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La mia vita è uno zoo, di Cameron Crowe

Dopo Jerry Maguire ed Elizabethtown, Cameron Crowe ci regala di nuovo una storia di rinascita ed umanità. Non a tutti piace questo regista: c’è chi lo trova troppo buonista, o troppo prolisso. Ed in effetti non tutti i suoi film sono tagliati a puntino (Elizabethtown, che pur mi è piaciuto da matti, per esempio, poteva sicuramente durare qualche minuto in meno).

Io, però, penso sempre che Cameron Crowe è il regista di “Quasi Famosi – Almost Famous” e decido ogni santa volta di andare a vedere i suoi film sulla fiducia.

Per me chi ha diretto “Quasi Famosi” non può essere che un genio.

Devo dire che – in generale – non resto delusa: esco dal cinema col sorriso sulle labbra. Ed è  successo anche stavolta.

La storia vede come protagonista Benjamin Mee (Matt Damon), ex giornalista d’assalto, padre di due figli e fresco vedovo. Incapace di proseguire la propria vita nella casa che l’ha visto felice accanto alla defunta moglie, desiderando una svolta per sé e per i figli, Ben decide di trasferirsi fuori città ed acquista 9 ettari di terreno comprensivi di uno zoo in disarmo.

Pungolato anche dai lavoratori, che non hanno mai smesso di prendersi cura degli animali, Benjamin decide di dedicarsi a rimettere in sesto il Parco Zoologico e ne fa una ragione di vita e di rinascita. Nonostante i problemi col figlio adolescente Dylan (Colin Ford, che le superfans di Supernatural come me apprezzano perché è il nostro adoratissimo “Sam Winchester da bambino”), Ben cerca di risollevarsi mettendo tutto se stesso nel progetto ed affrontando ogni difficoltà con tenacia, entusiasmo ed una buona dose di incoscienza.

Attorno a lui si stringono i collaboratori, prima fra tutte la bella Kelly, che forse – ma è solo un accenno – farà rifiorire anche il suo cuore.

Il film non presenta grandi guizzi, ma è sincero ed emozionante. Come tutte le pellicole dirette da Crowe si fa veicolo di un messaggio positivo – in questo caso l’amore verso il prossimo, che può fare miracoli.

Il cast è azzeccato nella sua totalità. Ritroviamo con un sorriso Patrick Fugit, il protagonista di “Quasi famosi”, apprezziamo la bellezza di Scarlett Johansson (bbbona pure con un trucco leggero, i camicioni da boscaiolo e i capelli sciupati!), la freschezza e la bravura di Elle Fanning (lanciata sule orme della sorella Dakota).

Una nota tenerissima è data dal faccino di Maggie Elizabeth Jones, che interpreta Rosie, la figlia piccola di Ben. Un amore, non si può definire in altro modo.

Per il resto l’avventura scorre via veloce, senza intoppi nella trama e con la colonna sonora dei Sigur Ròs. Si può chiedere di più, per passare una serata all’insegna del relax?

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