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Non chiamatela Marcia per la Vita!

Sto per scrivere un post molto difficile. Lo faccio con accanto la fotografia del mio nipotino, ricordando ogni momento quanto il dono della vita sia prezioso. Tuttavia non posso tacere davanti ad una delle più grandi dimostrazioni di ipocrisia che si sia tenuta in Italia ultimamente.

Come forse avrete appreso dai telegiornali, ieri a Roma si è tenuta la cosiddetta “Marcia perla Vita”, ovvero una manifestazione indetta dai movimenti contro l’aborto, il cui fine sarebbe – credo – abolire la Legge 194.

Alla marcia hanno aderito entusiasticamente politici, clero, associazioni.

Interessante notare come fosse elevato il numero degli uomini (specie di coloro che per scelta di vita non potranno mai diventare genitori, parlo dei preti), che però non si vedono mai nelle manifestazioni contro la violenza sulle donne…ma sto divagando.

 

Immagine presa da “Un altro genere di comunicazione”

 

Dunque, comincio col dire che scrivo queste cose nonostante io – personalmente – credo che non abortirei. Tuttavia si tratta di una situazione in cui una donna deve trovarsi, prima di sparare stupidaggini. Questo è il mio punto di partenza, per dire che non voglio dare giudizi a vuoto, ma che mi baso su ciò che vedo, ossia una realtà il più possibile oggettiva.

1° L’aborto in Italia è legale, ma è – allo stesso tempo – ostacolato nella stragrande maggioranza dei casi per il fatto che siamo uno stato laico solo a parole. E, nonostante io sia di radice cattolica e rivendichi spesso la libertà di fede, trovo che il rispetto della laicità delle leggi debba essere ferreo. La legge è la legge e la fede è un’altra cosa.

Ciò significa che un ospedale può avere – certo – medici obiettori di coscienza, ma deve avere anche un numero di dottori disposti ad assistere le donne che interrompono volontariamente la gravidanza, altrimenti la Legge  si rivela una enorme presa in giro.

2° Coloro che si dicono così stupidamente a favore della vita, dovrebbero spiegarci “della vita di chi”. Ci si preoccupa tanto del feto, ma mai delle madri e tanto meno dei bambini. Si vogliono impedire gli aborti, ma si sorvola bellamente sui casi di povertà, sulle circostanze del concepimento, sulle eventuali malattie del feto, sulle condizioni in cui versa la madre durante la gravidanza…la voce di una donna conta dunque così poco? Sì, perché siamo incubatrici. L’unico privilegio che ci tocca è partorire e non importa a nessuno in quali condizioni lo facciamo e come vivrà la nostra prole. Soprattutto, ci è negata qualsiasi forma di aiuto dopo il parto, ci si deve arrangiare, perché il welfare è allo stadio minimo, per non parlare della vergogna delle leggi sulle adozioni.

3° Si possono fare tanti discorsi filosofici su quando esattamente inizi la vita, nessuno potrà mai dirlo con assoluta precisione. Una donna che decide di abortire vive un’esperienza non facile, ma nessuno potrà mai dire che è un’assassina e queste esagerazioni sono deplorevoli, nell’ambito di una società che si considera moderna e liberale. Una donna che abortisce non gioca a fare dio, ma è responsabile e consapevole delle proprie possibilità. E, anche se sembra ancora grave scriverlo, a volte, per alcune, abortire è la soluzione migliore.

Perciò per favore, non chiamatela Marcia per la Vita. E’ una marcia per affermare il vostro egoismo, l’assoluta ignoranza dell’argomento che state trattando. Chi è madre di tanti figli, sa che posso avere ragione: essere madre è una scelta, deve essere una scelta d’amore. E vale lo stesso per la paternità, perché l’aborto riguarda il corpo di una donna in primis, ma come non mi stancherò mai di ricordare, i figli si fanno in due.

Insomma, le Legge c’è ed è giusto che la possibilità di scegliere venga concessa a tutte. Chi poi è contraria, sceglierà per sé, ma non dovrebbe mai, in nessun caso, tentare di limitare la libertà altrui.

E – come diceva Forrest Gump – io non ho altro da dire su questa faccenda, ma vi rimando a questo articolo su “Un altro genere di comunicazione”, che può aggiungere qualcosa a quanto io ho già pensato.

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  1. Da lettore di questo bellissimo post, non ho nulla da dire nemmeno io, dacché hai benissimo detto tutto tu.

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  2. Ciao, mi permetto di lasciarti un commento perchè il tema mi sta molto a cuore e perchè penso che i diritti fondamentali dell’uomo devono partire da quelli dei più deboli.

    “ogni donna ha il diritto di gestire il proprio corpo” => questo era il motto delle femministe anni 70′. vorrei fare un analisi di questa frase.

    Ogni donna – Almeno il 50% dei bambini uccisi mediante aborto sono femmine. Evidentemente, questo slogan non vale per tutte queste donne abortite. Se sono parte di ciò che viene definito «ogni donna», indubbiamente non gli stato conferito il diritto di gestire il proprio corpo. Infatti, questo slogan promuove l’élitarismo del potente sul debole piuttosto che l’uguaglianza di tutte le donne. Se tutte le donne abortite potessero ritornare in vita, pensate che sarebbero d’accordo sul fatto che l’aborto sia una pratica che assicura i diritti e l’uguaglianza di tutte le donne?

    ha il diritto – Legalmente parlando, nessuno può reclamare diritti assoluti su altre persone. La vita umana è strutturata in modo tale che molti diritti individuali vengono necessariamente limitati per il bene comune della società. Ad esempio, nessuno ha sul proprio corpo il diritto assoluto di mutilarlo, di distruggerlo mediante l’uso di droga, di commettere suicidio o di mettere in pericolo la vita degli altri. Lo stesso vale per la vita umana all’interno dell’utero. Nessuno ha il diritto di distruggerla.

    di gestire – la «gestione» implica la responsabilità personale. E infatti, ci sono comportamenti sessuali fortemente irresponsabili (ad esempio, la promiscuità) che possono condurre a più gravidanze. L’aborto è così divenuto il mezzo più sbrigativo per poter continuare a condurre uno stile di vita immorale, fondato sull’irresponsabilità nel controllo delle nascite o per fuggire dalle proprie responsabilità personali (il dovere di crescere un figlio).

    il proprio corpo – È stato ampiamente dimostrato che il feto non è una parte del corpo della madre. Egli è una persona indipendente, dotata di un proprio corpo. Ecco perché Daniel Callahan, direttore dell’Institute of Society, Ethics and the Life Sciences ha affermato: «Da un punto di vista genetico e ormonale, e in tutti gli aspetti organici, salvo che per la fonte del suo nutrimento, un feto – e anche un embrione – è separato dalla madre»

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    • a parte il fatto che non credo che un embrione o un feto sia una persona umana come te e me ma so che su questo punto non saremo mai d’accordo. Solo una cosa: è impossibile oltre che ingiusto obbligare una donna a portare avanti una gravidanza non voluta così come sarebbe ingiusto obbligarla ad abortire contro la sua volontà. Io sono pro-choice perchè difendo il diritto di ciascuna persona (intendo chi è già nato) di decidere su qualcosa che avviene dentro il suo corpo, non si può far nascere nessuno contro la volontà di chi ospita dentro di sè il nascituro.
      Io penso questo: il ricorso all’aborto dovrebbe essere essere legale, sicuro e meno frequente possibile. Quella manifestazione mirava a renderlo illegale e non sicuro, mirava a mettere in discussione il diritto all’autodeterminazione del proprio corpo perciò è da rigettare. la legge 194 è, credo, una buona legge ma l’abuso dell’obiezione di coscienza che avviene in Italia è assolutamente deleterio

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  3. Caro Marco, sapevo che questo post avrebbe attirato commenti come il tuo. Io non pretendo di avere la verità in tasca purchè non mi si prenda in giro e – purtroppo – le argomentazioni portate da te, così come dai cosiddetti movimenti pro-life a me sanno di presa in giro, perché sottintendono una sorta di “noi rispettiamo la vita come sacra voi no e chi cavolo siete voi per giudicare”. ma io dico…chi credete di essere VOI.
    Primo: un agglomerato di cellule così come è un feto entro il terzo mese, limite nel quale l’aborto è legale, non è un essere umano formato, con sentimenti e pensieri. Si pensa così spesso a questi agglomerati di cellule, ma mai a quali sono i sentimenti delle madri che fanno la scelta di non portarli alla luce, chissà perché. E chissà perché si fa questa orribile violenza sulla psiche femminile parandosi dietro concetti-scudo come i tuoi, totalmente nel mondo del PENSA SE FOSSE. SE FOSSE, ma non è.
    Dimentichi che una gravidanza dipende totalmente dal corpo femminile, quindi mi spiace, ma il diritto di gestire il proprio corpo c’è eccome.
    La cosa della promiscuità vorrei non commentarla, perché mi sa tanto di retrograda che temo di risultare offensiva…comunque dirò una cosa terra terra: smettete di demonizzare la nostra sessualità e di considerarci o puttane o spose. Smettetela, prima lo fate e meglio è. Noi siamo esattamente come voi, con desideri e bisogni. La “promiscuità” di cui parli non è in se stessa un peccato, se non sotto un aspetto religioso cattolico. Andrò all’inferno? Pazienza, stai tranquillo che non è un problema tuo.
    Infine, la maternità è un dono prezioso e posso capire che il concetto di aborto sia difficilissimo da accettare, specie per quelle donne che non riescono a partorire e lo vorrebbero tanto. Io stessa, come ho detto, non lo farei (per mie ragioni personali), ma non mi permetterei mai di imporre la MIA scelta alle altre (e agli altri). Quindi cercare di farlo, oltretutto tentando di affossare una legge che esiste per la tutela di casi come questi, che è stata studiata apposta e che – se abrogata – riporterebbe agli aborti clandestini fatti da MACELLAI, è un danno sociale. La casistica delle gravidanze è troppo vasta per prendersi il diritto di scegliere per altri ed altre: ad ognuna va lasciata la propria coscienza senza pressioni. Non essere in grado di accettarlo è una violenza, che lo vogliate o meno.

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    • io giudico l’aborto inteso come azione in sè, non le persone che lo praticano a cui va tutta la mia umana compassione. di conseguenza rispetto tutti i pensieri e idee diverse dalla mia, ma io, come tanti altri cristiani, non possiamo stare zitti.

      chi deve decidere quando inizia una vita? una legge? uno scienziato? facciamo dal terzo mese in poi? e perche non 2 e mezzo?… non è questione di fare violenza sulla psiche delle donne, è questione di dire cosa profondamente si crede, che cioè la vita inizia dal concepimento. non ci sono strani complotti per rendere le donne psicolabili.

      nessuno può gestire la vita o morte di un’altra persona (se non pensi che sia una persona un feto di un mese non so cosa farci, però non capisco perchè pensi che noi siamo dei pazzi che vogliono farvi sentire in colpa).

      riguardo alla promiscuità, il riferimento era alla responsabilità delle proprie azioni, non capisco che c’entri la demonizzazione della sessualità, non era questo il punto e io non l’ho fatto. Ho messo l’accento sul fatto che spesso, l’aborto è una scorciatoia per fuggire dai propri errori.

      e infine, nessuno si impone sull’altro, nessuno può obbligare una donna a non abortire. una marcia per la vita non può farlo, te lo assicuro, Non mi torna però il fatto che voi vogliate obbligare dei medici a praticarlo… sembra un controsenso.

      se libertà deve essere, l’obiezione di coscienza è sacrosanta e va rispettata tanto quanto la scelta di abortire.

      è molto semplice il nostro pensiero, poi ovviamente si scontra con la realtà e con i problemi di oggi.

      concludo con un sogno: cancellare tutti gli aborti ed usare risorse e persone che lavorano per questo nell’aiutare le madri con un sostegno concreto a dare la vita. perchè questo non è possibile? perché è meglio abortire, invece di sostenere la vita, nel grembo e soprattutto dopo?

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      • il punto è che capita che le donne che vogliono abortire vengano colpevolizzate, umiliate e chiamate assassine da molti antiabortisti (compresi alcuni che hanno marciato ieri), il punto è che l’abuso dell’obiezione di coscienza molto spesso diventa uno strumento per impedire alle donne che vogliono abortire di usufruire dell’IVG (in certi ospedali i medici obiettori sono la quasi totalità), io penso che l’aborto debba essere legale, sicuro e raro..l’obiezione di coscienza oggi in Italia lo sta rendendo meno garantito meno sicuro, di fatto illegale..certo che è meglio sostenere la vita ma questo non può essere fatto contro la volontà della donna che ospita quella vita dentro di sè, il sostegno di cui parli serve alle donne che non hanno intenzione di abortire o che sono disposte a cambiare idea, se una donna non si persuade e vuole abortire comunque, deve poter abortire in sicurezza.
        Un’ultima cosa, nessuno qua sostiene l’aborto, l’aborto non è nè potrà mai essere un valore “positivo” ma l’autodeterminazione del proprio corpo è un valore positivo per me e intendo anche tutto ciò che avviene dentro il corpo, e se la gravidanza avviene nel corpo di una donna a quella donna spetta l’ultima parola se portare avanti la gravidanza oppure no

  4. E, oltre a quello che ha detto giustamente Paolo, se non smettiamo con sta storia della deresponsabilizzazione, veramente, non riesco a parlare sul serio. Se uno mi mette incinta l’errore è solo mio? Lui non verrebbe nemmeno NOMINATO, se da quel rapporto venisse fuori una gravidanza? (e ti ricordo che al giorno d’oggi per noi donne “promiscue” esistono efficaci contraccettivi. Comunque non è questo il punto.). L’aborto non è una scelta facile, credo. Dico credo, perché penso che ci siano donne cheNON si sentono madri e che devono avere il diritto di NON ESSERLO. E’ tanto difficile da capire? La morale cristiana è solo uno scudo “culturale” dietro cui si nasconde una specie di misoginia. Una marcia non impedisce alle donne di abortire, l’idea che sostiene quella marcia – di fatto – sì. Tanto è vero che l’obiezione di coscienza è stra-abusata. Come ci sono donne che abortiscono immagino esistano medici che non sono obiettori. E’ giusto che quei medici lavorino e aiutino l’interruzione di gravidanza. E’ il loro mestiere. Non si obbligherà un obiettore di coscienza, così come non si deve chiamare assassina una donna che abortisce, per ragioni che sono sicuramente tutte sue e NESSUNO (a parte il suo compagno, se c’è) ha il diritto di metterci becco.
    E, comunque, mi pare proprio che il punto di partenza sia la colpevolizzazione di una donna che resta incinta senza volerlo. La donna che ha “sbagliato”, la donna “promiscua”…mi dispiace, ai miei occhi è ridicolo e Dio non c’entra niente.
    Infine, lungi da me arrogarmi il diritto di decidere quando la vita inizi. Ma perché ve lo arrogate voi?
    Concludo anche io con un sogno: che tutti e tutte possano vivere la scelta d’amore di diventare genitori, o la scelta di responsabilità di non farlo, senza che si erga un tribunale di estranei che pensano di saperne di più. La fede e la spiritualità sono qualcosa di meraviglioso, finché non diventano mezzi per cercare di controllare le coscienze altrui e imporre le proprie ideologie.

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    • dispiace che tu la veda sempre come un attacco al genere femminile…ma questo non lo è.
      la religione cristiana è la religione dell’amore, non dell’imporre la “nostra ideologia” sulle altre persone. se poi qualcuno se ne approffitta non ci posso fare niente se non prendere le distanze.

      Ma tutto questo dire della donna che è colpevole, che è colpa sua, io non l’ho scritto: è la tua visione delle cose. l’uomo è responsabile al 50% perchè sono i suoi atteggiamenti e la sua indifferenza che aumenta e di molto la volontà di una donna di abortire. è responsabile perchè ha il dovere anche lui di assumersi le sue responsabiità di genitore al pari della donna. il punto di partenza è la difesa della vita,la difesa del più debole, non la donna colpevolizzata del fatto di rimanere incinta. continuerò a ripeterlo all’infinito.

      non me lo arrogo io il diritto di dire quando inizia la vita, ma nel dubbio è meglio essere conservativi…questo vale per tante altre cose. Comunque basterebbe ascoltare cosa ha da dire Maria (ogni tanto parla agli uomini per guidarli a suo figlio, da circa 2 secoli con costanza)

      è questo “NESSUNO ha il diritto di metterci becco”, che non potrò mai accettare. non lo posso impedire un aborto, ma non puoi impedirmi di dire che sta facendo un errore madornale, esprimendo la mia libertà di pensiero.

      ovviamente la fede non deve sfociare nell’estremismo, ma non credo che questa marcia sia stata estremista. si cerca di difendere la vita in tutte le sue forme.

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      • E allora, penso che tu possa smettere di mascherare la tua idea dietro l’ideologia cristiana. Perché Cristo era, prima di tutto , portatore di comprensione e compassione. Lo prendo come un attacco al genere femminile, perché – anche se sotto alcuni aspetti una persona può non rendersene conto – lo è. Promuovere l’abrogazione di una legge che impedisca di interrompere in tutta sicurezza per la salute un processo che avviene completamente all’interno del corpo femminile è una limitazione della libertà troppo forte per poter tacere. Se lo si fa ponendo come argomentazioni che le donne che abortiscono sono quelle “irresponsabili”, diventa un insulto, primo perché non è vero e secondo perché sottintende una cultura del femminile che è ancora quella di cento anni fa. Infine, qui nessuno dice che abortire sia una scelta fantastica. Se ci fosse un welfare adeguato, se la responsabilità genitoriale fosse veramente condivisa, se l’idea della donna smettesse di essere determinata dalla capacità o meno come madre, tutti siamo certi che il mondo andrebbe meglio. Non è ancora così, purtroppo.

      • non capisco allora perche non bisogna lottare per un mondo cosi… è proprio questo il punto.

        è la definizione di libertà che ci differenzia: tu intendi la libertà come il fare quello che si vuole (del proprio corpo, delle proprie passioni, dei propri istinti…ci sarebbero infiniti esempi non legati all’aborto),
        io come fare quello che è giusto. La libertà va usata per fare il bene, non per fare il male; e visto che tu hai citato Cristo, una postilla:

        Cristo non era un portatore di compassione e di comprensione, un errore molto diffuso. Cristo è Via, Verità e Vita. Tutto gira nell’ottica di Cristo per un cristiano. Cristo giustificherebbe l’aborto? Colui che ha dato la propria vita perchè altri vivano? tutti i cristiani dovrebbero chiederselo e sapranno quale è la risposta, a prescindere dall’amore che Cristo ha per tutti noi. Cristo ama tutti: gli stupratori, gli assassini, gli omicidi, etc, etc, ma questo non gli impedisce e non ci impedisce di dire quali sono gli atteggiamenti sbagliati degli esseri umani. Si condanna il comportamento, non la persona.

        la discussione va al di là dell’aborto: è nella concezione stessa del nostro modo di vivere. o si vive per se stessi o si vive per gli altri, credo che è questo che un uomo o donna deve scegliere. Cristo ci ha indicato una Via, la sua Via. sta a noi scegliere di imboccarla oppure no: in questo siamo liberi di scegliere, accettando le conseguenze delle nostre azioni.

      • Beh, Marco, ti sei risposto da solo. Se tu sei ciecamente convinto di essere nel giusto ti lascio con la tua convinzione.
        Se TU ritieni che una donna debba sacrificare se stessa in tutto il suo essere per stare a posto con la TUA coscienza, non vedo che cosa stiamo qui a discutere. Per me non è così. Per me è molto più importante l’attenzione alle persone nelle mille sfaccettature della loro esistenza e non regole imposte da chi certe cose nemmeno le proverà mai. Quella che tu chiami giustizia, per me è solo una limitazione di libertà personali mascherata da buonismo (e per me è una buona dose di estremismo religioso). Ancora torno a dire: la fede è una cosa, la legge è un’altra. Per fortuna siamo in uno stato che dovrebbe essere laico.
        Una postilla su Cristo, visto che ci tieni: di tutta la visione della donna a cui il cattolicesimo ci costringe, Cristo non ha detto proprio nulla. Perciò non cuciamogli addosso atteggiamenti, o parole, che sono nostri e non Suoi. Lo dico col massimo rispetto per la Sua figura, divina o meno. Le cose fatte e pensate in nome di Cristo meglio che avvengano all’interno del proprio cuore, visto che spesso e volentieri viene usato il Suo nome per seguire la PROPRIA unica visione della vita e spacciarla come Sua volontà. Non prendiamoci più in giro.

      • dare la vita è la cosa più bella che ci sia, avete un dono incredibile.
        qualsiasi cosa bella nella vita si ottiene sacrificando e lottando; il sacrificio non è cosi negativo come lo disegni tu.

        che Cristo non abbia detto nulla sulla donna, ho qualche dubbio e notevoli prove 🙂
        e che Cristo abbia detto di tenersi nel proprio cuore queste cose, bhe, questo è semplicemente non vero, basta leggere qui sotto (Matteo 5, 14-16)

        “Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte, né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli.”

        potrei citarti centinaia di righe del vangelo in cui afferma tutto l’opposto, dal farsi servo per gli altri, all’aiutare i bisognosi, ad essere fratelli, ad amarsi, a vedere prima se stessi allo specchio invece di giudicare facilmente.

        io non ho nessuna verità in tasca, perchè non è mia la Verità! la verità è una persona: Cristo. e da Cristiano non posso fare altro che provare, ripeto provare, a seguire il suo insegnamento, sapendo che non sarò mai come lui, ma non rinunciando a provarci. So benissimo che questo è molto difficile e che spesso cado e inciampo.

        ma è inutile continuare a scrivere, ogni volta che leggo una risposta devo rileggere quello che ho scritto per vedere se ho detto quelle cose! perchè ogni volta mi sembra di essere frainteso…probabilmente non so spiegarmi cosi bene.

        se vuoi io sono disposto a parlarne di persona per confrontarci.

  5. tra l’altro la posizione cattolica che è non solo contro l’aborto ma pure contro la contraccezione dimostra che il vero obiettivo non è proteggere il nascituro ma semplicemente controllare la sessualità

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  6. Va be’, Paolo, ma noi seguiamo gli istinti, loro invece sono NEL GIUSTO EBBASTA. Felice di lasciarli lì. 😛

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  7. Beh, Marco purtroppo non penso che tu possa convincermi. Ho un passato da catechista e so benissimo di cosa parlo. E, oltretutto, tu parli come se io nel mio post abbia incoraggiato chissà quali comportamenti a tuo parere non giusti. Io sostengo – e sosterrò sempre – la libertà di scelta. Cristo ha parlato così ai discepoli, persone che lo avevano conosciuto e per i quali il messaggio era ancora “fresco”. Loro stessi, poi, hanno contribuito a filtrarlo attraverso la propria visione. Risultato dopo oltre 2000 anni: la Chiesa attuale è ciò che Cristo era venuto per scardinare. Farsi servo per gli altri può essere anche un ideale bellissimo, peccato che in questo caso non c’entri. Essere madre non deve essere una servitù. E continuare a spacciare la determinazione della donna solo in quanto madre, altrimenti non è completa, è ciò che irrita più di qualsiasi altra cosa. Se chiedi alle madri ti diranno la stessa cosa: essere madre è un dono. Non esserlo non toglie nulla all’individuo donna, se non nelle elucubrazioni religiose vecchie di 2000 anni. E mi dispiace, il messaggio cristiano d’amore sarà sempre attuale. Travisarlo a proprio piacimento (no all’aborto, no alla contraccezione, ma per carità vanno bene i milioni di donne e bambini che muoiono di AIDS in Africa perché vietiamo l’uso dei contraccettivi!!!) è quanto meno una contraddizione in essere. Si parla di movimenti pro-life, per la vita. Ma a quella che è la VITA VERA, con le sue miserie, i suoi casi disperati, non ci pensa nessuno. Complimenti, continuiamo così. Essere la Luce del Mondo è proprio un’altra cosa, secondo me.

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    • Io non posso convincere nessuno, solo Cristo può 🙂

      La fede è quella apostolica, non ci sono fedi personali, altrimenti ognuno seguirebbe se stesso invece di Cristo. la fede è quella dei discepoli che hanno visto Cristo e hanno creduto e lo hanno testimoniato, spesso con il sangue. la fede è quella della Chiesa (Pietro, su di te edificherò la mia Chiesa).

      altrimenti tutto è opinabile e relativo: si chiama secolarizzazione, la nuova ideologia di questo secolo.

      Che poi la Chiesa si sia macchiata di crimini atroci nella sua storia è sotto gli occhi di tutti, ma proprio perchè non ha seguito quello che erano gli insegnamenti di Cristo e degli apostoli che lo hanno seguito. questo però non vanifica il messaggio originale d’amore.

      Essere luce del mondo, significa solo una cosa: testimoniare Cristo e vivere secondo i suoi insegnamenti. e la difesa dell’omicidio non è tra questi…

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      • Siamo ad un empasse. Se mi dici che l’aborto è uguale all’omicidio siamo su due piani diversi, tra loro incomunicabili. Quello che sostieni è per me abominevole, sottintende un oceano di ideologie ed estremismi che mi fa tristezza. I crimini atroci di cui la Chiesa si è macchiata sono sorti proprio dal perpetrare ideologie estreme come quella che porti, spacciandole per Verità di Fede. Grazie al cielo, Nostro Signore ci ha dato anche un cervello ed un cuore per essere critici. Sì, tutto è opinabile e relativo, perché l’immensità di Dio non potrà mai essere circoscritta alla volontà di pochi. Continua pure nel tuo cammino, che ti auguro ti sia lieve. Io continuo volentieri nel mio, perché niente, ma proprio niente potrà mai portarmi a pensare che ci sia qualcosa di meno prezioso della Vita e della libertà di sceglierla.

      • ma è Dio che ci ha dato un modo per non rendere tutto opinabile, che tu contesti.
        ci ha fatto vedere un modo, poi se tu lo rifiuti è una tua libera scelta, nessuno ti obbliga a credere, anche perchè il Dio dell’amore e della libertà non può obbligare nessuno, ma solo proporsi; e tutti i “cristiani presunti” che in passato o adesso violano questa libertà non fanno quello che Cristo gli ha insegnato.

        Dispiace che tu pensi che io sia un estremista ideologico…ma è il prezzo che noi cristiani paghiamo volentieri per portare avanti la nostra fede: discriminati e uccisi in tutto il mondo senza che nessuno se ne accorga o faccia niente…noi europei siamo fortunati.

        io non credo in nessuna ideologia, solo in Cristo e nella fede della Sua Chiesa.
        senza una Chiesa che porta avanti la dottrina apostolica tutto sarebbe moralmente accettabile: la violenza, l’odio, qualsiasi cosa l’uomo usa per suo conto diventa accettabile. dov’è il limite? chi lo decide? tu? io?

        parli di preziosità della Vita, però non consideri un feto una vita con pari diritti rispetto a tutti gli altri.

        la domanda sorge spontanea: cosa è per te un feto? quando inizia a “vivere”?

      • Un feto per me è un agglomerato di cellule che ha in Sè la potenzialità per divenire vita. Tanto è vero che in caso di aborti spontanei neppure la chiesa prescrive un funerale, come mai? E come mai si tiene tanto alla protezione dei feti, ma quando nascono bambini indesiderati li si lascia a se stessi? Come mai non si rispetta la libera scelta di una donna? Mi dispiace, ma le contraddizioni sono troppe e non è un “io seguo Gesù!” a convincere. Riempirsi la bocca di parole come Fede, Amore e Dio è fin troppo facile se si resta sull’ideologia ma tutto crolla con la realtà del mondo che chi si crede tanto fervente non riesce a vedere. Gesù vedeva il mondo e la sua realtà. Disse di non giudicare, perché verremmo giudicati con lo stesso metro. Se ci credi, dovresti farci un pensiero, quando chiami ASSASSINA una donna di cui non sai nulla, se non che sta affrontando un momento difficile, oppure una scelta che non condividi.

  8. PS: la morale UMANA esiste anche senza religione cristiana, fidati. Altrimenti i buddisti si accopperebbero l’un l’altro. 🙂

    Rispondi
    • avevo già spiegato cosa penso, ma evidentemente devo riscrivere:

      si giudica il comportamento, non la persona. per chi abortisce va tutta la mia umana comprensione e compassione perchè capisco bene cosa può provare una donna che fa una tale scelta e non la giudico per questo, l’unico giudice come dici te è Qualcun’altro.

      Detto ciò non posso non condannare l’aborto in sè in quanto è quello che è: una cosa contraria alla vita che Cristo ha difeso strenuamente in tutte le sue forme fino a donarla per la salvezza di tutti.

      “la potenzialità per divenire vita”???
      cito Richard Exley,

      «se basiamo la nostra decisione sulla prevalente retorica abortista, il bambino non nato non è una persona a meno che sia desiderato dalla madre, sia perfettamente sano e privo di alcuna deformità o anormalità. Il problema che si incontra con questo modo di ragionare è che esso è basato sull’opinione soggettiva di un una fazione prevenuta, vale a dire la madre e/o l’abortista. Non solo questo approccio nega al non nato i suoi diritti costituzionali, ma apre anche una scatola di Pandora piena di potenziali abusi»

      perchè noi pensiamo che la vita inizi dal concepimento?
      per tre motivi:
      1)perché è un fatto scientifico che la vita umana inizi alla fecondazione.
      2)perché ogni singolo «indicatore» di individualità non è universalmente applicabile, come la capacità di comunicazione e il livello di coscienza o di abilità. Questi possono essere carenti nel non nato, ma anche in molte altre persone afflitte da handicap o da malattie.
      3) perché la vita umana e l’individualità non possono essere separate.

      l’errore sta nel confondere la personalità con la persona. Siccome il feto non ha una personalità allora non è una persona.
      ma la personalità è un concetto psicologico che deriva da tanti fattori, soprattutto esterni come l’educazione;
      l’individualità è una categoria ontologica (la proprietà e la coscienza di essere).

      L’individualità e l’umanità non sono soggette a sviluppi; sono inerenti. Esse non sono un qualcosa che viene acquisito; sono innate.

      lo zigote-feto non è una vita potenziale in quanto:
      zigote-feto non è una persona potenziale in quanto:

      • è vivo (e non potenzialmente vivo);
      • Ha una natura umana (e non una potenziale natura umana);
      • In ogni stadio di sviluppo esso viene sempre più accuratamente descritto come una persona già dotata di un grande potenziale.

      Lo zigote è già una persona in quanto non può evolvere in qualcosa di diverso; l’essenza della sua individualità esiste già.

      3)

      Rispondi
      • Quindi ogni volta che ho le mestruazioni dovrei disperarmi per i milioni di vite perdute?
        Senti, io non ti voglio offendere, per me la tua ideologia è troppo estrema. Non mi convincerai, quindi puoi evitarti perdite di tempo. Il mio percorso di vita e di fede è diverso dal tuo, appurato questo possiamo anche andare avanti all’infinito, ma se tu metti qualcosa davanti alla libertà di scelta, da parte mia non avrai mai ragione. Se poi cerchi di farlo opponendo una ragione del tutto opinabile (come dicevo, nessuno può definire con chiarezza quando esattamente inizia la vita) anche meno. E ripeto: trovo un controsenso battersi con questa foga per una “scelta di vita” e poi ignorare le migliaia di morti che quelle scelte provocano. L’ipocrisia sta lì.
        Con questo, come hai detto, l’aborto è una scelta spesso dolorosa e PERSONALE. Puoi anche essere critico nei confronti di un simile atto, ma non puoi imporre la tua idea su altri ed altre – per esempio attivandosi per partecipare ad una marcia che ha come scopo riformare una legge in modo che non tenga alcun conto né della volontà popolare né dei bisogni effettivi di tante donne. Vuoi fare qualcosa di davvero buono? Sostieni le ragazze che hanno partorito e sono in difficoltà. Non una legge che – nel migliore dei casi – provocherebbe solo aborti più dolorosi e rischiosi. percorso.

      • mestruazioni? il zigote-feto esiste quando è concepito…

        io come già detto non credo proprio di avere la capacità di convincerti. Ho scritto questo perchè tu sappia il motivo per cui la gente fa una marcia per la vita. non per imporre una propria ideologia, ma per riaffermare che l’aborto è contro la Vita.

        in cina in 20 anni ci sono stati qualcosa come 400 milioni di aborti, all’80% femmine. non so se capisci l’enormità di questo numero. questo è il piu grande genocidio della storia umana, e nessuno ne parla…
        mi preoccupano queste vite, che hanno lo stesso diritto di chi nasce in condizioni di difficoltà

        preferirei una legge che faccia di tutto per offrire alle donne un’alternativa, lasciando la libertà cmq di abortire per evitare quelli clandestini. se la legge fosse fatta bene, pochissime persone abortirebbero. se le donne sapessero che nei prossimi 10 anni lo stato sarà affianco a loro, avrebbero più possibilità.

      • marco per curiosità, cosa pensi dei profilattici e delle pillole anticoncezionali? Non credi che potrebbero evitare tanti aborti?

  9. hanno evitato gli aborti in questi anni? mi sembra che i profilattici siano in vendita nel mondo, cosi come le pillole anticoncenzionali, ma gli aborti sono ancora li.

    le cose si devono valutare alla luce dei fatti, la gente abortisce a prescindere dall’uso dei contraccettivi e per svariati motivi; a volte è anche obbligata ad abortire.

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    • Marco, a me risulta che gli aborti dopo l’approvazione della 194 sono diminuiti in Italia, e che la contraccezione potrebbe evitare molte gravidanze indesiderate mi pare una realtà però non mi hai ancora risposto: avresti qualcosa in contrario a una maggiore informazione sulla contraccezione tramite corsi di educazione sessuale nelle scuole?
      Trovo molto scorretto comunque accostare la situazione cinese (o indiana) a quella italiana e occidentale. nessun pro-choice è favorevole all’abort selettivo in base al sesso del nascituro e tu lo sai benissimo

      Rispondi
  10. La legge che dovrebbe regolare l’aborto come libera scelta e allo stesso tempo incoraggiare le alternative già c’è Quindi non ha senso né cambiarla, né cercare di renderla non operativa con l’abuso dell’obiezione di coscienza. I profilattici e le pillole anticoncezionali non sono in vendita in tutto il mondo e anche se fossero in vendita la maggior parte delle donne non potrebbero permetterseli, perché c’è GIUSTO QUALCUNO che fa ostruzionismo alla diffusione dei metodi anticoncezionali…indovina un po’ chi…
    Poi quando dici:
    “preferirei una legge che faccia di tutto per offrire alle donne un’alternativa, lasciando la libertà cmq di abortire per evitare quelli clandestini. se la legge fosse fatta bene, pochissime persone abortirebbero. se le donne sapessero che nei prossimi 10 anni lo stato sarà affianco a loro, avrebbero più possibilità.”
    posso trovarmi d’accordo con te, ma la libertà di abortire deve essere VERA, non solo nominale (per poi trovarsi davanti a medici che non ti operano, non ti prescrivono la pillola del giorno dopo etc etc etc.). Rispetterei, insomma, coloro che scelgono l’aborto per responsabilità. Non tutte siamo adatte ad essere madri. Non per questo valiamo di meno come esseri umani.

    Rispondi
    • la legge dovrebbe avere come fine ultimo quello di preservare la vita, di difenderla, di evitare che le madri si facciano del male
      (bisognerebbe ascoltare qualche testimonianza di donna che ha abortito per sapere cosa ne pensa…io le ho ascoltate e ti giuro che sono scioccanti, un tale dolore e disperazione così profondo. Poche ne escono fuori da questa spirale di morte)

      dovrebbe essere una legge che difende la vita e la famiglia, che la sostenga.

      i medici fanno quello che ritengono giusto in coscienza, non si può mica obbligarli.

      cmq il problema sta a monte e non nella legge, ma in che valore si da al feto.
      se uno lo considera una vita, non penserebbe mai ad abortire.

      Rispondi
      • Ariecchice. Anche io ho letto di molte esperienze di donne che hanno abortito. Molte non si riprendono anche perché ci sarà sempre qualcuno che le accusa di essere ASSASSINE, pensampò. In questo i movimenti pro-life fanno solo danno, altro che aiutare, in nome di un malinteso senso di superiorità morale. Non vedo come si possa creare una legge che preservi la vita più di questa, dato che se non si vuole proibire l’aborto non si può nemmeno pensare che TUTTI i medici siano obiettori. Questo invalida, di fatto, una legge dello stato. A mio parere gli ospedali dovrebbero avere una eguale percentuale di medici capaci alcuni obiettori, altri no. Ma sappiamo bene che non è così e che non è più un fatto di coscienza: per troppi medici è anche un fatto di convenienza lavorativa.
        Infine, so che è dura da buttar giù ma non tutte coloro che abortiscono lo fanno perché costrette. Alcune, semplicemente, non si sentono di diventare madri in un determinato momento. C’è chi forza se stessa, c’è chi proprio non riesce. Queste ultime non sono IL MALE, non sono da condannare, non bruceranno all’Inferno. Sono persone che hanno compiuto una scelta che si sarebbe ripercossa sulla loro vita. Ma alla vita di queste persone non si pensa mai.

      • ah quindi si sentirebbero male perchè vengono accusate di essere assassine?
        ma dai…per favore. è una cosa seria questa. Parli di difendere il diritto della donna e poi non comprendi il dolore che la donna prova nel capire cosa ha fatto, scaricando la responsabilità su fantomatici cristiani ideologici e sulla loro perversa morale.

        si sentono male perchè hanno capito cosa hanno fatto e sanno che non c’è modo per rimediare.

        ma tu sai cosa fanno i movimenti pro-life? non credo. ti invito ad informarti, magari a conoscere queste persone, ti accorgereai che la realtà è un po diversa da come la descrivi tu.

        per la cronaca:
        creano case di accoglienza per giovani madri
        le aiutano economicamente
        si occupano dei problemi di ogni giorno, dai piu semplici a quelli più complessi
        etc,etc,etc

        basta che ti fai un giro su internet per vedere i frutti di tutto questo. che non è certo quello di far sentire in colpa chi ha abortito.

        e per quanto riguarda la scelta di diventare o meno madri…bhe ho già risposto all’inizio di questa lunghissima discussione. non spetta a lei decidere della vita e della morte di un altra persona per i motivi elencati nei post precedenti.

      • marco, le case di accoglienza per ragazze madri vanno benissimo (secondo me se ne dovrebbe occupare lo Stato e non associazioni confessionali, ma vabbè) per quelle donne che hanno deciso di tenere il bambino, se una non vuole tenerlo e non cambia idea, non può essere obbligata e deve poter abortire in sicurezza Punto e fine.
        Su contraccezione ed educazione sessuale si capisce benissimo che sei contrario, dimostrando che il vero obiettivo dei cattolici fondamentalisti è reprimere e controllare la sessualità, ma già lo sapevo

      • esistono donne che hanno abortito e in seguito si sono pentite, esiste chi abortisce e non si pente, entrambe vanno rispettate, è una questione di coscienza e non può essere strumentalizzata. Ti ho fatto una domanda sull’educazione sessuale e i contraccettivi (che potrebbero evitare la “spirale di morte” di cui parli)..mi vuoi rispondere?
        Una cosa sui medici: l’obiezione di coscienza è stata introdotta nella 194 per proteggere tutti quelli che erano già medici nel 1978 e comprensibilmente non se la sentivano di fare qualcosa che era illegale fino a ieri, ma oggi nel 2012 uno che si laurea in medicina ginecologica e va a lavorare in un ospedale pubblico sa benissimo che l’aborto è legale.
        Secondo me (mi rendo conto che è controverso) chi è antiabortista dovrebbe o astenersi dal fare il ginecologo oppure lavorare in strutture private..parlo di chi è antiabortista davvero, non di chi è antiabortista all’ospedale pubblico ma se paghi profumatamente ti fa abortire nel suo ambulatorio privato.
        Ho molto rispetto per chi è sinceramente antiabortista, ma l’abuso dell’obiezione di coscienza, la “via crucis” a cui spesso sono costrette le donne non solo per l’aborto ma pure per la pillola del giorno dopo (che non è abortiva quindi l’obiezione è illegale in quel caso) sono indegne di uno Stato laico. Che la legge debba preservare la vita è un’ovvietà ma non a scapito di una donna che ospita quella vita dentro di sè..e solo a quella donna spetta l’ultima parola se accogliere quella vita o no

      • Paolo ti ho risposto prima: non sono stati ridotti gli aborti con i contraccettivi. non sono possono quindi essere presi come soluzione. la contraccezione è molto diffusa in alcune parti del mondo, meno in altre, ma in entrambi i casi gli aborti vanno avanti.

        se uno crede nella vita, il problema delle legge diventa superfluo.

        se uno crede che un feto sia a tutti gli effetti una persona, che si deve ancora formare, ma è già di per sè un essere UNICO E IRRIPETIBILE, la legge non è più un problema.

      • le case di accoglienza per ragazze madri vanno benissimo (secondo me se ne dovrebbe occupare lo Stato e non associazioni confessionali, ma vabbè) per quelle donne che hanno deciso di tenere il bambino, se una non vuole tenerlo e non cambia idea, non può essere obbligata e deve poter abortire in sicurezza Punto e fine.
        Su contraccezione ed educazione sessuale si capisce benissimo che sei contrario, dimostrando che il vero obiettivo dei cattolici fondamentalisti è reprimere e controllare la sessualità, ma già lo sapevo

      • su contraccezione ed educazione sessuale non è che abbia detto molto…
        il tema è complesso e temo di riaprire un infinita serie di commenti.

        l’educazione sessuale di per sè non è mica un problema; se tu per educazione sessuale però intendi: ragazzi, fate quello che volete,siate promiscui e divertiti ma mi raccomando usate le precauzioni (e male che vada c’è l’aborto) bhe, non la vedo proprio cosi.

        se per educazione sessuale invece intendi:

        far capire ai giovani che c’è un modo di vivere la propria sessualità nel rispetto del proprio corpo e di quello altrui;
        far capire che il piacere è servo dell’amore e non viceversa

        allora sono d’accordo, ma non credo che questa sia la tua posizione.

        Se due persone si amano, si sposino.

        Poi la nostra società ci impone determinati costumi(fare sesso il prima possibile, divertirsi, pensare alla carriera prima di tutto, scegliere più partner fino a trovare quello giusto, etc, etc) e come già detto fa di tutto per non aiutare la famiglia, anche quelle che vogliono crearne una con un matrimonio;

        quindi è molto raro trovare persone che la pensano come ho scritto sopra, ma lo comprendo benissimo e capisco chi fa altre scelte. il modello culturale, sociale ed economico che ci siamo dati ci strangola nel vero senso della parola e i frutti li vediamo molto bene ogni giorno.

  11. In verità io credo di potermi immedesimare assai meglio di te in una ragazza che rimane incinta e per un motivo o per l’altro non può (o non vuole) avere un figlio. Per tanto ti dico che va benissimo che i Movimenti Pro_life forniscano assistenza e sostegno alle donne che decidono di portare avanti una gravidanza, ma allo stesso tempo ti posso dire che una donna può anche abortire senza sentirsi la peccatrice che voi vorreste far credere. La maternità è bella, per questo molte hanno grandi dubbi, e c’è chi diventa madre con gioia. Chi con tanti dubbi che poi gioco-forza si risolvono e chi decide altrimenti.
    Queste ultime, però, non solo non vengono assistite da nessuno. Voi non vi limitate al silenzio rispettoso che dite di dovere ad una scelta che può rivelarsi anche dolorosa. Ho sentito e letto di comitati pro-life che si sentono in dovere di stazionare davanti alle cliniche con striscioni, e attivisti che mirano a fare pressione sulla Donna. Ma vi pare una cosa giusta? No, non la è e non c’entra la religione. E’ una violenza psicologica, che tu ci creda o no, ed un voler a tutti i costi imporre una visione della vita che – come dici tu – non è comune a tutti. Bella la cosiddetta carità cristiana che si spende tutta per l’elite delle “buone pecorelle”, di quelle che si uniformano al volere imposto dall’alto, anche se in alcuni casi la scelta può fare più male che bene.
    Spetta ad una donna decidere del proprio destino, specie se si tratta di una cosa grossa come la maternità. Ti ricordo che prima di incarnarsi, Dio stesso HA CHIESTO IL PERMESSO alla Madonna tramite l’arcangelo Gabriele. Ma di questo non ci si ricorda mai, perché non fa comodo.

    Rispondi
    • sicuramente, per quanto riguarda l’immedesimarsi.

      tutto questo astio, tutta questa rabbia nei confronti di chi difende la vita, mi rattrista molto.

      visto che hai citato Maria, ti posso assicurare che anche lei, che ha accettato qualcosa di incredibile solo per Fede, soffre terribilmente per ogni aborto di questo pianeta.

      lo sappiamo benissimo che ha chiesto il permesso, in quel momento, in quel unico momento di silenzio prima della risposta, sta tutto il mistero della nascita e poi di tutta la nostra salvezza.

      “Ecco la serva del Signore, avvenga di me ciò che è stato detto”

      Maria non dice si, dice “ecco la serva del Signore”, perchè dire si avrebbe inorgoglito se stessa; lei invece già si mette in ascolto con un umiltà incredibile.

      vedi che qualcuno si ricorda cosa dice Maria….

      la donna deve decidere prima cosa vuole fare del proprio destino(e cosi l’uomo) dopo, deve fare come Maria, mettersi in mano al Signore: questa è la visione cristiana della vita.

      i movimenti pro-life vanno davanti ai consultori a recitare il Rosario, la preghiera di Maria: che violenza psicologica incredibile!

      se qualcuno non vuol farlo, per l’ennesima volta, è libero di scegliere cosa gli pare.

      Rispondi
  12. Non è astio, è amarezza nel constatare una volta di più che non c’è niente di più pericoloso di un’idea quando è una sola. E’ il solito errore di pretendere rispetto quando non si è disposti a darne.
    Recitare il Rosario davanti ad una clinica sì, è una violenza psicologica, perché è un’accusa pesante e non richiesta.
    Quanto al Signore, siamo tutti nelle sue mani, indipendentemente dalle scelte personali, perciò invece di perdere tempo a giudicare meglio adoperarsi nel miglior modo possibile nell’aiutare e soprattutto nel provare a mettersi una volta in più nei panni altrui per capire che cosa significhi. Se poi Maria ti ha detto personalmente che soffre per gli aborti complimenti per la Visione, sono altrettanto sicura che nella Misericordia Sua e di Dio nessuna scintilla di vita andrà perduta.

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    • Non me lo ha detto personalmente:) lo dice a tutti ogni volta che appare nel mondo e ha parlato chiaramente sull’aborto. Ti invito a cercare i suoi pensieri su internet. Cerca per esempio medjugorje

      La preghiera non puo essere una violenza psicologica, questa affermazione è totalmente lontana dalla realtà delle cose. Si chiede a Maria di aiutare le persone a scegliere per la vita, non si prega per fare una violenza; la preghiera è amore, è dialogo con Dio.

      Non mi stancherò di ripeterlo: non si sta giudicando chi abortisce.

      Non è un idea sola, sono milioni di persone che la pensano così in tutto il mondo. La marcia per la vita esiste da 20 anni in sudamerica e ci partecipano centinaia di migliaia di persone

      Rispondi
  13. Sì, milioni di persone in tutto il mondo grazie alla cultura sparsa dalla Chiesa pensavano che la terra fosse piatta. E se la base sono le visioni di Medjugorie andiamo anche meglio. La preghiera IN SE’ non è certo una cosa violenta, ma la circostanza la è. A una marcia del genere per me possono partecipare anche in 7 miliardi. Resto dell’idea che siano 7 miliardi di persone che sbagliano. Vogliamo continuare?

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    • Medjugorje e poi:
      Parigi,Roma,La Salette,PontMain e Pellevoisin(Francia), knock(Irlanda), fatima, lourdes, garabandal, siracusa, roma, san martino, belpasso(sicilia),ischia, montreal,clearwater(Florida), vitoria de conquista(Brasile),Ostina(firenze), kibeho(ruanda) e qualche altro migliaio di posto….

      no, direi che è inutile continuare. io ti ho ascoltato molto attentamente, per cercare di capire le tue motivazioni; per immedesimarmi in un pensiero diverso dal mio, che cmq reputo importante perchè mi fa vedere le cose in modo diverso e mi fa crescere.

      non credo però che ci sia stata altrettanta attenzione a tutto quello che ho scritto, semplicemente credo che tu abbia voluto leggerci le solite cose, i soliti attacchi ideologici, senza veramente andare al nocciolo di quello che ho scritto.

      sono stato accusato di essere ideologico, irrispettoso dei diritti della donna, con la verità in tasta, di aver millantato una superiorità morale e via dicendo…

      io in definitiva ho parlato solo di amore per la vita, costi quel che costi:
      forse è questo che fa veramente paura, affidarsi a qualcosa di più grande, vedere un disegno, un progetto di Dio per ognuno di noi che spesso, non è quello che ci immaginiamo.

      Rispondi
  14. ora siamo arrivati pure alle apparizioni della Madonna..con tutto il rispetto per chi ci crede, io sono per parlare di cose concrete: solo le donne restano incinte, la gravidanza riguarda il loro corpo e a loro spetta avere l’ultima parola su ciò che avviene nel loro corpo. Il ricorso all’IVG deve essere legale, sicuro e il meno frequente possibile, le cosiddette Marce della Vita non aiutano. Quanto alla contraccezione, caro Marco, ti sorprenderà sapere che a farne uso non sono sempre e solo i “promiscui”, anche chi ha una relazione stabile e monogama può usare la contraccezione, a te farà orrore ma esistono pure coppie (magari sposate in chiesa!) che vogliono avere figli quando lo decidono loro e non Dio

    Rispondi
    • grazie per la lucidazione Paolo, non sapevo che anche persone sposate usassero i contraccettivi 🙂

      ok, siamo cristiani, mica stupidi…
      ma non cambia nulla rispetto a quello che ho scritto prima sull’educazione sessuale.

      Rispondi
  15. Beh, visto che è il mio blog avrei da ribattere, ma per stavolta lascio stare. Se arrivi ad elencarmi le apparizioni, non siamo sullo stesso piano di discorso. Accetto il tuo pensarla diversamente, continuo a non condividerlo, il dibattito è finito, andiamo in pace.

    Rispondi
  16. Cara missloislane79,
    qualche secolo fa un tizio di nome Voltaire affermò quella celebre frase che anche tu conosci certamente: “non sono d’accordo con la tua idea ma darò la vita affinché tu la possa esprimere”. Bene, riflettendoci sopra, credo di aver capito ANCHE perchè egli la formulò: per il fatto che solo lasciando le persone libere di esprimere le proprie idee, si può realmente capire quanto queste idee possano essere ridicole, deviate, e parimenti nocive al buon senso e al buon vivere comune.
    Non a caso una “certa” ideologia religiosa manderebbe tutt’oggi ben volentieri il buon Voltaire al rogo (e non solo i suoi libri come accadde, al solito ben ligi ai propri così illuminati “valori”…) . Altrettanto non a caso lo stesso sosteneva, nel “Dizionario Filosofico”, che “se la gente si mettesse a pensare, per la Chiesa sarebbe finita”…
    In quanto alla Madonna, beh, pare proprio che l’ultimo suo disco sia un flop. Amen!
    Buona serata!

    Rispondi
    • pare che la frase sia apocrifa, Voltaire non l’ha mai detta in realtà però sul resto concordo con te

      Rispondi
      • Sì, Paolo, hai ragione. Diciamo che per convenzione viene attribuita a Voltaire, e ad essa mi sono attenuto per farla breve in quanto ho voluto esprimere. 🙂

    • La cosa molto buffa è che io NON sono a favore dell’aborto. Sono a favore della libertà di scelta perché trovo assurdo costringere una donna ad una gravidanza. Mi ritengo ancora credente, purtroppo però certi principi clericali (NB non religiosi o spirituali, ma CLERICALI) contribuiscono ad allontanarmi da questo tipo di fede ogni giorno di più. Cmq non è il mio cammino spirituale in discussione, tanto questi hanno già accertato (senza conoscermi!!!) che sono una donna promiscua e che andrò all’inferno. Pazienza. Speriamo che all’Inferno ci sia tanto heavy metal. 😉

      Rispondi
      • Condivido il tuo pensiero, Lois. Mi sono convinto col tempo, e in base a certe esperienze, che fede autentica e ideologia religiosa (con conseguente potere clericale) sono le due cose più antitetiche che vi siano.
        Dunque rallegrati, dacché finirai all’inferno: di heavy metal lì ce ne sarà parecchio, posti i frequenti anatemi che certi esponenti del suddetto clero hanno sentenziato contro di esso! E se ne sentirai, di hm e generi affini, con volumi sonori tremendamente elevati, beh, quello sarò io!

      • Allora che faccio, se arrivo prima ti tengo il posto?? 😀

      • Oh sì, grazie, sei molto gentile! 🙂
        (Che, per caso sei raccomandata? O hai già le conoscenze “giuste”, laggiù? 😀 )

      • (A parte che, essendo io uno di quelli, ignominiosi e turpi, che hanno chiesto e ottenuto lo “sbattezzo”, credo di aver diritto a una poltrona in prima fila tra le fiamme infernali!)

  17. A Marco: la Chiesa considerà così tanto importanti le vite dei feti che se un bambino – bambino, non feto – nasce morto non ha diritto al funerale perché non battezzato. Solo di recente Benedetto XVI ha dichiarato che la ”norma” per la quale i bambini nati morti e senza battesimo finivano nel limbo non è più valida – che me lo immagino, Dio, con le scartoffie che segue e applica le decisioni del papa (p minuscola voluta, non credo nella chiesa di nessuna religione, sebbene creda in Dio). Bella fede, quella cristiana. Abbiate la decenza di non voler comandare la vita altrui.

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    • Io volevo chiudere qui il dibattito, per un motivo molto semplice: se parliamo di fede e spiritualità Marco ha le SUE ragioni e nessuno gliele tocchi. Se si parla d’Amore e di Vita in generale, come dar torto a chi difende questo prezioso bene? Il piano su cui io volevo scrivere, però, è MOLTO diverso. Perché credo che non si possa – nemmeno in nome dell’amore e della vita – imporre le proprie scelte personali. Io sono contraria all’aborto, su ME STESSA credo che non lo farei mai. Però voler cambiare la legge è una cosa ipocrita per chi si professa amante della vita, in quanto non solo non salverebbe i feti, ma renderebbe le operazioni molto più pericolose e terribili. Inoltre nessuno, nemmeno i cristiani che si fanno portavoce di chissà quale volontà divina, possono decidere della vita di una persona, quindi predicare che una donna non possa scegliere perché non può decidere di una”vita” e allo stesso tempo voler decidere per lei cosa avverrà del suo corpo (e quindi della sua,di vita) mi sembra quanto meno un controsenso. Senza contare la molteplicità delle situazioni in cui una donna resta incinta, percui fare dell’aborto un CASO GENERALE a cui si può applicare un solo metro è abbastanza assurdo. E poi l’affermazione sotterranea secondo cui l’aborto è usato dalle “donne promiscue” per liberarsi dei frutti indesiderati di una vita dissoluta…abbi pazienza ma è MEDIEVALE.

      Rispondi
      • Ma esattamente come lui ha le sue ragioni che non vanno toccate io, noi, tutti abbiamo il diritto ad avere le nostre. Che NON vanno toccate, e tantomeno sporcate con accuse varie.

  18. Rispondo un po a tutti in generale:

    Vorrei innanzitutto dare una definizione della “Libertà”,parola tanto cara al nostra cultura:

    La libertà non s’identifica mai né con il libertinaggio, né con la possibilità di fare la scelta del male, bensì con il «frutto dello Spirito che è amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza e dominio di sé» (Gal 5,22).
    Questa è la vera libertà: poter realmente seguire il desiderio del bene, della vera gioia, della comunione con Dio e non essere oppresso dalle circostanze che ci chiedono altre direzioni.

    Vorrei aggiungere che La Chiesa ha commesso le peggio cose nella storia e continua a farne in alcuni ambiti; qui però si confonde come sempre l’uomo e i suoi errori da quello che la Chiesa è: la comunità dei fedeli uniti nella fede in Cristo. Questo non significa che non bisogna criticarla, perchè è nel confronto che la Chiesa cresce, a tutti i livelli.

    Quello che però non accetto sono le critiche ideologiche e senza fondamento di chi, probabilmente, non ha mai letto il catechismo della chiesa cattolica, e per dare dei giudizi, si affida ai soliti 4 giornali senza aver mai verificato cosa effettivamente dice la Chiesa.

    Nessuno comanda nessuno, come potrebbe la Chiesa o i Cristiani impedire alle persone di fare quello che fanno ogni giorno? se uno si sente toccato/limitato in qualche suo atteggiamento e/o azione è perchè dentro di se avverte qualcosa che non va, non perchè la Chiesa gli dice di non fare qualcosa.
    quello che però si può fare ed è quello che sto facendo nel mio piccolo, è contestare posizioni che per me sono sbagliate, nel rispetto della vostra idea, senza pretendere che voi cambiate atteggiamento su questi temi.

    infine, io non ho mai accusato nessuno in questo blog; e non mi permetto nemmeno di giudicarvi perchè non vi conosco. continuo invece a leggere su questo blog di misteriose accuse sotteranee o meno.

    Rispondi
    • Potrei farti il copincolla delle tue osservazioni più infelici, ma è un discorso che si protrarrebbe all’infinito e rischia di essere avvilente. Visto che io ho fortemente criticato lo scopo della manifestazione, che tutto mi sembra, fuorché a favore della vita vera, penso che possiamo chiaramente smettere di girare in tondo come un cane che si morde la coda. Parti da presupposti che dovrebbero essere spirituali, con gente che in parte li condivide, in parte no. Non c’è una via d’accordo, in quanto un estremismo è un estremismo e quello resta. Si può essere estremi anche dietro un paravento di belle parole come “amore per la vita”, ma se si ha l’amore per la vita, si ha in tutte le sue forme e infatti si dovrebbero fare dei grossi distinguo.
      Io apprezzo se un movimento pro-life aiuta le madri in difficoltà. Mi sembra strano che, quello stesso movimento, però, non si curi di coloro che scelgono diversamente, se non nel giudizio sul loro atto. L’amore per la vita di quelle donne dov’è? Secondariamente, il non offrire libertà di scelta a qualcuno, in termini di legge, chiamalo come vuoi ma non c’entra con Dio. C’entra con la volontà di ALCUNI, una volontà che però è stata sancita DIVERSAMENTE da una legge dello Stato. Quindi, vuoi ancora insegnarci il concetto di libertà? Grazie, penso non ce ne sia bisogno, per lo meno non su queste pagine. Nel tuo piccolo hai contestato un’idea che ti sembra sbagliata, hai fatto bene, se non volevi convincere nessuno chissà quando vuoi farlo, visto che siamo andati avanti per più di 40 commenti. Va bene così, il blog c’è anche per questo. Ti assicuro, infine, che chi si sente limitato/toccato da convinzioni come le tue, probabilmente avverte qualcosa che non va, ma non in se stesso, bensì nella ristrettezza di vedute che caratterizza un certo modo di vivere la Fede. Il tuo non è uguale al mio, pazienza. La verità profonda in tasca non ce l’ha nessuno, quindi immagino che ognuno resterà con le proprie idee e le manifesterà nei modi che ritiene più opportuni.

      Rispondi
      • i movimenti pro-life si occupano anche delle persone che hanno abortito, accompagnandoli in un percorso psico-fisico e se vogliono anche spirituale.
        ovviamente quelle che cercano aiuto, difficilmente si può aiutare chi non he ha bisogno.

        se l’estremismo di cui parli è: no all’aborto perchè è contro la vita, allora mi va benissmo essere considerato un estremista. vorrei però far presente che si potrebbe dire la stessa cosa ribaltata (si all’aborto perchè è un mio diritto inviolabile decidere di quello che cresce nel mio corpo)

        la fede è una sola, non si può allungare o stringere a piacimento… altrimenti diventa spiritualismo. diverso è il modo di vivere la fede invece, quella si, che ognuno vive a proprio modo secondo le proprie capacità e debolezze, e secondo anche la propria cultura (i cristiani in america vivono in modo diverso la fede, cosi come quelli in giappone)

        le affermazioni che faccio come questa sulla fede vengono scambiate per estremismo: me ne farò una ragione; il relativismo è talmente tanto diffuso che la gente lo vive senza nemmeno rendersene conto… tutto è relativo, non c’è più il concetto di bene e male perchè questi sono a discrezione del singolo individuo; in questo modo però il singolo individuo imposta il proprio bene e male in base ai suoi bisogni, necessità ed interessi con evidenti paradossi, più o meno grandi (se io voglio uccidere qualcuno lo posso fare tanto il mio concetto di bene è avere un popolo tutto della stessa razza, tanto per fare un esempio stupido)

        si ribaltano sempre le mie parole: io ho scritto che vi davo la mia idea di libertà, non che dovrei insegnarvela a voi…

      • Il fatto è che sei venuto tu sul blog a dire la tua opinione, quindi io ho risposto di conseguenza e – mi spiace – ma non ho ribaltato proprio nulla. Vivi la tua fede come vuoi, fossi in te lascerei perdere gli accenni ai nazismi di sorta, ricordandomi che anche il modo così estremo di vivere la fede è stato ed è causa di guai. Ce lo insegna la storia e lo vediamo tutt’ora , nelle versioni estreme in cui viene interpretato l’Islam. Se sei felice di avvallare qualcosa del genere, piuttosto che non riconoscere che una fede cieca può essere un limite imposto da ALTRI UOMINI e non da Dio, e per tanto fallibile, fallo pure. Chi sono io per giudicarti? La tua idea di libertà, chiaramente, non è la mia. E se leggi bene i miei commenti sono stata io a venire incontro a te e non viceversa, perché ciò che tu chiami relativismo io lo chiamo POSSIBILITA’ di mettersi nei panni degli altri. Secondo me tu fai errori di valutazione clamorosi, in tutto ciò non ti conosco e rispondo solo a ciò che leggo. Se mi sento rispondere sulla base delle Sacre Scritture e non su un piano concreto capisco di stare facendo un discorso che coinvolge piani troppo diversi per essere conciliati. Di sprecare i polpastrelli non mi va e immagino non vada nemmeno a te.

      • se pensi che sia inconciliabile con il mondo di oggi puoi saltare la frase della bibbia e leggere quella dopo…cmq io non vivo ne mi sento di vivere la fede in modo estremo… è tutto l’opposto, è liberante.

        uno che crede si deve, ripeto deve, fare domande tutti i giorni su tutti i temi possibili e confrontarsi con ciò che Dio ci ha insegnato, perchè quello è il termine di paragone di cui parlavo prima.

        E vivere amando tutti, gratis; perdonando tutti, gratis (con tutta la fatica e difficoltà di questo mondo) non mi sembra proprio il modo di vivere degli estremisti.

  19. Peccato che l’amore per tutti e gratis non implichi giudizio. Il che mi fa tornare a quanto detto in precedenza: puoi fare scelte PERSONALI e seguirle fino in fondo. Ed è fantastico come tu dici. Quando cominci a volerle imporre agli altri non è più amore, è volontà di controllo su una coscienza diversa dalla tua. Cosa che nessuno dovrebbe avere, in quanto dovremmo nascere tutti liberi e uguali e se così non è è per via delle ideologie. Ora, IO penso che voler imporre un’idea cancellando una legge che è stata studiata per gestire una CASISTICA sia assurdo, egoista e retrogrado. Tu sei liberissimo di pensarla come vuoi, come lo sono io, ma se vieni sul mio blog a dire che solo la tua idea è l’unica giusta, se rifiuti a prescindere le sfumature, mi dispiace non potremo mai essere d’accordo. Dalle mie parti estremista è proprio chi pensa di essere sempre e comunque nel giusto, ignorando completamente tutte le obiezioni che si possono porre in nome di un’idea cieca. Il “Perché sì” non mi ha mai convinta, né mi convincerà mai, non posso farci nulla.

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    • come già detto in n post precedenti, è in giudizio l’azione, il comportamento, non la persona che la compie. Anche un assassino merita un processo giusto, merita di essere trattato come un uomo; ciò però non presuppone il giudizio della comunità sulla sua azione.

      dare un giudizio su un comportamento non significa esprire un opinione sulla persona, proprio perchè non si conosce a fondo tutto quello che ha portato questa persona a compiere questa azione, questo comportamento.

      parafrasando la Chiesa: “si condanna il peccato, non il peccatore”.

      non voglio imporre la mia idea, tantomeno un fantomatico controllo sulla coscienza.
      le sfumature che ho letto le ho capite benissimo e le comprendo perchè capisco bene tutto quello che sta dietro la scelta dell’aborto e di cui abbiamo parlato fin troppo, ma non posso giustificarle, nè avallarle come azione.

      la legge,a mio modesto parere è l’ultimo dei problemi, è quello che sta alla base il problema.
      per me la legge può rimanere anche li dov’è, sono le persone che dovrebbero cambiare l’atteggiamento nei confronti della vita, e su questo si rimanda alla propria coscienza e io non posso farci nulla se non urlare che l’aborto è un male.

      cmq ho capito il tuo punto:
      sei contro l’aborto, ma pensi che la singola donna debba avere la possibiltà di abortire se lo crede giusto.

      il mio punto: sono contro l’aborto, penso che la singola persona non abbia il diritto di privare della vita un essere umano che è già stato concepito.

      Rispondi
      • …e quindi quella stessa persona dovrà accettare di fare violenza a se stessa e al proprio corpo. Per essere madri bisognerebbe volerlo. Le donne non sono forni in cui si prepara una pagnotta, la maternità è una scelta troppo importante. Una donna non fa un figlio e se ne va, una donna è madre per tutta la sua vita. Senza contare che dalla madre dipende poi anche il bambino, per ragioni sia fisiche che psicologiche. E tu vorresti una donna che non abbia nemmeno il diritto di sceglierlo? Mi sembra davvero, davvero terribile. E non capisco come può il senso cristiano essere così cieco.

      • tutto acquista un altro senso e un’altra vista se si considera un feto una persona a tutti gli effetti.

        mettiti nei miei panni( o in quelli di un cristiano): come potrei mai avallare l’aborto?
        capisco la sofferenza e i problemi di una madre che per qualche motivo non può/non vuole avere un bambino…

        ma se proprio non lo vuole un figlio, lo dia in adozione, ci sarà qualcuno disposto ad amarlo al posto suo.
        se ha bisogno di aiuto economico, lo chieda e qualcuno glielo darà.

        certo che non siete forni! proprio per questo voi e noi uomini dovremo vivere in modo un pochino più responsabile.

      • vivere in maniera più responsabile…la contraccezione andrebbe proprio in questa direzione ma tu dici che non serve a niente.
        L’adozione…certo è una via praticabile, anche la legge la consente. Questo non cambia il fatto che nessuna donna può essere obbligata a portare avanti una gravidanza contro la sua volontà. Persona o meno, il feto sta dentro il corpo di un’altra persona a tutti gli effetti e dipende da lei

  20. Semplicemente, una cosa non esclude l’altra. Saprete molto bene che l’IVG è spesso richiesto da madri di famiglia dalla vita morigerata. Affibbiare la volontà di abortire solo alle ragazzine “sprovvedute” è una generalizzazione abbastanza sciocca.
    Ben vengano responsabilità (che non vuol dire necessariamente vita monastica – e cui occorerebbe aprire un altro luuuuungo discorso sugli anticoncezionali, ma un’altra volta eh?^^), e una legge sulle adozioni più elastica. Anzi, se la Marcia fosse stata per modificare la Legge sulle Adozioni in modo da dare la possibilità alle coppie senza figli di poter avere un bambino più facilmente, credo che avremmo partecipato in massa. Sappiamo tutti, però, che non è così.
    Quanto alla questione etica dell’inizio effettivo della vita è, appunto, una tematica che sfiora la filosofia. In questo però la Legge 194 mi sembra rispettosa, stabilendo il limite dei 90 giorni. E’ per questo che dico – e lo dirò fino all’ultimo – che ognuna sente in coscienza se fare questa scelta o meno. Non si può pretendere di influenzare la coscienza altrui, perché non si può giudicare la vita della singola persona e la sua psicologia. Non è relativismo, è rispetto. Pretendere l’abrogazione di una legge che serve a preservare la salute del corpo e della psiche femminile, mi sembra un controsenso – a maggior ragione se la protesta viene da un gruppo di persone che non fa che ripetere quaaaaanto ama la vita.
    PS: e vi ringrazio perché il blog ha avuto un’impennata di visite. Evidentemente questo è un tema molto sentito. BENE.

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