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Hello Kitty: fenomenologia della gatta che ha conquistato l’Universo

Premetto che se c’è una cosa al mondo che adoro sono i gattini, ripeto che ho studiato giapponese all’università e che non disdegno affatto il colore rosa.

Eppure c’è un gene ben radicato dentro di me che ancora va codificato e che gli studiosi chiamano “Gene dell’odio pazzesco verso Hello Kitty”. Scrivo questo post per approfondirne la fenomenologia: adoro parlare a vanvera delle cose che non riesco a spiegarmi (la fame nel mondo, il successo di Tuailait, le teorie sui buchi neri…cose così.)

Allora, la gattina malefica è stata creata in Giappone negli anni 70, presso la SANRIO, una casa produttrice di gadget tanto kawaii. Nata come pupazzetto per abbellire quaderni, zainetti, carta da lettere etc. etc., insieme a creature interessanti come My Melody, Badtz Maru, i Little Twin Stars, ha subìto nel corso degli anni un’ evoluzione quasi fantascientifica, che l’ha portata ad essere – mio Dio – tra i personaggi giapponesi più popolari all’estero (Lady Oscar, mangiati il fegato).

Hanno iniziato le adulte giapponesi, perciò è colpa loro. Da pupazzetta per bambini, Kitty è diventata un simbolo fashion. Che i kami ci aiutino.

Se ci si guarda intorno a Tokyo, così come nel villaggio più sperduto, è praticamente impossibile non incontrare mai il faccione tondo che ti guarda con…con…boh. E’ proprio questo il punto. Vi siete mai soffermati a pensare quanto è inquietante il muso inespressivo di Hello Kitty? La sua creatrice, Yuko Yamaguchi, ha dichiarato in un’intervista che Kitty è appositamente senza bocca di modo che non si possa mai attribuirle un’espressione precisa, ma che essa si adegui sempre all’umore di chi la guarda.

Geniale, se ci pensiamo, da parte del marketing. Spaventoso per un altro verso: sono io troppo maligna nel pensare che rendere desiderabile per le bimbe un personaggio che non fa che adeguarsi agli occhi di chi la giudica sia un peeeessimo modello educativo? Sì, forse sono io che esagero un po’. Eppure c’è proprio qualcosa che non mi va giù.

Sarà che da Tokyo, la moda è dilagata ovunque e in Italia forse più che nel resto del mondo…e come tutte le cose inflazionate mi ha stufata.

Sia ben chiaro: non ce l’ho con la ragazza che magari si compra una borsa con l’effigie della gattastra (magari quella borsa mi farà schifo, ma non lo dirò ad alta voce, giacché io sfoggio orgogliosa la borsa con su il nano Mammolo e non so ad occhi estranei cosa sia peggio…), non ce l’ho con la bimba che va a scuola con lo zainetto…è che io non capisco le collezioniste. Eh ho, c’ho un grosso limite.

Vorrei tanto sapere qual è quel motivo sub culturale che porta donne della mia età (ma anche più mature) a desiderare le scarpe di Hello Kitty, le mutande di Hello Kitty, il portafoglio di Hello Kitty, il telo spiaggia di Hello Kitty, il vestito da sposa di Hello Kitty, la macchina di Hello Kitty…

Ho reso l’idea? No, non l’ho resa. Più delle parole possono, forse, alcune immagini esplicative.

Trovate le pastiglie per la pressione nel secondo cassetto.

Si avete visto bene. Questo qui è un misura-pressione di Hello Kitty.Ma c’è di peggio. Per esempio la capsula dentaria, o le lenti a contatto:

Non siete ancora contenti?

E perchè non ammazzarci gli eroi dell’infanzia?

Alla fine di tutto questo, c’è una domanda che mi attanaglia e mi impedisce il sonno. Qualcosa su cui mi arrovello giorno e notte, che mi toglie l’appetito, che mi fa pensare di essere diversa, sbagliata e mi mette infinita malinconia: non è infinitamente più grazioso Cinnamorrol? 😀

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  1. Noooooooo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Hello Kitty è meglio 🙂

    Bello il mitra, lo voglio!!!!

    Io sto diventando brava, mi trattengo, ma qualche anno fa avevo di tutto ^//^

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  2. io amo tutti quei personaggini della sanrio.. alle medie impazzivo per keroppi.. se fossi stato una femminuccia avrei avuto tutto di hello kitty, ho 20 e tot anni ma sono ancora un bambinetto 😉

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  3. Il Perchè Sì non è una risposta esauriente e quindi non è accettata!!!

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  4. Eliselle ha scritto il chick-lit ‘Le avventure di una Kitty addicted’ e mi è piaciuto ^_^… Io sono una gattara e purtroppo ovunque c’è un gatto anche se finto i miei occhi scintillano!

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  5. Noooo, pure il LIBBBBBRO nooooooo! 😀

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    • In effetti, l’ho preso per via del curioso titolo ^_^, ma poi mi sono molto divertita, La gattina in fin dei conti c’entra poco 😉

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  6. Hah haaa, lo dicevo, io. Comunque ancora nessuno è riuscito a spiegarmi il PERCHE’ di questa attrazione fatale per la gatta malefica. 😛

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    • Io la trovo moooolto carinaaaa e dolce, credo che per gli amanti dei gatti, e non mi rivolgo a quelli che li vedono nelle immagini ( eh, sì, è facile dire quanto sono belli) ma a coloro che davvero ne hanno in casa oppure fanno i gattari e che li curano con tanta dedizione, sia imprescindibile amare un pelouche o qualsivoglia altro oggetto a forma di gatto… 😉 E’ amore felino a prima vista!

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      • Io adoro i gatti, ma Hello Kitty non sembra un gatto, sembra un panettone. Senza offesa, eh…Poi, per carità, son gusti e i miei sono discutibili. Però Cinnamorrol tutta la vita, con le sue orecchie pendule! In Giappone mi sono comprata pure il pupazzo…:D Grazie per aver cercato di darmi una spiegazione sensata!

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