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Le Stramaledette

Io credo che ci sia una sola, unica cosuccia che fa rimpiangere a una donna di essere donna. No, non si tratta l’aver paura di andare di notte in luoghi isolati, e nemmeno il fatt(acci)o di ricevere stipendi sempre inferiori ai nostri colleghi, battute pesanti se ti metti una maglietta un po’ scollata, o frasi tipo “Sai che c’hai un bel sito te c’hanno mai cliccato sopra?” (CIT!)

No, non ce la prendiamo per quello, siamo abituate. Male, ma siamo abituate.

Il motivo di recriminazione definitivo è dovuto a quei dannatissimi cinque giorni in cui lo strato superficiale del nostro endometrio si sfalda (così, tanto per rompere un po’ gli zebedei!) e a noi tocca sanguinare che neanche un agnello a Pasquetta.

Il termine tecnico è Mestruazioni (perché i romani avevano un forte senso pratico e capivano che il ciclo si ripete una volta al mese), ma tutti hanno un po’ paura a nominarle.

Sono segno di impurità, sapete.

BAVAFFANGULO.

Vorrei sapere chi è stato il Gegno che, oltre a non capire che il ciclo mestruale è una palla di per sé, ci ha messo il Carico da 90 aggiungendoci simpaticissimi particolari come il ritegno nel parlarne, come se fosse una cosa di cui vergognarsi, la dicerìa cretina che durante il  ciclo sia meglio NON lavarsi (e brave furbeee!), che tutto ciò che viene fatto in questi giorni riesce peggio…

Se ci penso, un’accozzaglia di stupidate come le leggende fiorite attorno alle mestruazioni la si trova raramente.

E le antiche credenze non sono nulla, in confronto alle tattiche con cui la modernità cerca di spacciarci le mestruazioni come qualcosa di – non dico desiderabile – ma discretamente ganzo:

1)Le mamme cercano di consolarci dicendoci che sono UTILI perché sono segno di fertilità e salute, perché quando avremo un bambino sarà che si piazzerà e si nutrirà per i primi tempi…ecco, per una cosa che effettivamente ci servirà una volta o due (se siete un po’ conigliette forse anche tre o quattro, ma non sottilizziamo) nella vita dobbiamo patire 50 anni. Dov’è la giustizia, eeeeeh?

2)La pubblicità non ne parliamo. O anzi, sì, parliamone anche se è forse un argomento trito. Volevo solo dire a Lor Signori Pubblicitari che in quei cazzo di giorni io non mi butto giù col paracadute, non faccio ginnastica a corpo libero, non mi metto pantaloni aderenti bianchi, santo iddio.

In quei giorni, che se non l’aveste notato sono QUESTI giorni, io sono incazzata col mondo.

Non mangio, non dormo bene, mi sento gonfia come una zampogna e piango guardando Beautiful.

Va bene? Vaaaa beneeeeeeee?

E se c’è una cosa che mi irrita è quando gli amici maschi/padri/fidanzati/ nonché le Stronze chealoroduranoduegiornitrealmassimoevannoanuotare ti sorridono blandamente e berciano: “Cosa vuoi che siaaaaaaa?”

E’ una rottura di palle, signori e signore. Grossa. Specie con i 40° di Caronte che galoppano.

Per fortuna, poi ci sono le piacevoli eccezioni.

Ho ricevuto il permesso da MarVer di copincollare qui un suo vecchio articolo in merito. Una serie di consigli spassionati per trattare con Noi DAC (Donne Afflitte dal Ciclo). Mi ha fatto sorridere, perciò eccolo:

 

(Dal Blog “La Scopertadell’Acqua calda”)

La Luna fa il suo corso, il lupo ulula, la marea si alza e si abbassa… e la donna ovula. E l’ovulazione presuppone che ad un certo punto inizi a perdere sangue (beh, non è proprio sangue, ma qui non siamo a SuperQuark), ad avere mal di pancia, a piangere e a riempire il bagno di pacchettini viola/verdi/azzurri.

Gli assorbenti, questi sconosciuti.

Non è tutto: ad un certo punto del mese qualsiasi cosa Vagabondo dica suona inspiegabilmente odioso alle orecchie di Lilli, lei è nervosa, lui si irrigidisce e risolve tutto con un “tanto quando c’hai le tue cose non ti si può parlare!” che non è che la manda in bestia, no, la fa diventare una specie di Godzilla incrociata con King Kong che spaccherebbe tutto a testate.

Ora, se sei un uomo, probabilmente pensi che le mestruazioni non siano affare tuo e lanci nell’etere il più liberatorio dei “chissenefrega”. Ma se sei un uomo “accompagnato” è meglio che continui a leggere, perché le mestruazioni sono anche affar tuo. Ossì.

CLICK CLICK CLICK (tre giri di serratura affinché non ti venga in mente di scappare. Ora respira. Non è un incubo, puoi andare alla riga sotto.)

COME USCIRE INDENNI DAL CICLO DIABOLICO.

FASE 1 – Comprensione del problema.

Ok, figliolo, già meriti una nota di plauso per essere arrivato fin qui. Vuol dire che in qualche modo tieni a capire la ragazza che hai vicino, cosa non semplice dato che si parla di qualcosa che a te, fisicamente, non accadrà mai (Alè-oooh! Alè-oooh!). Tuttavia un briciolo di immedesimazione potrebbe darti una mano a capire comemai LEI si è incazzata perché hai detto che oggi era un po’ nuvoloso. Non essendo a SuperQuark, non ti darò delucidazioni mediche su quanto avviene, ma mi limiterò agli effetti, quindi immagina:

FISICAMENTE –  ad un certo punto è come se volessi far pipì e non potessi farla. La pancia ti viene presa a morsi dall’interno da un criceto idrofobo. A volte, il criceto bastardo si sposta ai reni. Ti fa male la testa oppure ti senti debole come se avessi l’influenza. La faccia ti si riempie di brufoli, ti vengono le occhiaie e la forfora. Ti fanno male anche i pettorali. In generale è come se fossero pesantissimi. E per di più a volte ti prende un po’ di nausea.

A questo aggiungi:

MORALMENTE – hai presente quando ti cazziano pesantemente sul lavoro? Immagina che l’abbiano fatto. Lo stesso giorno in cui ti sentivi poco bene. Inoltre la tua squadra del cuore ha perso. E anche i tre soldi che avevi giocato in borsa sono andati in fumo. Ah, hai anche pestato una cacca. Questo è lo stato d’animo di una donna mestruata. E pensa che questa vaga tristezza inizia circa una settimana prima, per le più sfigate.

Ma non è mica finita.

Immagina di avere una voglia di fare sesso da non poterne più, ma…ahi ahi non si può, perché proprio da lì ti esce una specie di schifezza appiccicosa e non troppo profumata. A letto, l’unica cosa che puoi fare è farti accarezzare un po’ da sopra i vestiti, poi basta, stop, a dormireee.

Questo è il quadro. E vorrei aggiungere – in ultima analisi – che nella situazione qui sopra TE ti volteresti dall’altra parte perché stai male, ma loro no.  Loro “come possono” un po’ di sesso te lo fanno fare lo stesso, anche se per loro il piacere è rimandato. (Lo ammetto, questa mi è stata suggerita, non è farina del mio sacco).

FASE 2 – Campo d’azione

Se sei riuscito ad immedesimarti davvero, spero che sarai leggermente più ammorbidito nei confronti di Lilli. Forse arrivi addirittura a capire se lei ti ha tirato dietro lo straccio quando hai zampettato con le scarpe da calcetto sporche di fango sul pavimento che aveva appena lustrato. Comunque siamo qui a domandarci se c’è un modo sicuro per non farci tirare i piatti. La risposta è NO. Ma ci sono modi per farla sentire meglio e – udite udite – non sono nemmeno niente di speciale.

1)      Falle qualche complimento. Probabilmente è pallida come un fantasma, coi brufoli e le occhiaie, come dicevamo…ma già ci pensa lo specchio a farla sentire uno straccio, non serve che ti ci metta anche tu. Quindi no a frasi tipo: “Mio dio che faccia da cadavere”, o “ma te li sei lavati i capelli?” e ben vengano le cosiddette “menzognette utili” del tipo: “Sì, hai due o tre brufoli, ma non ti preoccupare tesoro, non si notano tanto.”

2)      Mettiti in testa che in questi giorni è molto volubile. Più del solito. Potrebbe dirti che vuole andare a comprare la vernice gialla per la cucina e, appena acquistata, mettersi a piangere perché la voleva azzurra ED E’ TUTTA COLPA TUA che non gliel’hai ricordato.Armati di santa pazienza, conta fino a dieci e cerca di sdrammatizzare (ancora meglio…torna indietro e comprale quella cavolo di vernice azzurra).

3)      Coccolala!!! Hei tu, non fare quella faccia. Ti piace o non ti piace, quando non ti senti bene, che qualcuno si prenda cura di te? Per lei è lo stesso. E siccome non ti vengono richiesti cioccolatini e gioielli, ma qualche bacio o carezza in più ti puoi pure sforzare. Hop hop.

4)      Evita di accusarla di fare la vittima. No, neanche se dice di avere la pressione bassa e la mattina non vuole alzarsi dal letto. Siccome a te non capita, ringrazia la buona stella e incoraggiala.

5)      Tirale su il morale, o almeno provaci. Sì che sei capace. Mica devi metterti il naso da clown. Solo, prova a sembrare di buon umore. Con un po’ di buona fortuna magari lo diventi davvero, di buon umore, ed è già tanto. Se proprio vedi che non tira una buona aria limitati a una quieta tolleranza. Vedrai che il temporale non dura.

6)      Nei momenti di maggior difficoltà fai una lista mentale di tutti i motivi per cui ci stai insieme: di solito viene fuori che ha un sacco di qualità che ti piacciono parecchio. Quindi… sopporta. Non avrai una medaglia alla fine, ma ne sarai venuto fuori con onore.

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