie separate. I “nostri eroi” sostituiscono i dati ISTAT con altri di loro invenzione, creano profili fake (solitamente femminili…ma gioia mia, se mi metti la foto di Kate Bosworth io la riconosco!) per fingere un consenso che non hanno.

3° la campagna diffamatoria è virale, benché per niente furba. Mi spiego meglio: nonostante la presenza di decine e decine di falsi siti, il messaggio veicolato è talmente idiota che è quasi impossibile che la gente non se ne accorga. Non c’è nessuna sottigliezza, intendo: i discorsi d’odio nei confronti delle donne (e delle femministe in particolare) sono talmente chiari che non c’è possibilità di fraintendimento. Queste persone difendono gli stupratori, gli assassini ed i pedofili e lo fanno inframezzando tali nefandezze con immagini di “gattini” o di “paesaggi da sogno”, cui gli sprovveduti accordano il loro “mi piace”. Poi esistono i “travasi” di fans, cioè  l’accorpamento di varie pagine con tematiche totalmente differenti, a cui molti poveracci non si sognano nemmeno di appartenere. Prova ne è che praticamente tutti i profili “veri” che si sono presi la briga di leggere i link e di opporsi come è naturale vengono additati come “nemici, nazifemministe, zerbini (questo insulto è rivolto agli uomini che presentano una psiche normale)” e vengono prontamente bannati.

Ora, poiché l’ufficio stampa di facebook ha fatto sapere che l’apologia di reato non viola la netiquette del Social Network vi invito a segnalare a più non posso pagine e commenti di queste pagine, che definire spregevoli è poco.

Se vi trovaste iscritti vostro malgrado togliete il consenso, se siete in dubbio qui sotto c’è uno specchietto dei principali argomenti delle pagine “incriminate”: mi fido della vostra intelligenza, però, perché davvero basta leggerne poche righe.

EDIT del 24/08/2012:  per approfondire ulteriormente, potete leggere anche questo articolo sulla rivista MarieClaire.

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  1. Ho mandato un mesaggio a 18 contatti di fb che risultano essere iscritti a tale gruppo, una ragazza in chat mi ha detto che non sapeva di essere iscritta… Appena ho letto i post ho visitato il gruppo ed ho capito subito che c’era qualcosa che non andava.
    Ho segnalato la pagina a fb ma francamente non so a cosa possa servire; mi ha stupito il fatto che abbia 450’000 like! E’ proprio vero che molte persone hanno il ‘like facile’ su fb, leggono l’etichetta e non i contenuto. Potenza delle parole.

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  2. a quanto pare hanno escogitato un sistema che permette loro di riavere comunque il tuo like anche se l’hai tolto…è per questo che magari tanta gente che dice si essersi tolta magari è ancora lì.
    ma più di tanto no so. spero solo non si abbassino i riflettori su questa faccenda.

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  3. Piccola correzione: non è L’Espresso, ma epressonline. Magari L’Espresso se ne fosse accorto.

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  4. Leggiti anche il sito di http://www.uomini3000.it” e relativo forum…c’è da schifarsi quando parlano di stupro!

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  5. il link “No alla violenza sulle donne”
    https://www.facebook.com/Noallaviolenzasulledonnevero2
    non funziona adesso; ricordo che a suo tempo funzionava; ora no, essendo una pagina web non trovata rimanda alla pagina home di fb

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  6. Non ti preoccupare Ettore, ma grazie per averlo segnalato: la spiegazione è molto semplice e non c’è nulla di losco sotto. Semplicemente le amministratrici si sono prese un mese di vacanza e, siccome certi individui che non hanno niente di meglio da fare potrebbero fare incursioni mentre loro si godono le meritate vacanze, hanno preferito rendere la pagina non accessibile per tutto il mese. 🙂

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  7. Ho riattivato l’account fb, appena mi danno il permesso di rientrare segnalo.

    Disgraziatamente ho cliccato sul link di uominitremila; non ho letto tutto, ma quello che ho visto è, non so, credo sconcertante e al limite della follia, delirio allo stato puro. Certe cose sono davvero, davvero tristi.

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  8. Ho commentato negativamente un post del Gruppo, e sono stata caricata di miserie e invitata a prendere atto che le donne ammazzano molti più uomini che non il contrario. A questo punto, ho consigliato all’interlocutore di cambiare pusher, dato che quello lo imbroglia! Magicamente, non ho avuto risposta! Forse davvero non prendeva roba buona!

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    • Sono cose come queste che mi fanno sbiellare. Il tentativo di “giustificare” dicendo “anche le donne ammazzano”. Il fatto è che siamo tutti esseri umani, ma per questi assurdi personaggi, noi donne diventiamo tali solo quando fa comodo a loro! E’ tutto un insulto, un giudizio, un infilare il femminismo in atrocità che non hanno nulla a che vedere e, soprattutto, un continuo incolpare e giustificare le violenze subite. Non ho parole sulla permanenza di quella pagina, visto e considerato che oltretutto il 99% delle fonti sono costruite ad arte. Ma ho un dubbio: giorni fa quasi 2000 likes erano stati tolti. La pagina è sparita dalla linea per alcuni minuti e quando è ricomparsa…tà-daaan, i 2000 likes erano ricomparsi per magia…c’è davvero qualcosa che non torna.

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  9. A dire la verità anch’io tempo fa ero iscritta a questa pagina; ma poi leggendo cosa postavano me ne sono resa conto da sola e qualche domanda me la sono posta. Alla fine mi sono cancellata e basta.

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