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Baci segreti e lettere d’amore, di Rowan Coleman

Ancora una volta un titolo italiano stupido rischiava di farmi perdere una lettura deliziosa. Grrr.

E ancora una volta devo ringraziare la “Pusher”, Only, per aver insistito ed avermi prestato questo gioiellino, edito dalla Newton Compton, che in originale si chiama The Happy Home of Broken Hearts ovvero – più o meno – “La casa felice dei cuori infranti”.

Devo dire che un ossimoro così su una copertina mi avrebbe attirata non poco.

Ma passiamo oltre, perché è inutile fare la puntigliosa su un libro che nella sua totalità mi è piaciuto da matti.

Nonostante la copertina, tranquilli, non è un Harmony. No, nemmeno travestito. C’è del rosa, ma definire questo un romanzo rosa è estremamente limitante. Tra me e me l’ho definito “un romanzo arcobaleno” per via delle mille sfumature che, inevitabilmente, finiscono per mettere di buon umore. E il fatto che sia ben scritto aiuta.

Comincia con una tragedia: la vita di Ellen, trentottenne totalmente devota alla famiglia e il cui unico hobby è editare romanzi rosa, è sconvolta dalla morte del marito a causa di un incidente. Né il figlio Charlie, né la sorella Hannah riescono a smuoverla dal suo dolore, finché – dopo un anno – i debiti la costringono ad affittare tre stanze nella sua villa vittoriana. Da quel momento la ruota gira e nella sua vita piombano Allegra, la sua scrittrice prediletta in crisi di ispirazione, Sabine donna d’affari tedesca alle prese con il distacco da un marito fedifrago, e Matt, giornalista ventiseienne che nasconde la propria sensibilità e intelligenza tenendo una rubrica sconcia su un giornale per soli uomini.

Queste nuove conoscenze costringono Ellen a tirare le somme della sua vita e la cosa si rivela più difficile di quanto la donna si fosse mai aspettata. Affetta da agorafobia dopo il lutto subito, la nostra protagonista non esce (quasi) mai di casa durante tutto il dispiegarsi della trama. Il viaggio che affronta è interiore, però ugualmente produttivo.

La tenera amicizia con un uomo molto più giovane (Matt, ovviamente) risveglia non soltanto i suoi sensi, ma anche la donna che era stata prima di sposarsi. Ellen si rende conto che il suo matrimonio è stato totalizzante, al punto di annullare la sua personalità. E che – in fin dei conti – suo marito non era così perfetto come lei lo aveva voluto immaginare.

Come forse avrete già capito, si tratta di un bellissimo percorso di rinascita, infarcito di romanticismo, humor e – tra le righe – anche qualche consiglio “femminista” rivolto a quelle donne che amano troppo (situazione in cui mote di noi sono passate almeno una volta).

Lo stile è lieve, ma frizzante e il testo scorre via che è una favola, però devo dire che la parte del leone è svolta dalla caratterizzazione dei personaggi:

Ellen è una protagonista assai meno scontata di quanto ci si aspetterebbe dalle prime righe. Rinchiusa nel suo dolore, solo col passare del tempo e grazie anche all’amore e all’insistenza del figlio Charlie, riuscirà a capire come le gabbie che la imprigionano siano più di una. E’ una donna dall’aspetto piacevole, ma “normale” (non la solita bellezza divina da Harmony), che si infagotta per nascondersi ancora di più al mondo e, soprattutto, che teme di non valere nulla. Il problema è che a toglierle tutta la fiducia in se stessa è stato proprio il marito che diceva di amarla tanto e che, con la scusa di volerla tenere al sicuro, ha finito per privarla di ogni certezza elementare. Saranno soprattutto l’attrazione verso Matt, lo spirito arguto dell’anziana Allegra e un forte contrasto con la sorella Hannah a restituirle la voglia di vivere la sua vita appieno.

Questa è Rowan Coleman, l’Autrice, ma giuro che dalla descrizione fisica potrebbe essere Ellen. 🙂

 

Matt non è un eroe romantico. E’ un ragazzo carino, troppo giovane per Ellen (eh eh eh) e per di più passa da un letto all’altro scrivendo il giorno dopo articoli sprezzanti sulle sue partners, trattandole come oggetti sessuali e null’altro. Visto così, sembrerebbe un mostro, invece Matt è di una sensibilità rara, che tiene per lo più nascosta. Solo davanti al dolore di Ellen e allo smarrimento di Charlie, però, la sua parte responsabile esce allo scoperto e da allora ci accorgiamo quale miracolo può portare il vero amore.  Matt sarà prezioso nel far riscoprire ad Ellen i piaceri della vita e di un sentimento genuino e privo di costrizioni inutili. Matt le fa capire che non serve affatto annullarsi e che è magnifico stare vicini con tutte le proprie diversità, giorno dopo giorno.

Hannah è la sorella minore di Ellen. Tra le due c’è un rapporto di amore/odio. Ognuna invidia qualcosa che l’altra non ha, ma, col progredire della vicenda, scopriranno di avere in comune molto più di quanto avessero mai pensato. Hannah è una personalità complessa, apparentemente brillante, ma in realtà scavata dal senso di colpa. E’ la figura della donna in carriera che Ellen vede come  “egoista”, perché troppo sicura di sé. E perché – diciamolo – si comporta un po’ come un maschio.

Allegra è l’anziana scrittrice di romanzi rosa che prende residenza a casa di Ellen e finisce per assumerla come assistente. E’ eccentrica ed ha la mentalità molto più aperta rispetto alle altre protagoniste. E’ lei che, per prima, mostra alla vedova che c’è tutto un mondo – là fuori – pronto per essere afferrato. Allegra è acuta, insospettabilmente concreta per essere una che ha legato la propria carriera ad eroine svenevoli, prede del maschio dominante di turno. E’ emancipata e simpatica, con una assurda propensione per il lilla.

Charlie, figlio dodicenne di Ellen, ha dovuto crescere in fretta dopo essere rimasto orfano del padre. Fare i conti con i primi batticuori dell’adolescenza  e con una madre che si rifiuta da un anno di mettere un piede fuori casa è difficile, ma il ragazzino trova la forza nell’affetto della zia Hannah e nella stramba amicizia che intreccia con Matt, che ai suoi occhi fa il “lavoro più figo del mondo”. Tra lui ed Ellen il rapporto iniziale è stretto fino ad essere soffocante ed è per questo che anche lui, come la madre, dovrà lottare per trovare la sua dimensione più congegnale.

Nick. Su di lui devo dire due parole, anche se è il Grande Assente, dato che è il defunto marito di Ellen. All’inizio sembra il compagno che tutte vorrebbero, ma nel corso della vicenda capiamo che è stato solo l’amore cieco della protagonista a dipingerlo così. Si intuisce quasi subito che Nick è stato un marito profondamente egoista, un uomo che non ha mai amato la moglie se non nella misura in cui ha potuto esercitare un controllo su di lei. La dinamica del rapporto che emerge tra le righe è amara, ma molto interessante perché – io credo – sia possibilissimo che accada. E il rendere consapevoli le lettrici di questo è anche un modo dell’autrice per lanciare loro il messaggio clou e cioè che bisogna sempre tenere gli occhi aperti, perché ci sono uomini che con la scusa dell’amore e della possessività rischiano di strapparti l’autostima. Succede quando le storie vanno male, ma anche quando il nostro Lui è un egoista della peggior specie. E alzate la mano, se non avete mai incontrato sulla vostra strada di zitelle uno di questa razza e magari anche un po’ immaturo.  Nick contrasta fortemente con Matt, nonostante il secondo sia giovanissimo e – sulla carta – meno adatto ad Ellen.

Spero di aver reso l’idea di come, attraverso le dinamiche tra i personaggi, questo libro sia ben più di una storiella da leggere sotto l’ombrellone. La Coleman ha saputo creare una commedia di intrecci sullo sfondo di una Londra moderna e spumeggiante e, anche se il teatro principale è la casa adattata a Bed & Breakfast, si evince la cura con cui l’ambiente è ricostruito, rendendo l’insieme più appassionante.

Se dovessi cercare il pelo nell’uovo potrei dire che a volte le riflessioni di Matt mi sono sembrate troppo intelligenti per appartenere ad un maschio poco più che ventenne. Ma poi mi guardo accanto e capisco che non è fantascienza (forse).

Insomma: lettura piacevolissima, da consigliare e straconsigliare alle amiche, che magari vi insulteranno per via del titolo ma poi vi saranno grate!

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  1. sto ancora ridendo per te che dici “Nonostante la copertina, tranquilli, non è un Harmony. No, nemmeno travestito”. ahahah basta, ho le lacrime XD

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  2. Molto, ma molto carino, me lo sono proprio goduto questo romanzo. Posso consigliarti Colazione da Darcy? Tralasciando le copertine che usa la Newton and Compton, l’ho trovato carino anche quello. Mi piacerebbe sapere che ne pensi, poi… ^_^!

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  3. Ammetto che il titolo non mi avrebbe attirata… però è un libro che devo procurarmi e leggere

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