Feed RSS

La Fredda Luce del Giorno, di Mabrouk El Mechri

Lo so, vi sto bersagliando di recensioni, ma è brutto tempo e per certi argomenti polemici c’è bisogno di un po’ di approfondimento che – causa impegni di lavoro (sì, sembra strano ma nella vita io faccio dell’altro) – in questo momento non riesco ad ottenere.

Ma poi di che vi lamentate? Sto per recensire l’ultimo capolavoro (ehmmm) del nostro nuovo eletto Attore Patrono e voi avete anche da ridire?

Henry perdonali, perché non sanno quello che fanno.

Ma andiamo al dunque e attenzione, perché questo articolo contiene spoiler che possono rovinare la suspence. Ehm…vabbe’.

 

Partiamo dalla locandina e dal titolo. Per tutto il film mi sono chiesta cosa volesse dire “La fredda luce del giorno” per una pellicola che si svolge quasi totalmente di notte o dentro locali con luci allucinogene. Poi ho scoperto che è la traduzione letterale di un modo di dire inglese che significa più o meno “A mente fredda”. Esticazzi. Sì, perché il regista/sceneggiatore ha voluto evidentemente giocare sul contrasto, dato che il nostro protagonista non avrà praticamente il tempo di pensare nulla.

FIQUO!

La locandina mostra il secondo punto fallace: Bruce Willis. Avendolo piazzato in pole position sul manifesto si pensa di andare a vedere un film con Bruce Willis, invece sappiate che l’eroe di Armageddon è poco più di una comparsa (e meno male perché aveva il personaggio di padre antipatico. E la sua uscita di scena non è telefonata, di più. Insomma: cosa succede quando un padre che ti ha sempre sputato addosso all’improvviso ti dice “Sei un figlio meraviglioso”? Fate due più due.)

Ma sono andata al cine per vedere Bruce Willis, io? No.

A dire il vero non sono andata nemmeno per vedere un BUON film d’azione. Per me poteva essere anche un documentario sulla Sagra della Pannocchia. Potevano togliere l’audio. Potevano montare cinque ore di immagini varie di Henry con in sottofondo l’Aria sulla Quarta Corda di Bach. Era lo stesso.

Sì dà il caso che siano stati così buoni da metterci anche una trama. Perciò, per tutti coloro a cui di Henry Cavill non frega nulla, proverò a raccontare il film il più obiettivamente possibile (non prometto niente).

Dunque, si parte con il giovane William Shaw che raggiunge la famiglia in Spagna dall’America per una breve vacanza che lo aiuti a rilassarsi, dato che la sua compagnia sta miseramente fallendo. Fin da subito capiamo che faceva meglio a restare a casa, in quanto il padre (Bruce Willis) non trova di meglio che offenderlo su più fronti, mentre madre, fratello e fidanzata del fratello (che appena lo vede sicuramente capisce di aver sbagliato tutto nella vita) assistono impotenti a queste schermaglie psicologiche. Esacerbato dall’ennesimo litigio, il nostro si allontana dalla barca, dove tutti sono riuniti per una simpatica gita, e porta le sue grazie in città per qualche ora. Peccato che al ritorno non trovi più nessuno.

La polizia non lo aiuta  – anzi – tenta di consegnarlo a nonsisabenechi e, proprio quando cala il buio, suo padre si rifa vivo giusto per annunciargli che no, lui non è un organizzatore di eventi ma un’agente della CIA. Tutta la famiglia Shaw è stata rapita, affinché l’Intelligence riconsegnasse una valigetta sottratta dal personaggio di Willis pochi giorni prima e ci sono solo 21 ore di tempo per restituirla. Peccato che Willis dica la fatidica frase del figlio meraviglioso, il che lo condanna automaticamente, lo sappiamo tutti.

E infatti Will si trova da solo, in un paese straniero, col cellulare del padre come unico indizio per poter risolvere l’ingarbugliata situazione. In questo casino farà conoscenza con una ragazza carina (non fate quella faccia, si rivelerà sua sorella) che gli darà una mano, ma dovrà vedersela con una Sigourney Weaver incazzata, nei panni di un’agente della CIA che fa il doppiogioco, col Mossad e…per farvela breve prenderà botte da tutte le parti, ma alla fine riuscirà a sfangarla.

Ora, siamo onesti: sto film non è granché. Il protagonista è talmente sfortunato che invece di Will Shaw di cognome poteva fare tranquillamente Coyote e nessuno avrebbe visto la differenza. Lo menano i cosiddetti amici di suo padre, lo menano i nemici, ad un certo punto hai l’impressione che qualunque sconosciuto che passava di lì gli allungasse un ficcone per sport.

Ma lui, come Ercolino Sempreinpiedi, resiste a botte e pallottole (d’altronde è figlio di Bruce!), zoppica, ma si lancia dai palazzi di Madrid legato a un cavo della tv, gli sparano ad un rene e dopo due secondi è già a correre. E come corre! Credo abbia preso lezioni da Bolt. (il che torna a suo favore, perché trasmette davvero la voglia di scappare, dato che è ridicolo che negli altri film d’azione quando gli eroi scappano corrano in modo che anche un bambino di cinque anni li supererebbe).

Insomma, la cosa dell’”uomo comune” che viene coinvolto in una situazione più grande di lui è abbastanza riuscita solo per il fatto che per tutto il tempo Cavill ha l’aria da “Machecazzodisfigahoooooo?”, che è un po’ quello che avremmo pensato tutti noi nei suoi panni.

Sconcertante è anche il personaggio della “pupa”, Lucia, interpretato da Verònica Echegui. Io me la immagino, sta povera Crista, che esulta per aver ottenuto la parte e festeggia pensando a tutti gli sbaciucchiamenti che potrà scambiare col Figo…e poi si suicida appena legge il copione. Cioè, il Bonazzo più inverecondo degli ultimi dieci anni ti salva la vita e scopri che è tuo fratello… è crudeltà mentale.

Una nota di plauso va a Sigourney, per il tentativo (vano) di rendere la sua Jean Carrack una cattiva di spessore. Ma non si possono fare miracoli, se, dopo un inseguimento automobilistico di tre ore, la sceneggiatura ti costringe a bullarti per una ventina di minuti su quanto sei ganza e spietata, prima di cercare di sparare all’eroe. In tutto quel tempo, con il Mossad in giro, ci sarà pure una pallottola anche per te.

Insomma, se non siete fans di Henry Cavill temo proprio che trovereste questa pellicola più mediocre che divertente, anche se devo dire che ha la sua buona dose di scene spettacolari, sparatorie ed inseguimenti, perciò forse non si colloca proprio sul fondo dell’abisso.

Alle ragazzine (ed ex ragazzine) sbavazzanti, invece, lo consiglio:  il Nostro è figo pure di spalle e, se devo essere onesta, è piuttosto espressivo (il che non era scontato!). Quindi mettiamoci comode e aspettiamo Man of Steel!

PS: QUI  trovate un articolo un po’ più serio del mio…solo che, essendo stato scritto prima dell’uscita del film annovera Bruce Willis tra i protagonisti. Ricordatevelo: il buon Bruce c’è, ma per poco. Se andate al cinema per lui non vale molto la pena!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: