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Noi madri snaturate – Prima Puntata by Only

Visto che ho parlato spesso e volentieri di maternità, anche in merito ad argomenti spinosi e tentando un punto di vista che si discosti leggermente dal modello propinato quotidianamente dai media, avrete capito che l’argomento mi interessa. Però non sono mamma, quindi qualsiasi cosa io possa scrivere risulterà sempre un pochino artificiosa, o comunque mancherà del beneficio dell’esperienza provata.

Quindi ho chiesto ad Only, la quale mi ha assicurato di avere MOLTO DA DIRE.

Così ecco la “prima puntata” di una riflessione che – spero – si rivelerà fruttuosa ed interessante per tutti.

Venerdì sera ho lasciato Hurricane, età 19 mesi, a casa con sua padre e sono uscita a mangiare una pizza con due amiche.
Se riesco lo faccio almeno una volta a settimana, due chiacchiere con le amiche in cui non facciamo certo ore folli, anzi spesso arrivo anche a casa in tempo per dare la buonanotte a mio figlio eppure…so che nonostante tutto il gran parlare che si fa, nella nostra società, di parità tra i sessi, divisione equa di responsabilità genitoriale ecc…ecc….in soldoni anche io, almeno moralmente, potrei entrare nella definizione (che qui uso con voluto intento ironico) di “madre snaturata“.
Non mi credete? Siete già pronti ad alzarvi in un coro di protesta e dirmi che sono esagerata?
Bene, vi invito a una breve riflessione con la sottoscritta.

In una famiglia nasce un bambino.
Dopo la nascita il papà continua a rimanere iscritto nella sua squadra di Basket, a fare la partita a poker con gli amici il venerdì sera…perché “lavora tanto poverino ed è giusto che si svaghi“, e poi “perché comunque è bravissimo e gli altri giorni della settimana aiuta tanto la sua compagna con il bimbo“.
Questo è il ragionamento che si fa nel stragrande maggioranza dei casi. Non negatelo, è così.
Ragionamento che secondo me è fallace in almeno due punti.
1-Andrebbe un po’ accantonato questo luogo comune che l’uomo LAVORA DI PIU’ della donna.
Oramai quasi nessuna di noi smette di lavorare quando diventa mamma, come facevano nella maggior parte dei casi le nostre, di mamme. Quindi spesso dobbiamo conciliare il lavoro in ufficio con quello a casa, che nel diventare mamme diventa doppiamente gravoso: siamo sempre sicuri che in coppia quello che si fa più il sedere sia l’uomo anche se spesso è quello che porta a casa più soldi?
2-ma perché un uomo che aiuta la sua compagna con il bimbo è stimato come se lo facesse una cosa preziosa e rara?
Nella nostra società è ancora così, non c’è niente da fare, e invece ora, oltre a fare il figlio in due come è sempre stato, si lavora anche in due. Perché tutto quello che fa la mamma é dovere e tutto l’aiuto che dà il papà è grasso che cola, per graziosa e gentile concessione dello stesso?

Ma torniamo a bomba. Dicevamo del papà che, dopo la nascita del pargolo, si tiene i suoi impegni fuori casa. So che molti di voi protesteranno e hanno ragione: oggi molti naschietti  di buona volontà ridimensionano molto i loro impegni appena nasce il futuro o la futura erede.
Quello che mi interessa sottolineare è che, anche se non lo facessero, di sicuro la gente non obietterebbe. I nonni in primis, lo considerano abbastanza normale.
Ma se invece è la mamma a farlo?
Immaginate una donna che ancora con il figlio neonato continua la sua palestra/corso di ricamo/aperitivo con le amiche come se nulla fosse?
Anche se  molti si vergognerebbero ad ammetterlo a voce alta (o almeno lo spero), l’opinione comune rimarrebbe un po’ stranita.
Ma come?? E il piccolo con chi rimane??
Con il papà ,Dei del Cielo, che a parte dare la tetta può fare qualsiasi cosa che fa la mamma con il suo piccolo. Avete mai visto su un pannolino la scritta “only for female users?” Io no, per fortuna.

Il pensiero che ho esposto sopra magari non è dichiarato ai quattro venti, ma subdolamente c’è e si insinua anche nelle povere mamme.
Che si sentono in colpa se una volta ogni morte di papa lasciano il piccolino a casa e si concedono del relax.
Smettetela di sentirvi in colpa!
Uscire ogni tanto, da sole, fa bene all’umore e alla salute: non siete delle madri meno buone se non vi dedicate 24 ore al giorno, 365 giorni alla settimane, al vostro piccolo.
E questo vale anche se lavorate: so che sotto sotto pensate: “ma come, già lo mando al Nido/ lo lascio ai nonni tutto il giorno e dovrei sacrificargli quelle poche ore libere che gli dedico per il mio piacere personale?”
E io vi dico di sì: perché non le state sacrificando a lui, che starà benissimo comunque con gente che gli vuole bene, ma le state sacrificando a voi.
Una mamma che dedica qualche ora a settimana a sé stessa è una mamma più felice e più serena anche nel rapporto con il suo piccolo, lui vi sente più rilassate e felici e da quella grande spugna percettiva che é, è più rilassato anche lui.
Quindi prendete in mano la vostra agenda e dedicate qualche ora del vostro tempo solo a voi stesse, affidando il piccolo alle braccia amorevoli del papà…lasciando a casa, oltre che lui, anche la vostra mania del controllo.
E’ inutile storcere il naso: sotto sotto, siamo certe che noi “certe cose pratiche le facciamo meglio” dei nostri uomini.
Sappiate che il 90% degli uomini usa questa scusa per delegare in toto a voi, perché tanto “se la fanno loro lo fanno nel modo sbagliato”.
Non cadete nella trappola che voi stesse vi preparate!
Pazienza se la prima sera che siete uscite tornerete trovando la cucina non pulita perfettamente come se l’aveste pulita voi, il pigiama messo al contrario e il bimbo con il muso ancora sporco di sugo al pomodoro.
Sorprendentemente, nel 99% dei casi entrambi, sia papà che figlio, saranno ancora vivi e vegeti al vostro rientro a casa. E si saranno divertiti un mondo, credete a me.
Sapete poi la cosa figa di tutto questo?
Che il papà poi vedrà che il figlio e la figlia, che da solo con loro si è divertito, diventerà meno mammone cercandolo anche quando c’è la mamma in giro.
Surprise!
La cosa è molto gratificante per i maschietti che ripeteranno quindi volentieri l’esperimento di baby sitting…sempre che voi stiate state brave a non fargli pesare il pigiama al contrario, è ovvio!

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  1. Sacrosanto. Eppure – incredibilmente – il pregiudizio della “buona madre” come colei che si sacrifica in tutto e per tutto è difficile da sradicare. Sto leggendo un libro interessante, di Michela Murgia e di cui parlerò più diffusamente, che si intitola “Ave Mary”, in cui l’autrice riflette su come la cultura cattolica abbia forgiato la figura femminile. E’ terribile da leggere eppure verissimo.
    Il Sacrificio spetta alla Donna, perché siamo figlie di Eva. E quel belinone di Adamo ha peccato solo per ingenuità, capito? Interpretazione delle Scritture ad uso e consumo di pochi stronzi, che hanno poi sradicato il messaggio primario della Bibbia e della religione in sé. Tsk.
    ‘Somma, se ti senti in colpa da uscire la sera è per via della Mela. XD

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  2. diciamo che il problema è sempre quello: voi donne vi fate la lotta tra di voi e date diritto agli uomini, e alla società in generale, di etichettarvi come meglio può. Le prime a vantare mariti lavoratori sono le mogli stesse; le prime a fargli passare ogni capriccio al proprio uomo (il calcetto, il basket, la birra al bar con gli amici, etc..) siete voi stesse; le prime a dar della “madre snaturata” ad un’altra donna siete voi.. magari a una ragazza che non vi sta simpatica, o ad una che rivendica il diritto di essere donna, oltre che madre. E’ lo stesso discorso che facevo l’altra volta: se voi donne la smetteste di darvi, per esempio, della txrxoxixax a vicenda, ancor prima degli uomini, magari questo circolo vizioso può ridimensionarsi! 🙂

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    • Hai ragione da vendere. Infatti il mio non voleva essere affatto un attacco ai maschietti anzi…i papà di adesso sono, per certi versi, papà “migliori” dei nostri. Sicuramente sono ,nella maggior parte dei casi, più partecipi alla vita del piccolo/a sin dai primissimi giorni mentre, ai tempi dei nostri padri, quella era una sfera completamente femminile.
      Oggi tutti i miei amici papà cambiano tranquillamente i pannolini, cosa che mio padre , classe 1940, non avrebbe fatto per sogno.
      L’articolo era rivolto soprattutto a noi donne che, per condizionamenti sociali (spesso creati e alimentati dalla parte femminile di essa, oh yesss) che facciamo fatica a sradicare, ci colpevolezziamo ancora molto facilmente se deleghiamo ad altri una parte delle cure genitoriali.
      E siccome oggi la maggior parte di noi lavora anche, questo ci costringe molte volte ad essere delle vere e proprie “wonder women” che annullano loro stesse per essere mogli e madri perfette nonché presenti e attive sul posto di lavoro.

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      • mio papà, che è del 1955, mai cambiato un pannolino e a stento mi teneva in braccio! mia madre era ed è tutt’ora wonderwoman! certe volte è stanca e si ritrova a lamentarsi ma purtroppo le rispondo che alla fine è colpa sua se si ritrova ad essere l’eroina della casa -_-

      • Veramente più che colpa sua è colpa della cultura in cui anche tua madre è cresciuta e che tutti e tutte abbiamo interiorizzato. Il “mito della brava madre” è una prigione incredibile, soprattutto perchè solleva i padri da qualsiasi responsabilità e pretende di identificare l’essere donna con la maternità. Allucinante.

  3. ho scritto in un italiano penoso! ma scrivo “di getto”! XD

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  4. Guarda, per me rientra nella categoria “TR…” chiunque faccia qualcosa che non va a genio agli uomini. Quindi penso che un po’ TR… dovremmeo esserlo tutte. Ti basta? 😀

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  5. TIZIANA TUPPUTI

    Only.. sei una grande… inutile ribadirlo te lo ripeto spesso anche di persona!!!
    é vero una mamma (ed io lo sono di due bellissimi bambini) deve essere innanzitutto donna, dopo di chè moglie… ed infine mamma!!!! Eh già.. perché anche i mariti hanno bisogno della loro moglie… che non è la mamma dei loro bambini… è la moglie!!! Quindi donne..oltre a concedervi del tempo per voi stesse… concedetevi anche del tempo per stare da sole con i vostri mariti: gli effetti sono sorprendenti!!

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    • va detto che specie nel primo anno di vita del pupo, trovare tempo per sè o per la coppia è difficile ma si può recuperare

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      • Guarda, nulla di quello che ho detto sopra è facile…nel primo anno perchè si sveglia ogni 3 ore se dorme, quando comincia a camminare perchè è sempre in movimento…ecc…ogni anno, almeno nei primi di vita del bimbo, ha il suo perché!
        Proprio per quello, perché essere genitore non è solo bellissimo ma anche faticosissimo, può essere annullante. Per quello secondo me è importante, oltre la stanchezza che spesso ci assale, cercare di esserci un po’ anche per noi stessi.;)
        Magari non è facile, specie nei primi tempi, trovare le forze per un aperitivo, una seduta di massaggi senza pupo o che so io..ma se ci si fa forza poi i benefici sono tali che si è contenti di averlo fatto!
        Per il tempo….se ci si aiuta a vicenda, 1-2 orette a settimana si trovano.:)

    • Brava, del rapporto con il marito volevo appunto parlare in un’altra puntata..mi hai preceduto.;)

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