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Ultimi raggi di Luna (Kagen no Tsuki), di Yazawa Ai

Come ormai avrete capito, tra le mie passioni ci sono i manga. Oltre ai Cavalieri dello Zodiaco, che vi ho citato a più riprese, devo dire che sono molti i fumetti provenienti dal Sol Levante che hanno fatto presa sul mio immaginario.

Tra le decine e decine che mi sono divorata all’università ve n’è uno che mi è rimasto nel cuore da sempre e che, credo, porterò con me. Ne avevo scritto già una recensione ai tempi di Liblog, forse qualcuno che mi conosce bene se la ricorda, tuttavia per me non è mai troppo parlare di “Ultimi Raggi di Luna”, di Yazawa Ai.

Il mio “incontro” con questa autrice è dovuto alla Mediaset e alla trasposizione animata di Gokinjo Monogatari (da noi tradotto paurosamente in un abominio tipo “Curiosando nei cortili del cuore.”). Ricordo che allora i disegni mi fecero schifo e che –una volta di più – rimpiansi il tratto spettacolare e perfetto di Shingo Araki. (Sì, sempre lui, quello dei cavalieri e di Lady Oscar. E’ mancato il 1° Dicembre dello scorso anno, che il Cielo lo abbia in Gloria).

All’università, però, noi che studiavamo giapponese eravamo degli otaku in tutto e per tutto: passavamo la vita tra manga e anime e – nelle ore libere tra una lezione e l’altra – ci riunivamo nell’aula di musica a cantare le sigle. Quindi non ho bisogno di spiegare come e perché mi siano capitati tra le mani i fumetti della Yazawa.

Prima sorpresa: il tratto del manga è meraviglioso. Pulito, delicato, ma allo stesso tempo molto intenso. Il resto lo fanno le storie, solitamente corali ed intricate.

Ultimi Raggi di Luna è un’opera breve, infatti è composta da soli sei volumetti (tre tankobon, nella versione originale), il che è un pregio per tutti coloro che faticano a seguire una storia di oltre 50 numeri che esce quandocazzonehavoglial’autore. (Tipo me, per esempio).

Comincio subito col dire che non ho mai trovato, né prima né dopo, in un fumetto, un’atmosfera così struggente e sognante.

La storia parla di Mizuki Mochizuki, una bella studentessa delle superiori, infelice sia per la sua situazione familiare (il padre si è risposato) sia per il tradimento subito da parte del fidanzato, che l’ha ingannata con la sua migliore amica. In una notte di Luna crescente, Mizuki incontra Adam all’angolo di una strada. Adam è un giovane musicista inglese, misterioso e malinconico. Sembra conoscerla da sempre e tra i due è amore a prima vista. Per due settimane, i ragazzi convivono nella villa di lui, ma al termine di questo periodo il giovane annuncia di dover partire e chiede a Mizuki di seguirlo. Il tempo di tornare a casa a prendere un piccolo bagaglio e la ragazza è già sulla strada per l’appuntamento, ma proprio mentre attraversa la carreggiata oltre la quale Adam la sta aspettando, un camion la investe in pieno.

La vicenda si sposta in ospedale, dove la piccola Hotaru, una bimba delle elementari, si è appena svegliata dal coma, dopo essere stata investita mentre cercava di ritrovare la sua gattina, Lulu. Hotaru ricorda di aver sognato un’immensa cancellata e di aver parlato con una ragazza bellissima. Una volta tornata a casa, non smette di cercare la micina e un giorno, inseguendone una simile, entra in una vecchia villa abbandonata dove vive la ragazza della cancellata, che non può uscire, non ricorda più il suo nome, ma sa solamente di dover incontrare un certo Adam.

Hotaru ribattezza Eve la ragazza misteriosa e chiede aiuto a tre suoi compagni di classe (Miura, Sae e Sugisaki) per sciogliere il mistero della sua esistenza e di quella di Adam.

La sorpresa è tanta, quando Hotaru si accorge che solo lei è in grado di vedere Eve, e tuttavia la ragazza esiste e ne può dare le prove muovendo gli oggetti nella villa. Parte allora una ricerca per capire se Eve sia un fantasma o qualcos’altro e tutto sembra sempre portare a Mizuki Mochizuki, in coma dopo l’incidente. Ma le carte si mescolano ancora, quando i bambini riescono a risalire ad Adam, cioè il leader degli Evil Eye, una band inglese del passato. E non è finita: Adam è morto vent’anni prima e quindi è impossibile che Mizuki lo abbia incontrato e che i due addirittura si conoscessero! Nella loro ricerca, però, i bambini fanno caso ad un particolare: Adam aveva una fidanzata che amava moltissimo, Sayaka, la quale era morta prima di lui per una grave malattia. Possibile che l’anima di Sayaka avesse trovato il modo di reincarnarsi e che lo spirito del musicista abbia trovato il modo di incontrare di nuovo il suo amore?

Non vi svelo il finale, per darvi modo di apprezzare a pieno questo manga, ma secondo me già dalla descrizione della trama se ne intuisce la magia.

Devo dire che il colpo di genio della Yazawa è stato quello di filtrare la storia dal punto di vista dei bambini, in modo così da ottenere contemporaneamente due effetti: ottenere un approccio fresco ed innocente alla trama principale, (rendendo accattivante la “caccia al tesoro di informazioni”) e conferire spessore ai personaggi di Eve/Mizuki, Sayaka e, soprattutto, Adam, che è decisamente il personaggio più figo mai apparso in un manga, proprio grazie al suo essere distante.

Tutto, infatti, si gioca sul piano dei sentimenti: i bambini, che iniziano a scoprire tra loro le prime tenerezze, l’amicizia, ma soprattutto l’amore. Quello di Sayaka ed Adam, che dovrebbe rimanere solo come sfondo, risalta invece particolarmente agli occhi del lettore, come motore principale della storia. E poi c’è Mizuki, la sua disperazione, la sua incoscienza, il suo essere tenacemente attaccata alla vita.

I dialoghi sono a tratti brillanti, a tratti poetici, ma mai troppo pesanti. Questo manga suscita, al termine, un delizioso senso di malinconia che potrebbe durare per qualche giorno, segno che non si tratta di una superficiale storiella per ragazzini romantici. A dimostrazione di ciò, i temi trattati sono tantissimi: si va dalle difficoltà familiari nelle famiglie allargate, al disagio adolescenziale. Si parla di amicizie sui banchi di scuola e dei modi in cui queste si evolvono, a volte scomparendo, a volte trasformandosi. C’è una forte impronta paranormale, nelle tematiche dei fantasmi e della metempsicosi, c’è il chiedersi se l’amore può davvero sconfiggere la morte…

Bello, bello, bello, se non l’avete già letto recuperatelo. Ne vale assolutamente la pena.

Oltre ai sei numeri “originali”,la Planet Manga ha pubblicato questa storia anche in un’edizione “De Luxe” formata da tre volumetti, come in Giappone. Ordinatela nella vostra fumetteria di fiducia. Un giorno mi ringrazierete.

 

PS: da questo manga è stato tratto – in Giappone – un film Live Action che ha HYDE come protagonista. Evitatevelo, perché fa tristezza. O comunque non è nemmeno lontanamente coinvolgente come la controparte cartacea. Tuttavia la colonna sonora, ed in particolare il tema portante “The Cape of Storms” cantata sempre da HYDE è perfetta per accompagnare la storia e vale la pena recuperarla.

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  1. Ma Otaru ritrova Lulu?

    Rispondi
  2. anche io nel mio defunto blog (the diary of a cute nerd) avevo fatto un post su KAGEN NO TSUKI!! è stato uno dei primi shojo che ho letto!! bella storia ma soprattutto un’atmosfera tra la vita e la morte..
    ma cos’hai studiato??

    Rispondi
  3. Sugoi!!!
    Manga struggente letto milioni di anni fa…che meraviglia riportarlo alla mente…
    Complimenti per la tua scelta universitaria (rosico anche un po’); io sono solo una povera, piccola, bakanekotaku fai da te!!!

    Rispondi

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