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Stupro di Pizzoli. E la Carogna sale.

Post difficilissimo, questo, perché vorrei essere calma e obiettiva, ma so già che non ci riuscirò bene. Leggo stamane sul “Corriere” che l’ex caporale dell’esercito arrestato per lo stupro di Pizzoli ha ottenuto i domiciliari.

Per i pochi che non ricordassero l’accaduto, faccio un riassunto:

A febbraio, nei pressi della discoteca “Guernica”  vicino a L’Aquila, una ragazza è stata trovata dai proprietari del locale svenuta e coperta di sangue. E’ stata picchiata, seviziata, stuprata con un oggetto metallico e lasciata a morire di freddo.

Per fortuna, è stata notata prima che avvenisse il peggio.

Per il reato è stato arrestato un militare che, dopo aver compiuto questa nefandezza, se ne tornava bel bello a bere con gli amici.

La ragazza ha subito alcuni interventi ed ha avuto solo tre mesi per cercare di riaversi.

Ora, che il giudice sarebbe stato libero di concedere i domiciliari ai presunti stupratori era notizia triste, ma già nota alcuni mesi fa. Un colpo pazzesco alle vittime, ma siamo in Italia ed occorre non rassegnarsi e continuare a protestare.

Ovviamente mi capita di leggere i commenti ai vari articoli e link. C’è l’indignazione delle donne, come al solito, e ci sono una variegata serie di reazioni maschili. Alcune intelligenti, altre no.

C’è una cosa che mi stupisce sempre – in senso negativo – nei casi di stupro: il garantismo.

Nel senso che, è vero, il nostro sistema legislativo prevede tre gradi di giudizio e si è innocenti fino a prova contraria, tuttavia lo stupro è anche il reato più messo in discussione dell’universo.

SE MUORI, allora forse sì, ti hanno davvero stuprata.

Se per disgrazia ci arrivi viva, in tribunale, non importa in che condizioni, ci sarà sempre – sempre, cazzo! – qualcuno che insinuerà che foooorse, fooooorse eri consenziente. Che volevi trasgredire e magari poi ti sei vergognata. Che potresti esserti inventata tutto!

Ora. Ci sono stati casi in cui la violenza non c’è stata. Ma quanti saranno su un milione?

Ci sono stati anche casi di furto simulato (magari per truffare le assicurazioni), eppure non mi risulta che se un malintenzionato ti entra in casa e ruba, la prima cosa che viene in mente agli inquirenti è che tu ti sia inventato tutto.

E’ difficile continuare ad ascoltare e leggere i pensieri della gente sullo stupro. Quel sottile, sotterraneo modo di colpevolizzare sempre e comunque la donna. Di sollevare il maschio (tanto per cambiare) dalla responsabilità di reato. Il non voler vedere che no, non è infermità mentale, è crudeltà. Il non voler ammettere che è un problema di genere e che se anche TU UOMO non lo faresti mai potrebbe riguardarti, perché è parte della tua cultura. E’ qualcosa che ti scorre sotto pelle. E’ il senso di possesso, la mancanza di rispetto e coscienza, l’istinto di voler prevalere in quanto “sesso forte”, che poi tanto forte non è. In germe, è presente in tutti. E poi, grazie a dio, la stragrande maggioranza degli uomini ha un cervello che funziona.

La vittima ha dichiarato che verosimilmente lascerà l’Italia. La capisco, anche se spero non lo faccia. Spero che non ci abbandoni. Perché non è da sola, anche se probabilmente ci si sente, e molto.

Qui di seguito, il link alla lettera aperta di Maria Gabriella Carnieri Moscatelli, presidente dell’associazione nazionale Telefono Rosa.

Nel caso non fosse chiaro il concetto.

»

  1. allo stupratore taglierei il suo “gioiellino” a freddo e se fossi uno della famiglia, andrei da quel giudice e lo prenderei a sprangate. So che non do l’esempio del perfetto cittadino, però lo stato, a cui do soldi attraverso le tasse, non mi tutela, e certi bastardi ritornano per strada mentre una ragazza ha rischiato di morire. Italia di merda e giustizia venduta! poi uno, ditemi se non si deve incazzare. Scusate i toni 🙂

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    • Se non la pensassi come te, probabilmente, non avrei pubblicato questo articolo. Non me ne frega granché di essere politicamente corretta. Questo è un blog personale, non una testata giornalistica e per tanto mi ci posso anche sfogare! XD

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