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Barbie sì, Barbie no, Barbie mah…!

Premessa: Abbiamo straperso le elezioni. Non che sia stata una sorpresa, ma ci tenevo a riportare qui il risultato, dato che ne ho parlato diffusamente. Quindi il nostro comune resterà per altri cinque anni ostaggio della solita, trita, noiosa, immobile e deprimente logica di Partito. (Con che faccia i cittadini hanno votato non lo so, ma non voglio nemmeno indagare. Mi sono solo ripromessa di prendere a calci rotanti tipo Van Damme chiunque io senta lamentarsi di quanto il mio paese sia defunto.

 Ora voi vi starete domandando cosa c’entra tutto questo con Barbie. Risposta: NIENTE, solo che visto che non parlo di politica mi va di scrivere un post totalmente inutile e mi è capitato di leggere QUESTO POST POLEMICO di Michela Murgia e pensare alla mia cara vecchia Barbie Sun Sensation. E poi avevo Barbie Luce di Stelle, Barbie In Carriera, e pure Midge (l’amica di Barbie, che era meravigliosa con i suoi capelli rossi). E devo dire che ho sospirato di nostalgia.

Lo dico subito: posso capire l’indignazione di Michela Murgia, anche se francamente ci tengo a spezzare una lancia in favore di Barbie.

E’ vero, Barbie è tutta rosa, è un modello fisico irraggiungibile che potrebbe creare nelle bimbe un senso di inferiorità. Se penso a quelle tizie assurde che si sottopongono a millemila interventi chirurgici pur di assomigliarle, mi viene un po’ di ansia . Però c’è da dire che, essendo io cresciuta con Barbie, non mi sento di giudicarla un modello negativo a tutto tondo.

Quando sento alcune femministe parlare scagliandosi contro il rosa e i lustrini sono portata di solito a dar loro ragione ma c’è da dire che amare il rosa ed i lustrini non può essere una colpa. Se i modelli devono essere molteplici, devono esserlo in generale, quindi comprendere anche ciò che ad oggi è spacciato come femminile estremo, roba alla Hello Kitty, per intenderci. Se poi una si rifa il naso 18 volte perché vuole essere come Barbie sono affari suoi, io rispondo con una sola parola: DARWIN.

Insomma, diamo a Cesare ciò che è di Cesare e a Barbie ciò che è di Barbie, ovvero: nel contesto in cui è nata questa bambola, essa poteva essere davvero una scintilla di innovazione. Si passava dalle bambole-bebe’ alle bambole donne e, se mi si obietta che Barbie sia troppo bella, vi rispondo che non ho mai visto bambole create per essere brutte (a parte quelle della serie di Chucky). Inoltre, Barbie ha un merito: nella sua luuuunga vita ha FATTO di tutto. Sì, non è semplicemente apparsa come le principesse delle fiabe, lei è stata medico, esploratrice, operaia di cantiere, rappresentante dell’ONU, sportiva, scalatrice, modella…tutto proprio. Magari ha contribuito a creare un immaginario stereotipato, ma l’altro lato della medaglia è che, almeno, ha fatto uscire le bambine dalla mentalità “da grande voglio fare la casalinga come la mamma EBBBBBASTA”, perché se Barbie fa l’avvocato, perché io no?

Quindi, accanirsi troppo mi sembra fuori logica, anche da parte di femministe di tutto rispetto. Se poi parliamo di modelli estetici c’è da dire che Barbie al giorno d’oggi appare di una purezza incredibile rispetto ad una Bratz. E sissignori, oggi le vostre figlie con Barbie non giocano quasi più. Preferiscono i labbroni e i vestitini da baldracca delle nuove bambole alla moda. Siamo sicuri, dunque, che Barbie per due paillettes sia il Male?

E non ho finito: i vari modelli di Barbie, quelli da collezionisti, per intenderci, secondo me possono essere visti anche come specchio fedele della cultura popolare dagli anni Cinquanta ad oggi. Basti pensare alle varie “incarnazioni” che Barbie ha avuto nel tempo: personaggi storici e cinematografici, mestieri, personaggi delle fiabe. Migliaia di modelli diversi, di tutte le nazionalità, senza contare i componenti della famiglia.

E pensate, Barbie non si è mai sposata, nonostante i 43 anni di fidanzamento con Ken (e lo sapevate che dopo di lui c’è stato un surfista mooolto più giovane: Blane?), quindi è zitella pure lei e le devo un po’ di solidarietà.

Ah ah, scherzi a parte, tornando all’articolo della Murgia, effettivamente ci sono molte cose più importanti a cui pensare e su cui investire denaro pubblico, però non vedo gli estremi per un flame o per individuare della malafede nella manifestazione indetta dal comune. Anzi, se proviamo a guardare il bicchiere mezzo pieno speriamo che questa manifestazione abbia creato occasioni di lavoro!

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  1. Michela Murgia ha senz’altro ragione sulla questione dell’investimento dei soldi e sul fatto che ci siano cose ben più importanti o interessanti da festeggiare che non il compleanno di Barbie (ma seriamente? Sembra una barzelletta, il comune festeggia il compleanno di Barbie! Dio, che tristezza).

    Però a me Barbie è sempre piaciuta una sacco, ecco 😀 Ne ho avute decine e decine, nella mia infanzia felice, e ci costruivo storie su storie: le vestivo da straccione e le facevo trovare da Barbie più ricche che le aiutavano a uscire dalla povertà, le facevo innamorare – ho dato vita a MIGLIAIA di storie lesbo tra le mie Barbie! Le facevo pure accoppiare sul pavimento della villetta… – davo feste in giardino, in cucina, in camera da letto, ovunque XD

    E comunque, al di là della Barbie in sé – che ha fatto centinaia di lavori e che nelle sue fotostory (leggevo pure quelle XD) non è mai apparsa come una donnicciola in pericolo o sottomessa a Ken, mi ricordo di certe lavate di capo che Barbie gli faceva – è anche una questione di modelli dati dai genitori. Perché io sono cresciuta con le Barbie, le bambole a grandezza naturale, i bambolotti e le cucine (e anche lì, che razza di storie ci imbastivo su!), ma anche con le macchinine radiocomandate, la Playstation, la macchina a pedali rossa modello Ferrari…

    Per esempio: hanno finalmente regalato la Wii a mia sorella (che ha nove anni), dopo mesi che se ne discuteva. Mia sorella, a scuola, ha assorbito la mentalità “questo è da maschio, questo è da femmina”. E io gliel’ho levata, a suon di spiegazioni (e di scleri, perché io sclero). Avevo anche io la sua età quando mi hanno regalato la Playstation – entrambe le abbiamo ricevute per la prima comunione – e il mio primo gioco è stato questo. CTR, un gioco allora considerato “da maschi”. Il secondo è stato Tarzan, il terzo Tenchu, il quarto Spyro… Non mi hanno mai, e dico mai regalato un gioco che si potesse definire “da femmine”. E me li regalavano zio e genitori, senza che io dessi indicazioni al riguardo.
    Ora, ho avuto il mio bel daffare a far capire a mia sorella che non ci sono giochi da maschi e giochi da femmine, che se le piacciono i BeyBlade o Ben Ten li può guardare perché “non sono da maschi, sono da chi li vuol vedere”. Però l’ha capito, e ora se qualche ragazzino a scuola le dice qualcosa gli sclera contro. È proprio mia sorella 😀

    (Scusa per il commento chilometrico, a momenti è un post pure il mio XD)

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  2. Quanto ho adorato le mie Barbie, soprattutto l’ultima, quella in carriera, con l’abito da giorno che diventava una gonna di tulle e la 24 ore con la calcolatrice e gli altri strumenti di lavoro!
    Bah, mi sembra che si tenta a dare troppa importanza a questa bambola parlando di *modelli*, un po’ come per lavarsi la coscienza di del fatto che i veri *Modelli* a cui guardare sono stati parecchio latitanti in questi ultimi 40 anni.

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  3. Mi è venuta in mente una mia compagna delle elementari che impiccava le barbie e poi tagliava loro i capelli. Quante ne ha dovute passare, quella poveraccia…

    (parlo della Barbie, ovviamente)

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  4. io preferisco La Magica Trippy

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  5. Barbie è un’istituzione! basta con questo finto moralismo e di accusarla di essere un modello negativo! il problema è un altro: i genitori non sanno fare il mestiere dei genitori cioè educare! poi attacchiamo barbie, la tv, i cartoni animati e altre minchiate per giustificare le mancanze di noi adulti. Barbie è bella e l’ho sempre desiderata da ouccolo ma non me l’hanno mai comprata perchè ero un maschietto, quindi ci giocavo dalle mie amichette! ricordo con nostalgia la casa di Barbie su tre piani con tanto di ascensore e il camper! senza parlare della barbie baywatch biondissima e con il costume rosso!

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  6. oddio, questa cosa mi ha fatto tornare in mente che io da piccolo distrussi letteralmente la casa di barbie con ascensore di una mia amica schiantandomici sopra…… lì per lì non mi volle più vedere nè parlare, ma anni dopo diventò la mia ragazza.
    …e questo la dice lunga su quanto il genere femminile riesca ad essere masochista…

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