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Film di cui non si sentiva il bisogno 1 – Chronicle, di John Trank

Ebbene, mea culpa.

Ieri sera ho trascinato gli amici a vedere “Chronicle”, anche se avevo avuto pareri discordanti. Il fatto è che mi piacciono i film di argomento fantastico e le premesse (vedere tre ragazzi normali alle prese con grandi poteri e conseguenti grandi responsabilità al di fuori degli schemi precostituiti dalla Marvel) mi sembravano ottime.

Chiedo scusa ai Tre Smandrappati che mi sono portata dietro.

La trama, sulla carta, è interessante. Siamo a Seattle e qui vivono tre studenti all’ultimo anno delle superiori: Andrew è un disagiato sociale con la mamma allo stadio terminale e il padre alcolista che lo pesta come una zampogna; Matt è suo cugino, che –credo – avrebbe dovuto essere il figo della situazione e fallisce miseramente nell’esserlo causa espressione perennemente bovina e citazioni a sproposito di filosofi tedeschi prese pari pari da wikipedia; infine c’è Steve, amico di Matt e membro della squadra di football, che invece sembra l’unico ad avere una vita ed una mentalità – diciamo – normale (e infatti indovinate che fine fa).

I tre si trovano insieme, per una circostanza fortuita, ad un rave organizzato dai compagni di scuola (aaaaaaccccome si divertono bene a Seattle!) e – non si capisce bene come né perché – trovano un buco nel terreno dal quale proviene un boato inquietantissimo. Tutti vispi ci si buttano dentro e trovano un Coso luminescente (Minerale? Animale? Macchina? Non si sa) che li stordisce. E, sempre non si sa bene come né perché, pochi giorni dopo i tre si ritrovano vivi e vegeti a giocherellare con i poteri telecinetici che il Coso ha conferito loro. All’inizio sollevano qualche mattoncino Lego con enorme sforzo, ma, dopo altri due o tre giorni, si tirano le automobili neanche fossero fuscelli.

E fin qui, vabbe’.

Ma ovviamente il Delirio di Onnipotenza è dietro l’angolo e – benché gli amici tentino di porvi un freno – Andrew decide che lui è il Più Meglio e dato che gli altri lo fanno sentire sempre più sfigato, attua la sua vendettina distruggendo la città un po’ qua e un po’ là.

Morale della favola: ecco cosa succede quando dai i poteri a qualcuno che non si chiama Peter Parker.

Film che poteva essere un grande apripista per tutti gli antieroi e invece si arena nella confusione e nelle citazioni, secondo me “Chronicle” non vale i soldi del biglietto.

Di seguito, i dieci motivi per cui NON ANDARE a vedere “Chronicle”:

1)      Le riprese si svolgono in found footage, ovvero con la telecamera a spalla, tipo documentario. Se siete un po’ deboli di stomaco o avete mangiato abbondante (o in tutti e due i casi) preparatevi ad uno sgradevole effetto “vomitino”, anche se mooolto meno che in “Cloverfield” o “The Blair Witch Project”.

Comunque, chi fa film in soggettiva, secondo me dovrebbe stare un paio d’ore a mollo in una vasca di squali.

2)      Il protagonista sembra Di Caprio fatto di crack. Non che reciti male, anzi, ma ha sta faccia alla Jack Dawson DOPO il naufragio…vabbe’.

3)      Avete presente “Akira” di Katsuhiro Otomo (1988)? Chronicles vorrebbe ricordarlo, però Akira è molto meglio.

4)      Avete presente “Carrie, lo sguardo di Satana” (1976)? Chronicles vorrebbe prendere spunto, però Carrie è molto meglio.

5)      Avete presente “Misfits”, recente telefilm su un gruppo di ragazzi con strani poteri che diventano antieroi? Chronicles vorrebbe ricalcarne la forma, ma “Misfits” è molto meglio.

6)      L’unico personaggio approfondito è Andrew, quello che sbrocca. Si danno indicazioni necessarie, del tipo: mamma malata, papà ubriacone e lui disadattato, tanto per non farsi mancare nulla. Motivazioni al Male un po’ più banali no, eh?

7)      Da dove i ragazzi prendano i poteri non si sa bene. Si vede sto Coso sottoterra, ma non è che sia una spiegazione efficace, nemmeno per immagini. Radiazioni? Entità aliena?

8)      Voi se vedeste un buco nel terreno da cui proviene un boato per nulla rassicurante vi ci buttereste dentro o scappereste a gambe levate?

9)      La scena in cui Andrew ha la sua “prima volta” e non riesce a concludere è grottesca. I posteri si chiederanno che cos’è la sostanza grigiastra che il nostro sfoggia sulla giacca dopo che la tipa gli ha urlato quanto le fa schifo. Io, che non sono maliziosa, penso che sia vomito. Ma io non sono maliziosa, appunto.

10)  Il finale dovrebbe essere apocalittico, ma non ce la fa. E Matt che si rifugia in Tibet (cosa se ne fa di rampini uno che può volare?) ti fa sperare solo una cosa: che ci resti. E che non ci sia un seguito!

»

  1. OMG.
    E pensare che mi ispirava.
    Pazienza.

    Rispondi

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