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Lina Ben Mhenni. Non spegnerete la sua voce!

EDIT: ATTENZIONE! Come potete vedere dai commenti dell’articolo in inglese, la stessa Lina mi ha contattato per precisare le inesattezze dell’articolo apparso su L’Espresso e mi ha chiesto di precisare quanto segue: non ha 22 anni, ma 28 e suo padre non è l’attuale presidente di Amnesty Tunisia, ma uno dei fondatori. Inoltre il suo pestaggio è avvenuto durante le manifestazioni e nessuno avrebbe provato a stuprarla in quel contesto.

Ho scritto sulla base dell’articolo apparso su L’Espresso, perciò mi scuso e mi chiedo come mai i giornalisti abbiano infarcito questa storia di particolari se non ne erano a conoscenza. Tuttavia l’appello a seguire questa coraggiosa blogger rimane.

 

La storia ci dirà se la Primavera Araba avrà portato un miglioramento per il genere umano. Di certo, ideologicamente, la caduta ad effetto domino di tanti dittatori appare un bene. Non mi inoltrerò, però, nel ginepraio della politica estera, né in considerazioni sulle religioni e sulle donne dell’Islam. Vorrei solo dare eco – nel mio piccolo – a questa ragazza. Lina Ben Mhenni è una giovanissima (22 anni). Figlia del presidente di Amnesty Tunisia, durante la rivolta è stata tra i blogger che più hanno dato voce all’espressione della volontà popolare.

Ben Alì è caduto, ma la Tunisia è rimasta più o meno la stessa. Nelle parole di Lina, riportate su L’Espresso, c’è ancora tanta amarezza: «Forse rispetto a prima possiamo esprimere le nostre idee, ci siamo liberati delle passate paure, prima non si poteva nemmeno parlare, ma sostanzialmente la situazione non è cambiata. Manca il lavoro, come mancava prima, c’è corruzione a tutti i livelli, come c’era prima, ma il dissenso è sempre represso con l’uso della violenza da parte della polizia e dell’esercito con aggressioni, uso di lacrimogeni, violenze, bastoni. Nel governo c’è corruzione a tutti i livelli e nonostante le nostre denunce sono tornati gli stessi picchiatori dei tempi di Ben Alì. Abbiamo le prove. Foto, video, registrazioni, ma nessuno fa niente per bloccare definitivamente questa oppressione. »

(C’è corruzione a tutti i livelli…a voi ricorda qualcosa? 😦 )

Lo scorso 9 Aprile, in piazza dell’Orologio, Lina è stata vittima di una aggressione da parte di tre poliziotti. E’ stata picchiata e molestata sessualmente. Per fortuna lo stupro vero e proprio non c’è stato grazie all’intervento di alcuni passanti, ma il fatto è comunque di una gravità sconcertante, se si considera che si intendeva usare lo stupro per ridurre al silenzio una voce libera e seguitissima.

La vita di Lina è cambiata da quando ha deciso di farsi portavoce dei giovani in Tunisia, ma ciò non le impedisce di continuare con il suo impegno universitario e con gli articoli che l’hanno resa popolare. E’ stata persino candidata al Nobel. Le minacce di morte continuano, ma lei gira senza scorta e non si ferma.

Il brutto è che, nonostante la deposizione di Ben Alì, al Governo sono salite persone non troppo diverse e la stampa tunisina le osanna così come faceva col precedente dittatore. I blogger liberi fanno quindi appello alla stampa estera affinché non si perda il focus sulla situazione, che è mille miglia lontana dall’essere risolta.

Perciò ricordatevi questo nome: LINA BEN MHENNI. Parlatene sui vostri blog e sui social network. Proteggiamola noi: che si sappia che ogni gesto contro di lei moltiplicherà l’eco della sua fama nel mondo!

Per chi capisce il francese, questo è il blog di Lina.

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