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State lontani da…”Piccoli limoni gialli” by Only

Giornata di recensioni, oggi! Only ce ne presenta una…negativa, negativissima. Una vera e propria stroncatura. E non sarà l’ultima, dato ciò che sto leggendo io…che dire? Anche queste sono utili. Buona lettura!

Di solito ho un buon feeling con gli scrittori svedesi, scrivono dei buoni gialli con delle punte di vera eccellenza.
E se ve lo state chiedendo no, non sto parlando di Stieg Larsson e della sua Millenium Trilogy: prima o poi vi parlerò di nomi meno noti ma secondo me altrettanto, se non più, validi.
Tornando a bomba, fidandomi della bontà della scrittura svedese e delle buone recensioni che lo accompagnavano ho comprato a scatola chiusa il libro della scrittrice Ingemarsson Kajsa “Piccoli Limoni gialli”: non era propriamente il mio genere, ma sembrava carino ed era stato un best seller non solo in Svezia ma anche nel resto d’Europa. Era insomma pronta a una lettura quantomeno gradevole e di svago, non chiedevo altro.
Che profonda delusione! Era da tanto che non mi annoiavo così su un libro e l’ho finito solo per…poterlo recensire in tutta la sua bruttezza!


Due parole sulla trama, scontata ahinoi nel suo sviluppo come nel suo esordio: la giovane Agnes, che lavora come maitre in uno dei ristoranti più in voga di Stoccolma, in poche ore vede la sua vita completamente ribaltata. Il tentativo di seduzione del suo capo la lascia senza lavoro e la stessa sera il suo fidanzato, chitarrista rock, la abbandona per una corista bionda che ha “gli occhi più belli” (=una taglia di reggiseno in più…) dei suoi.
Agnes si trova così disoccupata e sola, e quando sembra che debba abbandonare i suoi sogni di un lavoro di prestigio nella ristorazione per tornare a fare la semplice cameriera, un vecchio amico le offre un’opportunità da cogliere al volo: l’apertura di un nuovo ristorante nel cuore di Stoccolma, un piccolo angolo di Mediterraneo che sarà proprio Agnes a suggerire di chiamare “Piccolo Limoni Gialli”.

La quarta di copertina del libro si chiede con falsa trepidazione se Agnes riuscirà a trovare la sua nuova strada e magari anche l’amore, ma è una domanda retorica nel vero senso della parola in quanto non c’è un momento, da pagina 20 in poi, in cui il lettore abbia il minimo dubbio che ciò accada.
Come se non bastasse una trama noiosa e scontata, la scrittrice affianca Agnes a una carrellata di personaggi piatti come lei, talmente insulsi da risultare antipatici.
Non c’è  un vero approfondimento psicologico di nessuno di loro: sembrano buttati lì, un po’ a caso, perché ora che si era iniziato stò benedetto libro andava pur portato avanti in qualche modo.
La scrittrice tenta di affibbiare loro qualche dramma, giusto per vivacizzare un po’ la scena, ma non riesce proprio a far emergere i problemi dalla pagina. Il lettore non sente nessun moto di solidarietà nei loro confronti, anzi è talmente annoiato da pensare che un po’ si meritino tutto quello che sta accadendo loro.
Un esempio eclatante  di quanto vi sono dicendo sono proprio le prime pagine della lettura: Agnes subisce un vero e proprio tentativo di stupro, altroché, mica avances un po’ pesanti dal suo capo come ci danno a intendere.
O almeno, come lo chiamereste voi donne se vi buttassero contro un muro, vi strappassero i vestiti di dosso e non riuscissero a violentarvi solo perché per difendervi afferrate una bottiglia di vino, pronte a usarla come arma contro il vostro aggressore?
C’è da rimanerne traumatizzate, invece Agnes  ci passa sopra come se le succedesse tutti i giorni: non so voi, ma io come donna trovo inverosimile che ciò non le causi neanche una notte insonne.
Dopo un esordio così grottesco,  che mi ha fatto subito storcere il naso, il libro prosegue peggio.
Nel tentativo estremo di salvare il salvabile, c’è un presunto colpo di scena che dovrebbe animare la seconda parte del libro: non ve lo svelo nel caso abbiate la malaugurata idea di leggerlo, ma scommettiamo che anche voi come me mangiate subito la foglia?
Zero attesa, zero pathos. Il nulla più assoluto.
E la storia d’amore che troverà Agnes, promessa sempre dalla quarta di copertina? Irreale, incoerente con quanto ci viene detto nel libro prima e di una noia tale da slogarsi le mascelle a furia di sbadigliare.
Se non sono stata abbastanza chiara, la ritengo una lettura da evitare.

Una risposta »

  1. ho dimenticato di aggiungere che la mia unica consolazione è stata che ho speso pochi euro per l’ebook invece di comprarmi il cartaceo, più caro e che mi avrebbe occupato posto inutile in libreria.;)

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