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I Love Radio Rock

Di tutti i film che ho perso nel 2009, “I Love Radio Rock” è quello che più mi scocciava non aver visto. Non so, ci sono pellicole che sai – a pelle – che ti piaceranno. Vuoi per il titolo, vuoi per il cast…chissà.

Finalmente sono riuscita a recuperarlo (altri 1000 punti a Lui. Che devo fa’? Sta sbancando il jackpot) e me lo sono gustata incredibilmente.

L’impianto narrativo è molto diverso, ma se vi è piaciuto “Almost Famous – Quasi famosi” posso andare sul sicuro scommettendo che anche “I love Radio Rock” entrerà di botto nella vostra classifica dei film preferiti: alcuni elementi con il film di Cameron Crowe, infatti, ci offrono la possibilità di fare un paragone, primo fra tutti il fatto che entrambe le vicende siano vissute attraverso l’esperienza elettrizzante di un adolescente che all’improvviso si ritrova in un mondo fatto di musica, eccessi, libertà.

Siamo in Inghilterra ed è il 1966. In barba alla cosiddetta Swinging London, il paese è ancora in buona parte sprofondato nell’atmosfera conservatrice ed imbalsamata del Secondo Dopoguerra, tanto è vero che le radio ufficiali sono costrette a trasmettere musica classica e possono dedicare al pop-rock non più di 45 minuti al giorno.

Ma la musica scorre sotto la pelle di questa Inghilterra che si sta risvegliando e così fioriscono le radio pirata, che trasmettono dai luoghi più impensati fenomeni come The Who, The Kinks, The Rolling Stones…

Ormeggiata nel mare del Nord c’è una nave speciale. Il proprietario, Quentin (Billy Nighy), accoglie a bordo il diciottenne Carl, suo figlioccio, apparentemente per rimetterlo in carreggiata dopo un anno scolastico non proprio brillante.

Sulla nave ha base la stazione “Radio Rock” con i suoi 8 DJ e una regola ferrea: niente donne a bordo (a parte il secondo sabato di ogni mese) fatto salvo per la cuoca lesbica Felicity. “Radio Rock” trasmette 24 ore al giorno, per la felicità dell’Inghilterra più moderna e libera. Nell’ambiente angusto della nave, Carl troverà un po’ di tutto: trasgressione, perle di saggezza, rivalità, un pizzico di follia, ma – soprattutto – un profondissimo senso di amicizia che lo aiuterà a crescere e a superare anche i momenti più difficili dell’esperienza.

Intanto nella capitale, il ministro Dormandy (un grandissimo Kenneth Branagh) aiutato dallo scagnozzo Pirlott (Jack Davenport, famoso per la parte del Commodoro Norrington in “Pirati dei Caraibi”) cerca di azzeccare il garbuglio per rendere le trasmissioni rock fuori legge. E per un momento sembra anche che ce la faccia, ma la Nave della libertà è più forte e quando tutto sembra perduto, nonostante un naufragio che potrebbe essere fatale, la musica trionferà.

Il film è reso indimenticabile dalla galleria di assurdi personaggi che lo popolano. Carl fa conoscenza infatti con “Il Conte” (Philp Seymour Hoffman. Devo aggiungere altro?), DJ proveniente dagli USA e punta di diamante della radio, almeno fino all’arrivo di Gavin – detto “Il Duca” – (Rhys Ifans) lo speaker più bravo di Inghilterra. Tra i due si innesca una sottile rivalità, che si rifletterà poi sui rapporti con gli  altri, tra cui “Doctor” Dave, Simon il DJ del mattino, “Midnight Mark” ovvero una specie di Jim Morrison della radio, che fa impazzire le ragazzine rimanendo in silenzio al microfono (!!!) e Bob, il “Tessitore d’Alba”, che trasmette dalle tre alle sei del mattino.

Il film è – come Quasi Famosi – un immenso omaggio alla musica del periodo ma anche una commedia di spirito british davvero godibile e, insieme, un romanzo di formazione (un po’ sui generis, lo ammetto, ma tant’è).

I dialoghi sono agili, spesso brillanti, con alcune battute fulminanti. Le caratterizzazioni dei personaggi  sono sopra le righe. Quando si dice “un cast in stato di grazia” c’è un perché..

Infine, anzi, last but not least, è da notare una ricostruzione vintage da urlo, con abiti colorati, acconciature, automobili di un’epoca che è rimasta nel cuore di tutti coloro che l’hanno vissuta e che persiste nell’immaginario di noi che siamo un po’ più giovani, ma che avremmo tanto voluto esserci.

Per me, un film da 10 e lode, perciò – se vi manca – mettetelo in cima alla lista delle pellicole da recuperare assolutamente!

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  1. semplicemente fantastico! non ho potuto fare a meno di guardarlo e riguardarlo, risultato? ogni volta che mi reco al porto della mia città e vedo una barca malconcia tento di salirvi per farne la sede di una stazione radio pirata! Yeah

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