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Gentilezza

Ieri, come vi ho già detto, pioveva a dirotto ma io mi trovavo in giro ugualmente per cercare il regalo a mio padre. Essendoci il cielo grigio, le pozzanghere ovunque e un vento davvero fastidioso, mi aspettavo di incontrare solo persone di umore nero che più nero non si può.

E invece:

– il Senzatetto che fa la “guardia” al parcheggio della Stazione mi ha sorriso e salutato, anche se non gli ho allungato alcuno spicciolo (non ne avevo. Poi ho cambiato i soldi e gli ho dato un euro al ritorno, ma questa è un’altra storia).

– la Vecchietta che camminava accanto a me sul marciapiede mi ha salutata con molta dolcezza e mi ha rivolto qualche parola complice mentre aspettavamo al semaforo.

– il Proprietario del negozio di strumenti musicali mi ha assistita nella scelta con serietà e competenza, senza trattarmi come se fossi una che non capisce niente (siamo in Liguria  e non andiamo famosi per la cortesia dei nostri negozianti).

– Quando sono uscita dal negozio, uno dei commessi mi ha passato l’ombrello, sorridendo.

– In pasticceria c’erano altri due avventori e mi hanno fatta passare avanti mentre loro sceglievano una torta.

– Anche la commessa della pasticceria è stata per tutto il tempo sorridente.

– Tutti i mi hanno salutato con grande cordialità quando sono uscita.

In un mondo in cui ci svegliamo la mattina pensando che la vita è una guerra e che gli altri sono degli inutili attori di meschinità assortite, devo dire che l’esperienza di ieri è stata una meraviglia.

Non avevo mai pensato con così tanta intensità a quanto la gentilezza possa avere davvero effetti benefici sulle persone.

Trovo che uno dei grandi mali della nostra società sia l’aver sostituito l’ironia con il cinismo e siamo arrivati al fatto che se una mente funziona per pregiudizi e processi negativi è considerata intelligente. Chi è in buona fede e crede alla buona fede altrui, invece, è lo scemo della situazione.

Sei scemo se non inganni.

Sei scemo se non prevarichi.

Sei scemo persino se dai troppa confidenza, perché gli altri non aspettano altro che fregarti.

E’ una visione che comincio a mal sopportare.

Insomma dai, chi pensa che per vivere bene si debba fare gli stronzi a tutti i costi, il che include anche un atteggiamento prepotente e chiuso nei confronti altrui, si sta dando una zappa sui piedi da solo, possibile che sia così difficile da capire?

Su Facebook leggo moltissimi link che più o meno recitano così:

– Vivi come c**** ti pare e fregatene del giudizio degli altri.

– Meglio essere str***, che troppo buoni (dove cosa significhi “troppo” non è specificato)

– Fatti i c**** tuoi e non rompere, perché tanto io non mi faccio mettere i piedi in testa da nessuno.

Ora, per me queste sono tutte sparate da bimbiminkia, anche se a pubblicarle sono dei cinquantenni.

Fregarsene del giudizio altrui può anche essere un consiglio sensato quando si è a contatto con persone ipercritiche che impediscono di vivere serenamente, ma queste si riconoscono in fretta. In generale, fregarsene di ciò che pensano gli altri è una prepotenza. Si è persa, invece, l’attitudine a mettersi nei panni degli altri. Se tutti scendessimo dal pero e cominciassimo a entrare un po’ più in empatia con il prossimo forse i piccoli gesti quotidiani ne uscirebbero migliorati, ci avete mai pensato? Se ci rendessimo conto che a volte basta un sorriso vero da parte di qualcuno ,anche sconosciuto, per cambiare in meglio il momento che stiamo vivendo, forse saremmo un po’ più prodighi del nostro, di sorriso. E così via.

Piccoli gesti di gentilezza ne possono portare altri. A me piace pensare alla classica goccia che crea attorno a sé un’onda che diventa immensa.

Ok, ok, non sempre, perché non viviamo (ancora) nel migliore dei mondi possibili. Ma perché intanto non cominciamo a spargere gocce?

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  1. Sono biologicamente d’accordo con te. E’ vero che a volte tendo una briciola di gentilezza e mi ritrovo con uno sputo – un’anziana signora cui ho tentato di cedere il passo con un sorriso e mi ha sbraitato contro, gente che chiede informazioni e poi manco ti ringrazia, idem quando tieni aperta la porta e ti guardano come avessi chiesto soldi… mah… – però a me una piccola cortesia fa risplendere la giornata. Anche le piccole cose ovvie, quelli che si fermano alle strisce per farti passare con un sorriso, quelli che ti avvertono che hai la scarpa slacciata, quelli che ti fanno passare prima in coda… tempo fa ero alle casse di un supermercato e non mi ero resa conto di aver sforato di cinque centesimi rispetto ai soldi che avevo. E la signora dietro di me ha insistito per pagarli al mio posto, ma sorridendo, gentilissima… son piccole cose, però danno un calcio nelle palle al cinismo.

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  2. quando vado a Genova a trovare la mia amica, ho proprio notato questa cosa dei liguri.. senza offesa, ma sono così “antipatici”! MAI UN SORRISO! sono anni che vado, in tutte le stagioni, e giriamo un pò, ma davvero nessuno che t accenni almeno una smorfia, tutti con il broncio.. un sorriso in più non fa male a nessuno! 🙂

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