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Pensiero positivo sì…ma occhio ai “Guru”.

Come sapete, ormai da tempo promuovo l’idea del Pensiero Positivo come forma mentale per migliorare in concreto la propria esistenza. Lo sperimento sul mio umore, quindi mi sento di diffondere questa idea.

Allo stesso modo, però, vorrei mettervi un po’ in guardia da alcuni piccoli trabocchetti in cui potreste incappare, specie se attraversate un periodo della vostra vita in cui siete un po’ insicuri (molto spesso chi si avvicina al Pensiero Positivo ha qualcosa di irrisolto a cui vorrebbe porre rimedio): attenzione alle persone che incontrate e che dicono di condividere la vostra “filosofia di vita”.

La stragrande maggioranza di loro è in ottima fede e – anzi – è bello avere qualcuno che non ti tratta come se avessi le antenne verdi in fronte. Però spesso bisogna stare attenti a non perdere la bussola, perché cadere nei tranelli è facile e spesso ci si rimettono persino dei soldi.

Ora vi racconto cosa è capitato a me: siccome non sono in cerca di una nuova religione non ho mai partecipato ad incontri di gruppo, anche se per esempio mi incuriosiscono i seminari gratuiti dedicati all’Ho’oponopono, una pratica di meditazione hawaiana. Così, tanto per tenermi informata, mi sono iscritta ad uno dei tanti gruppi di simpatizzanti su facebook e devo dire che lì ho “conosciuto” e chiacchierato con persone molto simpatiche. Io non so niente delle loro vite e loro non sanno nulla della mia, vengono semplicemente pubblicati dei link riguardanti la pratica di meditazione (molto semplice: si tratta di ripetere come un mantra mi dispiace, perdonami, grazie, ti amo rivolgendosi a se stessi. Effettivamente ha un effetto calmante e benefico).

Fin qui, direte, niente di male. Finché ne hai voglia.

Peccato che piano piano sono “emerse” delle personalità. Alcune stupende, probabilmente nella vita sono delle vere guide. Ma queste le riconosci, perché non fanno che infondere fiducia agli altri. Poi ci sono i “guru de noantri”, che sono…quelli che giudicano. Quelli che “loro sono più avanti”.

Un esempio: è stato proposto un video in cui un uomo vive da quindici anni senza soldi. Come? Vestendosi di abiti che trova nella spazzatura altrui, abitando in una caverna, cibandosi di avanzi e prodotti spontanei della terra.

Ovviamente tutto il commentarium esprimeva grande ammirazione. Io ho solo osservato che – vestendosi di abiti dismessi – non è che vivesse proprio senza soldi. Sfruttava comunque produzioni altrui. Se facessimo tutti come lui – come auspicato – CHI fornirebbe il vestiario? Ma soprattutto, che differenza c’è tra lui e il Senzatetto all’angolo, che di certo non viene lodato in alcun modo da questa gente? Mi è stato risposto in tono di rimprovero che penso negativamente…e a me è venuta la pelle d’oca. Mi è venuto un flash del film “The Beach”, dove la Guru (che mi sembra fosse interpretata da Tilda Swinton), sempre molto amorevolmente e gentilmente, cerca di controllare gli altri.

Sono uscita dal gruppo come un lippa. Non mi importa se è solo una pagina di facebook, né se in fondo si è trattato solo di un commento.

Il Pensiero Positivo, così come Ho’Oponopono, è una pratica come potrebbe essere il Tai Ji Quan e non una religione o una filosofia in cui altri ti dicono cosa devi pensare. Se ci rifletto, anzi, è un controsenso: il pensiero è qualcosa di talmente personale…! Faccio ancora parte di altri gruppi che si propongono di pubblicare link “positivi”, ma ho deciso di abbandonare tutti quelli che pretendono di essere qualcosa di più, prima di tutti quelli che spacciano corsi di pensiero positivo a pagamento.

MA SCHERZIAMO?

Pensare positivo, secondo me, non significa diventare totalmente acritici, quello qualsiasi sciocco può farlo ( e non serve davvero dare soldi a nessuno per imparare a fare i beoti, vi pare?). Il vero segreto dell’ottimismo realista è osservare con occhio critico la realtà, approfondire, studiare, informarsi e cercare con fiducia il lato bello di ogni situazione. Nessuno ha mai detto che sia facile, ma se fosse troppo semplice non sarebbe così stimolante.

Una risposta »

  1. Condivido al cento per cento.
    Ci sono certi gruppi, o simili che rasentano il settarismo.
    Come ogni cosa, se portata al fanatismo o all’estremismo diventa nociva.
    Tant’è che certe sette usano questi mezzi per controllare i loro adepti.
    Hai fatto bene ad andartene!

    Rispondi

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